Utente 287XXX
Genitori molto presenti,anche se impegnati,di bambini di 5 e 2 anni.Il primo è molto intelligente,vivace,espansivo,loquace (precoce in tutto).Il secondo ha caratteristiche opposte.Nato con cesareo programmato (podalico) a 3 mesi è stato ricoverato per bronchiolite.Ha sofferto fino a 15 mesi di frequenti episodi di tosse (CLENIL e CORTISONE) con conseguente vomito.Ora è meno frequente.Ciò ha reso difficile allattam e svezzam (denti comparsi dal 13° mese,dal 21° adeguatamente presenti per masticazione).

Il bambino è difficile da gestire:quando perde pazienza è difficile anche il solo farsi sentire.Complessivam è vivace,solare,dorme bene,mangia il giusto,dal 20° mese si libera solo su wc (si fa capire se ha bisogno).Esclusi problemi udito,logopedista individua prerequisiti linguaggio,oculisti a 22 mesi lieve strabismo divergente, miopia e astigmatismo.

Su ns richiesta,dal 16° mese indagini psicomotorie c/o UOMPIA,rilevato alcune rigidità nel gioco (se non si sente all’altezza si rifiuta impuntandosi;se lasciato solo tende ad essere un po’ monotono e semplifica troppo;non era all’epoca molto comunicativo; camminata a base allargata).Oggi riteniamo che il bambino sia progredito in tutte aree con ritardo (costante) di alcuni mesi.A 10 mesi gattonato speditam,a 18 camminato da solo con un po’ di instabilità,molto migliorata dopo uso di occhiali;corre,saltella sul posto a piedi alterni x ballare;ora dice poche parole complete (meno di 10), ma “parlotta” con varie sillabe e bisillabi;conosce il significato di numerosissime parole,mima versi/rumori;si fa capire e comprende azioni da compiere;è competente nei giochi che ama (macchine nel garage,balla,allatta bambola,interagisce bene al nido),meno in quelli che detesta (incastri, impilamento…);mangia da solo,ma si oppone se aiutato,non tollera sentirsi sotto esame;quando facciamo attività con la psicomotricista si mostra meno competente.

Fatto presente aspetti caratteriali ed il non peggioramento,ma linea dei medici non è variata:meglio tenere alta la guardia (ansia aiuta in qs casi). Rivolti a seconda neuropsichiatra,eseguito 1 solo incontro e fatto Griffith (da 1 anno non abbiamo mai uno scritto),esito lieve ritardo psicomotorio.Consigliato e in attesa di eseguire esami (RMN,EEG,malattie metaboliche,test genetici).

E’ sempre stato molto attaccato a madre,da 1-2 mesi in maniera eccessiva/morbosa.Comportamento differente:a scuola calmo e partecipa con piacere,a casa ha frequenti crisi di pianto e capricci;con nonna o con tata ha atteggiamento molto calmo,rilassato e complice. Ha crisi per attesa del cibo e non riusciamo in nessun modo a far sì che comprenda che il pasto sta arrivando (a volte è tanto agitato che rifiuta l’oggetto desiderato). Dopo il pasto si calma completam.Spesso si innervosisce nei momenti di attesa subito precedenti all’uscita di casa.

Quanto sopra ci spinge a chiedere commento ed aiuto anche perché ns serenità è messa a dura prova e la preoccupazione è tanta.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signore
mi sembra che il piccolo abbia avuto intorno moltissima protezione e quindi moltissima, forse troppa, attenzione, in parte motivata dai problemi che ha avuto e dai ricoveri. Il problema della vista può aver avuto ripercussioni sulle sue capacità di apprendimento. Per il resto, se non è "peggiorato" non potrà che migliorare.
L'ansia non solo non aiuta ma crea un condizionamento sfavorevole e delle aspettative che possono frustrarlo, rendendolo ancora più capriccioso ed irascibile. L'attaccamento alla madre è un modo per tiranneggiarla, avendo capito benissimo come funziona il meccanismo.

Un aspetto fondamentale è CHE NON TOLLERA DI ESSERE SOTTO ESAME.

Vi sta chiedendo di essere lasciato in pace, lui ha i suoi tempi di apprendimento e ciascun bambino ha i suoi; non sono possibili confronti né col fratello né con altri.
Anche se piccolo, provate a farlo interessare ad un'attività che possa in qualche modo conciliare tanti aspetti
(socializzazione, psicomotricità, apprendimento, gioco, movimento armonico, autonomia...ecc) quale ad esempio il nuoto.

