Utente 104XXX
Gentilissimi, Vi scrivo perché ho bisogno di un’informazione. Cercherò di essere breve e di spiegare più chiaramente possibile la mia situazione dentale generale, per poi arrivare alla domanda che intendo rivolgerVi. Ho sempre sofferto molto con i denti, nonostante io sia sempre stato molto attento alla mia igiene dentale ed orale, non trascurandola mai. Siccome nell’infanzia mi recavo da un dentista che applicava sovente la tecnica dell’estrazione più di quella della conservazione, mi sono ritrovato ben presto con una situazione dentale pietosa e con parecchi denti e molari in meno. Una decina di anni fa sono andato da un altro dentista per cercare di ripristinare la situazione e lui ha deciso che bisognava dar luogo ad un programma di recupero radicale e definitivo per ridarmi tutti gli elementi che mi erano stati estratti nel tempo e così i denti naturali che mi erano rimasti sono stati ridotti a monconi e, una volta affinati, sono stati usati da “pilastri” per reggere delle protesi. La mia arcata superiore è, oggi, tutta artificiale. Per quanto riguarda l’ arcata inferiore, invece, ho solo i 5 denti centrali ancora naturali mentre ho, a destra, una protesi di 5 elementi che regge su 3 monconi e, a sinistra, una protesi di 3 elementi che regge su 2 monconi. Al termine di questo enorme lavoro il dentista mi ha fissato i vari ponti utilizzando un cemento definitivo commettendo, probabilmente, un errore. Ho pensato, da profano, (tesi che è stata poi avvalorata da un altro dentista) che tenendo conto che la maggior parte dei monconi erano ancora vitali, le protesi sovrastanti non avrebbero dovuto essere cementate definitivamente e ho avuto altresì conferma di questo mio sentore quando due anni fa è capitato che tutti e 3 i monconi che reggono la protesi inferiore destra hanno iniziato a farmi male. Dopo la relativa radiografia il dentista ha decretato che tutti e tre i denti necessitavano di una devitalizzazione ed ovviamente, essendo la protesi cementata definitivamente, il dentista, per andare ad operare sui monconi sottostanti, ha dovuto spaccarmela per rimuoverla. Dopo averla rimossa, a suon di martellate, mi ha devitalizzato i tre denti interessati e mi ha dovuto far ricostruire una nuova protesi per sostituire quella che mi aveva rotto. Eseguite queste operazioni io ho deciso di non farmi più cementare definitivamente la nuova protesi per paura che i monconi potessero, nel tempo, darmi nuovamente fastidio, così ho comprato la pasta kukident ed ho utilizzato quella per riattaccarmi il ponte ogni qualvolta si staccava, pensando che andasse bene per quel tipo di protesi. Poche settimane fa è successo che l’ultimo moncone a destra (che è stato, ripeto, devitalizzato) ha incominciato a farmi molto male e mi si è gonfiata tutta la parte gengivale circostante al dente stesso e se premevo la parte interessata fuoriusciva sangue e pus. Mi sono recato dal dentista per una valutazione sull’accaduto e per chiedergli perché se il dente in questione è devitalizzato mi dia ancora fastidio. Ovviamente spiegazioni precise è stato impossibile darle: “Può trattarsi anche di un’infezione che abbia interessato la gengiva e non il dente in sé”, mi ha detto, anche se il dente mi pulsava ed io lo sentivo vivo. A quel punto io gli ho detto che stavo adoperando la kukident per attaccarmi il ponte perché il cemento provvisorio che lui mi aveva messo era durato pochissimi giorni e, sinceramente, non è che potevo recarmi ogni volta da lui per farmi attaccare la protesi in questione. Lui mi ha detto, a quel punto, che quei tipi di pasta non sono affatto indicate per la tipologia di protesi dentarie che ho io e che addirittura è molto probabile che le sostanze con cui è composta quella pasta abbiano potuto penetrare nella gengiva e farmi sviluppare l’infezione. Io lì per lì un po’ sono rimasto basito perché , benché magari quelle paste non siano indicate per il mio tipo di protesi, sono state comunque pensate, credo, per andare a contatto con le gengive delle persone, quindi per quale scopo vengono prodotte se possono portare a queste conseguenze dopo la loro applicazione? Lui stesso ha abbracciato la mia linea di pensiero di non procedere al cementare definitivamente la protesi ma ha detto che ogniqualvolta il ponte si stacca devo andare obbligatoriamente da lui, perché solo il dentista possiede gli strumenti adatti per poterlo riattaccare. Ma io ultimamente mi sono anche trasferito e , sinceramente, non posso farmi i kilometri ogni due giorni, vitanaturaldurante, per farmi attaccare la protesi. Ho provato a chiedere a lui se ci fossero prodotti più indicati per il mio tipo di protesi di modo che io possa attaccarmela da me, ma mi ha dato risposta negativa. A parer suo non ce ne sono. La mia domanda è quindi questa: possibile che non esista un modo per potersi attaccare queste protesi autonomamente senza bisogno di andare ogni volta dal dentista? Su internet ho trovato un altro prodotto che si chiama Pontefix che, dal nome, sembra proprio adatto allo scopo. Potete dirmi se, per Voi, può essere idoneo o se esiste qualcun altro prodotto appropriato per questo tipo di operazione? Mi sembra strano non ce ne siano. Un’altra domanda che volevo porvi è la seguente: in questo momento l’infezione al dente/gengiva mi è passata dopo una settimana di antibiotici Klacid (sono allergico all’augmentin), ma sempre il dentista mi ha consigliato di assumere una oki al giorno dopo pranzo. Io, da profano, ho detto lui che non avevo più dolore e che l’oki l’avevo già assunta quando il dente mi faceva male, e che ho eseguito regolarmente anche degli sciacqui con il colluttorio (sempre oki) ma lui ha detto che anche se ora non ho più dolore è comunque consigliato io assuma l’oki perché è comunque un antinfiammatorio e può aiutarmi a sedare eventuali residui dell’infezione. Secondo Voi è giusta questa visione?
Sperando di aver esposto gli eventi in maniera chiara, Vi ringrazio anticipatamente per la risposta e spero che questa domanda possa servire ad altre persone che si trovano nelle mie stesse condizioni. Cordiali Saluti e grazie per il servizio che offrite!

