Utente 567XXX
mia madre di 78 anni domani mattina dovrà sottoporsi all'impianto di un catetere per l'alimentazione parenterale.l'oncologo ha diagnosticato una carcinosi peritoneale. Lei è stata operata a maggio 2007 di adenocarcinoma endometrioide all'utero, moderatamente differenziato, per il quale ha subito l'isterectomia e l'asportazione degli annessi.Il problema è che il campione mandato ad esaminare presentava il margine inferiore neoplastico, quindi l'intervento non è stato radicale( hanno detto a causa di un sanguinamento anomalo durante l'intervento o chissà....):Ha eseguito 25 sedute di radioterapia e successivamente 2 di brachiterapia con alcuni spiacevoli effetti collaterali. è stata benino fino a natale. A metà gennaio comincia ad accusare dolori addominali. ricovero : pensano ad aderenze successive all'intervento, le fanno una tac con m.d.c.: risulta una modesta quantità di liquido peritoneale in sede periepatica, perisplenica e non ricordo dove ancora.dopo una settimana sta sempre peggio. unica cosa che le danno sono le gocce di Contramal da prendere al bisogno.Mangia sempre di meno, è inappetente, dimagrisce a vista d'occhio (ieri pesava 47 kg). nel mese di marzo consultiamo un altro oncologo che,esaminando tutta la documentazione, diagnostica la carcinosi peritoneale per la quale ,dice, l'unica cosa da tentare è la chemio e ,per l'alimentazione, quella parenterale. dopo un mese mia madre, rendendosi finalmente conto che non può andare avanti così, ha accettato di ricoverarsi di nuovo.Lei è molto debilitata, mangia pochissimo o quasi nulla da molto tempo(qualche cucchiaino di pastina o semolino e basta), vomita spesso, ha i piedi e le caviglie gonfie, dice che le gambe non la reggono, ha osteoporosi e fibrosi polmonare con BPCO, è un rottame!!!ho chiesto se si poteva evitare questa alimentazione parenterale ma mi hanno detto che è l'unica cosa da fare. sono spaventata all'idea dell'anestesia, dei rischi collegati, delle complicanze, della futura gestione domiciliare della cosa. Chiedo un parere: vale la pena fare questa cosa? può servire la chemio? o forse è meglio lasciare le cose come stanno? è vero che la carcin.periton. dà 15-20 giorni di vita come mi ha detto stasera l'anestesista che domani le impianterà il catetere?se davvero la morte è vicina, non sarebbe meglio evitarle altre sofferenze? l'alimentaz. parenter. è pericolosa?chiedo una parola di conforto.grazie

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Per mio stile di vita, credo che quando non si può agire sulla guarigione o cronicizzazione di malattia, ci si debba dedicare alla quallità di vita della paziente (non QUANTO ma COME!).
In tale contesto l'utilizzo della nutrizione parenterale è uno dei tanti presidi atti a migliorare la qualità di vita della paziente e l'inserzione del CVC o PORT-a-CATH che sia, è più difficile a spiegare che a fare (in mani esperte è una manovra che in 20 minuti si completa con anestesia locale).
Ovviamente ci saranno altre cose da valutare di concerto (terapia del dolore, squilibri metabolici....)tutti finalizzati alla qualità della vita.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#2] dopo  
Utente 567XXX

grazie per la risposta.ieri le hanno messo il CVC. nessun problema,almeno per il momento. la mia preoccupazione è per la gestione domiciliare.ora è ancora in ospedale, le sacche da 1700 kcal le vengono messe ogni 24 ore. lei mangia qualche cosina ma qualche volta vomita, come stasera.l'oncologo con il quale avemmo un colloquio prima del ricovero, ci disse che avrebbe potuto mettere la sacca solo la notte, ma se le sacche durano 24 ore come si fa? lei si è già stancata e non vuole metterle per tutto questo tempo. se non utilizzato, il catetere si rovina?mi mengono dei dubbi sulla reale efficacia di questo sistema. Se davvero sta per morire, forse non sarebbe stato meglio evitarle questa prigionia della sacca con relativa "stecca" da portarsi dietro? qualità della vita non potrebbe significare morire in pace? davvero la carcinosi peritoneale è così fulminea? davvero tra un mese sarà morta? stamattina il medico di turno ha detto a mio padre che non le faranno nemmeno la chemio. è giusto non tentare nemmeno?grazie per la risposta.

