Utente
Salve carissimi medici sono un ragazzo di 23 anni .. vi scrivo qua perché ho veramente bisogno di aiuto...qua la sintesi del mio problema .........mi è stata diagnosticata la sindrome di meniere all età di 17 anni ho avuto 2 episodi di vertigine in 2 settimane accompagnate da forte acufene e ovattamento ..nn mi ha fatto preoccupare più di tanto perché poi nn si è ripresentato più il problema se non un anno dopo stessa identica situazione mi lascia stare un altro annetto fino a natale 2014 dove ha inizio il mio calvario ... crisi sempre frequenti più che vertigini sono fastidiosi sbandamenti ma il problema più per me gravè e dato dal fortissimo acufene e perdita di udito che a malapena mi lascia in pace 2 o tre giorni cioè che ritorno a stare bene per poi ricominciare ...non c'è la faccio più a vivere così ho dovuto abbandonare scuola e lavoro...di otorini ne ho girati tantissimi ....ma nessuno è riuscito ad aiutarmi ....la solita classica terapia vertuserc .. qualche cortisone e diuretici .. farmacia per la circolazione ...vitamine ecc ecc che non mi è servito a nulla se non a svuotare il mio portafogli ...quello che chiedo se c'è tra voi un bravo otorino che puoi aiutarmi sono disposto a tutto a volte mi accontenterei d esser sordo .........Dimenticavo ....il mio grave star male e anche sul fatto che da "fortunato "da piccolo una varicella se portato via Gran parte della udito a destra quindi sono cresciuto con il sinistro che funzionava correttamente ....fino a quanto appunto su questo orecchio sano mi è stata diagnosticata questa sindrome ....vi prego aiutatemi non c'è la faccio più

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Dr. Raffaello Brunori

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Devo dire che le cure sino ad ora svolte non sono state proprio idonee per la patologia diagnosticata. Forse, sarebbe il caso che ti rivolgessi presso l'ambulatorio otorinolaringoiatrico di un Ospedale della tua Regione. Non serve cercare un Luminare, essendo una patologia che puo' essere trattata da qualsiasi Specialista. Comprendo benissimo i tuoi timori ed il tuo sconforto.
Un cordiale saluto
Dr. Raffaello Brunori

[#2] dopo  
Utente
Caro dottore la ringrazio per la risposta devo dirle che ci ho provato ho preso di tutto ...ho girato per vari centri il problema appunto che con i farmaci che mi prescrivono non ho alcun miglioramento ....di controlli ne ho fatti pure direi più del necessario quindi sarei disposto ad optare per un intervento chirurgico lei che mi consiglia?

[#3]  
Dr. Raffaello Brunori

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L'intervento chirurgico deve essere considerata l'ultima spiaggia, solo quando le crisi vertiginose diventano frequenti ed invalidanti, oltre l'intensità dell'acufene. Non conoscendo il tuo caso specifico, non posso dirti se sia necessario l'intervento: cio' lo decide lo Specialista dietro uno studio del singolo caso.
Dr. Raffaello Brunori

[#4] dopo  
Utente
La ringrazio dottore Raffaello brunori per la sua disponibilità le volevo chiedere un ultimo consulto se possibile da un periodo che varia da mesi ho notato di avere le cosiddette mosche volanti agli occhi cioè specie quando guardo sfondi chiari come cielo o muro bianco mi appaiono queste linee o ombre cerchi che come cerco di seguirle con gli occhi "scappano "sono un ragazzo abbastanza ansioso e quindi volevo chiederle se c entra qualcosa con la meniere o nn c'è nessuno collegamento ? O se conosce questo disturbo devo preoccuparmi dottore ? Ancora grazie x la disponibilità a presto cordiali saluti

[#5]  
Dr. Raffaello Brunori

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Non c'è un collegamento fra cio' che descrivi e la patologia labirintica. Probabilmente, cio' è dovuto alla scarsa idratazione negli scorsi anni. Pur non essendoci un motivo per cui ti debba preoccupare, una visita oculistica è sempre consigliata, specialmente se non ti sei mai sottoposto ad essa.
Un saluto anche da parte mia
Dr. Raffaello Brunori

