Utente 628XXX
Mia figlia di 4 anni e mezzo, ha da qualche tempo un comportamento particolare con la "gestione" della cacca. In pratica quando sente lo stimolo, trattiene e trattiene fino a quando proprio quasi non le esce. Solo allora si reca in bagno, mai prima. E la cosa puo' durare delle ore! Infatti succede spessimo che le mutandine si sporcano, proprio perche' gestisce l'evacuazione in estremis. Io ho cercato di spiegarle di andare prima al bagno e di non trattenere la cacca, ma niente. Quando vedo che ha lo stimolo le chiedo "ti scappa? andiamo al bagno?" lei risponde che non le scappa!
Che significa un comportamento di questo tipo? Puo' avere degli effetti negativi a lungo andare?
Grazie mille.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Lascio libero spazio ai colleghi pediatri che volessero rispondere.

Io intervengo solo per invitarla a ripostare contemporaneamente la sua chiara richiesta per una eventuale integrazione anche in specialità PSICOLOGIA.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Gentile signora, un comportamento come quello di sua figlia, se il pediatra ha escluso motivi locali che possono magari produrre dolore o comunque disturbare l'atto (ragadi, feci dure, ecc), può essere espressione di una difficoltà dello sviluppo psichico di un bambino, che spesso a quest'età è alle prese con molte richieste, a volte contradditorie, da parte dell'ambiente e magari è poco pronto per motivi diversi a rispondere a queste richieste. Può capitare che di fronte alle difficoltà esterne, spesso non riconosciute, si rifugi in un suo mondo privato e intimo (come quello della defecazione) in cui lui o lei è l'unico padrone delle sue prestazioni, e in effetti fare la cacca o non farla è un potere quasi assoluto che può farlo sentire segretamente più forte di tutti. Più che ingaggiare una guerra per il controllo della defecazione, sempre perdente, vale la pena cercare intorno i motivi del disagio che si manifesta nell'encopresi (così si chiama questo comportamento) e cercare di risolverli per permettere al bambino di riprendere più tranquillamente il suo sviluppo. Molto spesso è necessario l'intervento di uno specialista (neuropsichiatra infantile o psicologo dell'età evolutiva), per aiutare non solo o non tanto il bambino, quanto la famiglia a superare l'ostacolo, che può altrimenti complicare il suo sviluppo.
Senta comunque per prima cosa il parere del pediatra.
Cordialmente
Dr. Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/

[#3] dopo  
Utente 628XXX

Gentile dottore, grazie molto per il suo contributo. In effetti il quadro che lei fa, potrebbe corrispondere alla mia bambina alle prese con l'indecisione se voler diventare grande o essere piccola come, non a caso, il fratellino di un anno. Nonostante noi genitori cerchiamo di stare molto attenti a non alimentare la sua gelosia, che ci pare comunque rientrare in un quadro normale, vale la pena riflettere e interrogarsi sul suo reale disagio. Ne parleremo sicuramente con la pediatra.