Utente
Buongiorno Professore.

Sarei molto interessato ad avere il suo parere su quanto segue: durante un evento sportivo, ho rotto il tendine estensore della falange media del mignolo destro. Il danno non è stato riconosciuto nonostante una radiografia della mano fatta al PS e, circa 20 giorni dopo, permanendo gonfiore e impossibilità di movimento, sono ricorso ad uno specialista che mi ha diagnosticata una lesione ad asola (en Boutonniere), che è stata immdiatamente operata (il 17 di luglio u.s.).

Ora sono a circa 90 giorni dall'operazione e continuo a dover portare un tutore che mantiene l'estensore a riposo, ma permane un gonfiore della prima falange del dito (intendo quella più vicina al palmo della mano) che, ove io rimuova il tutore per più di 6/8 ore, diventa tumefazione evidente (una vera e propria "gobba" sul dito) e che mi porta la posizione a riposo della giuntura ad essere piegata di oltre 45°/60°.

Se porto il tutore 24/24h il dito è solo moderatamente gonfio (non normale, comunque) e iniziano almeno ad essere visibili le fisiologiche pieghe della pelle sulla parte esterna dell'articolazione, altrimenti tesa dalla tumefazione.

E' un decorso ragionevole? Mi era stato detto che dopo 60 giorni dall'operazione avrei potuto abbandonare il tutore e che le cose si sarebbero sistemate in modo definitivo, ma così non è.

Ho provato applicazione di pomate a base di escina e/o di banale voltaren, ma senza risultati apprezzabili.

Mi darebbe un suo parere o un suo consiglio? (Ho 53 anni, nessuna patologia significativa).

Grazie.

[#1]  
Dr. Roberto Leo

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
8% attualità
16% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,
il racconto e' chiaro la lasione e' chiara ed il trattamento in fase tardiva, le sara' stato detto, puo' non avere gli stessi risultati rispetto ad un trattamento in fase acuta.
Cio' che non e' chiaro e' la sua affermazione che riporto qui di seguito:

"ove io rimuova il tutore per più di 6/8 ore, diventa tumefazione evidente (una vera e propria "gobba" sul dito) e che mi porta la posizione a riposo della giuntura ad essere piegata di oltre 45°/60°"

Da quanto lei ci dice sembrerebbe che se non porta il tutore il dito ritorna nella posizione precedente all'intervento e si gonfia.
E cosi'?
Ci faccia sapere.

Cordiali saluti.
Dr. Roberto LEO

[#2] dopo  
Utente
Intanto grazie per la pronta risposta. Sono consapevole che posso andare incontro a una non completa riabilitazione a causa dell'intervento tardivo, ma lo giudico un problema tuttosommato gestibile.

Cerco di essere allora più chiaro, ipotizzando sia giusto chiamare le tre falangi prossimale, mediale, distale (quella con l'unghia). Ho infatti cercato di capire come comunicare al meglio la situazione.

- appena tolto il tutore, ipotizzando di tenere il palmo verso il basso, il dito ha una posizione a riposo in cui la falange prossimale è allineata con la mano, la mediale scende di circa 10 gradi, la distale è allineata con la mediale. In tale condizione la mobilità dell'articolazione tra mediale e distale è ridotta (escursione circa 30° verso il basso, 0° verso l'alto), la mobilità dell'articolazione tra prossimale e mediale abbastanza buona (circa 70° di escursione verso il basso, circa 5 gradi verso l'alto), la mobilità dell'articolazione tra prossimale e metacarpo relativamente ridotta, circa 45/50° verso il basso, 5/10 gradi verso l'alto arrivando quindi a una relativa iperestensione. (Sto parlando di movimenti attivi, non passivi. Immagino che potrò estendere questi range con progressiva riabilitazione...?). Il dito si presenta con una segmento distale non gonfio, di dimensioni normali, un segmento mediale abbastanza normale sino alla zona della nocca, nocca che è invece ancora un po' gonfia e di dimensioni superiori a prima dell'incidente e che si raccorda a un segmento prossimale tendenzialmente cilindrico e che conserva la dimensione aumentata (i.e. quella della nocca) sino all'inserimento nella mano. Per darle un'idea del gonfiore residuo di cui sto parlando, il diametro del tratto prossimale è circa 2.2/2.3 cm, contro un diametro dello stesso tratto dello stesso dito nell'altra mano che non arriva a 1.7/1.8 cm.

- dopo 6/8 ore di uso della mano senza tutore, come le dicevo, si ha una progressiva tumefazione della nocca tra prossimale e mediale e un aumento non controllato della flessione della articolazione relativa a riposo, che arriva a stabilizzarsi attorno appunto a una flessione stabile di 45/60° assai poco modulabile, con la pelle della nocca estremamente tesa e lucida. In effetti, più o meno, potrebbe essere la posizione che il segmento aveva prima dell'operazione, ma non potrei affermarlo con scientifica certezza. Le altre articolazioni conservano, più o meno, la stessa mobilità sopracitata. Il diametro del tratto prossimale appare ulteriormente aumentato, sino ad arrivare a forse 2.8/3.0 cm Non vi è dolenzia a riposo. L'applicazione del tutore rinormalizza (nel senso del paragarafo precedente) il dito in circa 12/14 ore.

Spero di essere riuscito a chiarire la situazione e mi scuso sin d'ora se la descrizione, che vorrebbe essere dettagliata, genera invece confusione. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento e la ringrazio davvero molto sin d'ora.

[#3]  
Dr. Roberto Leo

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
8% attualità
16% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2008
Apprezzabilissimo il suo sforzo ma, mi creda, in un caso come il suo e' essenziale prendere visone diretta del dito, peraltro gia' operato.
Sembrerebbe vi sia una tendenza alla recidiva.
Tuttavia si tratta solo di una ipotesi sulla base di una racconto clincio e non di una visita reale.
Sottoponga i suoi dubbi a chi ha eseguito l'intervento e, nel caso dovesse ricevere risposte insoddisfacenti si faccia visitare da un altro chirurgo della mano.
Questo e' quanto posso dirle in tutta onesta'.
Cordiali saluti
Dr. Roberto LEO