[#6]  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, come scrive giustamente il Dr. Brunori, l'intervento chirurgico deve essere considerata l'ultima spiaggia.
Varrebbe la pena di considerare che da qualche tempo si sta facendo strada nella letteratura scientifica una corrente di pensiero che ipotizza un legame della Malattia di Meniere con i disturbi dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM). Interazioni fisiopatologiche fra il l’organo della masticazione (e quindi in particolare con l’ATM) e l’orecchio sono state ipotizzate e descritte da vari autori, sulla base di alcuni rilievi clinici:
1) Alcuni pazienti presentano sintomi auricolari senza patologia dell’Orecchio.
2) L’incidenza dei sintomi dai quali la MdM è caratterizzata risulta essere maggiore nei casi di disfunzione dell’ATM rispetto al resto della popolazione.
3) Tali sintomi vengono riferiti in miglioramento o in risoluzione dopo trattamento odontoiatrico, e in ricaduta alla sospensione del trattamento stesso.
4) Per contro, in molti pazienti menierici sono presenti sintomi caratteristici della disfunzione dell’ATM , e un adeguato trattamento della disfunzione articolare è spesso in grado di risolvere o migliorare anche tali sintomi.
L’esatto meccanismo fisiopatologico attraverso il quale una disfunzione dell’ATM può causare sintomi all’Orecchio fino a poter costituire importante elemento patogenetico della MdM non sono chiari: sono stati chiamati in causa riflessi neurogeni, sinergie muscolari, comuni rapporti con altre patologie oscure, come l’Emicrania.
Poco considerata risulta invece la possibile componente meccanica.
In una ATM normale, i condili di entrambi i lati sono in rapporto con la parete antero-superiore della cavità che li ospita (Cavità Glenoide).
Per vari motivi, in parte legati all’ATM stessa, ma più spesso al non corretto allineamento dei denti e alla cattiva postura della mandibola , accade però che i condili possano dislocarsi in una zona più arretrata, entrando in rapporto con le superfici più distali delle cavità glenoidi.
Tali superfici sono in intimo rapporto con l'orecchio. In questo caso, assai comune, ogni qualvolta l'individuo deglutisce (e ciò avviene circa duemila volte al giorno a prescindere dalla volontà e dallo stato di sonno e veglia) i condili percuotono l'orecchio con più o meno violenza, come può essere facilmente riscontrato con la palpazione endo auricolare (infilando i mignoli nell’orecchio e muovendo la mandibola).
L’interessamento dell’orecchio potrebbe in questi casi essere mediato anche dalla Tuba di Eustachio , sommando la disfunzione tubarica ai meccanismi muscolari e ai riflessi nervosi da vari autori ipotizzati.
Appare evidente come, se da un lato il movimento di apertura della bocca viene comunemente sfruttato per il ripristino, dell'equilibrio pressorio sule due superfici del timpano alterato ad esempio per sbalzi di quota, dall'altro un cronico dislocamento posteriore di uno o entrambi i condili e lo squilibrio dei muscoli della masticazione e della deglutizione, possono dar luogo ad una ipofunzionalità tubarica e, al limite, ad una stenosi, sostenendo così, oltre a varie patologie dell’Orecchio che alle disfunzioni tubariche sono legate, anche la sintomatologia menierica.
Il rapporto fra condilo mandibolare e orecchio potrebbe spiegare anche la monolateralità e/o la bilateralità della sintomatologia: una mandibola laterodeviata favorisce una sintomatologia otologica omolaterale alla deviazione , una mandibola biretrusa favorisce una sintomatologia bilaterale (anche se solitamente un lato prevale).

