Utente 429XXX
Buonasera dottori.
In data 28 Settembre mi sono sottoposto ad un intervento per la rimozione del dente del giudizio nel settore inferiore, sul lato sx.
L'intervento si é rivelato lungo e parecchio complesso.
Successivamente, dopo l'applicazione dei punti di sutura, mi sono sottoposto a un decorso con antibiotici e antinfiammatori, oltre che colluttorio specifico.
Ad oggi, il buco lasciato dall'operazione ancora non si é richiuso. Lo pulisco e sciacquo con sodio cloruro. La parte interessata, nei primi giorni di convalescenza, si é gonfiata parecchio e ad oggi, persiste una pallina formatasi sulla mandibola,che il mio dentista ha identificato come linfonodo. Mi ha dato da prendere altri antibiotici e antinfiammatori per 6 giorni e il gonfiore linfonodale si é alleviato ma non é passato. Mi domando se questo lungo decorso curativo sia normale. O se devo preoccuparmi per qualcosa di piu serio tipo un tumore mandibolare.
In attesa di risposta
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Probabilmente potrebbe trattarsi di "alveolite secca post-estrattiva" . In tali casi l’alveolo appare circondato da gengiva poco arrossata, leggermente edematosa, liscia e lucente, raramente è presente una secrezione purulenta;
la cavità alveolare può apparire vuota e secca o piena di materiale bianco-grigiastro maleodorante: di solito si tratta di residui alimentari in decomposizione. Dopo aspirazione, la cavità si presenta vuota (da cui il nome ‘alveolite secca’),

Cause: la patogenesi dell’alveolite secca non è ben conosciuta
Nell’eziologia sembrano essere esclusi processi infettivi: l’uso di antibiotici per via sistemica infatti non sortisce effetti apprezzabili.
Sono state individuate però alcune condizioni predisponenti, in particolare:

- Procedure operative particolarmente traumatizzanti;
-riscaldamento osseo con frese durante l'estrazione
- Età superiore ai 40 aa;
- Sesso femminile: l’incidenza è superiore nella donna per l’assunzione di contraccettivi orali (gli estrogeni rallentano la guarigione), e durante il ciclo mestruale;
- La presenza di un’infezione odontogena preesistente all’intervento;
- Il fumo di sigarette, per le sostanze nocive ed irritanti presenti; inoltre la nicotina ha azione vasocostrittrice, cioè ischemizzante, che provoca un ridotto apporto di ossigeno ai tessuti;
- Scarsa igiene orale;
- Malattia parodontale cronica;
- Precedenti episodi di alveolite secca;
-uso di corticosteroidi
-sindromi da immunodeficienza

L’ipotesi più accreditata è la lisi del coagulo intralveolare: dopo l’estrazione, dal medico comunemente viene applicato un tampone di garza di cotone sterile sull’alveolo residuo, ed il paziente viene invitato a tenere premuto per 20-30 minuti, per favorire l’emostasi e la formazione del coagulo.Normalmente poi vengono applicati punti di sutura per cercare di "chiudere"
il più possibile la ferita.


La terapia più accreditata ultimamente prevede:

- la rimozione di eventuali depositi presenti all’interno della cavità;
- lavaggi quotidiani dell’alveolo con soluzione fisiologica, o clorexidina allo 0,20%, o lincomicina;
- il posizionamento nell’alveolo di una garza sterile imbevuta di Eugenolo (azione analgesica).

-La frequenza delle medicazioni all’inizio è quotidiana e viene ridotta con la remissione della sintomatologia e la stabilizzazione del tessuto di granulazione fino alla guarigione.

-Altri protocolli prevedono il lavaggio ripetuto con soluzioni di povidione iodato e la somministrazione di antibiotici come metronidazolo o clindamicina o lincomicina; oppure il lavaggio con H2O2 e soluzione fisiologica; o l’applicazione di un impacco con iodoformio e vasellina insieme ad un gel di lidocaina.

Se non migliora,necessario curettaggio dell'alveolo per
eliminare detriti e favorire il sanguinamento.
Necessaria però valutazione clinica adeguata.
Distinti Saluti



Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
Perfezionato in Ortodonzia
Perfezionato in Gnatologia

[#2] dopo  
Dr. Armando Ponzi

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Gentile paziente,
Il linfonodo, se presente e dolente segnala un meccanismo operante nella fase iniziale post-estrattiva. La sua regressione di volume e di sensibilità al tatto depone per una risoluzione positiva.
La guarigione, come nel suo caso,è spesso di seconda intenzione: il 'buco' si rimarginerà in un intervallo di tempo più lungo.
Non parlerei di alveolite, che è caratterizzata da dolore molto importante che qui, mi sembra di capire non è presente.
Il laser, a diodi o NdYag in modalità defocalizzata, sono estremamente utili in queste condizioni.
Cordiali saluti
Dr. Armando Ponzi
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