Utente 173XXX
Buongiorno,
sono la mamma di un bimbo di 9 mesi 1/2, socievole e vivace nato con parto naturale a 39+2 con un peso di 3500g alimentato con allattamento al seno esclusivo fino al 6 mese ed ora continuo ad allattarlo in concomitanza dello svezzamento che ha ingranato da subito alla grande. Ora il bambino pesa 9600 g ed è lungo 79 cm. Gattona e si mette seduto da solo, si tira in piedi aggrappandosi per poi mantenere la posizione per qualche minuto sorreggendosi con una sola manina, inoltre aggrappato alle mie dita percorre anche piccoli tratti. Dal punto di vista motorio quindi credo di aver un bimbo assolutamente nella media. Dorme dalle 21.30 alle 7.30 con 1 o 2 risvegli dopo i quali passa a dormire nel lettone e riposa ancora 1 h 1/2 il mattino e 2 ore il pomeriggio, a volte sonnecchia prima di cena.
Mantiene un buon contatto visivo,segue il mio dito quando gli indico qualcosa, comprende il no, esegue piccole richieste, si gira se chiamato e riconosce i vocaboli comuni come mamma, papà, nonna, palla, ciuccio. Fa ciao con la manina spesso fuori contesto e talvolta dopo alcuni minuti che glielo abbiamo mostrato,dà il bacio a modo suo, non imita altri gesti per ora nonostante gli abbia fatto vedere molte volte come battere le manine o fare l'indice alla guancia per esprimere "buono". Infine sembra molto attratto da altri bimbi verso i quali si slancia per sentirne il contatto.
Mi scuso per la lunga spiegazione volevo fare un quadro generale del bambino che a parere mio, e soprattutto della nostra Pediatra,non presenta un accrescimento dubbio, la mia preoccupazione ora però è volta al linguaggio.Dopo molti gorgheggi, vocalizzi e monosillabi vari ( anche dei più improbabili!)intorno agli 8 mesi (un pò in ritardo) è partita la lallazione canonica con sillabe reduplicate tata, dada, baba etc..ad oggi però la lallazione si è interrotta ed è stata sostituita da lunghissimi vocalizzi in diverse tonalità quasi come volesse cantare, inoltre "comunica" con differenti espressioni ed intonazioni di "oh". Esiste un "oh" di sorpresa, di richiamo, di saluto etc.
So che quella preverbale è una tappa fondamentale e prima il ritardo, poi questa comunicazione strana mi creano un pò di ansia per lo sviluppo linguistico del mio bambino. Sono certa di spronarlo molto e stimolarlo con canzoni e versetti ma non so quanta importanza dare a questa difficoltà ad avviare in modo canonico il suo primo linguaggio.
Nel rispetto di problematiche ben più grandi che alcuni bambini affrontano durante la loro vita e delle relative preoccupazioni cui altri genitori sono sottoposti, spero che possiate darmi delucidazioni in merito alla mia esposizione o eventualmente indicarmi delle strategie per aiutare il mio piccolo in questa ardua impresa che è la crescita.
Cordiali Saluti e complimenti allo staff

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signora,
perché lo sviluppo del linguaggio arrivi a completezza, è necessario che siano rispettati i tempi di acquisizione delle singole capacità, alcune delle quali sono contemporanee tra loro, altre sequenziali.
All'età di suo figlio, la variabilità individuale è ovviamente alta: è nella norma tanto un tipo di lallazione monosillabica, così come la produzione di suoni come "mama" o "papa".
Come mai ha interpretato le attuali "produzioni linguistiche" del suo bambino come una regressione?
Perché le rassicurazioni della sua Pediatra non sono state sufficienti a placare la sua ansia in merito?
Ha proprio ragione: la crescita è davvero un'impresa ardua. Per i bambini certamente, ma anche per noi adulti che "cresciamo" come genitori, a fianco a loro.
Io non credo che ci siano concreti elementi di preoccupazione: probabilmente si tratta solo di lasciare a suo figlio il tempo che gli serve, senza trasmettergli ansia.
Se comunque lo ritenesse opportuno, potrebbe richiedere una consulenza di persona ad un neuropsicologo dell'età evolutiva o ad un logopedista.

