Utente 361XXX
Buongiorno a tutti! Ringrazio anticipatamente chiunque voglia rispondermi. Spiego brevemente la mia situazione: ho già chiesto consulto in altra sezione del sito riguardo al problema dei ripetitori telefonici. Vivo in città e mi sono resa conto di avere un ripetitore telefonico di fronte casa, ad una distanza non superiore a 35 mt. So che non posso avere risposte certe rispetto al legame tra questa esposizione e l'insorgenza di neoplasie però vorrei sapere se ci sono delle attività di screening che potrei fare per agire almeno sul piano della prevenzione e comportamenti da assumere per cercare di ridurre il rischio (per me aumentato a causa dell'esposizione) di insorgenza di tumori. Vorrei anche sapere, se è possibile, di quanto si considera aumentato il rischio di tumori nelle persone che vivono in prossimità di ripetitori, so che non ci sono certezze scientifiche a tal proposito ma vorrei capire negli studi che sono stati fatti generalmente che dati vengono riportati in tal senso. Spero riusciate a darmi qualche chiarimento perchè la situazione mi sta preoccupando davvero molto.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Le ho già risposte altrove ,

Non ci sono certezze scientifiche al momento attuale

E sulla Prevenzione per ridurre il rischio

PREVENZIONE PRIMARIA (= stile di vita)
(Alimentazione + attività fisica)
https://www.medicitalia.it/salvocatania/news/2253/FERMI-TUTTI-La-dieta-a
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
https://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce

Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 361XXX

La ringrazio per le preziose informazioni riguardo la prevenzione primaria. Quindi non crede sia necessario agire anche sul piano della prevenzione secondaria? potrebbe essere opportuno cambiare casa e cercarne una lontana dai ripetitori telefonici? In genere quali neoplasie vengono associate all'esposizione ai ripetitori telefonici?

[#3] dopo  
Utente 361XXX

Dottore mi scusi un'ultima domanda, di quanto può dirsi aumentato il rischio di neoplasie per chi come me ha vissuto 5 anni a 30mt di distanza da un ripetitore? So che non potrà darmi una risposta precisa ma vorrei sapere negli studi che sono stati fatti quali dati vengono riportati in tal senso. Ho letto il caso della torre acea di ostia e mi sono davvero allarmata.

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Tutti noi ci troviamo in campi elettromagnetici e tutti dovremmo cambiare casa, regione, Paese di residenza (^____^)

Non è stato scientificamente dimostrato un legame diretto tra campi elettromagnetici e insorgenza di tumori .

È invece dimostrato l'effetto di riscaldamento sulle strutture biologiche, ma è ben altra cosa.
Salvo Catania, MD
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[#5] dopo  
Utente 361XXX

So che non è stato scientificamente provato un legame diretto però so anche che non è stato esclusa l'esistenza di questo legame ecco perchè mi domandavo se trasferirsi in una casa più distante dai ripetitori potrebbe essere opportuno. So che in città è impossibile stare lontano dai ripetitori però volevo sapere se poteva essere utile trasferirsi in una casa maggiormente distanti dai ripetitori credo che 35 mt siano davvero pochi! La mia domanda in realtà è frutto di un'altra più generale. Provo a spiegarmi: se fumo aumento il rischio di avere un tumore, se smette teoricamente questo rischio fino a ritornare gradualmente quello normale ora volevo sapere se questo vale anche per l'esposizione ai ripetitori o se rispetto ad essi non è più adeguato un paragone con l'amianto una volta inalate le fibre il rischio c'è e non si riduce. La ringrazio

[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Ma che consigli vuole che io possa darle se non c'è certezza ?

Se Lei invece, non tutti possono farlo per ovvie ragioni, non avesse problemi a trasferirsi e parliamo di scelta precauzionale, ovviamente è liberissimo di farlo (^____^) senza che risulti decisivo il nostro incoraggiamento virtuale.

Questo perché anche altri utenti leggono e potrebbero cadere in facili equivoci tra il necessario, raccomandabile, consigliabile o opportuno per usare il suo termine.

Saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#7] dopo  
Utente 361XXX

La ringrazio per l'attenzione prestatami anche se speravo in una risposta più rassicurante e precisa. Io ho letto in internet molti studi sul tema ma non credo di avere le capacità per compiere una valutazione corretta ecco perchè mi affidavo alle sue conoscenze. Visto che lei sicuramente avrà letto sul tema molto più di me, capisco anche che il tema è scottante e magari fare certe affermazioni potrebbe essere rischioso. Credo che la verità su questo tema non verrà mai divulgata ed è facile intuire le ragioni.

