Utente 397XXX
gentili medici, vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
mia moglie in data 20-06-07 è stata operata di quadrantectomia infero esterna sx con tecnica del linfonodo sentinella (negativo)
la diagnosi post intervento riporta i seguenti dati:
- un linfonodo esente da metastasi
- quattro linfonodi esenti da metastasi
- condizione post mammotome con ampia area residua di carcinoma intradottale scarsamente differenziato a pattern solido cribriforme e comedocarcinomatoso con aspetti plurifocali di iniziale microinfiltrazione stromale. neoplasia della componente intradottale giunge a stretto ridosso di un margine chirirgico di exeresi. parenchima residuo con focali aspetti proliferativi e metaplasia apocrina ed ectasia dottale
- fenotipo tumorale : proteina recettore estrogeno espressa nel 70% delle cellule tumorali con intensità di grado 2/3
- proteina recettore estrogeno espressa nel 30% delle cellule tumorali con intensità di grado 2/3
- MIB 1 (Ki67) espressa in circa il 10% delle cellule tumorali
pT1a N0 Mx-G3
eco addome negativa; scintigrafia negativa;
S-CA 19-9 22,9
S-CA 125 14,9
sia il chirurgo che l'oncologo che ci stanno seguendo ci hanno tranquillizato ed ipotizzato la radioterapia che inizierà a settembre e la terapia adiuvante da stabilire dopo ulteriore consulto ginecologico in quanto mia moglia nel 200 è stata operata per endometriosi:
se non è di troppo disturbo gradirei un vostro parere sullo stato di mia moglie e su quella parte di referto che dice (neoplasia della componente intradottale giunge a stretto ridosso di un margine chirurgico)
grazie
paolo

[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Carissimo utente,
relativamente all'aspetto di carcinoma intraduttale, è importante capire quanto giunge a "stretto ridosso" del margine di resezione. Un margine infatti infiltrato a meno di 0,2mm è da considerarsi come un margine positivo ai fini di un eventuale trattamento radiante di completamento o chirurgico di riescissione. Evidenze scientiche di studi recenti classificate come di tipo 1A, cioè di grandissimo peso sulle scelte cliniche, dimostra che il rischio di recidiva è inversamente proporzionale all'ampiezza dei margini di resezione. Comunque il mio compito non è quello di farla preoccupare. Anzi. Conoscendo con accuratezza questo aspetto si può eventualemente aggiungere un surplus di dose di radioterapia sulla sede dei margini chirurgici per garantire un ulteriore abbattimento del rischio locale. Sul resto della terapia adiuvante farmacologica attenda i commenti dei colleghi oncologi medici che non tarderanno a darle le delucidazioni necessarie.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#2] dopo  
Utente 397XXX

ringrazio per la risposta ed aggiungo che mia moglie ha 38 anni
grazie

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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I fattori prognostici che ci ha trasmesso sono complessivamente FAVOREVOLI (tranne il G3) e suggeriscono un cauto ottimismo.

Condivido il parere tranquillizzante del Suo oncologo, mentre sui "margini di resezione" chirurgica il dr. Alongi è stato, come solito, più che esaustivo.

Cordiali saluti

Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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