Utente 175XXX
Buongiorno, scrivo a proposito di mio padre: 64 anni, non fumatore, sovrappeso, soffre di ipertensione, colesterolo alto, frequenti apnee notturne.
Lunedì scorso, nel pomeriggio, ha cominciato ad accusare un malessere diffuso, sudorazione fredda, stato confusionale e difficoltà nell’articolazione delle parole.
Quando l’ambulanza è sopraggiunta, lo stato confusionale era completo ed era incapace di riconoscere anche i parenti più stretti. Nel tragitto non rispondeva neppure alle sollecitazioni visive (luce negli occhi).
All’arrivo al pronto soccorso era incosciente, presentava flaccidità al braccio sinistro, grave aritmia, lieve iperglicemia ed era in preda a fortissime convulsioni che sono state immediatamente riconosciute dal medico di turno come attacco epilettico acuto e prolungato. Preciso che nella mia famiglia non si sono mai verificati episodi di epilessia.
Al pronto soccorso gli sono stati somministrati DIAZEPAM e ossigeno (100%), in quanto la percentuale di anidride carbonica nel sangue risultava molto alta. Inoltre gli sono state somministrate soluzione salina e fisiologica tramite flebo.
È stata infine eseguita una TAC al cervello che è risultata completamente negativa, escludendo anche la minima emorragia cerebrale.
Nel giro di circa 30 minuti ha riacquistato completa mobilità al braccio sinistro, il livello di anidride carbonica nel sangue è sceso drasticamente e ha riacquistato piena coscienza, lucidità e facoltà di articolazione del linguaggio, pur non ricordando nulla di quanto successo nelle ore precedenti.
La mattina seguente, dopo visita con il neurologo che non ha riscontrato nessuna anomalia nelle facoltà cognitive e motorie, è stato sottoposto a elettroencefalogramma, con esito negativo. Il giorno dopo è stato sottoposto a risonanza magnetica che non ha evidenziato anomalie a parte un leggero e localizzato rigonfiamento della massa cerebrale che è stato imputato all’attacco epilettico.
Preciso che un episodio analogo, anche se molto più lieve, era accaduto due anni fa: stessi sintomi, stesse convulsioni e stessa risoluzione della crisi. Tutti gli esami neurologici effettuati successivamente al primo attacco hanno dato esito negativo, non consentendo di individuare la causa del problema.
Le domande che vorrei porvi sono le seguenti: la causa delle crisi è neurologica o cardio-circolatoria/respiratoria? Le convulsioni epilettiche sono un effetto dell’ipossia cerebrale o la causa scatenante? In sostanza, dobbiamo investigare il problema dal punto di vista neurologico o cardio-circolatorio? Sarebbe utile tenere in casa una bombola di ossigeno da utilizzare per brevi somministrazioni giornaliere (a scopo preventivo) e/o in caso di comparsa dei primi sintomi?
Vi ringrazio anticipatamente per l’eventuale riscontro.

[#1] dopo  
Dr. Nunzio Paolo Nuzzi

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Gentile Utente 175232,

da come ce la descrive sembra proprio una crisi epilettica (che è di origine neurologica). Probabilmente, nel prosieguo delle indagini i colleghi neurologi consiglieranno di fare un nuovo EEG più sensibile, perché fatto in deprivazione di sonno.
Le altre possibili cause (respiratorie, cardiocircolatorie e vascolari) andranno comunque indagate.
Se si confermerà la diagnosi di crisi epilettica, la cosa più giusta da fare sarà un'adeguata terapia farmacologica (sempre a cura del neurologo).

Scusi per il ritardo nella risposta.

Cordialità
Dr. Nunzio Paolo Nuzzi
Direttore S.C. Neuroradiologia Diagnostica e Interventistica - E.O. Galliera Genova
paolo.nuzzi@galliera.it

[#2] dopo  
Utente 175XXX

Gentile Dott. Nuzzi,

La ringrazio per la cortese e rapida risposta.
Le confermo che a mio padre in effetti è stata da poco prescritta una terapia farmacologica per l'epilessia.

Ringraziandola ancora per il suo prezioso tempo le porgo cordiali saluti.