Cordiali saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#2] dopo  
Utente 173XXX

Gentile Dr.ssa Scalco,
La ringrazio per la risposta esaustiva.
Purtroppo, o per fortuna, sento il bisogno di cercare informazioni su tutto ciò che mi circonda ma quando si tratta di argomenti nei quali non ho nessuna competenza, come la medicina o la psicologia, internet è l'unico mezzo che riesco a padroneggiare, rischiando però di addentrarmi in discorsi talmente complessi che le semplificazioni attuate sul web spesso mi confondono e mi turbano.
Non penso che ci sia stata una regressione, anzi in quel simpatico "oh-oh" sento un desiderio ancora più comunicativo. Ma leggendo qua e là su internet che a 10 mesi devono saper lallare e battere le mani a 12 almeno conoscere 3 parole e possedere qualche gesto di imitazione, indicare con il dito etc etc e mi riferisco ai quelli che vengono indicati come "campanelli d'allarme" per l'autismo, le preoccupazioni sono inevitabili se si riscontra una mancata analogia. Purtroppo sono vittima consapevole di questa paura e mi rendo conto che badando a questi aspetti si perde la naturalità e l'istinto dell'essere mamma.
La mia pediatra è rimasta al fatto che la lallazione è presente e avviata bene, e in questo periodo è in ferie, tutto qui, la informerò senz'altro presto.
I comportamenti del bambino non hanno nessun motivo per allarmarmi se non mi fossi scioccamente dedicata a questa ricerca esasperata e non avessi trovato questi "cronoprogrammi" della crescita.
Nel risponderLe comprendo io stessa l'assurdità del mio atteggiamento, ma leggere un commento di chi è competente in merito mi rassicura comunque.
Se il suo consiglio di sentire un neuropsichiatra è spinto dal tentativo di dare più tranquillità ad una mamma apprensiva lo declino gentilmente, se invece sente che esiste un margine di dubbio che è meglio fugare lo seguirò senz'altro.
Cordiali Saluti

[#3]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Non ritengo proprio ci siano margini di dubbio e, come ha ben interpretato, il mio suggerimento ricadeva proprio nella sua prima ipotesi.
A questo punto, mi permetto due ulteriori consigli:
1 - basta ricerche su "tabelle di marcia" ideali: come ha sperimentato da sola, il più delle volte questo non solo non ci rassicura, ma addirittura alimenta la nostra inquietudine perché riferite a norme statistiche che poco hanno a che vedere con la soggettività di ciascuna situazione (molto meglio il parere della sua Pediatra!)
2 - se pensa che la sua ansia rispetto ad un corretto accrescimento del piccolo sia esegerata o che ostacoli in qualche modo un approccio sereno alla genitorialità, non esiti a rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza in merito (magari presso il Consultorio della sua zona).
Fin da subito i bambini assorbono come spugne il clima emotivo che c'è intorno a loro, riflettendolo magari con disagi fisici o comportamenti problematici: anche per evitare questo è bene che l'atmosfera casalinga sia il più possibile serena e rilassata.

Cari auguri a Lei e al suo cucciolo.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#4] dopo  
Utente 173XXX

La ringrazio per i suoi consigli.
Ho la fortuna di poter stare con mio figlio in maniera continuativa, almeno fino a che non deciderò di tornare ai miei studi. L'impegno più grande da quando sono diventata madre è stato quello di garantire nutrimento fisico e morale al mio bambino, se dovessi percepire di avere difficoltà legate alla mia apprensione non mancherò di rivolgermi ancora una volta al Consultorio di zona che organizza un percorso pre e post-partum molto strutturato al quale ho partecipato con molta enfasi.
Mi permetto di dire che la grinta delle donne diventa davvero FORZA quando diventano madri, ma penso sia lecito che a volte inciampino, per poi rialzarsi ancora più forti.
Complimenti per questo servizio, per la vostra umanità, competenza e disponibilità.
Cordiali Saluti

[#5]  
Dr.ssa Paola Scalco

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<<penso sia lecito che a volte inciampino>>

Non solo lecito, ma anche importante che succeda e che ciò venga accettato senza troppi allarmismi o sensazioni di inadeguatezza.
Essere troppo sicuri di sé o non mettersi mai in discussione non è salutare e non è un bell'esempio per i nostri figli.

Il suo è un bambino fortunato ad avere una mamma così attenta e amorevole.
Ancora saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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