[#1] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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"ho deciso di non farmi più cementare definitivamente la nuova protesi per paura che i monconi potessero, nel tempo, darmi nuovamente fastidio, così ho comprato la pasta kukident ed ho utilizzato quella per riattaccarmi il ponte ogni qualvolta si staccava"

Con questa manovra lei ha compromesso probabilmente irreparabilmente quello che restava della sua dentatura.

I ponti e le corone su denti (diversamente da quelle su impianti) DEVONO essere cementate definitivamente.
Se si staccano e restano staccate, i monconi si cariano e si infettano.

Il cemento provvisorio è solubile nella saliva.
Il kukident serve per tener attaccate le dentiere, NON i ponti.
E' come se lei fosse rimasto per anni senza cemento.
Un disastro quindi.

I ponti non devono decementarsi con facilità.
Almeno i ponti ben costruiti e precisi.

Quelli mal costruiti e largamente imprecisi invece si staccano con facilità.

Questa è purtroppo la cruda realtà.
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[#2] dopo  
Utente 104XXX

Mi scusi dottore, forse Lei non ha letto bene la mia storia clinica o forse io non l’ho espressa nel migliore dei modi, non so.
La protesi in questione (5 elementi su 3 monconi) è stata , la prima volta, cementata definitivamente ma i denti sottostanti si sono infiammati comunque e per poterli devitalizzare il dentista ha dovuto rompermi tutta la protesi con un martello proprio perché, essendo cementata definitivamente, non veniva via. Ed ho dovuto pagare nuovamente un lavoro (la nuova protesi) che avevo già pagato profumatamente.

“E' come se lei fosse rimasto per anni senza cemento.
Un disastro quindi.” Da dove ha desunto questa informazione? Non sono assolutamente stato per anni senza cemento. Il cemento, ripeto, c’è sempre stato. Solo negli ultimi mesi, dopo le devitalizzazione dei 3 monconi interessati all’infiammazione, ho deciso di utilizzare (in accordo con il dentista) quello provvisorio e non definitivo per evitare che i monconi potessero darmi nuovamente fastidio e per evitare di dover rompere nuovamente la protesi. E meno male che è stata fatta questa scelta altrimenti, visto che il dente (DEVITALIZZATO) è ritornato a darmi fastidio, avrei dovuto rompere anche la nuova struttura.
Molto umilmente Le dico che la mia domanda era sostanzialmente un’altra e non ho ricevuto risposta. Secondo Lei quindi devo farmi cementare definitivamente anche la nuova protesi? E se i monconi sotto si risvegliano di nuovo, così com'è successo, nonostante sono devitalizzati, cosa faccio? Mi faccio di nuovo rompere tutta la struttura?

Possibile non vi sia un modo per poter attaccare le protesi senza cementarle definitivamente? Capisco che il cemento definitivo funga anche da protezione per eventuali infiltrazioni, ma così non è stato dal momento in cui nonostante fossero state, in prima istanza, cementate definitivamente, i denti sottostanti si sono comunque infiammati.

