Utente 808XXX
Mi padre ieri alle ore 13 e 20 circa ha avuto un attacco ischemico.
Premetto che ha 69 anni, un infarto del miocardio nel 1982 ben superato alle spalle, ed un'occlusione cronica totale della carotide interna dx (diagnosticata due mesi fa in occasione di una TIA).
Non è iperteso, ha i valori del sangue nella norma, non fuma ma è obbeso.
All'arrivo in Ospedale gli hanno trovato valori pressori normali, ECG normale, esami del sangue normali.
Referto TC senza MDC ore 14:07
Aspetto iperdenso dell'arteria cerebrale media di sinistra, in assenza di alterazioni densitometriche parenchimali, indicativo in prima ipotesi di trombosi arteriosa in fase iperacuta.
Tale reperto va rivalutato mediante esame TC a breve distanza (circa 12h).
Il sistema ventricolare è in asse morfo-volumetricamente normale.
Spazi liquorali pericerebrali di regolare ampiezza.

I disturbi clinici osservati sono stati afasia sensoriale, disfagia, paralisi braccio-mano dx e gamba-piede dx.

E' stato ricoverato nel reparto di Medicina dell'Ospedale di Sessa Aurunca (Ce), messo sotto osservazione e sottoposto a terapia con Eparina e Ticlopidina ed altre medicine che non ricordo.

Stamane, dopo una notte relativamente tranquilla, il suo quadro clinico appariva leggermente migliorato.
L'afasia era meno accentuata, muoveva braccio e gamba anche se con meno forza dell'altro emisfero, appare lucido ed abbastanza tranquillo.

Lo hanno sottoposto alle ore 8:57 a nuova TC Cranio ed RX torace. Riporto i risultati

TC
Al controllo attuale persiste l'aspetto iperdenso della cerebrale media di sinistra, ad essa si associa una sfumata area di ipodensità in sede lenticolare ed insulare sinistra ed a livello della corona radiata omolaterale indicativa di evento ischemico in fase acuta.
Lieve riduzione volumetrica del ventricolo laterale sinistro per effetto compressivo da fenomeni edemigeni, cui si associa una riduzione dell'ampiezza dei solchi liquorali pericerebrali fronto parietali di sinistra di analogo significato.
Modesto shift del setto pellucido verso destra di circa 3,5 mm.
RX TORACE
L'esame è stato eseguito in clinostasi nella sola proiezione AP
Non sono evidenti lesioni parenchimali in atto.
Diaframma regolare nel profilo con seni costo-frenici liberi.
Ombra cardiaca aumentata di volume.

Oggi si è anche leggermente alimentato (qualche cucchiaio di pastina ed una mezza mela) e gli hanno messo il catetere per motivi pratici.

Cosa mi consigliate di fare ?? Di spostarlo in una struttura con un'unità specializzata, oppure di aspettare il superamento della fase acuta ??
Dopo quante ore si ritiene superata la fase acuta ??
Ritenete che in virtù della sede dell'ischemia, sarebbe possibile un recupero funzionale ed in che misura ??
Ed ancora, è possibile che nel suo corpo ci sia una fonte emboligena ?? Stranamente, sia due mesi fa, prima della TIA, sia prima di questo attacco, si lamentava per dolori addominali ed una sensazione come di scossa elettrica sotto lo stomaco. La presunta fonte emboligena potrebbe essere proprio nell'aorta addominale che da un'ecografia addominale di due mesi fa appariva sclereoctasica ?
Quali accertamenti ritenete opportuno eseguire per valutare meglio la situazione ??
Grazie davvero di cuore.
Siete un barlume di speranza in un momento nero.




