Utente
Gentili dottori, premetto che di mestiere faccio l’assistente di volo..

A fine dicembre 2006, durante la notte ho avvertito una sensazione di vertigine che si è interrota come ho aperto gli occhi. Una volta riaddormentato, dopo qualche ora si è riproposta, ma questa volta l'atto di spalancare gli occhi alla ricerca di un punto di riferimento non è servito, anzi, l'immagine della radio sveglia ballava molto rapidamente causandomi la nausea. Solo il mettermi seduto e poi l'alzarmi in piedi ha fatto sì che questa sensazione svanisse.
Nell'arco della giornata però la sensazione si è trasformata in un senso di instabilità più o meno raffrontabile con la sensazione di quando, dopo aver passato un 'intera giornata in barca, si tocca il suolo e si ha l'impressione di sbandamento.

Una volta parlato col medico curante questi mi ha indirizzato ad una visita da un otorino che ha diagnosticato una cupololitiasi, anche se, a suo dire, effettuata la manovra con gli occhiali di frenzel non venivano riscontrate "vertigini".
In pratica mi è stato detto che sono cose che possono capitare ma che non dovevo preoccuparmi. Mi prescrisse un farmaco omeopatico (cocculus heel) e nel caso di farmi vivo nuovamente in caso di riacutizzazione del fenomeno.

Effettivamente fino a marzo, solo in alcune occasioni questa sensazione di rollio (soprattutto in posizione distesa) si erano ripresentate, ma l'entità e la periodicità non mi avevano preoccupato più di tanto.
A fine marzo invece, mi sono recato in vacanza dove, per profilassi anti malarica ho dovuto prendere il farmaco Lariam, che ha avuto su di me effetti devastanti, lasciandomi debilitato e con questa sensazione di instabilità molto accentuata.

Nel mese di aprile ho ripreso a lavorare, avvertendo il "rollio" esclusivamente la sera nell'atto di coricarmi, con conseguenti notti quasi insonni, e da qui il collasso psico-fisico e la decisione di mettermi in malattia per risolvere una volta per tutte il problema (anche dietro il suggerimento del medico curante che ha ritenuto il mio continuare a volare dannoso per il recupero dell'apparato vestibolare...).
Sono tornato dall'otorino che pur ipotizzando una recidività non ha riscontrato niente che potesse far pensare ad un nuovo distacco degli otoliti. L'ipotesi più plausibile (sua e del mio medico) è stata che l'azione del Lariam abbia scatenato di nuovo un problema vestibolare dal quale stavo lentamente guarendo. Per scrupolo mi è stato suggerito di effettuare una Tac..

In pratica ho passato i primi 20 giorni in attesa di una tac alla testa con liquido di contrasto per scongiurare possibili forme tumorali, in una situazione psicologica non certo serena, anche perché l'instabilità non accennava a diminuire. Ho anche fatto una serie di sedute fisioterapiche e osteopatiche per riassettare una latente problematica posturale (bacino inclinato)ed un evidente irrigidimento della zona cervicale (con il solo beneficio di riuscire a dormire la notte, e non è poco...)

Una volta avuti i risultati della tac (negativi) mi sono recato dal prof. Bruschini dell'azienda ospedaliera pisana S.Chiara che mi ha fatto effettuare dal tecnico di vestibologia vari esami dai quali è emerso che il tutto era nei limiti della norma:
nistagmo spontaneo: assente; prova della deviazione: normale;prova di equilibrio statico e dinamico: normali; con occhiali di frenzel: nistagmo spontaneo, latente, di origine cervicale e di posizione: assenti. Bilancio vestibolare calorico: cdx 61, csx 63

Dopo l'esito vestibologico il professore mi ha effettuato le tipiche manovre sul lettino e ha ipotizzato che persisteva un residuo di cupololitiasi e mi ha prescritto (oltre al già citato cocculus) un farmaco che mi ha seriamente preoccupato: lo Xanax da 0,25.
Vedendomi contrariato mi ha assicurato che è molto blando, che posso fare la vita di sempre e che viene utilizzato in questi casi per gli effetti secondari (credo di aver capito così) che il farmaco ha e non per quelli primari di cura di ansie e attacchi di panico...