“Con questa manovra lei ha compromesso probabilmente irreparabilmente quello che restava della sua dentatura.” Non credo, visto che il resto del lavoro è tutto cementato in maniera definitiva e vivo sempre con il timore che i denti sottostanti possano risvegliarsi, visto quello che ho patito per farmi staccare la piccola parte di protesi in questione (che interessa, ripeto, solo 5 elementi).

Non ho trovato in questa risposta una pertinenza con la mia domanda, ma mi metto in discussione, magari sono io che non ho spiegato gli eventi in maniera chiara. La ringrazio comunque per l’interesse. Buona serata, cordiali saluti!

[#3] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Forse non mi sono spiegato bene.
Temo che la vecchia protesi sia ormai inutilizzabile, sia per la scelta del cemento provvisorio, ma soprattutto a causa del kukident, e forse (ma di questo non ho la riprova) anche perché scarsamente precisa in origine.

La cementazione definitiva è possibile a patto che:
1) i bordi dei monconi protesici siano intatti;
2) la protesi faccia frizione sufficiente;
3) i monconi non siano cariati o infetti;
4) le gengive siano sane e non irritate.
Dubito monto che sussistano TUTTE queste condizioni.
La mancanza di una sola impedisce la cementazione definitiva.
La mancanza del punto 1 è condizione sufficiente per imporre il rifacimento protesico.

In una protesi ben fatta (parlo della prima) i monconi sotto NON DOVEVANO infiammarsi.

Spero di essere stato più comprensibile, anche se temo che la mia risposta non le piaccia proprio per nulla.
Però, mi creda, è una risposta estremamente onesta.
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[#4] dopo  
Utente 104XXX

Dottore senta, a me non è che "non piacciano proprio per nulla le sue riposte", come dice Lei, ma semplicemente non mi sembrano pertinenti con le mie domande. Sembrano più risposte generali, generate più da un meccanismo automatico che da una persona fisica. Sono risposte che pretendono di avere pretesa di universalità nonostante Lei non conosca quali siano le reali condizioni delle mie protesi dato che, ovviamente, non Le ha viste.
"Temo che la vecchia protesi sia ormai inutilizzabile, sia per la scelta del cemento provvisorio, ma soprattutto a causa del kukident,". Cosa significa? Forse non mi sono spiegato bene ma la protesi (ora ce l'ho montata) è perfettamente utilizzabile ed intatta ed aderisce perfettamente sia ai monconi che alla gengiva anche perché è stata fatta nuovamente, ripeto, pochi mesi fa dopo aver preso ex novo l'impronta dopo che la prima, lo ricordo, è stata spaccata al fine di andare a devitalizzare i monconi sottostanti. Non vedo poi cosa intende Lei per "inutilizzabile a causa del kukident!" vuole dire forse che la kukident ha potuto rovinare la protesi, perché è forse corrosiva? La protesi non mostra né segni di corrosione,né altro. Ripeto è nuovissima. Quando vado dal dentista quando si stacca lui me la pulisce e me la riattacca e così resta finché il cemento provvisorio non termina il suo effetto.
"La cementazione definitiva è possibile a patto che:
1) i bordi dei monconi protesici siano intatti;
2) la protesi faccia frizione sufficiente;
3) i monconi non siano cariati o infetti;
4) le gengive siano sane e non irritate.
Dubito monto che sussistano TUTTE queste condizioni.
La mancanza di una sola impedisce la cementazione definitiva."
E'pertinente tutta questa precisazione con la mia domanda? Non ho chiesto quando e come può avere luogo una cementazione definitiva. Le condizioni per una cementazione definitiva ci sono, sono io che non ho voluto farla fare per timore, ripeto, che i denti potessero darmi nuovamente fastidio e dover spaccare, per la seconda volta, una struttura nuova appena fatta. Poi, in base a cosa Lei dice che DUBITA MOLTO che sussistano queste condizioni se non ci siamo nemmeno mai visti? Perché avanza tale ipotesi senza aver una base minima delle cose che dice?
Le ripeto che la mia domanda era sostanzialmente un'altra: ESISTONO PRODOTTI CHE SI POSSONO USARE PER ATTACCARE IL PONTE AUTONOMAMENTE SENZA BISOGNO DI ANDARE OGNI VOLTA DAL DENTISTA? SI esistono o NO non esistono? Questo volevo sapere. Non volevo certo avere una valutazione strutturale e qualitativa sulla mia protesi, sarei pazzo. E'impossibile Lei possa farmela a distanza senza averLa mai vista. Per questa ragione, le altre risposte che azzardano ipotesi senza conoscere le reali condizioni delle strutture installate nella mia bocca mi sembrano alquanto superflue e fuori luogo, mi scusi. Ma poi perché usare terminologie del tipo DISASTRO, CRUDA REALTA'? etc etc (come quelle della prima risposta che mi ha dato) non le trovo appropriate. Su questo sito ho trovato domande di persone che pretendevano l'assurdo come quella di attaccarsi le protesi addirittura con la colla attack e gli altri medici hanno risposto con molto tatto a questa domanda seppur illogica. Io ho semplicemente chiesto se esistono prodotti alternativi che si possono usare per applicarsi i ponti senza bisogno di dover andare ogni volta dal dentista e mi viene detto di aver fatto un disastro? Bah, non credo di aver commesso chissà che cosa o di aver fatto chissà che domanda astrusa. "In una protesi ben fatta (parlo della prima) i monconi sotto NON DOVEVANO infiammarsi." E'successo purtroppo, non certo a causa mia, che devo fare? Più di farmi sradicare la vecchia protesi a martellate, farmi devitalizzare i denti e farmene costruire un'altra nuova che aderisca meglio (considerando il fatto che la prima era stata comunque fatta 10 anni prima e che, penso, le gengive nel tempo possano ritirarsi e cambiare strutturalmente facendo magari verificare qualche infiltrazione) non ho potuto umanamente fare. Se non esistono prodotti idonei per l'operazione di applicazione autonoma provvisoria dei ponti bastava dire : "Non esistono prodotti del genere a consumo pubblico se non quelli ad uso professionale che utilizza il dentista. In ogni caso è consigliabile / obbligatorio che le protesi vengano sempre attaccate con cemento definitivo per evitare infiltrazioni e prevenire la possibilità che i monconi sottostanti possano infiammarsi!". Penso che quest'ultima possa essere l'ideal tipo di una risposta considerata onesta e pertinente e che non va oltre, sforando in valutazioni che è impossibile fare non avendomi Lei mai visitato. Poi può essere che mi sbagli! Grazie comunque.