Dare un parere on line non è semplice ma da come lei descrive i comportamenti eviterei al momento di sottoporlo ad indagini e stressarlo ancora. Piuttosto prolungherei una cauta e costante osservazione, di certo "mantenendo alta la guardia" ma senza permettere che la "guardia" lo imprigioni nel ruolo di un malato. Anche voi siete chiamati ad evitare che ciò accada, perciò smettete di tenerlo sotto "esame", giocate con lui, godetevi i suoi progressi senza ansia, rispettando i suoi tempi. Ne sarete ricompensati di certo.

Il controllo clinico, periodico, spetterà agli specialisti. Magari al terzo...

Cordiali saluti
Dott.Agnesina Pozzi



[#2] dopo  
Utente 287XXX

Ringraziamo e condividiamo tutti gli aspetti della risposta che ci ha dato una conferma dei dubbi che avevamo. Purtroppo durante questo lungo percorso, forse troppo prematuro, più volte ci siamo sentiti dire che, per avere risposte precise, è necessario un approfondimento clinico e questo ci ha sfinito a tal punto che stiamo seriamente valutando di accondiscendere a questo percorso (si tratterebbe di esami al Besta di Milano, dal quale dobbiamo ancora essere contattati) sia per escludere problematiche a cui, se scoperte, si potrebbe porre rimedio; sia per prendere il coraggio, in caso contrario, di seguire un po' di più l'istinto di genitori. A questo punto, due dubbi: è plausibile, nonostante la materia "particolare" (comprendiamo bene le difficoltà del settore) che, dopo quasi un anno, non si riesca ad evere nemmeno uno scritto, nemmeno per la griffith? Gli esami prospettati, in particolare RMN (da farsi in sedazione), comportano dei rischi medici per il bambino? Data la particolarità dell'istituto un eventuale ricovero potrebbe avere ripercussioni sul bambino che presenta una
forte sensibilità a questi contesti di “indagine su di lui”? Grazie infinite Dott.ssa Pozzi e a tutti gli altri medici del sito, che seguiamo con interesse da parecchi mesi.

[#3] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Di ogni indagine vanno valutati rischi e benefici. Mi chiedo quale sia la vera indicazione a fare la RMN se dal punto di vista neurologico il piccolo non è peggiorato e nessuno mette appunto...nero su bianco (da un anno!!!!), l'indicazione, il sospetto diagnostico per sottoporlo all'esame.

La RMN è un'indagine radiologica, anche se con dosi inferiori, a tutti gli effetti; i rischi da quello che so io, non sono dose-dipendenti, punto primo, e lo sono maggiormente sulle ghiandole in crescita. Punto secondo c'è l'anestesia, con tutti i suoi rischi. Punto terzo lo stress.

Dunque...perché delegare ad una indagine la "responsabilità" di una diagnosi, se alla fine si tratta solo di un lieve ritardo psicomotorio che non è peggiorato?

Il mio Professore, il compianto grandissimo clinico Larizza, amava ripetere sempre: "PENSATE SEMPLICE", non andate a pensare alle grandi sindromi, alle malattie rare, a chissà quale problematica: la prima cosa da fare è pensare alle cose più elementari, più semplici!E lasciate alle macchine solo il ruolo di confermare una diagnosi che abbiate già fatto con un esame completo dei vostri pazienti. Non delegate alle macchine la diagnosi".

Per me questo è rimasto un insegnamento fondamentale: OSSERVARE senza interferire. Possibilmente osservare "obiettivamente" così come l'etimologia della parola "esame obiettivo".

Voi dovete fidarvi ASSOLUTAMENTE del vostro istinto di genitori perché al 100% è corretto rispetto a quello dei medici, fossero anche grandi luminari.

Invece di ricoverarlo, stressarlo, torturarlo, irritarlo, farlo così anche regredire...portatelo in piscina...e possibilmente, fuori zona, da un altro specialista ma senza "condizionarlo" coi racconti delle indagini proposte, altrimenti, prevarrà "la paura" di sbagliare rispetto a chi ha fatto prima quella determinata proposta.

Limitatevi a raccontare del bambino nella raccolta di dati anamnestici.
E teneteci al corrente.

Cordialissimi saluti
Dott.ssa Agnesina Pozzi