Utente 128XXX
Gent.mi,
V scrivo per chiederVi un consulto: ho una bimba di 5 anni che dal 28/08/15 presenta un rigonfiamento dentro alla palpebra superiore destra e inizialmente era molto gonfia la palpebra e violacea come se avesse un livido. In effetti 2 giorni prima la bimba ci ha spiegato che aveva preso una botta con una penna da un'amica proprio sopra all'occhio dove era gonfia. Così, pensando fosse un trauma l'ho portata dalla pediatra per farmi fare ricetta per il pronto soccorso oculistico, ma mi ha dato lei la cura: diagnosticato calazio (secondo lei non c'entrava nulla la botta presa). Cura: fare 5 gg di impacchi tiepidi di acqua e sale e crema 3 volte al giorno cortison chemicetina 0.5%, data solo esternamente sulla palpebra (non dentro all'occhio). Passati i 5 giorni abbiamo terminato la cura (il 209) e sembrava che tutto fosse a posto. Dopo 2 giorni di normalità ecco che è ricomparso il "gnocchetto" (il 4/09). L'ho notato perchè la bimba stava disegnando sul tavolo e quindi aveva la palpebra stesa sull'occhio. Così subito il giorno dopo siamo andate al pronto soccorso oculistico (il 5/09) e il medico di turno ci ha confermato il calazio. Ha detto di continuare la crema dandola 4 volte al giorno per 7 gg e impacchi tiepidi di sola acqua, senza sale. Noi stiamo continuando quindi a dare il cortisone nella palpebra alla bimba ma non si sta risolvendo nulla. Vale la pena dare tutto questo cortisone sopra ad un occhio? Ha già fatto 5 gg + 4 gg e dovremo continuare fino a sabato. Perchè non si risolve nulla? Va bene la terapia? va bene quella crema? Possiamo cambiare qualcosa per far si che quel calazio si risolva?
Ciò che mi pare strano è che inzialmente era violaceo come se ci fosse un livido. Può essere colpa della botta presa o sono 2 cose separate e quindi il calazio sarebbe venuto comunque anche senza la botta?
Leggevo che bisogna curare l'alimentazione in caso di calazi: cosa significa? Cosa devo togliere e cosa devo invece aumentare nella sua dieta? Preciso che è allergica alla noce.
Vi ringrazio sentitamente per i consgli che mi darete.
Buona giornata

[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
SVIZZERA (CH)
NAPOLI (NA)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2004
Prenota una visita specialistica
gentile signora,

la terapia di un calazio e’ sicuramente locale , ma puo’ avvalersi con successo anche di una terapia

per via generale (antibiotica) piu’ facilmente gestibile soprattutto in una bambina cosi piccola.

I calazi e le blefariti certo si curano a tavola, ma nel senso della prevenzione :

arricchendo la dieta di frutta , verdura fresca ed alimenti sani, leggeri e ben digeribili ( poco grassi).

Ora il calazio si e’ formato e dobbiamo con pazienza aspettare la guarigione.

per poterla aiutare ancor di piu’ dovremmo conoscere meglio i dati e l’obiettivita’ di sua figlia...


E’ stata fatta diagnosi differenziale con MOLLUSCO CONTAGIOSO

patologia molto frequente a quell’eta’??

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 o 0258395333

[#2] dopo  
Dr. Luigi Marino

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
SVIZZERA (CH)
NAPOLI (NA)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2004
le allego un articolo del dottor ANTONIO PASCOTTO
che trova sul nostro sito di medicitalia

IL CALAZIO È UNA NEOFORMAZIONE BENIGNA O UN NODULO, INDOLORE, CHE SI FORMA ALL'INTERNO DELLA PALPEBRA SUPERIORE O INFERIORE.
I calazi sono il risultato di infiammazioni delle ghiandole palpebrali, generalmente non di tipo infettivo. Questi noduli, simili a cisti, si formano infatti all'interno di ghiandole palpebrali che servono per produrre grassi (ghiandole di Meibomio).

All'interno di un calazio possiamo ritrovare pus e quelle secrezioni grasse (lipìdi) che normalmente aiutano a lubrificare l'occhio ma che, per l'ostruzione della ghiandola che li contiene, non possono più defluire.

Molti calazi finiscono per drenarsi spontaneamente, facendo sì che la patologia si possa risolvere da sola. Tale processo viene facilitato da periodici impacchi caldi e delicati massaggi della palpebra in cui è presente il calazio.