[#5] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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" Sono risposte che pretendono di avere pretesa di universalità nonostante Lei non conosca quali siano le reali condizioni delle mie protesi dato che, ovviamente, non Le ha viste."

Giusto.
Proprio per questo non posso che dare risposte generali e non specifiche.





"Non vedo poi cosa intende Lei per "inutilizzabile a causa del kukident!"

Kukident non è un cemento, è una pasta adesiva.
Una protesi fissa attaccata con kukident lascia passare tutti i batteri presenti nella saliva, che svolgono la loro azione demolitrice sui monconi infettandoli e cariandoli.





"finché il cemento provvisorio non termina il suo effetto."

Quando termina il suo effetto significa che per qualche settimana almeno i monconi sono esposti ai batteri della bocca senza che lei possa detergere quella specifica zona.
E i batteri svolgono la loro azione demolitrice sui monconi infettandoli e cariandoli.

Le precisazioni sono MOLTO pertinenti.
Dubito molto che sussistano le condizioni per la cementazione definitiva dopo il trattamento che hanno avuto tali monconi.
Ma lei è sicuro di si (non so in base a quale criterio), per cui non mi permetto di contraddirla.
Io avanzo questa ipotesi perché non ho mai visto in trentanni una protesi fissa su monconi naturali cementata provvisoriamente per lungo tempo che non abbia prodotto carie sui monconi stessi.
Eccettuato quelle dove la precisione e la frizione è talmente alta da impedirne la rimozione nonostante il cemento provvisorio (e può succedere).




"Non esistono prodotti del genere a consumo pubblico se non quelli ad uso professionale che utilizza il dentista. In ogni caso è consigliabile / obbligatorio che le protesi vengano sempre attaccate con cemento definitivo per evitare infiltrazioni e prevenire la possibilità che i monconi sottostanti possano infiammarsi!
Penso che quest'ultima possa essere l'ideal tipo di una risposta considerata onesta e pertinente e che non va oltre"

Prendo nota che il concetto è arrivato.
Oltre a questo lei ha ricevuto (disinteressatamente e gratuitamente) molte altre informazioni utili per una scelta consapevole e considero moralmente e professionalmente il mio compito assolto.
Mi scuso per avergliele fornite in quanto non richieste, la ringrazio per i generosi apprezzamenti e la saluto.
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[#6] dopo  
Utente 104XXX

Gentile Dottore, mi preme fare alcune ultime precisazioni e poi, spero, questo interessantissimo scambio di informazioni si chiuda, sia perché non voglio rubarLe altro tempo sia perché, dopo tanti messaggi, ho desunto la risposta a cui volevo arrivare, seppur indiretta e nascosta tra mille altre informazioni e nozioni.

