Utente 201XXX
Buongiorno,

Innanzitutto spiego brevemente la mia storia clinica.
Ho 36 anni, l'anno scorso mi è stato diagnosticato un cancro al seno duttale infiltrante scarsamente differenziato G3, triplo negativo, K67 al 50%.
E' stato rimosso con quadrantectomia un nodulo al seno di circa 3 cm e svuotamento ascellare con un solo linfonodo positivo al tumore.
Successivamento ho fatto 6 cicli di chemio con taxani e antracicline e radioterapia.
Ho termianto i trattamenti a ottobre del 2011.

La settimana scorsa, durante un controllo, la senologa ha visto i linfonodi ascellari residui sospetti, ha eseguito un ago aspirato e da quello è risultato che ci fosse ancora attività tumorale in essi.
L'esame istologico definitivo non è ancora arrivato, ma la senologa mi ha detto che bisognerà rimovuere i linfonodi e eventualmente fare anche della radioterapia, mentre dice che la chemio non sarà necessaria.

Le mie domande sono queste:
Prima di tutto, sono rimasta sorpresa che i linfonodi non siano stati TUTTI rimossi, vista l'aggressività del tumore in atto. Mi chiedo il perchè di questa scelta.

Inoltre, sono rimasta molto sorpresa del come queste cellule tumorali abbiano potuto resistere ai trattamenti da me effettuati dopo l'operazione. La senologa mi ha spiegato che questi sono dei residui della malattia e non dimostrano una ripresa della malattia. Secondo la vostra esperienza, è cosi?

Infine, come mai non è necessario fare altra chemio?oppure la senologa non ha voluto dirmelo al momento per rassicurarmi, visto che era la cosa che mi preoccupava di piu, e forse in un secondo momento mi sarà comunque proposta la chemio?è necessaria in questo caso, oppure basterà l'operazione e la radio?

Ovviamente sono tutte domande che dovrò porre quando avrò un secondo colloquio in vista dell'intervento, ma potete capire il mio stato d'animo in questo momento, e qualsiasi delucidazione a riguardo mi aiuterebbe.

Vi ringrazio e aspetto con ansia una risposta.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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1)
>>Prima di tutto, sono rimasta sorpresa che i linfonodi non siano stati TUTTI rimossi, vista l'aggressività del tumore in atto. Mi chiedo il perchè di questa scelta.>>>

Non è una scelta. Può capitare che ne restino.

2)>>>Inoltre, sono rimasta molto sorpresa del come queste cellule tumorali abbiano potuto resistere ai trattamenti da me effettuati dopo l'operazione. La senologa mi ha spiegato che questi sono dei residui della malattia e non dimostrano una ripresa della malattia. Secondo la vostra esperienza, è cosi?>>

SI, è così

3) >>Infine, come mai non è necessario fare altra chemio>>
Questo si potrà stabilire dopo la radicalizzazione chirurgica e non è allo stesso tempo detto che occcorra la radioterapia.

4)<<Ovviamente sono tutte domande che dovrò porre quando avrò un secondo colloquio in vista dell'intervento, >>

OVVIAMENTE...... (^____^)
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 201XXX

Salve,
La ringrazio per le sue risposte e le chiedo un ultima cosa.
Se mi potesse spiegare un pò meglio com'è possibile che queste cellule tumorali siano soppravissute a chemio e radio...questo fatto mi lascia perplessa e stupita.
E come mai non c'è bisogno di fare altri cicli di chemio?
Solo dopo averli tolti e esaminati si potrà stabilire questa cosa? come mai? dipende dalla natura di essi e cioè se risultano uguale al tumore iniziale o meno?

Per me è importante, per quanto mi è possibile, capire quali sono i meccanismi di questa malattia...

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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>>com'è possibile che queste cellule tumorali siano soppravissute a chemio e radio...>>

E' possibile ed è per questo che si cerca di rimuoverli quando c'è un interessamento ascellare, se no faremmo sempre e solo la chemioterapia e non lo svuotamento.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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