Utente 454XXX
Salve sono stato da un odontoiatra per un dente mobile leggermente, successivamente al sondaggio e rx si è vista una parodontite che attualmente interessa i 4 molari superiori che presentano tasche di quasi 6 mm, sono al limite per quanto riguarda l'approccio non chirurgico.
Mi è stato proposto 2 sedute (800 euro totali ) per l'intera arcata superiore, non capisco però perché devo pagare una semi arcata di 7 denti per trattarne solo 2.
Trattamento proposto è il curretage, a seguire una detartrasi a cadenza di ogni 2 mesi.
Mi è stata prospettata la guarigione e mi hanno parlato di possibilità che l'osso nell'arco di un anno si rigeneri e che le gengive si riattaccano al dente.
È fantascienza, una visione ottimistica della situazione o può andare male?

Quanto al dente mobile, la cosa buffa è che non presenta sondaggi patologici, ma una lieve recessione gengivale di soli 2mm: ora mi chiedo, che succede? Perché si muove?
Il dentista mi ha detto che a causa di una malocclusione e precontatto con un dente superiore, tale dente soffra questo carico eccessivo sviluppatosi negli anni e non è da preoccuparsi, dicendomi che in pratica non è una mobilità dovuta a parodontite .

Vorrei un vostro parere su quanto vi ho esposto grazie

[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Buongiorno
Con il termine Malattia Parodontale, Parodontopatia, Parodontite, volgarmente denominata Piorrea, s’intende un’infezione batterica, molto frequente negli adulti, che colpisce i tessuti di supporto del dente: osso, legamento parodontale e cemento radicolare. Nel linguaggio medico il suffisso-ite, se aggiunto ad un termine anatomico, forma per convenzione un sostantivo che indica l’infiammazione del tessuto o dell’organo a cui quel termine si riferisce. In questo caso, quindi, indica un’infezione del parodonto. Il Parodonto (peri, intorno, odontos, dente) è quell’insieme di tessuti che circondano il dente conferendogli sostegno e stabilità. Che sono appunto Gengiva – Osso – Legamento Parodontale – Cemento Radicolare
Tale infezione, quando non viene trattata, causa un progressivo riassorbimento osseo, con distruzione del relativo attacco di collegamento e, nel suo stadio più avanzato, può portare alla perdita dei denti.

Il dente è formato dalla corona – parte visibile – e dalla radice – non visibile in condizioni di salute – inserita all’interno di una cavità ossea detta alveolo, ed è collegato al supporto osseo tramite delle fibre, che vanno a costituire il Legamento Parodontale. Nel punto di passaggio tra corona e radice le fibre si attaccano direttamente alla gengiva, costituendo così un sigillo, detto Sigillo Parodontale, che impedisce ai batteri di penetrare negli spazi sottostanti.

Nel realizzare questo collegamento col dente la gengiva forma una piccola plica, il solco gengivale, che in condizioni di salute è profondo non più di due -tre mm. Il solco gengivale è il punto di adesione preferenziale per i batteri della bocca che, se non rimossi con una costante attività di igiene orale domiciliare, si accumulano in un aggregato denominato biofilm o placca batterica. Il paziente può apprezzare clinicamente che le sue gengive si trovano in uno stato di salute in quanto appaiono di colore rosa corallo e presentano un andamento festonato ovvero seguono il contorno di ogni dente disegnando un profilo a “U” e non sanguinano.

Nello stato di salute le fibre che connettono il dente alla gengiva e all’osso costituiscono una sorta di cintura: è un sistema chiuso. La zona critica è rappresentata dal solco gengivale in quanto rappresentando fisicamente un solco costituisce un sito dove si possono accumulare batteri. Come si può, quindi, mantenere a questo livello uno stato di salute?

Buona igiene orale domiciliare
Buona igiene orale professionale
Sistema Immunitario dell’organismo
Se uno di questi tre punti viene meno, allora si instaura un processo infiammatorio.