[#1] dopo  
2114

Cancellato nel 2014
Per conoscere la vera entità ed estensione del danno ischemico serve un esame Tac dopo almeno 24 ore.
La fase acuta è fino a 4-5 giorni dall'insorgenza dell'evento, quando l'"effetto massa" della lesione raggiunge il suo massimo e bisogna escludere un possibile "infarcimento" emorragico al suo interno.
Da quanto ci riferisce sembra comunque che si sia potuto intervenire in tempo utile e molto probabilmente il danno è stato contenuto con la terapia. Tuttavia è necessario ancora il monitoraggio e l'osservazione clinica per diversi giorni per sapere quali problemi lascerà l'ischemia.
Lasci fare i medici che lo stanno seguendo e abbia fiducia, perchè stanno sicuramente lavorando molto bene.
Cordiali saluti
Dott. Alessandro Pedicelli
Specialista in Radiologia
Neuroradiologia, Radiologia e Neuroradiologia Interventistica
www.vertebroplastica.it

[#2] dopo  
Utente 808XXX

Dottore Grazie di cuore per prima cosa.
Mio padre è attualmente ricoverato nel reparto di neuroriabilitazione del Centro Neuromed di Pozzilli (IS).
Ha subito in questi giorni una marea di esami che brevemente illustro:
* Angiotac con m.d.c.
* RMN Encefalo
* Ecocolordoppler TSA (ripetuto più volte)
* ECG
* Esami ematici e urine
* Ecocardiogramma
* test sulla flussimetria
Ha già iniziato la riabilitazione.
Dalla RMN encefalo risulta che non c'è infarcimento emorraggico, che la lesione non è molto estesa ma che l'edema lo è. Ora, però, pare che si sta riassorbendo.
Sul piano diagnostico la causa è imputabile ad una stenosi carotidea ma i Medici devono ancora sottoporlo ad un'angiografia per escludere la presenza di placche nell'arco aortico (devo dire che i suoi colleghi del Neuromed sono davvero molto scrupolosi).
Sul piano oggettivo mio padre ha ripreso a muovere gli arti in modo quasi normale (dicono che c'è una ipoastenia ma non emiparesi). Ieri ha perfino provato a scrivere con la mano lesa. Ne è uscito fuori uno scarabocchio ma dopo 13 giorni è già tanto, a mio parere.
Anche la parola sta tornando. A volte strascica ancora ma ripete le parole e le frasi, anche composte, in modo quasi perfetto, e giorno dopo giorno migliora sempre di più.
Riconosce tutti quelli che lo visitano, appare abbastanza lucido, è consapevole di essere stato male e ci ha raccontato tutto quello che ha provato.
Ha, però, delle amnesie a lacuna, nel senso che ricorda cose anche molto vecchie ma ha dimenticato (spero solo temporaneamente) altre cose, sia del passato che recenti.
Non appare ancora orientato nel tempo nel senso che individua l'orario approssimativo, il mese, il giorno della settimana ma non ancora l'anno.
Spesso usa termini magari appena ascoltati da noi) per indicare cose diverse ma, rispetto a prima, ora spesso si accorge di sbagliare e si corregge da solo.
I medici lo hanno sottoposto ad un controllo e mi hanno detto che se l'edema si sta riassorbendo, come pare dai miglioramenti, cominciano la mobilizzazione visto che finora fa la fisioterapia e la logopedia a letto.
Anche la disfagia è rientrata.
Ha molta fame (dobbiamo praticamente levargli il cibo davanti) il suo morale è buono, anzi fa anche delle battute.
Lei crede che con questi presupposti ci possa essere un recupero soddisfacente delle sue funzioni ?
In particolare con riferimento alla memoria ?
Grazie di cuore di nuovo.

[#3] dopo  
2114

Cancellato nel 2014
Mi spiace, ma a questo punto le sue domande non rientrano nelle mie competenze specifiche e vanno rivolte al neurologo e allo specialista della riabilitazione.
Sono comunque molto contento per lei e la sua famiglia che le cose vadano migliorando e le invio sinceri auguri.
Cari saluti
Dott. Alessandro Pedicelli
Specialista in Radiologia
Neuroradiologia, Radiologia e Neuroradiologia Interventistica
www.vertebroplastica.it