Utente 154XXX
egregi Dottori,
vi scrivo per avere idee più chiare sul quadro clinico di mio padre.

Età attuale 64, è stato operato il 25/01/10 per un adenocarcinoma del retto mod. differenziato (G2) con aspetti muchinosi, infiltrante la parete fino al grasso periviscerale, con metastasi linfonodali (pT3G2N1; C2).
11 cicli di chemio con Xelox dal 5/10 al 12/10, a dosaggio rid. per bassa tollerabilità, non eseguito il 12 ciclo per increm. valori bilirubina.
follow up:
-Esami del 27/7/12: colesterolo 269, GICA 0,3, CEA 2,7
- Colonscopia del 24/2/12: polipo del fondo ciecale asportato, Biopsia: adenoma tubulare con displasia di basso grado
-PET: del moderato iperaccumulo a livello delle paritdi bilateralmente, EO: negativo

Nei follow-up nessun segnale di ripresa della malattia, fino a quando (08/13), ha iniziato ad avvertire fastidi/dolori al basso addome.
Con una TAC e una PET del 08/2013 si è riscontrata una ripresa della malattia, nello specifico una metastasi epatica (ref.):
"le immagini PET/TC total body, hanno evidenziato, rispetto alla precedente PET del 28/5/12, aree di patologico iperaccumulo dell'analogo radiomarcato del glucosio (SUV max 7,5) nel 1^ segmento epatico compatibile con lesione ripetitiva. Nei limiti della metodica (5mm) non si rilevano altre aree di alterato metabolismo glucidico nei rimanenti distretti corporei esplorati.
Concl: evidenza di tessuto eterologo ad elevato metabolismo nella sede anatomica descritta" [18/8/2013]
Nella TAC si parla di 27x22 mm.

Ci siamo accordati con lo stesso Prof. che ha eseguito il primo intervento per valutarne un secondo, ovvero un ricovero in clinica (diversa da dove abbiamo eseguito i follow up) per valutare la situazione generale e SOPRATTUTTO quel fastidio/gonfiore addominale che non ha trovato riscontri nelle indagini PET/TAC.
Il 20/01/14 nuovo ricovero, e dopo nuova TAC, con sorpresa, si evidenzia, oltre alla citata metastasi epatica (però su un seg. diverso dal 1^), una neoformazione addominale, valutata come metastasi, nella zona del drenaggio della prima operazione.
Il 28/01/14 viene asportata questa massa dell'asse > di cm 7. Al taglio di colore grigiastro ed aspetto mucoide.

Diagnosi istologica: il quadro microsc. mostra massiva infiltrazione da adenocarcinoma mucinoso, compatibile con recidiva/metastasi di origine colonica.
esame K-ras: ....
% di cell. neoplastiche nel campione sel. è dell 80%
Diagnosi: assenza di mutazioni a carico dell'esone 2 del gene k-ras (wild type)

Parlando con il Prof. che ha eseguito l'intervento, mi è parso di capire che la zona epatica interessata è difficilmente operabile causa posizione e vicinanza con vena porta etc, nè mi è sembrato convinto di una termoablazione, da ciò che mi ha detto e da quello che leggo la soluzione migliore è una resezione 0, ma è anche la più rischiosa.
Nella prossima sett. ci sarà l'incontro con l'oncologo per valutare chemio e radioterapia.

Vi chiedo dunque un consiglio sulla situazione generale e su come comportarci.
Ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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A distanza posso solo dirle che il paziente è ben seguito.
Dall'incontro con l'oncologo scaturirà il programma terapeutico e potrebbe anche essere ripresa in considerazione una termoablazione.
Ci tenga informati.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#2] dopo  
Utente 154XXX

la ringrazio della risposta dottore,
quindi mi pare di capire che lei non ritiene (come leggo sul web) la termoablazione inutile nei casi di metastasi epatiche anziché tumori originari in sede?
Il medico mi ha anche parlato di una radioterapia diretta sulla ferita cicatriziale di questo ultimo intervento, è così alto il pericolo di cellule tumorali libere nella sede?

Mi chiedo inoltre come mai dalle analisi di follow up (eseguite purtroppo in centri diversi da quelli della prima e seconda operazione per motivi di distanza) non si siano accorti di questa massa addominale?

È possibile inoltre che ci sia una diversa valutazione circa la posizione della metastasi epatica dalle due diverse Tac?

Ringrazio

[#3] dopo  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Utente
Dipende dallo stadio,dalle condizioni del paziente e dalla impossibilità di poterla aggredire chirurgicamente.
La presenza di una metastasi a distanza è sempre segno di cellule "libere" che potrebbero colonizzare qualunque sede, ogni precauzione(radioterapia), anche per eventuali cellule residue, è condivisibile
Non conosco il paziente ed il caso, le ultime domande dovrebbe rivolgerle ai diretti interessati.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4] dopo  
Utente 154XXX

Grazie della veloce risposta dottore,
L'ultima domanda che vorrei porre riguarda la speranza che ho in testa riguardo la "tattica" di terapia:
Ha senso l'idea che mi sono fatto che, continuando magari con trattamenti di termoablazione ad ogni eventuale comparsa di metastasi, si può arrivare ad una sopravvivenza oltre i 5 anni e magari pensare che si può continuare in questo modo fino a quando le normali condizioni fisiche del paziente e l'età lo permetteranno?

ringrazio ancora per l'aiuto.
Saluti