Utente 197XXX
Ho 55 anni, sono miope (- 8.50 per occhio con – 1 di astigmatismo) e porto da quarant’anni lenti a contatto. Tre anni fa mi è capitato per la prima volta di percepire con entrambi gli occhi, al mattino con la stanza ancora buia, dei circoli luminosi. Interpellato il mio oculista, mi è stato diagnosticato, per entrambi gli occhi, il distacco del vitreo con trazione vitreo-retinica a ore 5, 6,7 e degenerazioni retiniche. Mi sono convinta ad effettuare un intervento di sbarramento laser. Abbiamo iniziato con l’occhio destro ma durante l’intervento mi è capitato di svenire per il dolore: il mio oculista ha parlato di crisi vagale, mi sono ripresa ed abbiamo completato il lavoro (luglio 2008). Non ho avuto la forza di farmi rivedere per l’altro occhio fino all’anno scorso (aprile 2010) ma allora il mio oculista non ha ritenuto indispensabile intervenire sull’occhio sinistro invitandomi solo ad un controllo dopo un anno, cosa che ho appena fatto. Questa volta la situazione pare essere peggiorata per espansione della zona interessata (ore 4-7) ed assottigliamento dello spessore. Decidiamo, dunque di effettuare lo sbarramento laser non con il solito anestetico somministrato sotto forma di collirio ma con anestesia locale (una puntura). Purtroppo sono svenuta di nuovo e non per il dolore, mio marito che mi accompagnava ha detto che appena adagiata a terra non riuscivo a respirare, il mio oculista ha parlato di una sorta di crisi epilettica, per questo non abbiamo ripreso il lavoro (eravamo proprio ai primi colpi di laser) e secondo il mio oculista non è più possibile intervenire in questo modo ma, se fosse necessario procedere per un ulteriore deteriorarsi delle condizioni della retina (per un foro ad esempio), bisognerebbe avere l’assistenza di un anestesista per “mettere a riposo” il cervello. Nel frattempo controllo fra tre mesi. Debbo dire che la situazione mi lascia inquieta: se le condizioni del mio occhio sono peggiorate temo possa anche verificasi un improvviso distacco di retina e non me la sento di sottopormi a continui controlli, preferirei risolvere il problema. Non per sfiducia nei confronti del mio medico, vorrei quindi sentire altre opinioni ed interpellare altri specialisti per cui chiedo anche informazioni su oculisti e valide strutture pubbliche italiane specializzate per i problemi della retina e del corpo vitreo. Grazie per l'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Giulio Bamonte

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SAlve,

non si sottoponga al laser "preventivo". Non serve a niente.
Il laser serve solo se gia'cé'un foro o una rottura.
Il laser preventivo NON SERVE A NULLA.

Faccia i controlli per carita', ma solo le rotture sintomatiche vanno trattate. Le rotture sintomatiche sono accompagnate da lampi e scintille.
Vale a dire che se percepisce lampi e scintille e poco dopo va da un oculista che le diagnostica una rottura retinica allora il trattamento va fatta...altrimenti e'del tutto inutile. Anzi il laser e'dannoso.
Cordiali Saluti,
Dr. Giulio Bamonte.
Oculistica, Retina, Cataratta, Glaucoma
www.giuliobamonte.it

[#2] dopo  
Utente 197XXX

grazie per la prontissima risposta, è al tempo stesso confortante e avvilente -perchè evidentemente anche il primo intervento non era necessario. con i migliori saluti