Utente 616XXX
vi sarei molto grata se poteste darmi un Vostro parere su problema che riguarda mia mamma. E' una signora di 64 anni in ottime condizioni generali e che conduce una vita molto attiva: All'anamnesi patologica remota si segnala diverticolosi del colon e una epatite cronica da HCV con positività degli anticorpi anti moicrosomi tiroidei, antimitocondri (funzionalità tiroidea normale ), anti cellule parietali gastriche. Per questi dati bioumorali di malattia autoimmune era stata sconsigliata la terapia con interferone e consigliata terapia con ac ursodesossicolico ad alto dosaggio con funzionalità epatica nella norma. Il 12/01/2008 mia madre ha notato la presenza di una tumefazione in sede inguinale destra. L'ecografia ha evidenziato 2 formazioni linfonodali a morfologia globosa, contorni policiclici, di 38 per 21 mm e 24 per 13 mm, disomogenee, è stato eseguito un agoaspirato il cui esame istologico era suggestivo di metastasi di melanoma. La lesione primitiva del melanoma non è stata individuata. La tac toracico addominale ha evidenziato in sede inguinale destra due linfonodi ingrossati (il maggiore di 4 cm) impregnati di contrasto, per il resto l'esame è risultato negativo. Il 19/02 è stato eseguito l'intervento di svuotamento inguino iliaco otturatorio destro e l'esame istologico ha evidenziato: metastasi linfonoidale masiva di melanoma con diffusi aspetti rabdoidi a due dei 10 linfonodi inguinali esaminati, con associati aspetti di invasione angiolinfatica del tessuto adiposo perilinfonodale; 5 linfonodi iliaci, 1 linfonodo di cloquette e 7 linfonodi otturatori esenti da metastasi. In sostanza si tratta di 2 linfonodi positivi su 23. Secondo la Vostra esperienza che prognosi ha mia mamma? E' necessario eseguire altre terapie? Radioterapia? Interferone? Ed eventualmente a quale dosaggio vista la patologia epatica associata? Attendo con ansia una Vostra risposta ringraziando fin da ora per la disponibilità . Distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Ritengo che la sede interessata possa essere frutto o di una lesione sita nell'arto inferiore di destra o a livello dei genitali esterni (ha eseguito tali controlli?)[mi è capitato un pò di tempo fà di trovare prima la lesione secondaria (inguine) e dopo pochi mesi la presenza di melanoma della vulva].
Ritengo, stante il tipo di diagnosi istologica e l'attuale interrogativo sul punto di partenza, che possa essere presa in considerazione la necessità di un trattamento sistemico, previa valutazione delle condizioni generali e monitorando lo stato dell'HCV.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#2] dopo  
Utente 616XXX

la ringrazio infinitamente per il suo interessamento alla mia richiesta. I vari controlli da lei consigliati sono stati eseguiti subito dopo l'ecografia in particolare la visita ginecologica con valutazione della vulva e della vagina con ecografia uterina. Fatta anche la rettoscopia. Entrambe negative. Quale sarebbe la terapia sistemica che mi consiglia? Intende l'interferone? Se si a quale dosaggio? Consiglierebbe anche la radioterapia in sede inguinale? Nell'attesa le rinnovo i miei ringraziamenti.

[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Per decidere la terapia è necessario avere davanti la paziente, vedere i suoi esami ematici e valutare bene le sue comorbidità.
Ad oggi vi sono più di un farmaco per tale patologia e degli schemi polichemioterapici, ma la decisione si ha con la paziente davanti.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#4] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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La radioterapia sulla sede inguinale potrebbe essere utile al fine di sterilizzare la presunta malattia microscopica residua locale(ad esempio con elettroni sul letto operatorio a dosi non inferiori ai 50 Gy, se prescritta ), vista la massiva presenza di localizzazioni metastatiche linfonodali in tale sede. Comunque aggiungo che l'approccio farmacologico è quello più decisivo e su cui concentrare la maggiore attenzione, visto il carattere della malattia del melanoma che, come in questo caso, ha una tendenza diffusiva elevata anche a distanza. E' importante inoltre l'identificazione e l'exeresi della primitività, al momento occulta, da cui sono scaturiti i secondarismi ai linfonodi.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#5] dopo  
Utente 616XXX

