Utente 559XXX
MI chiamo Stefania ho 43 anni, cerco di riassumere in breve la mia storia e il mio percorso.Ho avuto nel 94 il primo intervento di quadrantectomia al seno destro. Diagnosi:carcinoma duttale infiltrante PT1 del diametro di 2 cm. e svutamento ascellare, linfonodi negativi su 16 esaminati G2.Effettuato ciclo di radioterapia e Terapia chemioterapica adiuvante con CMF, tutto bene.Nel 2004 mi sono decisa a fare una chirurgia plastica di ricostruzione e mi è stata inserita una protesi anche sul seno non operato.Arriviamo ad oggi, mi è stato diagnosticato al seno sinistro un carcinoma duttale moderatamente differenziato (score:2+2+2),infiltrante (diametro microscopico massimo cm. 1.8) con componente minoritaria di carcinoma intraduttale.Stadiazione: G2 pT1c.
La risonanza magnetica evidenzia oltre a quanto sopra verso il prolungamento ascellare, altra chiazza ovalare a margini netti di circa 1 cm. con intensa pregnazione, riferibile verosimilmente a linfonodo.Ora devo effettuare un intervento di quadrantet<
Le mie perplessità riguardano la scelta che mi è stata posta tra lo svuotamento ascellare consigliata dal Chirurgo (come già fatto a dx senza nessun problema rilevante) piuttosto che la rimozione del solo linfonodo sentinella per il quale ho effettuato un agoaspirato e sono in attesa dell'esito.Tengo a precisare che ho piena fiducia nell'Oncologo e nel Chirurgo che mi hanno seguita in tutto il mio percorso, ma vorrei avere anche il vostro parere.
Inoltre vorrei sapere per una eventuale Radioterapia ora che ho la protesi se ci sono particolari controindicazioni.
Ringraziandovi per l'attenzione saluto cordialmente e attendo fiduciosa una Vostra risposta.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Per risponderLe sono necessari ulteriori dettagli rispetto a quanto ci ha descritto.

In quale quadrante della mammella è stato diagnosticato il tumore metacrono ?(mi pare di capire prolungamento ascellare).
E' stata praticata una nodulectomia diagnostica o una microbiopsia ?

Principale requisito per eseguire l'analisi del linfonodo sentinella
è che ci sia una diagnosi clinico-strumentale di focolaio di
CARCINOMA UNICENTRICO senza linfonodi sospetti.

Inoltre è indispensabile ovviamente conoscere il risultato dell'agoaspirazione in sede ascellare oltre che interpretare correttamente l'area di captazione alla RM.

Non è facile esprimere un parere tramite Internet per le ragioni che Le ho esposto


Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 559XXX

Innanzitutto la ringrazio per la disponibilità e per la celerità della risposta, ora cerco di darle tutte le informazioni mancanti.
Il quadrante dove è già stata effettuata l'asportazione del nodo è localizzata in zona pararareolare supero-esterno sinistro.
Mentre verso il prolungamento ascellare si trova la seconda chiazza definita verosimilmente linfonodo dall'RM che conclude specificando che nel restante ambito mammario, bilateralmente, non focolai di enhancement significativi.
Mi pare di capire dalla sua risposta che pur non avendo ancora l'esito dell'agoaspirato ascellare (spero di averlo entro la settimana) ci sono già i presupposti per rendere necessario lo svuotamento, mi correga se sbaglio.

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non ho detto questo, ma che è difficile fare una valutazione a distanza . La Risonanza magnetica è estrenanemte affidabile nell'escludere la malignità nei casi con assenza di enhancement, mentre nei casi in cui l'enhancement è presente è importante una CORRELAZIONE DIRETTA CON TUTTI GLI ALTRI TEST DIAGNOSTICI quali mammografia, ecografia, citologia.
Se in base a tale valutazione l'addensamento che descrive in parareolare risultasse l'unico focolaio UNICENTRICO di carcinoma e l'agoaspirato desse esito negativo, c'è ancora l'indicazione per l'analisi immediata del linfonodo sentinella.
Ma ripeto via Internet non è possibile fare questa valutazione.
Se gli specialisti che la seguono hanno posto l'indicazione allo svuotamento ascellare è perchè c'è il fondato sospetto o di una multifocalità o di un sospetto secondarismo ascellare.
Cordiali saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#4] dopo  
Utente 559XXX

La terrò informata.Grazie di cuore.

[#5] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Cara Signora,
le rispondo in relazione alla radioterapia di completamento sulla mammella sinistra operata. La presenza di una protesi, di per sè, può rappresentare qualche problema, seppur marginale. E' infatti spesso motivo di discussione in alcuni centri.
Dal punto di vista tecnico-procedurale, il trattamento di RT è normalmente fattibile comprendendo tutto il parenchima della ghiandola mammaria residua alle dosi standard di 50 Gy(25 sedute) con un sovradosaggio consigliato sul letto operatorio di almeno altri 10Gy(5 sedute).
La radioterapia, però può portare uno stato di frequente riscontro di fibrosi(indurimento) tardiva dello strato sottocutaneo e ghiandolare della mammella trattata con possibili alterazioni del profilo estetico date da retrazioni o ispessimenti o con effetto compressivo maggiore sulla protesi, data dalla perdità di elasticità soprastante.

Cordiali Saluti
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#6] dopo  
Utente 559XXX

La ringrazio per la risposta esaustiva e approfitto per chiederle... essendo la protesi retroperitoneale è meglio o peggio?

Grazie

[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Forse intende dire retromuscolare e non retroperitoneale.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#8] dopo  
Utente 559XXX

L'ho letto sull'esito della mammografia/eco c'è proprio scritto così, ma probabilmente è stato un errore di trascrizione, in sostanza dovrebbe essere retropettorale.

[#9] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Teoricamente, una protesi profonda e staccata dal parenchima della mammella grazie all'interposizione del muscolo pettorale, dovrebbe favorire l'approccio con le radiazioni.
Verrà comunque sottoposta ad una CT di centratura, in posizione di trattamento, che consentirà ai radioterapisti oncologi che la prenderanno in cura di studiare la posizione della protesi e i rapporti precisi con la parete toracica e con la mammella(in 3 dimensioni).

Molto cordialmente
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#10] dopo  
Utente 559XXX

Meno male, finalemnte una nota positiva.
Ancora grazie a tutti.