[#8] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non ci sono i retropensieri che lei vede : non ci sono certezze e quindi in tal senso ci possiamo esprimere al costo di deludere le aspettative.

E' deontologicamente scorretto oltre che vietato influenzare la convinzione di chi legge sulla base di incertezze.
Salvo Catania, MD
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[#9] dopo  
Utente 361XXX

So che non ci sono certezze però esiste anche un principio di prevenzione ed io volevo semplicemente sapere in base a quest'ultimo come era necessario agire. Volevo sapere se avere un ripetitore a 100 mt di distanza è meglio che averlo a 35 mt o se non sia piuttosto vero il contrario come alcuni sostengono. Volevo sapere quanto la prevenzione primaria può incidere positivamente su soggetti potenzialmente a rischio. Volevo sapere anche se è vero che emette più onde un cellulare in chiamata che non un ripetitore a 30-40 mt. Forse cercavo un po' troppe risposte però credo che sià più che comprensibile spaventarsi leggendo detrminate cose, lei come avrebbe reagito se avesse scoperto che sua figlia ha vissuto per 5 anni di fronte ad un ripetitore? In ogni caso la ringrazio egualmente per l'attenzione prestatami e le chiedo scuso per averle fatto perdere tempo

[#10] dopo  
Dr. Salvo Catania

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>>Volevo sapere se avere un ripetitore a 100 mt di distanza è meglio che averlo a 35 mt >>

SI

Mi scusi se rispondo con repliche che danno l'impressione di essere poco esaustive. Ma Lei ne ha già ricevute tante di risposte esaustive prima di questo consulto

https://www.medicitalia.it/consulti/Radiologia/442974/Ripetitori-telefonici
Salvo Catania, MD
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[#11] dopo  
Utente 361XXX

Si è vero che ho già ricevuto delle risposte ma avendo letto che il ripetitore emette onde soltanto da una distanza pari a 50 mt in poi volevo sapere se era una tesi fondata o no. Evidentemente no. In ogni caso mi ero rivolta a lei per sapere come potevo agire per sapere quanto la prevenzione possa incidere su situazioni a rischio come la mia. Sa non è il massimo svegliarsi una mattina e scoprire che molto probabilmente ti prenderai un tumore perchè qualcuno ti ha piazzato un ripetitore di fronte al balcone! Io ho 24 anni e non avevo messo in conto una cosa del genere le chiedo scusa per l'insistenza ma sa la mia vita è stata sconvolta da una simile scoperta.

[#12] dopo  
Utente 361XXX

Aggiungo un'ultima cosa. Lo faccio senza presunzione alcuna ma forse soltanto con un po' di rammarico. Vorrei rivolgere un invito a voi medici, informate i ragazzi di quanto potrebbero essere pericolosi ripetitori telefonici, radio e tv. Non si tratta di creare allarmismo ma di essere previdenti. Ci dite sempre di quanto sia nocivo il fumo, di quanto sia nocivo l'alcol. Benissimo. Però apriteci gli occhi anche su gli altri rischi che forse sono anche più consistenti. Adesso mi verrà risposto che non c'è certezza scientifica. Cosa faremo se domani si scoprirà che la certezza scientifica esiste? Piangeremo per un'altra strage che poteva essere evitata? Il passato dovrebbe essere il miglior insegnate (es. amianto). Invece mi pare che non sia così.

[#13] dopo  
Utente 361XXX

Mi dispiace non aver ricevuto alcuna risposta. Credo fermamente che quello dell'elettrosmog sia un tema estremamente importante ed al tempo stesso estremamente sottovalutato. Questa poteva essere anche un'occasione per fare un po'di chiarezza perchè penso che la questione interessi la stragrande maggioranza della popolazione, solo che molti non lo sanno. In questo modo non si danno neppure alle persone gli strumenti per difendersi adeguatamente.

[#14] dopo  
Utente 361XXX

Dottore Catania sono consapevole di aver abusato della sua pazienza e disponibilità, si è però verificato un ulteriore episodio rispetto al quale vorrei avere un suo parere. Ricorda la tettoia in amianto di cui le avevo parlato nel primo consulto? Ecco sono stati eseguiti dei lavori sul muretto di fianco la stessa, in particolar modo è stata smontata la caldaia che era lì posizionata. Ora il mio dubbio è che durante l'esecuzione di questi lavori le vibrazioni cui la tettoia è stata sottoposta abbiano provocato liberazione di fibre. Posso aggiungere che io non sono più uscita fuori al terrazzo dopo l'esecuzione dei lavori ed ho cercato di aprire il meno possibile quel balcone. Vorrei sapere se tutto ciò ha provocato o meno dei rischi per la mia salute. La ringrazio anticipatamente, spero voglia rispondermi ancora una volta, ed ancora una volta mi scuso con lei per la mia insistenza ma come ho già avuto modo di spiegarle e come avrà capito nell'ultimo periodo si sono susseguite una serie di scoperte che mi hanno portato a vivere in uno stato d'ansia continuo per la mia salute.

