Potrebbe realmente trattarsi di blefarite?

Salve a tutti,
scrivo per confrontarmi su una situazione che va avanti da diversi mesi.


Passo molte ore al computer e davanti a schermi in generale.
A un certo punto ho iniziato ad avvertire fastidio agli occhi: sensazione di occhi gonfi (appena sveglio), difficoltà di messa a fuoco soprattutto durante la guida e guardando la TV, e a volte come un velo caldo davanti agli occhi.
Se fisso un punto, soprattutto quando c'è troppa luce, la vista al lato sembra essere leggermente distorta come se si muovesse l'immagine (solo ad un occhio e sono esternamente).
Non ho mai avuto arrossamenti evidenti, ma spesso la luce forte, sia naturale che artificiale, mi dà molto fastidio e talvolta vedo come dei piccoli flash.


Mi sono recato da un primo oculista: visita completa, vista 10/10, nessun segno di problemi agli occhi.
Mi ha prescritto Thealoz Duo da usare tre volte al giorno.


Non avendo miglioramenti significativi, mi sono rivolto a un secondo oculista.
Anche lui ha effettuato una visita completa, compreso il test della quantità di lacrime (risultato nella media), senza riscontrare nulla di particolare.
Mi ha prescritto per due settimane un collirio cortisonico, ma i sintomi non sono spariti.
Successivamente abbiamo provato con un collirio antistaminico, anche in questo caso senza benefici.


Da pochi giorni ho notato che la palpebra inferiore di un occhio era leggermente gonfia e al centro è comparsa una piccolissima sporgenza (circa 1 mm).
La dottoressa mi ha detto che potrebbe trattarsi di blefarite e mi ha prescritto Colbiocin mattina e sera su entrambi gli occhi, che poi ho dovuto interrompere dopo 2 giorni perchè mi si gonfiavano gli occhi.
Anche le gocce lenitive alla camomilla, malva, mi danno beneficio solo nei primi 5 minuti dopo l'applicazione.


Siccome non trovo una diagnosi certa di quello che ho, sono qui a chiedere: è possibile che una blefarite possa dare questi sintomi per mesi anche senza segni evidenti?
Dr. Guido Galmozzi Oculista 14 2
I sintomi descritti, come affaticamento visivo, difficoltà di messa a fuoco, sensazione di velo e distorsioni visive, sono comuni in chi passa molte ore davanti agli schermi. La sensibilità alla luce (fotofobia) e i flash (fotopsie) possono essere associati a diverse condizioni.
La blefarite, infiammazione del bordo palpebrale, può manifestarsi con sintomi variabili. In alcuni casi, può causare secchezza oculare, irritazione e visione offuscata, che potrebbero contribuire ai sintomi descritti.

I colleghi che l'hanno visitata che diagnosi hanno fatto? Occhio secco in videoterminalista? Hanno escluso la presenza di blefarite?

Secondo me sarebbe utile fare una visita da un oculista esperto di superficie oculare per sapere con certezza se la blefarite c'è e nel caso quale tipo è. Sulla base di quello poi ci può essere la prescrizione di una terapia adeguata.

Dott. Guido Galmozzi.
Specialista in Oftalmologia.

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Utente
Utente
Buongiorno dottore.

Il primo oculista purtroppo non mi ha più risposto, il secondo, dopo avermi dato dapprima la terapia con cortisone e poi con antistaminico, mi ha detto testuali parole : "non so più cosa fare"

Al che mi sono demolarizzato e non poco.

Diagnosi non ne sono state fatte, e non mi hanno parlato affatto di blefarite.

Io sono della provincia di Milano, riuscirebbe a dirmi a chi rivolgermi o a dirmi come potrei trovare uno specialista di superficie oculare?

Grazie mille
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Dr. Guido Galmozzi Oculista 14 2
Buongiorno,
mi dispiace per il percorso frammentario che ha vissuto finora e capisco la sua demoralizzazione. Per il tipo di disturbo che descrive, può essere utile rivolgersi a un oculista che si occupi in modo specifico di superficie oculare, in particolare delle patologie corneali e congiuntivali, come le diverse forme di cheratocongiuntivite secca o di infiammazione cronica della superficie oculare. Nella sua zona può cercare uno specialista con queste competenze presso centri oculistici ospedalieri o universitari, oppure in strutture che dispongono di un servizio dedicato a cornea e superficie oculare. In questa sede non posso indicarle nominativi specifici, ma l’importante è che il collega a cui si rivolgerà abbia esperienza proprio in questo ambito e possa seguirla in modo continuativo nel tempo.

Dott. Guido Galmozzi.
Specialista in Oftalmologia.

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Utente
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Salve,
è stato gentilissimo. Vorrei approfittare per farle un'ultima domanda.
Il problema è sorto verso il mese di ottobre, giorno piu giorno meno. Ad oggi i sintomi sono sempre gli stessi e non sono peggiorati.
Siccome la frustrazione è tanta poi subentra la preoccupazione. Si possono escludere totalmente problemi di altra natura, come neurologici o tumori?

Ancora grazie
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Dr. Guido Galmozzi Oculista 14 2
Salve,
la ringrazio per l’ulteriore messaggio e capisco molto bene la frustrazione e la preoccupazione che descrive, soprattutto dopo un percorso non risolutivo. Il fatto che i sintomi siano presenti da diversi mesi ma non tendano a peggiorare, e che restino sostanzialmente limitati all’occhio e alla superficie oculare, rende poco probabile la presenza di problemi di altra natura importanti, come patologie neurologiche o tumori cerebrali. In genere, quando ci troviamo di fronte a malattie di questo tipo, nel tempo compaiono anche altri segnali d’allarme, per esempio mal di testa progressivamente più intenso, crisi tipo epilettiche, difficoltà motorie o di equilibrio, disturbi del linguaggio o della sensibilità, perdita improvvisa o rapidamente ingravescente della vista, o altri disturbi neurologici evidenti.

Detto questo, a distanza e senza poterla visitare né visionare direttamente l’occhio e gli eventuali esami già eseguiti, non è possibile escludere al cento per cento qualunque causa, e sarebbe poco serio da parte mia dirle il contrario. Quello che posso dirle è che, sulla base di ciò che racconta, il quadro appare più compatibile con un disturbo localizzato della superficie oculare, che richiede sì un inquadramento accurato da parte di uno specialista esperto, ma che di per sé non fa pensare a scenari come quelli che teme.

Il passo più utile adesso, più che concentrarsi sull’ipotesi di malattie gravi che i suoi sintomi non suggeriscono in modo specifico, è trovare un oculista che si occupi in modo particolare di cornea e superficie oculare, che possa visitarla con calma, rivedere la storia clinica dall’inizio e proporle un percorso terapeutico e di controlli nel tempo. In questo modo potrà avere sia una diagnosi più precisa, sia una risposta più solida anche alle sue comprensibili paure.

Dott. Guido Galmozzi.
Specialista in Oftalmologia.

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