Ora, visto che il mio medico curante non ha saputo rispondermi vi giro la questione:
Possibile che dopo le prove di vestibologia nella norma, il professore con una semplice mossa manuale abbia potuto riscontrare quello che ha definito un "pulviscolo" di rimanenza dal lato sinistro? Mentre io non ho avvertito alcunché?

Possibile che per curare una ipotetica cupololitiasi si prescriva l'utilizzo di un ansiolitico per 70 giorni?

Il mio medico mi ha suggerito di dimezzare le dosi per vedere la reazione del mio organismo(ho iniziato da soli 8 giorni)e la durata, ma a questo punto i dubbi diventano molti... Non è che dimezzando vado ad inficiare l'efficacia della cura?

Non le nascondo che la mia paura più grossa è quella di diventare "schiavo" dello xanax se mai dovessero riapparire i sintomi una volta terminata la cura. In più sto notando (ma forse è solo una paranoia psicologica) che se sono più nervoso o troppo “concentrato” sul mio problema l’instabilità aumenta..

Gli ultimi due giorni ho preso mezza pasticca a colazione-pranzo-cena, ma la mattina quando mi sveglio l’instabilità è più forte. Forse sarebbe meglio una intera la sera e mezza dopo colazion e pranzo?

in attesa di una vostra risposta ed in attesa di poter tornare a vivere e volare serenamente, vi saluto cordialmente



[#1]  
Dr. Morando Morandi

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Caro Signore,
presumibilmente Lei ha avuto una crisi vertiginosa proprio da cupulolitiasi. Dalla lettura della sua lunga lettera si direbbe che la vertigine vera e propria sia ormai risolta venendo sostituita dalla inevitabile fase di compenso vestibolare. Tale condizione (probabilmente esacerbata dall'antimalarico) non deve preoccuparla: può durare anche qualche mese ma è necessaria per il completo recupero. Il sedativo può sicuramente aiutarla attenendosi ai dosaggi prescritti
dott. M. Morandi

[#2]  
Dr. Alessandro Valieri

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Caro paziente,
la fase di ripresa della corretta funzionalità vestibolare richiede finanche 6 mesi. Per il resto mi sembra in buone mani.
Dr. ALESSANDRO VALIERI
*Centro Laser Chirurgia Emilia e Romagna*
www.alessandrovalieri.it

[#3]  
Dr. Vincenzo Marcelli

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La diagnosi di vertigine posizionale è clinica e strumentale. In assenza di nistagmo e di vertigine provocati dalla manovra, la diagnosi si basa esclusivamente sulla storia clinica: vertigine di 10-20 secondi nel passare dalla posizione seduta alla posizione distesa e viceversa, girarsi su un fianco quando distesi, sollevare ed abbassare la testa.
La sensazione di instabilità segue la fase vertiginosa ed è attribuibile ad un danno della macula, recettore labirintico "gravitazionale" dal quale si sono staccati gli otoliti. Benchè di durata anche notevole, nel suo caso sembra persistere un po' troppo e ciò deve far pensare a qualche altro problema.
A questo proposito è importante sapere se soffre di emicrania.
Resto in attesa
Vincenzo Marcelli

[#4] dopo  
Utente
Prima di tutto vi ringrazio per le celeri risposte...

In risposta al dottor Marcelli rispondo che non ho mai sofferto di emicrania in vita mia (fortunatamente..).
Avevo omesso di dirvi che l'otorino mi ha anche prescritto di effettuare la famosa manovra per una settimana circa la sera prima di coricarmi. Pur avendola effettuata scrupolosamente non ho avvertito nessuna vertigine, e per sottolineare le parole del dott. Morandi, le vertigini vere e proprie ne ho avute solo 3 in 6 mesi:
2 la prima volta a dicembre nella stessa notte, ed una nel momento in cui mi si è riscatenato il fenomeno in seguito (crediamo) all'assunzione del farmaco anti malarico.
In effetti da 30 giorni soffro di ciò che avete definito "fase di compenso vestibolare".