Rinnovo i miei ringraziamenti per le risposte così celeri. Vorrei poterle chiedere dei chiarimenti. Innanzi tutto che cosa significa sterilizzazione su letto operatorio? vuol dire che la radio doveva essere effettuata durante l'intervento o sucessivamente sulla cicatrice chirurgica. In quante sedute dovrebbe essere eseguita e quali effetti collaterali potrebbe avere a livello locale? Inoltre se esistono delle tecniche di indagine per individuare la primitività che al momento risulta essere ancora occulta. Potrebbe essersi formata in sede linfonodale? per quanto riguarda la terapia farmacologica che ci consiglia intende l'interferone? se si a quali dosaggi vista anche la presenza di epatite e la positività agli autoanticorpi descritta nella mia prima richiesta di consulto. Leggendo nei forum ho colto un certo disaccordo sull'utilizzo di tali tecniche nei confronti di questa terribile patologia. Noi siamo alquanto angosciate nella decisione da prendere perchè abbiamo avuto pareri completamente discordanti a tal proposito. grazie di cuore per la vostra disponibilità.

[#6] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Sterillizzare il letto operatorio significa, entro massimo 3 mesi dal trattamento chirurgico, effettuare un trattamento con lo scopo adiuvante(quindi successivo al tempo operatorio, sulla cicatrice chirugica come riferimento esterno). Tale trattamento "potrebbe" essere utile in funzione della infiltrazione del tessuto adiposo perilinfonodale, come segnalato dall'esame istologico. Pur essendo un approccio valido per altri tipi di neoplasie solide(retto, ano, neoplasie ginecologiche, mammella), nel melanoma il significato di una Radioterapia sulle sedi linfonodali coinvolte è di minimo (o nullo) impatto clinico. Infatti l'indicazione è MOLTO discutibile, come ho già scritto, in quanto "pulire localmente" incide poco sull'andamento di malattia quando ha un carattere sistemico, come in questo caso. E' necessario un approccio in grado di raggungere le micrometastasi occulte, qualora presenti, in tutto l'organismo e agire anche sulle sedi macroscopicamente coinvolte dalla malattia. Sui farmaci dei quali chiede chiarimenti, attenda pure il consiglio dell'oncologo medico, che saprà dirle di più sull'interferone e sul possibile ruolo di alcuni chemioterapici (come ad esempio le nitrosuree).
Comunque Vi invito a rivolgersi chiaramente ai medici che vi seguono, per chiarire di persona i dubbi e le possibili terapie da intraprendere.
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#7] dopo  
Utente 616XXX

Gent.mo dr Alongi grazie infinite per la sua disponibilità e mi scusi se ne approfitto per porle u'altra domanda. Che analisi ci sono in grado di individuare e raggiungere le micrometastasi occulte nell'organismo di cui mi ha scritto e come si può agire sulle sedi macroscopicamente coinvolte della malattia. Un cordiale saluto.

[#8] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Ad oggi, sottolineo purtroppo, non vi sono esami atti a conoscere le micrometastasi, ma si sta lavorando anche in questo settore.
Sulle sedi di malattia (parlando in generale) si può attuare sia la chemio che la radio che con la chirurgia; dipende dalle sedi dalla primitività o meno della malattia ed altri fattori, che per brevità non elenco, ma che per l'oncologo sono importanti nella valutazione.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#9] dopo  
Utente 616XXX

Ringrazio i medici che con cortese attenzione hanno risposto alle mie richieste..La vostra dedizione nel seguire i nostri angosciosi dubbi ci aiuta a comprendere meglio la malattia e ad affrontarla. Dopo l'ultimo consulto da oncologo che ci ha confermato l'importanza di intraprendere una cura con interferone a basse dosi più radioterapia (10 sedute), mia mamma sembra intenzionata, nonostante i dubbi sulla reale efficacia, ad iniziare tale terapia. Spero che gli effetti collaterali non siano così gravi da non essere tollerati o da arrecare gravi disturbi. Appena mi è possibile vi aggionerò su dosi del farmaco e della radioterapia e sulla tolleraanza a tali cure. Un cordiale saluto.

[#10] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Grazie per le sue belle parole!
Ci tenga informati.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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