Altra importante concausa nell’insorgenza della sintomatologia menierica è stata ipotizzata nei difetti di postura della colonna cervicale: con adeguato trattamento fisiatrico, associato a quello volto a correggere le disfunzioni dell’ATM, si sono riscontrate diminuzioni della sintomatologia menierica. La colonna va considerata, nella maggior parte dei casi, un sistema di compenso di malposizioni che intervengono nei distretti inferiori ( bacino, ginocchia, caviglie, piedi ) solitamente chiamate " Ascendenti ", o superiori ( malocclusione dentaria con dislocazione della mandibola e eventuale disfunzione dell’ATM in particolare ) solitamente denominate " Discendenti ", questi ultimi assai spesso trascurati.
La postura della mandibola è dunque pienamente coinvolta ( anche se spesso trascurata ) nella postura del sistema cranio - vertebrale. Se per varie ragioni ( scheletriche, dentarie, iatrogene ) la mandibola è costretta ad assumere a bocca chiusa una posizione spaziale scorretta, ad esempio deviata, ciò causerà necessariamente degli atteggiamenti compensatori a livello dell' intera struttura corporea e del rachide in particolare: nel tentativo di mantenere la linea bipupillare orizzontale, il tutto viene compensato con la disposizione a S della colonna, che si incurva con concavità omolaterale alla deviazione a livello cervicale e controlaterale ( sempre rispetto alla deviazione mandibolare ) a livello lombare.
C'è infine da osservare che anche il meccanismo vascolare di insorgenza delle vertigini può costituire un fenomeno connesso con di una disfunzione dell’ATM. Infatti gli atteggiamenti compensatori posturali del rachide cervicale (a seguito di una malposizione mandibolare), associati o meno a fenomeni di degenerazione artrosica, possono causare un ostacolato afflusso di sangue al cervello attraverso le arterie vertebrali, ed esitare conseguentemente in episodi vertiginosi.
Nell’approccio odontoiatrico-occlusale la terapia è rivolta a ricercare, sulla base dei reperti anamnestici, clinici e radiografici, la postura corretta della mandibola.
Viene dunque allestito un disposivo intra-orale in resina acrilica ( può essere denominato bite, splint, Oral device ecc.) che, grazie alla conformazione decisa caso per caso dal dentista, obbliga il paziente ad atteggiare la propria mandibola nella posizione prescelta e considerata corretta, lasciandola libera di effettuare tutti i movimenti necessari ad una vita normale ma non quelli considerati patologici.
Con questo approccio, in parte di conferma diagnostica , in parte già terapeutico, è quindi possibile testare l’effettiva incidenza della malocclusione dentaria e della disfunzione dell’ATM sulla sintomatologia menierica, e sulle vertigini in particolare, il tutto in maniera totalmente reversibile, priva di qualunque rischio biologico: in caso di insuccesso la rimozione del dispositivo ripristinerà esattamente la situazione di partenza. In caso invece di successo, il paziente potrà scegliere se avvalersi a vita del dispositivo, oppure se passare ad una seconda fase riabilitativa della propria bocca, attraverso un piano di trattamento individuale ortodontico, protesico o misto, che verrà però realizzato sulla base delle indicazioni attenute con il trattamento iniziale.
Trova ulteriori notizie su questo argomento nella videointervista qui linkata (dopo aver cliccato sul link, clicchi su "continua e apri il sito ":

https://www.youtube.com/watch?v=DAbllqjV_xE&feature=youtu.be

Le suggerisco pertanto di consultare anche un dentista-gnatologo esperto in problemi dell'Articolazione Temporo Mandibolare, e sopratutto fra questa e l’Orecchio: non tutti i dentisti amano coltivare questa sottospecialità.
Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

[#7] dopo  
Utente
Buongiorno.. Carissimi medici scrivo un quanto a settembre dello scorso anno sono stato operato a Roma di decompressione del dotto e del sacco e dolinfatico.. Un mio dubbio riguarda di sentire costantemente un acufene pulsante o meglio il mio battico cardiaco nell orecchio operato mi chiedevo se in questo lasso di tempo è normale oppure mi devo preoccupare grazie per la risposta...
PS mi sono accorto di avere questo sintomo nn appena incominciato a fare attività fisica e un lavoro dove appunto richiede lo sforzo fisico grazie

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Dr. Raffaello Brunori

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Credo, nel tuo caso, che sia opportuno tornare dal Chirurgo per una visita di controllo. Cio' che riferisci non è del tutto normale, ma non deve essere motivo di preoccupazione. Cerca di moderare lo sforzo fisico.
Dr. Raffaello Brunori