Tuttavia, alcuni calazi persistono per diverse settimane e crescono fino a diventare così grandi da creare dei disagi estetici significativi. I calazi più grandi, inoltre, possono premere sulla cornea, determinando una temporanea irregolarità sulla superficie dell'occhio e inducendo, così, un difetto visivo noto come astigmatismo, che causa una relativa diminuzione della vista.

Se il calazio non si risolve spontaneamente, può essere necessaria l'escissione chirurgica.



PERCHÉ SI FORMA IL CALAZIO?
Non sempre è possibile identificare una causa per il calazio. Tuttavia, i calazi sono più comuni nei pazienti con blefarite (infiammazione delle palpebre) e con rosacea.

Le persone con rosacea, caratterizzata da arrossamento del viso e lievi neoformazioni sotto la pelle (papule e pustole), sono inclini ad avere alcuni problemi agli occhi, come la blefarite cronica ed i calazi.

La rosacea, infatti, può colpire anche le palpebre, le congiuntive (sottili membrane trasparenti che rivestono la superficie oculare), le cornee (la parte anteriore e trasparente dell'occhio) e le sclere (il bianco dell'occhio).

Tutte queste manifestazioni della rosacea a carico delle strutture oculari sono complessivamente indicate come rosacea oculare. Le cause della rosacea stessa possono essere difficili da individuare, anche se i principali indiziati sono fattori ambientali ed ereditari.

Alcuni microrganismi che vivono alla base delle ciglia, inoltre, possono esacerbare le infiammazioni del margine palpebrale, contribuendo alla formazione dei calazi.



COME SI CURA IL CALAZIO?
In coloro che sono inclini a sviluppare calazi, il medico oculista può prescrivere terapie preventive, come la pulizia delle palpebre, l'applicazione di farmaci per via topica (applicati direttamente sulle palpebre) o l'assunzione di farmaci per via orale, al fine di migliorare quelle condizioni di base che possono favorire la formazione dei calazi.

Il farmaco più comunemente prescritto per via orale per la blefarite e la disfunzione delle ghiandole di Meibomio è la doxiciclina (un antibiotico). A volte vengono prescritti anche farmaci a base di tetraciclina e minociclina, che fanno parte della stessa famiglia di antibiotici. Va detto, però, che la doxiciclina tende ad essere meglio tollerata.

Gli antibiotici topici e orali, invece, sono poco efficaci quando i calazi sono già sviluppati, dato che questi non hanno generalmente componenti infettive attive che richiedano questo tipo di approccio.

calazio
Un calazio si forma quando si ostruisce una ghiandola palpebrale

Se si sviluppa un calazio, suggerirei soprattutto di applicare impacchi caldi ed umidi sulla parte esterna della palpebra chiusa, per favorire il drenaggio dalla ghiandola sebacea ostruita.

I calazi piccoli e poco appariscenti possono non richiedere alcun trattamento. Tuttavia, alcuni calazi, causati dall'ostruzione completa di una ghiandola palpebrale, non si risolvono da soli. Questi possono rimanere a tempo indeterminato o addirittura crescere.

Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un calazio fastidioso e persistente, è possibile sottoporsi ad un semplice intervento chirurgico ambulatoriale per l'asportazione.

In tali circostanze, utilizziamo l'anestesia locale per addormentare la zona prima di fare una piccola incisione, di solito sotto la palpebra, per rimuovere il contenuto del calazio senza lasciare cicatrici visibili.

Una procedura alternativa consiste nell'iniettare il calazio con corticosteroidi per consentirne un più rapido svuotomento. Un effetto collaterale potenziale dell'iniezione di steroidi è lo schiarimento della cute dell'area trattata, che può essere un problema nelle persone con pelle più scura.



Quando un calazio tende a riformarsi nella stessa parte della palpebra o ha un aspetto sospetto, è opportuno che il tessuto rimosso venga inviato ad un laboratorio d'analisi, per escludere che possa trattarsi di una neoformazione tumorale.

Fortunatamente, la stragrande maggioranza dei calazi è relativamente innocua.

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 o 0258395333

[#3] dopo  
Utente 128XXX

Grazie Dott. Marino per la Sua risposta.
Non è stata fatta alcuna "diagnosi differenziale con MOLLUSCO CONTAGIOSO". Di cosa si tratta? Chi la dovrebbe fare? Un dermatologo o un oculista?
A Suo avviso va bene continuare a dare crema cortisonica per così tanti giorni sull'occhio? Se mi indica di quali dati obiettivi Le servono per chiarire il quadro, con piacere Le risponderò.
Grzie per la Sua disponibilità.