Utente 417XXX
Buongiorno gentilissimi dottori,
Vi illustro la situazione di mio padre 57enne per avere chiarimenti, opinioni e consigli da Voi.

Marzo 2008:Per comparsa di lombosciatalgia acuta viene ricoverato presso reparto di ortopedia dove viene sottoposto ad accertamenti con riscontro TC(11.03)di lesione nodulare solida di 3x2cm al lobo polmonare superiore destro; plurime tumefazioni linfonodali di natura secondaria nel mediastino,la piu voluminosa in sede pretracheale delle dimensioni di 4,7x4cm, condizionante compressione delle strutture contigue ed una verosimile infiltrazione della vena cava superiore .Plurime lesioni epatiche secondarie, la piu voluminosa al IV segmento delle dimensioni massime di 5,5cm.Voluminosa massa in accrescimento espansivo di natura eteroplastica del terzo medio e inferiore del rene sinistro , di aspetto disomogeneamente ipodenso, delle dimensioni di 5,3x4,8x5,4cm, che infiltra le cavità escretrici renali contigue.Plurime tumefazioni linfonodali di natura secondaria in sede retroperitoneale, la piu voluminosa in prossimità dellilo renale sx di 4x3cm.Nel lume della vena renale di sx si nota trombo neoplastico.Plurime lesioni osteolitiche di natura secondaria interessanti la II, X, XI costa di sx sullascellare media, il soma di C&, alcuni metameri dorso-lombari, gran parte dellala iliaca sx, il pube a dx, nonchè il fondo acetapolare di dx cn estensione al pilastro posteriore.
Scintigrafia ossea (10.03):due focali di iperfissazione di tracciante a livello della III costa sx e decima.La presenza di un esteso globo vescicole non permette una corretta analisi del bacino e del sacro.Area fredda al renesx fra terzo medio e distale.Prelievo citologico sotto guida ecografica formazione espansiva renale sx (18.03)materiale quasi totalmente necrotico nel cui contesto sono presenti isolate ed in piccoli aggregati CTM da carcinoma poco differenziato.Non eseguita biopsia sulle localizzazioni epatiche in quanto d difficile approccio.In data 22.03 1° ciclo chemioterapia cn carboplatino e gemcitabina.In data 26.03 somministrazione di Aredia.Dal 31.03 al 10.04 effettuata radioterapia antalgica sullemibacino dx (dose totale erogata 30Gy)
Dal giorno 17.04 2° ciclo chemio con gemcitabina 1800 mg dose totale giorno 1,carboplatino 300 mg dose totale die giorno 2.Inoltre idratazione, terapia steroidea ed antiemetica e.v. In data 19.04 2° infusione d bifosfonato (Aredia).

Mio padre si trova a casa, gli è stato assegnato un busto e un deambulatore, ma momentaneamente fatica anche a stare solo 5 minuti seduto.Ha molti dolori,spesso nausea, vomito e forte debolezza.

