Utente 687XXX
Gentilissimi dottori,
mia madre (64 anni) è stata ricoverata sette giorni fa a seguito di fortissimi dolori nella zona del collo e della testa. Questi dolori sono apparsi tre mesi fa e inizialmente sono stati interpretati come la conseguenza di una artrosi.
Dopo una visita presso il pronto soccorso, è seguito il ricovero in neurologia. La risonanza magnetica ha evidenziato la presenza “diffusa” di metastasi presso diverse zone del cranio e della colonna cervicale (ma anche una nella mandibola).
Il primo quadro che ci hanno fornito i medici (di neurologia) è stato sconfortante. Ci hanno spiegato che se un tumore primitivo produce metastasi cosi diffuse, quasi sicuramente non sarà operabile. E che rimane da decidere, una volta individuata la sede del tumore,solo se procedere con terapie (come ad esempio la chemioterapia) o con la semplice palliazione.
In questi giorni gli esami effettuati (una TAC total body e una mammografia) non hanno ancora individuato il tumore, ma “solo” una ulteriore metastasi nella zona dell’anca.
Siamo ancora in attesa dei risultati dei markers tumorali.
Di fronte a questo quadro avrei due domande (fra le migliaia che mi sono venute in mente in questi giorni)

1) E’ possibile che i neurologi dopo la semplice risonanza magnetica arrivino a sentenziare che si tratta di un tumore comunque non operabile per la diffusione delle metastasi ossee riscontrate? E’ possibile arrivare a questa conclusione senza avere individuato il tumore primitivo? È possibile affermare questo con sicurezza senza avere ancora sentito il parere di alcun oncologo?

2) Considerando che, a parte i dolori al cranio, la paziente è in ottime condizioni generali di salute, è possibile sperare in una soluzione che permetta una sopravvivenza relativamente lunga, se non la guarigione tramite intervento chirurgico?

Mi scuso fin d’ora per l’ingenuità delle mie domande e per il modo forse poco chiaro e poco scientifico con il quale sono state poste. Purtroppo io e la mia famiglia ci siamo trovati catapultati in pochi giorni in un mondo che, fortunatamente, ci era sempre stato estraneo.. Il dramma che ci ha coinvolto e le speranze che ci sono state subito azzerate sono un peso gravosissimo

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Sicuramente il tutto è in fase di approfondimento diagnostico, poichè credo che dare anche un'occhiata al protidogramma non sarebbe male.
Certo la presenza di disseminazione di malattia è un segnale poco confortante, ma ciò non toglie che non si possano effettuare terapie che rallentino l'evoluzione della malattia (tipo ac. zoledronico o similare); è imperativo però avere un'idea della sede di partenza della malattia per instaurare una terapia adeguata (in ultima analisi si potrebbe bioptizzare una sede ossea di malattia).
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente 687XXX

La ringrazio per la sua attenzione e per la rapidità con la quale ha risposto.
Attenderemo gli approfondimenti diagnostici,
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Utente 687XXX

Ieri abbiamo avuto un nuovo breve colloquio con un medico dell'ospedale (reparto neurochirurgia).
Il medico ci ha effettivamente spiegato che il caso di mia madre si presenta abbastanza complesso e si sta valutando la possibilità di intervenire, intanto, con un intervento chirurgico di stabilizzazione delle vertebre della colonna cervicale attraverso, se non ho capito male, l'applicazione di alcune placche.
Il medico ci ha detto inoltre che in sede di operazione esiste la possibilità di trattare direttamente anche le metastasi attraverso una tecnica (relativamente nuova) che sfrutta le radiofrequenze. Tuttavia, poichè le metastasi sono state individuate in 3 zone diverse, si deve ancora valutare concretamente la possibilità di intervenire in questo modo.
Mi piacerebbe sapere quali sono gli effetti positivi di questo intervento con le radiofrequenze e se si tratta di una operazione complessa che comporta qualche rischio per il paziente.
Vi ringrazio e vi auguro una buona giornata.

[#4] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Sul rischio chirurgico, ne parli con i colleghi che la informeranno dopo la decisione della sede da trattare.
Intervengo per suggerire, nel corso dell'intervento, stante il dubbio diagnostico, l'esecuzione della biopsia a cielo aperto a livello delle lesioni.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#5] dopo  
Utente 687XXX

La ringrazio per la sua risposta, come sempre rapida e cortese.
Dopo un nuovo consulto, i neurochirurghi ci hanno detto che qualsiasi decisione su un intervento è rimandata ai risultati della biopsia sui tessuti lesionati. La biopsia non si sa bene ancora quando verrà effettuata.
Le chiederei un consiglio di tipo più pratico che strettamente medico. Nell’ospedale in cui è ricoverata la paziente non esiste un reparto di oncologia. Nessun oncologo è stato ancora consultato sui risultati delle analisi che finora sono state fatte e che non hanno dato indicazioni per l’individuazione del tumore primitivo (Risonanza magnetica, TAC total body, mammografia, marker tumorali). L’unica cosa che è emersa sono appunto le metastasi ossee nelle colonna cervicale, alla base del cranio, nella mandibola e in un anca.
Pensa che sia opportuno muoversi “autonomamente”, cioè richiedere una copia della cartella clinica della paziente e consultare di nostra iniziativa un oncologo? O comunque è inutile un consulto oncologico fino a quando non sarà effettuata la biopsia?
La ringrazio e la saluto cordialmente