Utente
Buongiorno, a seguito di visita ortopedica ai miei figli di 10 e 8 anni, l'ortopedico ha rilevato per entrambi un "piede piatto bilaterale con retropiede valgo; alterata postura", richiedendo rx colonna sotto carico, bacino incluso.
Nel corso della visita, lo specialista mi ha consigliato di interrompere i corsi di nuoto (non agonistico), che i bambini seguono già da alcuni anni, poiché sarebbero deleteri per la schiena, favorendo un rapidissimo peggioramento della scoliosi (il grande avrebbe le cd "scapole alate").
Quest'ultima nozione mi risulta nuova ed in netto contrasto con quanto sapevo; chiedo pertanto, cortesemente, un parere sull'effettiva controindicazione del nuoto rispetto a quanto esposto.
Grazie

Cordialità

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Dr. Antonio Valassina

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Gentile signore,
premesso che è impossibile fare una valutazione senza una visita e la visione diretta degli esami per immagini, posso solo fornirle alcune informazioni di carattere generale.
Vediamo per punti quanto è possibile riflettere insieme.
1. "piede piatto bilaterale con retropiede valgo; alterata postura", richiedendo rx colonna sotto carico, bacino incluso."
Questa morfologia del piede è spesso ricorrente nei bambini piccoli sotto i 6 anni, meno nelle età successive.
La valutazione del piede piatto richiede un'analisi accurata delle condizioni generali del bambino e l'esclusione di altre malattie associate. Molto rara l'associazione del piede piatto a patologie del rachide.
2. "Nel corso della visita, lo specialista mi ha consigliato di interrompere i corsi di nuoto (non agonistico), che i bambini seguono già da alcuni anni, poiché sarebbero deleteri per la schiena, favorendo un rapidissimo peggioramento della scoliosi (il grande avrebbe le cd "scapole alate")."
Questa descrizione lascia perplessi. Mi spetta quindi fornirle alcune precisazioni.

1) CIFOSI (o IPERCIFOSI DORSALE)
Deviazione sul piano sagittale in flessione del rachide dorsale (rilievo delle vertebre) oltre il range fisiologico per quel morfotipo di individuo.
Se il bambino presenta "scapole alate", di solito codesto profilo mofologico è legato più frequentemente ad un morfotipo astenico (bambino magro, con scarsa muscolatura) associato spesso ad un vizio posturale in ipercifosi (il bambino tende a piegarsi in avanti con flessione del tratto dorsale sia da seduto che in posizione eretta).
Durante la visita si cerca di evidenziare se il profilo curvo del rachide dorsale è legato ad una cifosi funzionale (legata solo ad una postura) in cui il rachide mantiene la sua mobilità oppure ad una vera deformità evolutiva (dorso curvo idiopatico o, in altri casi, dorso curvo osteocondrosico detto malattia di Scheuermann), in cui quel tratto del rachide sarà rigido.
a) Se la curva dorsale in ipercifosi viene corretta spontaneamente dal bambino, con opportune manovre che l'ortopedico fa fare durante la visita, allora si tratta solo di un atteggiamento posturale in ipercifosi e non di una deformità rigida evolutiva (tipo dorso curvo osteocondrosico). La deformità pertanto è funzionale (le vertebre sono normali, il rachide è mobile), non strutturale. Si parla in questi casi di atteggiamento in ipercifosi dorsale spesso associato, appunto, alle scapole alate.
b) Nel caso di una deformità dorsale rigida in ipercifosi dorsale, invece, il bambino non riesce a correggere in parte o in toto la curva dorsale allora si tratta a seconda della gravità della curva in flessione del tratto dorsale. La deformità pertanto è strutturale (le vertebre si deformano, il rachide in quel tratto è rigido), non funzionale. Si parla in questi casi di deformità dorsale rigida in ipercifosi.