La placca si concentra nelle zone più difficilmente raggiungibili con i semplici strumenti di igiene domiciliare (spazzolino, filo interdentale, scovolini, etc…), si indurisce, diventando tartaro, e rende necessario un secondo livello di igiene orale, definito professionale, che si effettua sulla poltrona dell’odontoiatra. I batteri non rimossi dalle manovre di igiene sopra descritte attivano processi infiammatori che coinvolgono inizialmente solo la Gengiva (Gengivite), patologia reversibile, ma che cronicizzandosi distruggono l’attacco di collegamento tra dente e gengiva, provocano riassorbimento osseo e danno inizio alla parodontite.
L'evoluzione è legata a diversi fattori,in primis una non buona igiene orale,abitudini voluttuarie,
(tabagismo),disordini immunitari,malattie sistemiche(diabete),per cui non è possibile dire come è quando verrà perso il supporto parodontale.
Il consiglio è quello di un monitoraggio semestrale con igiene professionale e rivalutazione periodica.

Buona Giornata





(riferimenti bibliografici :
"La patologia e la clinica della malattia parodontale"
Di Giancarlo Valletta,Sergio Matarasso,Eduardo Bucci – Piccin editrice 2005)



Legga anche questi link se le possono essere utili


https://www.medicitalia.it/blog/odontoiatria-e-odontostomatologia/5333-parodontite.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Parodontite



in quanto al trauma occlusale legga anche questo:

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/2373-trauma-occlusione-bruxismo-malattia-paradontale.html

Se ha domande,chieda pure,sui costi non mi esprimo non conoscendo il caso clinico.

Cordialita '
Dr. Luigi De Socio
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[#2] dopo  
Utente 454XXX

Salve doc.
Ho letto gli articoli e qualcosa l'ho capita, la mia domanda è sempre quella sopra posta, cioè effettivamente una tasca profonda quasi 6 mm è trattabile è curabile con approcci non chirurgici per sua esperienza?

Dopo l'ablaziobe del tartaro formatosi nelle tasche, queste tasche si chiudono riattaccandosi al dente oppure rimane aperta e bisogna solo fare igiene professionale per non far riattivare la parodontite?

Per il dente mobile che per ora non mi compromette l'attività masticatoria, degenererà con il tempo non curando la malocclusione? Perché la terapia proposta è lunga e costosa, rimozione dei 4 denti del giudizio e apparecchio(circa 8000 euro)
Forse mi sono rivolto al dentista più costoso in città

Leggendo gli articoli mi è rimasto un dubbio:
La parodontite tende inesorabilmente se non trattata a far cadere i denti, ma se per dire ora a me sono interessati solo 4 molari( i primi e secondi dellarcata superiore), gli altri denti esenti da tartaro e placca come fanno ad ammalarsi se appunto sono esenti da tartaro?

[#3] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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"Ho letto gli articoli e qualcosa l'ho capita, la mia domanda è sempre quella sopra posta, cioè effettivamente una tasca profonda quasi 6 mm è trattabile è curabile con approcci non chirurgici per sua esperienza?......."


1)Si è trattabile con approcci non chirurgici purché venga eseguita una diagnosi precisa,utilizzato un protocollo specifico,una scelta
della strumentazione da utilizzare,e venga effettuata una terapia
dì mantenimento assidua e costante.Ovviamente il sondaggio non è stato da me e seguito,e quindi
lo prendo per buono. In linea di massima è il limite per la terapia chirurgica,che comunque va sempre preceduta dallo scaling e root planing.

https://en.wikipedia.org/wiki/Scaling_and_root_planing



...." Dopo l'ablaziobe del tartaro formatosi nelle tasche, queste tasche si chiudono riattaccandosi al dente oppure rimane aperta e bisogna solo fare igiene professionale per non far riattivare la parodontite? "....


2)La gengiva deve "ritirarsi " e il sondaggio in seguito ci dirà se la terapia ha avuto successo.



...."Per il dente mobile che per ora non mi compromette l'attività masticatoria, degenererà con il tempo non curando la malocclusione? Perché la terapia proposta è lunga e costosa, rimozione dei 4 denti del giudizio e apparecchio(circa 8000 euro)
Forse mi sono rivolto al dentista più costoso in città "


3)Senta altri pareri

"Leggendo gli articoli mi è rimasto un dubbio:
La parodontite tende inesorabilmente se non trattata a far cadere i denti, ma se per dire ora a me sono interessati solo 4 molari( i primi e secondi dellarcata superiore), gli altri denti esenti da tartaro e placca come fanno ad ammalarsi se appunto sono esenti da tartaro?"