[#15] dopo  
Dr. Salvo Catania

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https://www.medicitalia.it/consulti/Oncologia-medica/19001/Paura-per-eternit

ribadendo che a distanza non sia possibile verificare le condizioni di rischio, che nel suo caso da quanto scrive mi sembrano minime.


Per valutazioni (ed anche eventuali campionamenti) del rischio dell’amianto i privati possono rivolgersi:
- a laboratori specializzati e nel Suo caso ovviamente occorre il consenso ed il contributo del proprietario del palazzo
- all'Asl competente per territorio
e/o alle Sezioni Provinciali dell'ARPA competenti per territorio.

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#16] dopo  
Utente 361XXX

Io mi sono già rivolta all'asl che però si è limitata ad inviare una lettera all'amministratore di condominio. Nessun dipendente della asl è venuto qui a verificare le condizioni della tettoia. L'amministratore ci ha assicurato che nel mese di gennaio la tettoia sarà rimossa. Nel frattempo lei capisce che tale situazione possa generare in me una certa preoccupazione soprattutto se sommata ad altri episodi di cui le ho già parlato. Ecco perchè mi domandavo se questo ultimo episodio potesse valere a modificare il primo parere da lei dato. Credo di poter evincere dalla sua risposta che non sia così giusto?

[#17] dopo  
Utente 361XXX

Non so se sono stata chiara nel mio precedente intervento, quello che vorrei capire è: in seguito all'ultimo episodio il mio rischio è uguale a quello tutti inevitabilmente corriamo posto che nell'aria vi è una presenza di particelle di amianto o invece il mio rischio è maggiore? La prego di rispondermi con assoluta sincerità ed inoltre volevo sapere se quelle regole sulla prevenzione che mi ha indicato in passato possono essere utili anche per i tumori legati all'inalazione di amianto o se invece in questi casi non c'è molto da fare? So che posso sembrare esagerata però io sono sempre stata attenta all'alimentazione ed in generale ho tentato di seguire un sano stile di vita, ora lei capisce che dover correre consistenti rischi per la noncuranza degli altri sia quantomeno fastidioso.

[#18] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Le ho già spiegato già tre volte che ritengo improbabile che nel suo caso si possa parlare di incremento del rischio teorico e che comunque l'incremento del rischio non possa essere calcolato sulla base delle informazioni che ha fornito Lei a distanza, ma valutato in loco

>>Per valutazioni (ed anche eventuali campionamenti) del rischio dell’amianto i privati possono rivolgersi:
- a laboratori specializzati e nel Suo caso ovviamente occorre il consenso ed il contributo del proprietario del palazzo
- all'Asl competente per territorio
e/o alle Sezioni Provinciali dell'ARPA competenti per territorio. >>

Salvo Catania, MD
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[#19] dopo  
Utente 361XXX

buonasera dottore. Sembra paradossale ma sono ancora qui a scriverle.
Il problema è purtroppo sempre lo stesso:l'amianto. Espongo brevemente il problema, i miei genitori abitano vicino una stazione ferroviaria non più attiva da diversi anni, sui binari è stato abbandonato un treno. Ora posto che come lei stesso mi ha spiegato varie volte l'amianto è stato utilizzato per la coibentazione dei treni vorrei sapere quanto è significativo il rischio che corrono le persone che abitano lì vicino. Consideri che in prossimità della stazione vi è anche un asilo ed una scuola elementare. Il treno è in pessime condizioni. Le autorità sono state contattate ma non hanno mosso un dito. Aspetto un suo parere. Grazie.

[#20] dopo  
Utente 361XXX

vorrei aggiungere delle precisazioni. Le condizioni del treno sono pessime come è ovvio essendo stato completamente abbandonato da almeno 7 anni. Il cortile della scuola elementare dove i bambini sono soliti trascorrere diverso tempo nei mesi primaverili affaccia proprio sulla stazione, insomma si trova molto vicino al treno. Confido in una sua risposta