Utente 184XXX
Buonasera,
mio padre (74 anni, ex fumatore,pneumoconiosi, Cardiopatia ischemico-ipertensiva (pregresso Triplice By-Pas Ao-Co) ha effettuato diversi accertamenti per una sospetta formazione nodulare al polmone dx.
La Pet-tac ha evidenziato quanto segue: ... presenza di focale, intenso ipermetabolismo glucidico in corrispondenza della nota formazione nodulare sita al segmento anteriore del lobo superiore del polmone dx (2,7 cm circa di diametro trsverso e SUV max 9). Focale ma meno intenso ipermetabolismo glucidico si apprezza inoltre in corrispondenza di altre aree perlopiù pericentrimetriche di addenamento parenchimale localizzate nella metà superiore di entrambi i campi polmonari specie a destra (SUV max 3,8).
Aumentato metabolismo glucidico è presente infine in corrispondenza di alcune strutture linfonodali localizzate...

In seguito ha quindi eseguito 1 broncoscopia risultata non diagnostica e 2 bio-tac sul nodulo principale, con risultato negativo . A questo punto abbiamo cambiato ospedale e nuovamente eseguito 1 broncoscopia con prelievo di linfonodi (negativa) , 1 biotac al solito nodulo che gli ha causato pneumotorace, con esito negativo o non diagnostico (non si è capito bene) e infine una toracoscopia con prelievo di linfonodi all'altro polmone , risultati non cancerogeni. Mio padre è ora molto debilitato da tutti questi interventi, prima conduceva una vita tranquilla e abbastanza attiva, in questi giorni non riesce nemmeno a fare le scale (è stato dimesso 8 giorni fa dall'ultimo intervento). Perdipiù è come non avessimo fatto nulla, perchè alla fine non abbiamo alcuna diagnosi certa.
Riteniamo, come famiglia, che non sia il caso di insistere con altri esami. Vorrei sapere se qualche specialista ha avuto casi simili e se c'è qualcos'altro che possiamo fare oltre a curare i sintomi, quale specialista deve seguirlo oltre al suo pneumologo, e soprattutto cosa fare nell'immediato, per permettergli di recuperare una respirazione soddisfacente dopo la toracoscopia. Grazie di cuore per qualunque indicazione.

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Utente,
mi dispiace per il percorso diagnostico molto sfortunato di suo padre.
In effetti l'iter da percorrere era quello. Peccato che la toracoscopia non sia riuscita a prelevare il nodulo principale. Tuttavia io parlo col senno di poi e senza vedere le immagini.
In effetti prima di pensare a ripetere la toracoscopia o addirittura procedere ad una toracotomia diagnostica (che sembrerebbe un eccesso visto che non può essere anche terapeutica per la presenza di più noduli), si potrebbe provare il metodo più "primitivo": esame citologico dell'espettorato per tre giorni consecutivi, se c'è espettorato.
Altra possibilità, in mani molto esperte, sarebbe la biopsia transbronchiale. Tuttavia, ripeto, sto parlando senza vedere le immagini e senza vedere il paziente e le sue condizioni, dopo tutte queste procedure, compreso precedente pneumotorace.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#2] dopo  
Utente 184XXX

Buonasera, la ringrazio per avermi risposto, in effetti col senno di poi sarebbe stato meglio intervenire sul nodulo da subito, ma posso capire che si preferisca procedere per gradi. L'esame dell'espettorato, molto presente, credo sia già stato fatto al primo ricovero, se non ricordo male ci sono stati dei prelievi anche in broncoscopia, ma potrei sbagliare.
Il fatto è che dubito che i miei genitori vogliano ancora esporsi ad altri esami invasivi, hanno perso fiducia dopo tanti insuccessi e non credo nemmeno mio padre sia nelle condizioni fisiche per affrontarli (quello che hanno potuto appurare con la toracoscopia è che ha senz'altro i polmoni in pessime condizioni, e di certo ora con questi interventi+pneumotorace non sono miglorati)(non sono competente in materia ma a volte mi sembra una questione di buon senso non andare oltre).
Il fatto poi che questi ultimi linfonodi esaminati siano risultati negativi, ha alimentato in loro anche la speranza che le cose non siano così avanzate...quanto è giusto insistere e togliere la serenità?
Forse sbaglierò, ma mi sembra che le prospettive (nb:in situazioni come questa) non siano poi così grandiose da giustificare ulteriori tentativi così debilitanti.
Vorrei solo sapere qual'è il tipo di specialista più idoneo a cui rivolgersi anche solo per alleviare i sintomi e permettergli di recuperare per quanto possibile i postumi degli interventi . E' utile la riabilitazione respiratoria? Ho anche sentito parlare di farmaci che rallentano lo sviluppo delle neoplasie: nemmeno questo si può fare se non si ha una diagnosi?
Grazie ancora per la vostra disponibilità e cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Se proprio la scelta è di non andare oltre con la diagnosi ed eventuali terapie specifiche, solo lo pneumologo può occuparsi della terapia dei sintomi giacchè non esistono farmaci che aspecificamente rallentino lo sviluppo di neoplasie. Se qualcuno ha attribuito tali proprietà a qualche farmaco me ne faccia il nome e le spiegherò ciò che è possibile.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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[#4] dopo  
Utente 184XXX

Buongiorno, ho cercato un pò e ho trovato delle info sull' Erlotinib o Tarceva® (che forse sono la stessa cosa).
Cosa ne pensa? Un pneumologo potrebbe prescrivere questo farmaco o bio-farmaco? Può essere indicato in assegna di diagnosi? (ho letto questa pagina: http://www.humanitasalute.it/index.php/dossier/4901-farmaci-biologici-quando-e-perche-funzionano).

[#5] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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L'erlotinib (nome commerciale Tarceva) è un farmaco approvato per l'uso nei tumori polmonari con istologia non a piccole cellule come seconda linea di terapia. Quindi non può essere usato se non si conosce l'istologia e per ora è prescivibile solo in seconda linea (si attende l'approvazione in prima linea ma richiederà la determinazione della presenza nel tumore di una mutazione sul gene dell'EGFR).
Purtroppo su internet si leggono troppe cose scritte con termini non facilmente comprensibili al grosso pubblico e che creano illusioni.
Nel link da lei citato si parla di uno studio notissimo che impiega lo stesso farmaco, ma tra le righe c'è scritto che il paziente deve aver già fatto terapia e poi ricevere questo farmaco per mantenimento. Comunque anche questo mantenimento è ancora in corso di approvazione.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
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