4)Difficile dare un giudizio netto sulle cure e l'evoluzione di una malattia così articolata. Ciò nonostante, con un giusto trattamento e un adeguato mantenimento è possibile tenere sotto controllo la parodontite impedendone la progressione.



Saluti
Dr. Luigi De Socio
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[#4] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentile utente, la mia risposta è più semplice meno scientifica e più pratica, la malattia parodontale è curabile solo in pazienti motivati, disposti a mantenerla nel tempo. Se lei è disposto a cambiare stile di vita, stia alle indicazioni dell'attuale odontoiatra. Se non intende seguire le istruzioni dell'igienista e continuare un mantenimento, abbandoni tutto; avrà il risultato di perdere precocemente i suoi denti, che verranno sostituiti con delle costose protesi che andranno rifatte nel tempo.
La medicina non è assolutamente matematica e le misure devono essere interpretate in base al caso clinico, i numeri che cita non hanno alcun valore, non conoscendo la posizione della tasca e il suo stato anamnestico.
Dr. Diego Ruffoni
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[#5] dopo  
Utente 454XXX

Salve ad entrambi
Dr de socio che significa diagnosi precisa?
Mi è stato fatto il sondaggio parodontale a tutti i denti e solo 4 molari sono patologici(2 tasche da 5mm, 4 e 6)
Inoltre delle rx endorali per quantificare la perdita d'attacco osseo .
I denti mobili sono esenti da tasche parodontale, da lì la certezza secondo il dentista che il problema è causato dalla malocclusione.

Con la gengiva deve ritirarsi intende propio una recessione ? Che lasci cioè scoperta una parte della radice del dente?

Una domanda anche al dr ruffoni:
Mi state dicendo che la parodontite non si cura definitivamente ma va tenuta sotto controllo con igiene orale professionale ecc?!?

Io sono disposto a cambiare stile di vita, non fumo e non bevo alcolici, quello che mi frega è l'igiene orale da sempre approssimativa, ho i molari pieni di tartaro infatti è anche altri depositi in altri denti, sono anche abbastanza gialli.
In tal senso sicuramente provvederò a curare di più i denti .

Dr de socio vorrei comunque un suo parere diretto, l ho mandato una mail alla sua casella.

Grazie
Ps l'unica cosa che ho fatto per ora dal dentista è stata una detartrasi( 2 ore di ablazione!!)

[#6] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Le rispondo a tutti i quesiti insieme,aggiungendo informazioni oltre a quelle fornite in precedenza,partendo dalla diagnosi "precisa",che verosimilmente ,da quel che narra,il Collega avrà eseguito.
Il primo passo dell'esame parodontale,consiste nell’ispezione delle gengive alla ricerca di eventuali segnali di sofferenza come arrossamento, tumefazione, retrazione ( classi I-IV di Miller)
Successivamente si passa al sondaggio che costituisce il momento fondamentale della visita , perché permette di individuare la presenza di tasche gengivali, di valutare l’entità della distruzione dei tessuti duri del parodonto (osso alveolare, legamento parodontale, cemento radicolare) e la perdita di attacco connettivale.
Dal sanguinamento dopo il sondaggio si deduce il grado di infiammazione della gengiva.
Parimenti si rileva la quantità di placca che ricopre la superficie del dente, essendo questa direttamente coinvolta nel meccanismo patologico in atto .
Si valuta, poi, la mobilità dentale che, indirettamente, fornisce un’idea della perdita di supporto parodontale.
Il passo successivo consiste nella valutazione di condizioni anatomiche, occlusali,malocclusali,parafunzionali e ricostruttive (protesiche)che possano stimolare l’insorgenza o l’aggravamento di problemi parodontali.
L’ultimo atto della visita prevede l’analisi della radiografia che, nel caso di diagnosi parodontale, deve essere un esame endorale completo (in inglese “full endorale”).
Si tratta di un insieme di radiografie endorali che forniscono l’immagine chiara e dettagliata dell’architettura ossea che circonda i denti evidenziando perdite che possono essere di tipo
"verticale " o " orizzontale"

