Utente 833XXX
Gentili dottori,
sono la mamma di un bimbo di due anni che non parla; ossia pronuncia correttamente solo la parola mamma, papa' ... e' un bimbo attivissimo, non presenta alcun problema ad adattarsi al nido che frequenta gia' dall'eta' di 9 mesi, e' ben inserito ed a detta delle educatrici segue correttamente tutte le attivita' che gli vengono richieste,(psicomotricita' ecc.. ) per fare le sue richieste dice aaaaa.. per dire acqua .. amm..amm. per dire che ha fame,se gli si viene detto di ripetere le paroline ,ossia il cane fa bau.. ecc. non fa nulla, indica pero' il cane che abbaia, i bimbi che giocano... ci ripete alcuni gesti (tipo camminare ricurvi per segnalare il vecchietto)ovviamente lo abbiamo insegnato noi...mi dicono che e' ancora troppo presto, che forse il bimbo e' "pigro" di continuare a stimolarlo, la mia paura e' che potrbbe avere di aiuto; ho sentito parla di dislasia, potrbbe essere il suo caso?? e' giusto che si fermi ancora alla lallazione?? cosa posso fare per stimolarlo? anche se gli parlo in continuazione??
grazie infinite mi darete sollievo e sonni tranquilli.
p.s. la sorellina che oggi ha 9 anni ha parlato correttamente in eta' precoce e gia' adesso anche lei continua a stimolarlo, ma lui tace.

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Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signora
esclusi problemi uditivi e alla lingua (esempio frenulo corto)non c'è da fare altro che aspettare anche perchè lo sviluppo psicomotorio/psicosociale è regolare come lei dice. Certamente nell'asilo sarà maggiormente stimolato a parlare anche per relazionarsi ai suoi compagni. Se indica qualcosa non dategliela subito ma sillabatela lentamente e aspettate che lui ripeta. Scegliete paroline semplici di due sillabe all'inizio, fornitegli qualche strumento come un fischietto (da usare in vostra presenza), fategli gonfiare dei palloncini e leccare dei leccalecca, tutto ciò agirà positivamente sulla fonazione.

I maschietti purtroppo sono più lenti delle femminucce e credo ancora ci sarà da aspettare. Verificate con le maestre dell'asilo cosa succede e quali siano i suoiprogressi in tal senso. Se il tempo di latenza del linguaggio si prolunga sarà prudente una consulenza neuropsichiatrica infantile ma senza ansie eccessive. Il neuropsichiatra saprà valutare opportunamente la situazione, darvi i migliori consigli nonchè indirizzarvi eventualmente a logopedisti se ne ravviserà l'esigenza reale.

Cordiali saluti
Dr.ssa Agnesina Pozzi