Utente 482XXX
Egregi dottori, mi chiamo Giuseppe e ho 19 anni, vi scrivo per chiedervi una mano riguardo mio padre.

Da che ho ricordi, ha sempre avuto un carattere molto particolare. Da bambino pensavo solo che fosse una persona dalla forte personalità, ma ora credo sia instabile.

E' una sorta di dittatore che in casa non sopporta il minimo commento su qualsiasi sua decisione o comportamento, ha una lista di abitudini malsane, fastidiose e oppressive che pretende tutti sopportino.

Fuma dentro casa con le finestre chiuse (tanto per dirne una) e se qualcuno fa commenti sull'odore comincia ad inveire, insultare, minacciare pesantemente. E' una presenza ingombrante, passa le giornate sul divano ad impartire ordini: ci chiama al telefono per farsi preparare il caffè, qualcosa da mangiare, uscire a comprare alcool o tabacchi vari, e non accetta alcun tipo di rifiuto.

Insulta in continuazione, anche normalmente e senza apparente motivo, a volte ha attacchi di rabbia.

Tempo fa mi ho letto un articolo sul disturbo bipolare e mi sono reso conto di quanto mio padre corrisponda: a intervalli regolari di circa 2 mesi (che passa sdraiato sul divano), passa 2-3 giorni in quello che sembra uno stato maniacale: la prima cosa che noto è che PARLA in continuazione e senza fermarsi un secondo, descrivendo progetti lavorativi con cui dovremmo passare nel giro di un anno a possedere gran parte della cittadina in cui viviamo. Si vanta, si definisce un grande, racconta di un passato in cui sarebbe andato in giro con personaggi famosi e fatto girare la testa a qualsiasi donna incontrasse. Guarda la TV e comincia a litigare con i politici durante i talk show, parlando come fossero nella stanza con noi. Litiga con le persone che incontra per strada, cerca pretesti per fare prepotenze a persone che visibilmente non hanno voglia di litigare, ed altre cose ancora.

Passati questi 2/3 giorni, sprofonda nella depressione di cui parlavo prima.

3 mesi fa, totalmente sfinito, sono andato via di casa. Ho trovato una sistemazione e fra due settimane comincerò a lavorare per sostenermi, perché io con mio padre non ci torno. In ogni caso però sono preoccupato per mia madre, che accetta disperata tutto quello che lui le impone.

Per dirne un'altra, 6 mesi fa si era messo in testa di tenere una pistola carica nelle federe del divano in modo che "se entrano i ladri posso sparargli senza neanche alzarmi", e per due giorni siamo stati costretti a vivere con quella pistola in salone e a vederlo che ogni tanto la tirava fuori per puntarla al muro. Alla fine gli ho chiesto di metterla nella cassaforte, e per questo mi sono beccato ore di insulti.

Quello che ho scritto è niente, c'è tanto altro da dire ma era importante dare un'idea della situazione. Mio padre peggiora, fa discorsi incoerenti, continua a spendere soldi per sigarette ed alcool nonostante la situazione non lo permetta.

Ho paura che se gli parlo di un ricovero possa incavolarsi, quindi chiedo a voi un consiglio su come muovermi.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Lei non specifica l'età di suo padre. Nella seconda parte della lettera lei descrive un quadro che rimanda a un disturbo bipolare, che probabilmente si è instaurato su un disturbo di personalità. Visto però l'esordio tardivo di questa patologia (ma qui dovremmo approfondire l'anamnesi) occorrerebbe anche fare indagini neuroradiologiche ad escludere un disturbo organico cerebrale.
Se suo padre non è d'accordo il ricovero può essere eseguito solo in TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), ma questo viene praticato solo in condizioni estreme.
Le consiglio di chiedere un appuntamento al suo CIM per spiegare la situazione a chi di competenza,
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-