[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Non ho la paziente davanti ma da come descritto sembra proprio una situazione disperata; non credo che la chemioterapia possa in questo stadio portare ad alcun vantaggio terapeutico ma potrebbe dare solo gli effetti collaterali che peggiorerebbero solo la qualità di vita.
Per ciò che riguarda la NPT solitamente consiglio di somministrare la sacca in 16-18 ore lasciando libera la notte per riposare senza impicci.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#4] dopo  
Utente 567XXX

grazie per la risposta. alla dimissione le hanno dato un tipo di sacca da somministrare ogni 18-20 ore, ma per questioni di organizzazione (di notte non la vuol tenere e l'infermiera che viene deve conciliare gli orari con le sue esigenze lavorative), la tiene circa 15 ore , che credo dovrebbero andar bene. altro problema, che l'angoscia, è la mancanza di evacuazione. abbiamo provato con il Levolac,ma lo ha vomitato, con il clistere senza risultato. che si può fare? l'oncologo dice che è occlusa e che bisogna fare i clisteri per evitare la formazione di fecalomi.ieri ha vomitato color arancione, oggi, dopo lo sciroppo antivomito, ha poco dopo vomitato un liquido giallo.forse è il caso che ritorni in ospedale? altra queestione: la pulizia del catetere, che è un groshong,va fatta ad ogni distacco della sacca considerando che resta inutilizzato per le ore della notte? la pulizia va fatta solo con 5 c.c. di soluz.fisiologica,come dice il manuale di manutenzione, o aggiungendo alla fisiol. anche mezzo c.c. di eparina ,come dice il medico che le ha messo il catetere?l'infermiera che viene ad attaccare la sacca dice che l'eparina non va messa,anzi che può essere pericolosa. che fare?io penso che comunque la pulizia va fatta ogni giorno. mi illumini!!!

[#5] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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visto il poco tempo di utilizzo del catetere, potrebbe evitare di eparinarlo.
Oltre il laevolac, potrebbe fare dei clismi ed utilizzare dei procinetici (ma il tutto sempre sotto controllo medico, non potendo visitare la paziente).
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#6] dopo  
Utente 567XXX

secondo lei, perchè vomita se non mangia nulla? oggi non ha bevuto neanche un sorso d'acqua eppure ha vomita più del solito ( un liquido giallo intenso). sono succhi gastrici o biliari? potrebbe essere il liquido che ha nell'addome a provocarle il vomito? per occlusione si intende dallo stomaco in giù,vero? il vomito è solo di provenienza gastrica o anche intestinale? la NPT fa atrofizzare tutto l'apparato digerente,vero? quindi potrebbe essere essa stessa la causa dell'occlusione? che confusione!!!

[#7] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Infatti ...
troppe domande per poche risposte (ma lei chiede tutto ciò anche ai medici che la seguono?)
L'occlusione intestinale blocca il passaggio da monte a valle delle sostanze alimentari e dei succhi gastrici che continuano ad essere secreti; pertanto non trovando sbocco a valle i movimenti dell'apparato gastroenterico, si invertono provocando il vomito e lo svuotamento dalla bocca (certe volte anche di feci).
E' verosimile che l'infiltrazione della malattia o qualche massa addominale ostruisca quindi la canalizzazione creando questo fenomeno. Il tutto potrebbe alleviarsi con la posa di un sondino naso-gastrico. Ne parli con i medici che la hanno in cura.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#8] dopo  
Utente 567XXX

si è vero, faccio troppe domande !!! ma sono tanti i dubbi che mi vengono..e non sempre riesco ad avere risposte soddisfacenti. Lei è stato il primo che mi ha dato una spiegazione sensata del vomito..incredibile!!!stamattina l'infermiera,nel togliere il tappo al catetere chiuso per la pausa notturna, ha assistito ad una fuoriuscita di sangue che si era accumulato nel catetere stesso e che lei ha attribuito all'eparina che io le faccio usare dietro consiglio dell'anestesista.Ha ragione lei o c'è qualche problema? che significato può avere la presenza di sangue che si raccoglie nel tubicino? può essere pericoloso?stasera non so che cosa ha fatto, se ha pulito il catetere solo con fisiologica o con fisiologica + eparina o non lo ha pulito affatto(lei dice che non occorre pulire ogni volta), ma io non ne sono convinta.ho letto su internet che i CVC che vengono usati in modo discontinuo e tenuti chiusi per periodi superiori alle 8 ore,come nel caso di mia madre,devono essere eparinati, mentre per periodi inferiori alle 8 ore è sufficiente il riempimento con fisiologica.) lei che ne pensa? mi scusi ,ma sono spaventata all'idea che al mattino,andando ad attaccare la sacca, si possa trovare il catetere occluso!!!io non abito con mia madre.

[#9] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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controlli la coagulazione; nel caso vi fossero problemi, ne parli col medico.
Ribadisco che dato l'utilizzo pressocchè continuo del catetere, non credo vi sia necessità di eparinarlo tutte le volte.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#10] dopo  
Utente 567XXX

Vorrei sapere se può succedere che un adenocarcinoma endometrioide all'utero può, col tempo, dare una carcinosi peritoneale. Le mie ricerche dicono di no. comunque mia madre è morta il 30 aprile,senza migliorare nonostante la NPT.