Utente 736XXX
gentili dottori,

il problema che sottopongo alla vostra attenzione è questo:
mia mamma, 77 anni, portatrice da circa 10 anni di pace-maker e defibrillatore per cardiopatia dilatativa e scompenso cardiaco, è stata operata di ampia exesresi alla mammella sinistra con linfoadenectomia ascellare di primo,secondo e terzo livello.
L'esame istologico rivela:

1) per quanto riguarda la neoformazione quadrante supero-esterno mammella sinistra:
carcinoma duttale infiltrante della mammella scarsamente differenziato (G3 sec. Elston e Ellis); trattasi di neoplasia di cm. 5 di diametro massimo; margini chirurgici indenni;cute indenne.
pTNM: T2,N1
Parametri biologici:
recettori estrogenici ER-1D5: 0%
recettori progestinici PgR-636: 0%
Indice di proliferazione MIB-1: 44%
Oncoproteina c-erbB-2 CB11: score= 0

2) per quanto riguarda il linfonodo del piccolo pettorale:
metastasi linfonodale di carcinoma duttale infiltrante estesa anche anche al muscolo scheletrico;

3) per quanto riguarda il cavo ascellare sinistro:
metastasi a 4 linfonodi del cavo ascellare di cui:
* due appartenenti al II livello
* una appartenente al III livello
pTNM: T2,N1

Questo è quanto riportato dai referti.
La mamma non è stata informata di quanto sopra (le abbiamo raccontato di un nodulo benigno) per non sconvolgerla. Infatti, se avesse saputo , probabilmente avrebbe rifiutato anche l'intervento.
In una paziente con le caratteristiche descritte, è possibile qualche cura? Mi hanno riferito che ad una certa età la chemio non è d'aiuto; inoltre, è possibile la radioterapia nella stessa zona in cui è posizionato il pace-maker e defibrillatore?
Vi ringrazio infinitamente .

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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CERTO è UN CASO DIFFICILE E LO è MAGGIORMENTE PER L'ASSENZA DI POSITIVITà RECETTORIALE (RECETTORI ESTROGENI E PROGESTERONE).
SUL TRATTAMENTO RADIANTE LASCIO LA PALLA AI COLLEGHI (CERTO SIAMO A SX SOPRA LA SEDE CARDIACA).
PER IL DISCORSO TERAPIA SI O NO, INTANTO BISOGNA STADIARE IL TUTTO CON STUDIO OSSEO ED EPATICO, IN CASO DI NEGATIVITà SI POTREBBERO VALUTARE DUE PERCORSI:
1) TRATTAMENTO ADIUVANTE DI UNA PAZIENTE AD ALTO RISCHIO DI RIPRESA DI MALATTIA CON FARMACI NON CARDIOTOSSICI
2) FOLLOW-UP ED EVENTUALE TRATTAMENTO A RIPRESA DI MALATTIA.

QUESTE DECISIONI ANDREBERO DISCUSSE CON LA PAZIENTE.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#2] dopo  
Utente 736XXX

Gentilissimo Dr.D'Angelo,
la ringrazio per la tempestiva risposta.
Lei consiglia quindi scintigrafia e tac per valutare complessivamente la situazione.Il problema è che parlarne con la mamma corriamo il concreto rischio di un rifiuto. Ha 77 anni ed il marito,mio padre, qualche anno fa, è stato colpito da metastasi al fegato e, nonostante le cure (chemio) è vissuto solo per pochissimo tempo e nella sofferenza. Questo è l'esempio che mia madre ha davanti agli occhi; in sostanza ritiene che eventuali terapie siano inutili.
Una domanda: cosa intende per trattamento adiuvante con farmaci non cardiotossici?
La ringrazio ancora per la pazienza e per il tempo che vorrà dedicarmi

[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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... o anche scintigrafia ed semplicemente Rx torace e eco addome.
Sin dall'antichità si diceva "est modus in rebus"; le cose bisogna vedere come si dicono. Ci vuole tempo, dedizione, pazienza e soprattutto non devono essere i parenti a farsene carico da soli (noi solitamente agiamo con i colleghi psicologi); si deve dare a sua madre un appiglio alla vita e poi tra il bianco ed il nero vi è un'infinità di grigi... nel comunicare le cose si devono usare quest'ultimi e lasciare i due estremi solo in caso di esplicita richiesta.
Farmaci adiuvanti (chemioterapici per intenderci) non cardiotossici, significa escludere da subito le antracicline... ma questo viene dopo.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#4] dopo  
Utente 736XXX

Grazie per i preziosi consigli; l'esame Rx torace (eseguito prima dell'intervento) è nella norma.
Le farò sapere per il resto

[#5] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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restiamo in attesa.
Se poso suggerirle di segnalare il quesito radioterapico al collega Alonghi, radioterapista, molto disponibile su questo sito.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#6] dopo  
Utente 736XXX

Il suggerimento è molto gradito e utile in quanto ero convinto che qualsiasi specialista potesse leggere il mio quesito. Quindi devo porre le stesse domande anche nella specialità di radioterapia? oppure esiste un'altro modo per chiedere il parere al Dottor Alonghi? Il sito mi avvisa che non posso fare più di un quesito al giorno.
Grazie e buona giornata

[#7] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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Caro utente,
ho letto con attenzione la storia clinica ed è chiaro che l'indicazione per la radioterapia sussiste sia sulla mammella che, sebbene da discutere, anche sulla sede sovraclaveare omolaterale.
Sulle interazioni tra Pace-maker e RT in realtà ci sono alcune pubblicazioni in merito. Di solito queste apparecchiature, soprattutto se di ultima generazione hanno una struttura tale da "sopportare" il carico di radiazioni. Alcune hanno addiruttura la dose (di Gy) massima indicata. Quindi bisogna valutare con chi ha impiantato l'apparecchiatura eletronica(chirurgo) o informarsi direttamente con la casa costruttrice.
Mi faccia pure sapere gli sviluppi
Cordiali saluti
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),