“Giusto. Proprio per questo non posso che dare risposte generali e non specifiche” Dirmi che la mia protesi è da buttare e che i miei monconi sono compromessi tanto da non consentire una cementazione definitiva secondo Lei è una risposta generale? A me pare una riposta specifica con la pretesa di essere universale (per universale intendo dotata di veridicità assoluta). Non mi pare vi sia generalità in questa affermazione ma ben palpabile specificità, ma ancora una volta Le dico che può essere che sia io che mi sbagli e che fraintendo.

“Una protesi fissa attaccata con kukident lascia passare tutti i batteri presenti nella saliva, che svolgono la loro azione demolitrice sui monconi infettandoli e cariandoli.” Secondo questa visione quindi l’utilizzo improprio della kukident ha sortito un brutto effetto sui monconi. Nella prima risposta che mi ha dato, Lei ha parlato di protesi inutilizzabile a causa della kukident quindi, dalla risposta, magari sbagliando, avevo evinto quasi che la kukident avesse avuto il potere di rovinare la protesi in sé, cioè i 5 elementi artificiali e non i monconi.

Ma mi chiedo, se in questi mesi che ho applicato la kukident il penetrare di infiltrazioni di vario tipo avessero rovinato i monconi, il mio dentista non se ne sarebbe accorto? Magari mi conviene andare da qualche altro dentista che valuti visivamente le strutture per avere un parere diverso. Non so.

Le informazioni che Lei mi ha fornito gratuitamente (e per questo io La ringrazio, né mi pare di aver mai messo in dubbio la Sua professionalità) sono molto valide, ci mancherebbe. Mi sono solo permesso di farle notare che non vertevano su ciò che avevo chiesto. Parlare di “non condizioni per procedere ad una cementazione definitiva” è un parere che si spinge troppo in là perché, credo, che per poterlo dare bisogna “vedere” e non “supporre” tutto qui.

“non ho mai visto in trentanni una protesi fissa su monconi naturali cementata provvisoriamente per lungo tempo che non abbia prodotto carie sui monconi stessi”. A questo proposito Le volevo dire: Lei non ha mai assistito al contrario? Ossia non ha mai visto un processo di infiammazione di monconi che sottostanno a protesi CEMENTATE DEFINITIVAMENTE? Perché a me è questo quello che è successo. Quando i monconi si sono infiammati (tanto da necessitare di una devitalizzazione) erano, ripeto, CEMENTATI DEFINITIVAMENTE. Anche io, pur non essendo del mestiere, pensavo fosse una cosa che mai potesse accadere e quando ho chiesto al mio dentista perché i monconi si fossero “ammalati” nonostante il ponte sopra fosse cementato in maniera definitiva, mi ha risposto che, negli anni, le gengive di un individuo subiscono dei mutamenti e quindi una protesi che aderiva perfettamente nel momento in cui è stata fatta, può con gli anni, a causa della gengiva che muta, creare degli spazi in cui puoi filtrare il cibo facendo infiammare i monconi.

Teoricamente e anche secondo ciò che Lei afferma, se le protesi vengono cementate definitivamente i monconi NON dovrebbero infiammarsi ma non è così, a me è capitato (e sono sicuro di non essere l’unica persona a cui è avvenuta una cosa del genere), ecco perché oggi tendo a non volerli cementare più definitivamente. Non per uno stupido capriccio, figuriamoci se a me non piacerebbe avere quella protesi fissata in maniera definitiva e non doverla riagganciare ogni volta ma l’altra volta per tirar via la protesi cementata definitivamente ho patito le pene dell’inferno ed è questo che mi blocca e non mi fa protendere per la cementazione definitiva, seppur riconosco posso essere la scelta migliore.

Non riesco a spiegarmi come mai (mia considerazione) con tutti i progressi che la scienza fa anche in campo dentistico non sia stato ancora brevettato un cemento che so, semipermanente, che svolge tutte le funzioni di cemento definitivo ma che possa essere rimosso con facilità nel caso in cui i monconi dovessero infettarsi.

Cementare definitivamente MONCONI VITALI, in base alla mia esperienza, credo sia un errore perché non vi è certezza assoluta che questi, un giorno, non possano risvegliarsi dal sonno, per qualsiasi motivo e farti patire. Non cementarli definitivamente anche è un errore perché favorisce le infiltrazioni di cibo batteri etc etc. Non esiste, insomma, mai una soluzione ottimale e definitiva.

Detto questo La ringrazio nuovamente e Le auguro una buona giornata e Buon lavoro!