Trimipramina sopprime il sonno profondo?
Buongiorno,
assumo trimipramina la sera per trattare un'insonnia di origine ansiosa e ossessiva assieme a Lamotrigina al mattino.
Ho notato che ultimamente il sonno è molto frammentato (continui risvegli), leggerissimo e se all'inizio della terapia era facilitato, ora inizia con sempre più difficoltà.
Ogni volta che mi sveglio in ognuno dei numerosi risvegli mi sembra di non avere dormito affatto, ma mi rendo conto che ho memorie di storie e visioni e quindi deduco di aver sognato.
I sogni sono molto lunghi, elaborati e vividi e si sviluppano ciascuno in più contesti diversi.
Secondo la mia percezione è come se avessi un sonno rem che dura tutta la notte, per i tantissimi sogni e perché è leggerissimo.
Questa cosa del sonno molto leggero inizialmente avveniva solo nell'ultima parte della notte, ma ora dura tutta la notte.
Il primo risveglio sto notando di giorno in giorno che avviene sempre più presto.
Quando viene il mattino, all'ennesimo risveglio non riesco più a riaddormentarmi e mi alzo.
Nonostante tutto nei giorni passati mi sentivo abbastanza riposato, oggi invece sono stanchissimo.
Vorrei sapere se questo effetto può dipendere dalla trimipramina o dalla lamotrigina.
assumo trimipramina la sera per trattare un'insonnia di origine ansiosa e ossessiva assieme a Lamotrigina al mattino.
Ho notato che ultimamente il sonno è molto frammentato (continui risvegli), leggerissimo e se all'inizio della terapia era facilitato, ora inizia con sempre più difficoltà.
Ogni volta che mi sveglio in ognuno dei numerosi risvegli mi sembra di non avere dormito affatto, ma mi rendo conto che ho memorie di storie e visioni e quindi deduco di aver sognato.
I sogni sono molto lunghi, elaborati e vividi e si sviluppano ciascuno in più contesti diversi.
Secondo la mia percezione è come se avessi un sonno rem che dura tutta la notte, per i tantissimi sogni e perché è leggerissimo.
Questa cosa del sonno molto leggero inizialmente avveniva solo nell'ultima parte della notte, ma ora dura tutta la notte.
Il primo risveglio sto notando di giorno in giorno che avviene sempre più presto.
Quando viene il mattino, all'ennesimo risveglio non riesco più a riaddormentarmi e mi alzo.
Nonostante tutto nei giorni passati mi sentivo abbastanza riposato, oggi invece sono stanchissimo.
Vorrei sapere se questo effetto può dipendere dalla trimipramina o dalla lamotrigina.
Gentilissimo,
E' plausibile che entrambi i farmaci stiano giocando un ruolo in questo scenario, seppur con meccanismi differenti.
La lamotrigina, pur essendo un eccellente stabilizzatore dell'umore e venendo assunta correttamente al mattino, è nota in farmacovigilanza per la sua capacità di rendere l'attività onirica molto vivida e intensa; questo accade perché la molecola può aumentare la fase REM o renderla più frammentata, portando esattamente a quella sensazione di "aver sognato tutta la notte" che lei riferisce.
D'altro canto, la trimipramina è un antidepressivo con una forte componente sedativa che dovrebbe garantire la continuità del sonno e la profondità delle fasi non-REM; tuttavia, il fatto che lei stia iniziando a svegliarsi sempre più presto e che l'addormentamento sia diventato difficile potrebbe indicare un fenomeno di tolleranza alla componente sedativa del farmaco, oppure che il dosaggio attuale non sia più sufficiente a contrastare l'attivazione indotta dall'ansia sottostante o dalla stessa lamotrigina.
La sensazione di non aver dormito affatto, nonostante i ricordi dei sogni, è tipica di quando il sonno non raggiunge gli stadi profondi necessari per il recupero fisico, rimanendo "confinato" in uno stato di dormiveglia o di sonno leggero in cui il cervello rimane parzialmente vigile.
Il fatto che oggi lei si senta stanchissimo è il segnale che probabilmente il suo organismo ha esaurito le riserve di compensazione e che la qualità del riposo non è più fisiologica.
Sarebbe opportuno riportare tempestivamente questo cambiamento allo specialista, il quale potrebbe valutare diverse strategie, come un adeguamento del dosaggio della terapia serale per migliorare la qualità del sonno o una revisione della terapia stabilizzante qualora fosse ritenuta la causa principale di questa iper-attività onirica.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
E' plausibile che entrambi i farmaci stiano giocando un ruolo in questo scenario, seppur con meccanismi differenti.
La lamotrigina, pur essendo un eccellente stabilizzatore dell'umore e venendo assunta correttamente al mattino, è nota in farmacovigilanza per la sua capacità di rendere l'attività onirica molto vivida e intensa; questo accade perché la molecola può aumentare la fase REM o renderla più frammentata, portando esattamente a quella sensazione di "aver sognato tutta la notte" che lei riferisce.