Per il trattamento delle ipercifosi dorsali, nelle forme funzionali (atteggiamenti) si utilizza la riabilitazione con tecniche, a volte complesse, di rieducazione posturale e lo sport, tra cui il nuoto.
Per quanto attiene, invece, le ipercifosi strutturali si va nelle forme minori da un trattamento solo riabilitativo, associato allo sport, nuoto compreso, fino al trattamento con corsetti che consentono una correzione progressiva della deformità.

2) SCOLIOSI
Deviazione sul piano frontale del rachide lombare, dorsale o entrambi.
In genere le scapole alate non sono associate ad una scoliosi idiopatica. Se una scapola sporge in una scoliosi dorsale, ciò è dovuto al sollevamento delle coste sottostanti per la malattia deformante del rachide in torsione e rotazione vertebrale che coinvolge appunto le coste. Inoltre, in alcune scoliosi l’apparente profilo alato di una scapola è solo monolaterale, in corrispondenza del gibbo costale (coste sollevate), in quanto l’altra scapola tende, invece, a scomparire per la deformità costale controlaterale (coste abbassate). Va ricordato, infatti che nelle scapole alate vere il sollevamento delle scapole è, invece, sempre bilaterale!
Durante la visita, anche qui, si cercherà di evidenziare se il profilo deviato del rachide dorsale o lombare è legato ad una scoliosi funzionale (legata solo ad una postura) in cui il rachide mantiene la sua mobilità oppure ad una deformità evolutiva (scoliosi idiopatica o, in altri casi rari, scoliosi congenite, neuromuscolari ecc.), in cui quel tratto del rachide sarà rigido.

a) Se la curva scoliotica viene corretta spontaneamente dal bambino o passivamente, con opportune manovre che l'ortopedico fa fare durante la visita, allora si tratta solo di un atteggiamento posturale in scoliosi e non di una deformità rigida evolutiva (tipo scoliosi idiopatica). Qui il problema può essere primitivo per un problema funzionale di setting della mappa corporea cerebrale (posturale) oppure secondario ad una obliquità pelvica per differenza di lunghezza degli arti inferiori. In entrambe le evenienze si parlerà di atteggiamenti scoliotici.
La deviazione scoliotica, infatti, è funzionale (le vertebre sono normali, il rachide è mobile), non strutturale. Si parla in questi casi di atteggiamento in scoliosi dorsale raramente associato, appunto, alle scapole alate.
b) Nel caso, invece, di una deviazione scoliotica rigida dorsale, lombare o associata, invece, il bambino non riesce a correggere, sempre con le manovre di cui sopra, in parte o in toto la curva scoliotica. La deviazione, pertanto, è strutturale (le vertebre si deformano, il rachide in quel tratto è rigido), non funzionale. Si parla in questi casi di deformità dorsale rigida in scoliosi.

Per il trattamento delle deviazioni scoliotiche dorsali, nelle forme funzionali (dette atteggiamenti) si utilizza la riabilitazione anche qui con tecniche, a volte complesse, di rieducazione posturale e lo sport, tra cui il nuoto.
Per quanto attiene, invece, le forme strutturali (dette deformità scoliotiche vere e proprie) nelle forme minori si va da un trattamento solo riabilitativo, associato allo sport, compreso il nuoto, fino al trattamento con corsetti che consentono una correzione progressiva della deformità. Nelle forme più gravi (3/1000) è necessario l’intervento chirurgico. Solo nelle forme di scoliosi grave a rapida evoluzione può essere contro-indicato il nuoto. Ma anche qui va fatta ogni volta una valutazione individuale in quanto, nel tempo, nello stesso individuo, la capacità evolutiva di una curva può cambiare anche di molto.

Spero che queste mie note possano essere state di un qualche aiuto.
Cordiali saluti
Dr. A. Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#2] dopo  
Utente
Gent.mo Dott. Valassina,

la voglio ringraziare per la risposta articolata e molto professionale, nonostante gli evidenti limiti posti dal mezzo. Ne ho tratto giovamento, soprattutto nel dissipare alcune perplessità che nutrivo.
Grazie mille.

Cordialità

[#3]  
Dr. Antonio Valassina

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Grazie a Lei!
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