In seguito alla visita le misurazioni vengono inquadrate in alcuni indici che esprimono sinteticamente il quadro clinico con particolare riferimento allo stato infettivo e infiammatorio dei tessuti.
Nascono così “l’indice di sanguinamento” (in inglese BOP bleeding on probing) e “l’indice di placca” (in inglese Pl ,Plaque Index) e l'indice di mobilità.
Dall’analisi di tutte queste informazioni e di quelle fornite dall’anamnesi (fumo, malattie sistemiche etc.), il dentista parodontologo si fa un’idea chiara della situazione clinica, del profilo di rischio del paziente e della relativa necessità di terapia,che preventivamente è non chirurgica,come le ho già spiegato ,partendo da quello che ha già fatto (due ore di ablazione ),oltre le istruzioni di igiene orale.
Buona Serata
Dr. Luigi De Socio
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[#7] dopo  
Utente 454XXX

Salve doc, ne deduco quindi che la terapia non chirurgica sia un "tentativo" o può considerarsi la terapia d'elezione?

È stato molto chiaro, per completezza mi chiarisce la questione delle "gengive che devono ritirarsi"

Nel web leggo che una terapia non invasiva e indolore è l'utilizzo del laser, ma mi è sembrato di aver capito che ci sono diverse scuole di pensiero in odontoiatria, chi è pro laser quindi si alle tecnologie e chi è più "arretrato" e prevale le terapie classiche manuali.
Vorrei sentire anche il vostro parere sul laser.

( comunque mi può rispondere alla mail grazie)

[#8] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Vedo che ha compreso bene il mio messaggio, se non segue alla lettera le istruzioni d'igiene domiciliare dell'igienista dentale, le cure serviranno ben poco e non dovrà mai dimenticare l'igiene professionale nei tempi stabiliti; purtroppo queste cure sono riservate a pochi eletti veramente motivati nel volersi curare.
Dr. Diego Ruffoni
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[#9] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Il LASER non è una bacchetta magica e alla fine si ottengono gli stessi risultati dei trattamenti tradizionali.
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[#10] dopo  
Utente 454XXX

Scusi, ma l'igienista dentale la intende come il dentista o è un altra figura ?

Assolutamente voglio preservare i miei denti il più possibile, anche perché non avendo nessuna copertura economica esterna sono autosufficiente in tutto e non essendo per niente ricco dover fare un impianto per mia negligenza significherebbe spendere una barca di soldi

[#11] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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L'igienista dentale è un laureato che collabora strettamente con l'odontoiatra, chiaramente ci sono professionisti che possiedono entrambe le lauree. Vedo che forse c'è un po'di motivazione, chissà se se non è un buon passo per rientrare tra gli eletti.
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[#12] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Sull' uso del laser :Nell'aprile del 2016 il Consiglio Direttivo SIDP ha evidenziato che l’utilizzo del laser come unica terapia comporta risultati che solo in alcuni lavori sarebbero simili alla terapia “classica” ma con lo svantaggio di essere molto più costosa. Tutti gli studi fino ad oggi pubblicati concordano sul fatto che i benefici ottenuti non sono mai superiori alle procedure convenzionali e che il laser non determina nessun vantaggio aggiuntivo se usato in combinazione con la terapia convenzionale.
Cordialita'
Dr. Luigi De Socio
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[#13] dopo  
Utente 454XXX

Chiaro grazie.
Aggiungo che se quanto mi riporta è realmente vero, che il laser non determini un risultato migliore rispetto alla terapia tradizionale, mi chiedo come alcuni studi odontoiatrici(ne ho trovato uno specializzato nel laser a Bologna)
Facciano passare il laser come la super terapia definitiva che ti risolve tutti i problemi!!

Politica commerciale scorretta a parer mio

Dr ruffoni le motivazioni vengono in automatico quando mi ritrovo sotto gli occhi un preventivo a tre zeri :))

[#14] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Anche il magistrale Dott. De Socio le ha fornito le ultime evidenze scientifiche del 2016 che non decantano miracoli con il laser. Poi la pubblicità racconta quello che è favorevole nascondendo molte cose. I costi sono in base allo studio, studio di periferia con minimo personale = a bassi costi, studio in centro con belle assistenti e arredamenti costosi= a alti costi.
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