Utente 185XXX
Buongiorno,
purtroppo mi trovo a richiedere un parere su questa diagnosi, di cui non riesco a comprendere a pieno le implicazioni:

Materiale inviato Agobiopsia prostatica:
A: apice dx
B: periferico craniale e caudale dx
C: transizionale dx
D: centrale dx
E: apice sx
F: preiferico craniale e caudale sx
G: transizionale sx
H: centrale sx

Notizie cliniche
DRE = positiva; TRUS = positiva; PSA = 10,3

Diagnosi

ADENOCARCINOMA ACINARE INVASIVO DELLA PROSTATA (gLEASON 4+4= 8/10): lembi agobioptici ctr. A (60%); B (40%); D ( 70%); E (80%); F (100%); G (80%); H (90%) CON ASSOCIATI QUADRI DI AGGRESSIONE PERINEURALE

Diagnosi bioptica di Adenoca Prostatico Gleason 4+4 ng/ml presente sulla metà dei campioni bioptici (PSA 10,2 ng/mnl)

Conclusioni: paziente con comorbidità dell'apparato cardiovalscolare (IMA) e pertanto in terapia cronica con anticoagulanti ed antipertensivi che non lorendono candidato ideale alla prostatectomia radicale, per contro, candidabile a blocco androgenico totale con intento radicale. Consigliabili Scintigrafia ossea e RM pelvica.
-------------------------

Avrei bisogno di sapere quali sono le aspettative di sopravvivenza in questa situazione, se siete d'accordo con le conclusioni cui si è giunti e se gentilmente potete consigliare una struttura o un riferimento di eccellenza a Genova o anche fuori Liguria, nel caso lo riteneste opportuno.

Grazie anticipatamente per l'eventuale aiuto.

Cordiali saluti.

[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
4% attualità
16% socialità
NEGRAR (VR)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2007
La terapia ormonale prescritta non e' un trattamento radicale, ma serve a tenere sotto controllo il PSA(per un periodo variabile da alcuni mesi a qualche anno). Visto il quadro di malattia a rischio alto, escluso l'intervento , in assenza di metastasi agli esami di stadiazione, potrebbe essere indicato un trattamento con intento curativo come la radioterapia sulla prostata e sulle vescicole seminali da associare eventualmente alla terapia di deprivazione androgenica già suggerita dall'urologo.
Ovviamente bisogna visitare il paziente e avere la completezza dei dati(età,altre patologie,condizioni generali,esami negativi per metastasi a distanza, ecc.).

La radioterapia e' un trattamento radicale e non invasivo con possibilità di controllo di malattia sovrapponibili alla chirurgia. Ne parli con un oncologo Radioterapista
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#2] dopo  
Utente 185XXX

La ringrazio,
L'età del paziente è 69 anni, in ottime condizioni generali nonostante un intervento di angioplastica coronarica dovuto ad un infarto circa due anni fa ben riuscito e, a detta del dottore che lo segue, senza compromissioni rilevanti dell'attività cardiaca.

Dovrebbe effettuare la scintigrafia e la RM martedì, vedrò quindi di aggiornare il quadro appena possibile.

La domanda che maggiormente mi affligge in questo momento è: quanto conta la tempestività nell'intraprendere la terapia?
E' questione di giorni, di ore, settimane o mesi l'evolversi di una patologia con questo quadro di aggressività?
Chiedo questo perchè ci siamo resi conto di una certa "indolenza" negli accertamenti da parte dello staff di urologia presso cui la persona è in cura, in quanto era stata consigliata (e tempestivamente predisposta) da altro specialista una biopsia già 3 mesi fa ma per motivi di lontananza si è preferito seguire le indicazioni di una struttura più vicina, che successivamente a visita con palpazione ha ritenuto di procrastinare la biopsia fino alla settimana scorsa, in seguito ad innalzamento del PSA.

Stessa "tranquillità" stiamo notando nell' indicarci un percorso terapeutico e questo ci fa insorgere un dubbio: al punto in cui siamo c'è ormai poco da fare o semplicemente cambia poco muoversi tra una settimana o tra un mese perchè la patologia ha un'evoluzione lenta?

Fermo restando il completamento del quadro clinico e il certo confronto tempestivo con un oncologo (che però appartiene sempre alla stessa struttura di cui sopra) entro breve, gradirei una sua spiegazione circa la tempistica di evoluzione di questa patologia, per capire se siamo seguiti bene o se ci conviene consultare anche un'altra struttura/specialista.

Grazie!

[#3] dopo  
Prof. Filippo Alongi

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
4% attualità
16% socialità
NEGRAR (VR)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2007
Il tumore della prostata può avere un andamento lento nel tempo. Non e' sicuramente in poche ore o in pochi giorni che la malattia cambia volto per diventare più aggressiva. E 'vero anche che, per alcuni chirurghi, non essendo considerato operabile, il paziente sia "meno prioritario"di altri destinati all'intervento per i quali la mole di esami ed accertamenti richiesti puo'essere più impegnativa e quindi rapida.

Alla luce dell'età, ancora relativamente giovane per la patologia, alla conferma della negatività degli esami per metastasi, mi rivolgerei ad uno specialista in radioterapia oncologica per valutare l'opportunità di un trattamento di radio(ormono)terapia ad intento radicale.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#4] dopo  
Utente 185XXX

Grazie molte, cercheremo ulteriori risposte non appena avremo i risultati degli esami, buona giornata!

[#5] dopo  
Utente 185XXX

Buongiorno,

in seguito a Scintigrafia e RM sono stati esclusi coinvolgimenti delle ossa o altri organi eccetto lo sconfinamento nelle vescichette seminali, perdoni il gergo fai da te ma non ho qui con me gli esami.
Ci è stato riferito che la classificazione della patologia è T3.

Ora si presenta il seguente problema: circa 20 gg fa il risultato del PSA era 10.3, oggi si è ripetuto l'esame e il valore riscontrato è 6.4, cosa significa?

A casa sono preoccupatissimi in quanto questo abbassamento dovrebbe rappresentare una tipologia "immune all'ormonoterapia", secondo quanto hanno capito alla visita dal''Oncologo Radioterapista, possibile che abbiano capito bene?

Io immaginavo che un abbassamento del PSA, al netto della terapia che ancora non è iniziata, sia da interpretarsi come un' estemporanea attenuazione della "infiammazione" locale, che comunque sia abbastanza ininfluente e che sia casomai più preoccupante un innalzamento di questo valore, come in effetti era successo negli ultimi mesi, per circa 2 ng/ml al mese.


1) Mi sbaglio?

2) Alla luce di quanto sopra, ovvero il coinvolgimento delle vescicole seminali ma senza coinvolgimento di altri organi/linfonodi, esiste la possibilità di aggredire e distruggere il tumore o l'unico esito positivo possibile è il contenimento della malattia?

Grazie anticipate per il gentile riscontro!

Cordiali saluti.

[#6] dopo  
Prof. Filippo Alongi

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
4% attualità
16% socialità
NEGRAR (VR)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2007
Non mi pare ci siano elementi per dire in questa fase che si tratta di una forma resistente. Il PSA può chiaramente ridursi per la riduzione della componente infiammatoria. La radioterapia e' un'arma efficace anche per le forme T3. E' sempre un tumore localizzato senza metastasi evidenti e la terapia locale e ' il trattamento più appropriato.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#7] dopo  
Utente 185XXX

Grazie Dottore,

sto cercando di impostare una gestione psicologica della situazione ed avere le idee chiare mi aiuta molto, al resto ovviamente ci pensate voi che siete qualificati.

Buona giornata e buon lavoro!