D'altro canto, la trimipramina è un antidepressivo con una forte componente sedativa che dovrebbe garantire la continuità del sonno e la profondità delle fasi non-REM; tuttavia, il fatto che lei stia iniziando a svegliarsi sempre più presto e che l'addormentamento sia diventato difficile potrebbe indicare un fenomeno di tolleranza alla componente sedativa del farmaco, oppure che il dosaggio attuale non sia più sufficiente a contrastare l'attivazione indotta dall'ansia sottostante o dalla stessa lamotrigina.
La sensazione di non aver dormito affatto, nonostante i ricordi dei sogni, è tipica di quando il sonno non raggiunge gli stadi profondi necessari per il recupero fisico, rimanendo "confinato" in uno stato di dormiveglia o di sonno leggero in cui il cervello rimane parzialmente vigile.
Il fatto che oggi lei si senta stanchissimo è il segnale che probabilmente il suo organismo ha esaurito le riserve di compensazione e che la qualità del riposo non è più fisiologica.
Sarebbe opportuno riportare tempestivamente questo cambiamento allo specialista, il quale potrebbe valutare diverse strategie, come un adeguamento del dosaggio della terapia serale per migliorare la qualità del sonno o una revisione della terapia stabilizzante qualora fosse ritenuta la causa principale di questa iper-attività onirica.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Utente
Buongiorno dottore,
la ringrazio per il suo intervento.
Specifico che il Surmontil non ha mai avuto un vero effetto sedativo su di me, neanche alle prime somministrazioni, quindi purtroppo non si può parlare di semplice tolleranza.
L'altra notte praticamente non ho dormito nulla, quindi ieri sera per compensare ho assunto Minias + Surmontil assieme, ma l'effetto sull'agitazione è stato nullo. Mi sono addormentato molto molto tardi e non per effetto delle medicine.
Sono molto preoccupato, non so da cosa potrebbe dipendere una refrattarietà così grave ai farmaci. Non ho mai risposto a trilafon, trittico, lorazepam e delorazepam. Non riesco a darmi pace.
la ringrazio per il suo intervento.
Specifico che il Surmontil non ha mai avuto un vero effetto sedativo su di me, neanche alle prime somministrazioni, quindi purtroppo non si può parlare di semplice tolleranza.
L'altra notte praticamente non ho dormito nulla, quindi ieri sera per compensare ho assunto Minias + Surmontil assieme, ma l'effetto sull'agitazione è stato nullo. Mi sono addormentato molto molto tardi e non per effetto delle medicine.
Sono molto preoccupato, non so da cosa potrebbe dipendere una refrattarietà così grave ai farmaci. Non ho mai risposto a trilafon, trittico, lorazepam e delorazepam. Non riesco a darmi pace.
Gentilissimo,
la mancata risposta clinica ai farmaci che lei cita potrebbe suggerire che la problematica non risieda tanto in una "immunità" ai sedativi, quanto piuttosto nella possibilità che non si stia colpendo il bersaglio terapeutico più appropriato.
Sarebbe verosimile ipotizzare che alla base vi sia un disturbo d'ansia sottostante, tale da mantenere il sistema nervoso in uno stato di allerta costante.
In un quadro di questo tipo, farmaci come le benzodiazepine (tra cui il Minias e il Lorazepam) non hanno un'indicazione curativa specifica per la causa primaria: agiscono prevalentemente "tamponando superficialmente" il sintomo, ma qualora la spinta ansiosa fosse elevata, il loro effetto potrebbe risultare insufficiente.
Clinicamente, l'utilizzo esclusivo di sedativi in presenza di un disturbo d'ansia non trattato alla radice potrebbe rivelarsi poco efficace.
La strategia terapeutica, da valutare sempre con il proprio specialista, dovrebbe probabilmente orientarsi non tanto sul tentativo di sedare, quanto sulla cura del disturbo d'ansia primario con farmaci ad azione più specifica, che potrebbero ridurre l'attivazione a monte.
Rinnovo cari saluti restando a disposizione.
la mancata risposta clinica ai farmaci che lei cita potrebbe suggerire che la problematica non risieda tanto in una "immunità" ai sedativi, quanto piuttosto nella possibilità che non si stia colpendo il bersaglio terapeutico più appropriato.
Sarebbe verosimile ipotizzare che alla base vi sia un disturbo d'ansia sottostante, tale da mantenere il sistema nervoso in uno stato di allerta costante.
In un quadro di questo tipo, farmaci come le benzodiazepine (tra cui il Minias e il Lorazepam) non hanno un'indicazione curativa specifica per la causa primaria: agiscono prevalentemente "tamponando superficialmente" il sintomo, ma qualora la spinta ansiosa fosse elevata, il loro effetto potrebbe risultare insufficiente.
Clinicamente, l'utilizzo esclusivo di sedativi in presenza di un disturbo d'ansia non trattato alla radice potrebbe rivelarsi poco efficace.
La strategia terapeutica, da valutare sempre con il proprio specialista, dovrebbe probabilmente orientarsi non tanto sul tentativo di sedare, quanto sulla cura del disturbo d'ansia primario con farmaci ad azione più specifica, che potrebbero ridurre l'attivazione a monte.
Rinnovo cari saluti restando a disposizione.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 339 visite dal 02/02/2026.
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