Utente 436XXX

Buonasera,

a mia figlia di 13 anni, ricoverata una settimana in un reparto di neuropsichiatria infantile in seguito a continue allucinazioni visive e uditive ed a disturbi ossessivi compulsivi talmente invalidanti da non poter stare seduta su una sedia per piu' di due minuti ( con rendimento scolastico pessimo ovviamente, nonostante le sue notevoli capacità), è stata diagnosticata una sindrome ossessiva compulsiva con personalità a tratti borderline.

Le sono stati introdotti degli psicofarmaci, Serenase e Akineton , per attenuare le allucinazioni e le compulsioni, ma la stordivano troppo, dormiva sempre e non riusciva a fare niente, così il neuropsichiatra che l'ha seguita in ospedale ha tolto L' Akineton e , visto il subentrare di una forte depressione, l'ha sostituito con lo Zoloft.

La ragazzina non va a scuola dal ricovero ( ottobre) , ha provato più volte a frequentare, ma non riesce a stare seduta, a concentrarsi, le vengono forti spasmi alle gambe ecc. Io in tutto questo ho dovuto lasciare il mio lavoro precario da 400 euro al mese per seguire lei e non posso permettermi uno psicologo privato ( nelle dimissioni dell'Ospedale oltre la terapia farmacologica era indicata la necessità di una terapia psicologica).
Lo psicologo di appartenenza al mio territorio ha visto mia figlia piu' volte, e non è assolutamente all'altezza della situazione ( l'ultima volta che è andata, per fare un esempio, la ragazzina ha litigato con lui perché quest'ultimo sosteneva che le percosse da me subite da parte del padre ,a cui lei ha assistito più volte ,potevano essere giustificate)

La mia domanda è: ho diritto a un'idennita' o alla 104 , visto che ne' in questo momento posso lavorare e ne' posso permettermi di curare adeguatamente mia figlia?

Grazie mille per l'attenzione.

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Dr. Giovanni Ronzani

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Gentile signora, in effetti la terapia farmacologica andrebbe associata ad un intervento psicoterapeutico. In via generale, nel caso di giovani pazienti l'intervento farmacologico dovrebbe accuratamente calibrato, a secondo degli effetti si può variare il dosaggio o cambiare farmaco. Se non si riesce a stabilire un buon rapporto con lo psicoterapeuta disponibile nella struttura sarebbe opportuno cercare di contattare altre strutture pubbliche. non solo i servizi della ASL di neuropsichiatria infantile ( oggi detti TSMREE) ma anche i consultori familiari dovrebbero avere uno psicologo. Per il quesito specifico forse le potrebbe rispondere con più precisione un medico legale. Comunque per ottenere il riconoscimento di invalidità ed i benefici L 104/92 deve presentare domanda, tramite il medico di base alla commissione medica INPS ( alcune volte la commissione è localizzata nelle ASL) , corredata della documentazione medica rilasciata dall'ospedale o dalla ASL . L'assegno di invalidità dei minori è circa 280 euro al mese.
Cordiali Saluti

dr Giovanni Ronzani

[#2] dopo  
Utente 436XXX

Buongiorno , La ringrazio per la sua cortese risposta, in effetti lo psicologo a cui mi sono rivolta fa parte del team del consultorio familiare del mio paese di appartenenza, ed è l' unico psicologo che offre la mia zona. Mi è stato detto che posso avvalermi solo del consulto di specialisti appartenenti al mio territorio, nello specifico io sono della provincia di Palermo, ma non posso fare seguire mia figlia da un altro psicologo di qualsiasi struttura di Palermo, visto che il mio paese ne ha già uno..... è davvero così?

[#3]  
Dr. Giovanni Ronzani

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gentile signora, in effetti per questo tipi di problemi i Servizi della ASL sono strettamente divisi per zona di residenza. Come Le dicevo, oltre lo psicologo del consultorio familiare, lei può rivolgersi al servizio della ASL di neuropsichiatria infantile ( oggi detti TSMREE) del suo territorio di appartenenza. In alternativa può rivolgersi all'istituto di Neuropsichiatria infantile dell'Università di Palermo.
Cordiali Saluti

dr Giovanni Ronzani