L'unica cosa alla quale avevo pensato (oltre alla cervicale) era il fegato. Avendo la colecisti costretta congenita tendo ad avere un valore del fegato (GammaGT) circa il doppio del normale, soprattutto quando la mia alimentazione è un po' più "irregolare" (anche se gli alcolici tipo vino e birra li bevo di rado e i super alcolici quasi mai), ma il mio dottore ha detto che per simili manifestazioni dovrei avere il fegato a pezzi..

Chiaramente ho preso in considerazione di effettuare nuove analisi ed un'ecografia ma lo scetticismo del medico mi lascia in una situazione di stallo. Per non parlare della mia ipotesi di una forma allergica...

Chiedo scusa per la lunghezza dei miei scritti, ma l'attesa ed il campo delle ipotesi possibili mi rendono un tantino ansioso ( e forse lo xanax un po' me lo merito...).

Un'ultima cosa: per dosi consigliate s'intende le tre pastiglie da 0,25 prescritte dall'otorino o il dimezzamento suggerito dal medico?
Nel frattempo io sto aggiustando il tiro basandomi sulle mie reazioni arrivando al compromesso di una pastiglia intera la sera e mezza dose a pranzo e colazione (mezza la sera mi faceva svegliare con la sensazione d'instabilità che permaneva fino a metà mattina circa..)

Credete che il mio lavoro possa influire negativamente al problema?
Lo dico solo perché negli ultimi 10 anni ho avuto 3 otiti esterne e una semi-costante disfunzione della tuba di Eustachio che ogni tanto mi costringe all'uso di spray nasali e in fase acuta alle insufflazioni tubotimpaniche.

[#5]  
Dr. Andrea Muzza

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caro utente lei abita in una zona di veri vestibologi eventualmente se i sintomi dovessero ripetersi ancora, andrei in fase acuta presso l'ospedale della sua città, è il modo migliore per vedere una vertigine parossistica!! da voi c'è il reparto del dr. Gufoni che è un autorità nei disturbi dell'equlibrio!
cordiali saluti.
Dott. Andrea Muzza
Specialista in Otorinolaringoiatria
Dirigente Medico I livello Ospedale San Paolo Savona
www.andreamuzza.it

[#6] dopo  
Utente
Grazie mille. Se mai ne dovessi aver bisogno lo contatterò immediatamente!
Nel frattempo le giornate stanno migliorando a giorni alterni; nel senso che quando sto meglio provo a fare una vita normale e questo purtroppo ricade sulla giornata successiva, ma mi sembra ugualmente un buon segno...

[#7] dopo  
Utente
Gentili dottori, per dovere di cronaca volevo dirvi che per scrupolo personale mi sono recato dal dottor Gufoni a livorno, come consigliato dal dottor Muzza.
Dopo aver sentito tutta la mia storia e letto altri esami effettuatomi, mi ha sottoposto ad un esame che nessun altro mi aveva fatto (fili elettrici posti intorno all'orecchio per monitorare risposta ad impulsi acustici con corpo supino e testa sollevata)ed è giunto alle seguenti conclusioni supportate da un diagramma che le dimostra nero su bianco:

deficit maculare sinistro associato ad episodi anamnestici di canalolitiasi.

Mi ha tolto gli ansiolitici e mi ha detto di vivere la mia vita senza spaventarmi né preoccuparmi della sensazione d'instabilità, spiegandomi che fa parte della guarigione ed augurandomi di non avere recidività in futuro, pur non escludendone la probabilità.

In conclusione dovrò convivere con l'idea che il problema potrà tornare, ma almeno adesso so con certezza la causa di tutto, e ricomincerò a vivere la mia vita quanto prima, con la speranza di vedere ogni giorno sempre meno instabilità nei miei passi...
Un saluto di cuore