Detto questo premetto che sappiamo che la situazione è DURA ma tuttora non sappiamo quanto lo sia, o forse mi cullo solo nell'idea (x farmi stare bene) che "tutto passerà".Nessuno è stato con noi effettivamente CHIARO tutti ci hanno dato impressioni, considerazioni e spiegazioni l'una diversa dall'altra.
Avrei il piacere di avere Vs. opinioni a riguardo della situazione attuale e futura di mio padre.
In attesa Cordiali Saluti.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora,
mi permetto di risponderle, pur non essendo specialista in materia, avendo purtroppo dovuto affrontare un problema analogo con mio padre.
In questi casi qualunque possibilità terapeutica e bene accetta.
Si cerca di rifiutare la realtà cercando l'impossibile dai medici e dalla medicina.
E allora l'ingrato compito, da medico, me lo assumo io: la situazione di suo papà è gravissima, la malattia neoplastica è diffusa e le sue condizioni cliniche peggiorano velocemente, come lei ha modo di vedere.
Il trattamento chemioterapico proposto è al momento l'unico possibile, non sussistendo possibilità chirurgiche di radicalità, nè possibilità di trattamenti alternativi.
Da figlio invece Le dico: qualunque sia il destino di suo padre, che tutti e due conosciamo, ma che lei rifiuta "x stare bene", lei deve avere la forza di tenere duro.
E' proprio in questi momenti che chi soffre capisce dai nostri sguardi la gravità della propria malattia e si abbatte. Questo lei non lo deve permettere.
Suo papà deve avere dentro di se la speranza, anzi la certezza della guarigione, per poter reagire nel miglior modo possibile alla malattia ed alle terapie devastanti necessarie.
Perciò coraggio, si faccia forte e tenga duro, consideri la possibilità che le è data di assisterlo e di stargli vicino.
E poi, anche se non è credente, ogni tanto qualcuno "lassù" o altrove intercede per guarigioni inspiegabili ed impossibili, chiamate "miracolo".
Perchè non deve succedere anche al suo papà ?
La invito infine a prestare attenzione perchè in questi casi ed in questi momenti di disorientamento si materializzano dal nulla "cialtroni" che vendono a caro prezzo false illusioni, a volte "ciarlatani della medicina", spacciando bicarbonato o altro per cure miracolose.
Con la tristezza di chi non ha potuto fare più di tanto molto per il proprio, mi permetto di salutare lei ed il suo papà con un abbraccio.
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#2] dopo  
Utente 417XXX

...Gentile Dott.Nardacchione
ho letto il suo intervento come se chi fosse al di la dello schermo fosse un amico da tempo.Questa è una delle caratteristiche che a mio parere una grande persona in primis e un ottimo dottore poi debbano avere.
Ha colto nella mia storia tante piccole sfumature sebbene io non ne abbia parlato, forse perchè anche Lei "figlio" sa bene cosa stiamo passando e quanto ci si senta impotenti davanti a tutto questo.

Con tanta paura nel cuore avrei ancora una domanda da farle...Di che tempi clinici approssimativi stiamo parlando?

In attesa La ringrazio di cuore!
Daniela

[#3] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione

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Cara Daniela,
vorrei poterle rispondere tanti e tanti anni, ma temo che siano solo mesi o forse giorni.
Adesso però Le dirò una cosa cattiva e difficile da accettare ma è la ragione che mi sono dovuto creare quando è finito il mio papà.
Consideri che quando la dignità dell'uomo (ed un padre è l'UOMO per definizione) è distrutta dalla malattia ... quando ciò che resta di un uomo è sovvertito dal dolore, la speranza di un figlio è che la sofferenza sia più breve possibile. Alla fine diventa puro egoismo non volerci staccare da una persona che soffre, augurandoci che rimanga con noi per .... soffrire ancora ???
No cara Daniela, lasci fare le cose a chi ha deciso per noi che vadano così.
Assista Suo padre nel miglior modo possibile, sempre con il sorriso e la dolcezza che solo un figlio può rivolgere al padre, per piangere e disperarsi ci sarà sempre tempo. Dopo.

Vi abbraccio di nuovo

Francesco
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#4] dopo  
Utente 417XXX

Dott.Francesco mi ha fatto male leggere quello che ha scritto, anche se probabilmente gia lo sapevo, la ringrazio di cuore per la sua sincerità e sopratutto la sua umanità.
Sono felice sia stato proprio Lei a rispondere al mio intervento ed è bello sapere che sotto molti camici bianchi oltre a mille nozioni scientifiche si nascondono persone splendide!

Un abbraccio

Daniela

[#5] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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Mi complimento con il collega Dott. Nardacchione per le sue toccanti e sacrosante parole che condivido appieno, ricche di carica umana e piene di profonda saggezza .
A lei signora Daniela, le auspico di avere tanta forza e serenità e le esprimo tanti auguri per il suo caro papà !
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -

[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Avrei voluto rispondere come specialista oncologo ma il collega
Nardacchione con l'esperienza e la sensibilità di un figlio ha vanificato ogni possibilità di aggiungere qualsiasi altro commento, che risulterebbe solo fuori luogo
e lontano dalle Sue aspettative.

Mi consenta almeno di farle tanti auguri !
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com