Come distinguo i miei sintomi tra malattia esantematica ed effetto collaterale della lamotrigina?
Buongiorno Dottori,
Vi richiedo questo consulto siccome i pareri dei miei medici curanti, ovvero il mio medico generale e la mia psichiatra, sono discordanti.
Mi è stato diagnosticato un disturbo bipolare di tipo due meno di un mese fa, all'età di ventotto anni, dopo una raccomandazione per un consulto psichiatrico da parte della mia psicoterapeuta.
Non ho mai assunto in precedenza psicofarmaci, e non ho altri problemi di salute.
Mi è stato prescritto un piano per raggiungere i 100 mg di Lamotrigina giornalieri, e ho cominciato il giorno 12 marzo ad assumere 25 mg la sera, dosaggio da mantenere per le prime due settimane.
Il giorno 19 marzo, esattamente una settimana dopo l'inizio della terapia, soffro di un intenso mal di testa, fastidio alle luci, nausea, sonnolenza, sensazione di freddo e lieve confusione durante tutta la giornata, con un miglioramento verso la sera.
Mi accorgo di avere i linfonodi nucali lievemente ingrossati.
Il giorno successivo mi sento meglio, ma persiste la sonnolenza, i linfonodi nucali sono molto ingrossati e quelli del collo cominciano a esserlo lievemente, e mi gira la testa se mi volto troppo rapidamente.
Mi sento genericamente debole.
Contatto la mia psichiatra, che mi dice di interrompere subito la terapia, e dunque smetto di assumere Lamotrigina.
La sera mi sale una lieve febbre a 37, 3.
Il giorno dopo mi sento ancora molto debole con giramenti di testa e linfonodi sempre più gonfi e dolorosi, soprattutto quelli nucali ma anche quelli del collo.
Non avverto sonnolenza, non ho febbre e mi sento meglio.
Il giorno successivo gli altri sintomi migliorano, ma comincio ad avere un mal di gola con lievi placche e noto dei puntini e macchioline rosse sulla pelle.
Sono poche e sparse, soprattutto su braccia, mani e spalle.
Queste macchie persistono per circa una settimana.
Durante i giorni successivi solitamente non sono visibili la mattina e compaiono durante la giornata.
Nei due giorni successivi ho puntini rossi ben definiti su caviglie e piedi, e meno definiti su braccia, mani e busto.
Poi i giorni dopo diventano macchioline rosa più chiare e senza contorni definiti sul busto, sulle braccia e mani.
Non prudono e non sono in rilevo.
Tutti gli altri sintomi, compresi i linfonodi gonfi, regrediscono velocemente a partire dal quarto giorno dai primi sintomi.
Decido di farmi visitare del mio medico di famiglia, che sospetta una rosolia (o altra virosi), per cui però ho fatto vaccino e richiamo da bambina.
La mia psichiatra è abbastanza convinta, ma non certa, che si sia trattato di un effetto collaterale della Lamotrigina, ma pensa comunque che dovrei riprovare.
Io sono molto preoccupata all'idea di prendere nuovamente il farmaco.
Secondo voi, è più probabile che si trattasse di un virus o di un effetto collaterale?
E nel secondo caso, ricominciare a prendere il farmaco dopo questo evento porrebbe un rischio più elevato di reazioni ancora più gravi?
Vi ringrazio per la vostra attenzione, buona giornata!
Vi richiedo questo consulto siccome i pareri dei miei medici curanti, ovvero il mio medico generale e la mia psichiatra, sono discordanti.
Mi è stato diagnosticato un disturbo bipolare di tipo due meno di un mese fa, all'età di ventotto anni, dopo una raccomandazione per un consulto psichiatrico da parte della mia psicoterapeuta.
Non ho mai assunto in precedenza psicofarmaci, e non ho altri problemi di salute.
Mi è stato prescritto un piano per raggiungere i 100 mg di Lamotrigina giornalieri, e ho cominciato il giorno 12 marzo ad assumere 25 mg la sera, dosaggio da mantenere per le prime due settimane.
Il giorno 19 marzo, esattamente una settimana dopo l'inizio della terapia, soffro di un intenso mal di testa, fastidio alle luci, nausea, sonnolenza, sensazione di freddo e lieve confusione durante tutta la giornata, con un miglioramento verso la sera.
Mi accorgo di avere i linfonodi nucali lievemente ingrossati.
Il giorno successivo mi sento meglio, ma persiste la sonnolenza, i linfonodi nucali sono molto ingrossati e quelli del collo cominciano a esserlo lievemente, e mi gira la testa se mi volto troppo rapidamente.
Mi sento genericamente debole.
Contatto la mia psichiatra, che mi dice di interrompere subito la terapia, e dunque smetto di assumere Lamotrigina.
La sera mi sale una lieve febbre a 37, 3.
Il giorno dopo mi sento ancora molto debole con giramenti di testa e linfonodi sempre più gonfi e dolorosi, soprattutto quelli nucali ma anche quelli del collo.
Non avverto sonnolenza, non ho febbre e mi sento meglio.
Il giorno successivo gli altri sintomi migliorano, ma comincio ad avere un mal di gola con lievi placche e noto dei puntini e macchioline rosse sulla pelle.
Sono poche e sparse, soprattutto su braccia, mani e spalle.
Queste macchie persistono per circa una settimana.
Durante i giorni successivi solitamente non sono visibili la mattina e compaiono durante la giornata.
Nei due giorni successivi ho puntini rossi ben definiti su caviglie e piedi, e meno definiti su braccia, mani e busto.
Poi i giorni dopo diventano macchioline rosa più chiare e senza contorni definiti sul busto, sulle braccia e mani.
Non prudono e non sono in rilevo.
Tutti gli altri sintomi, compresi i linfonodi gonfi, regrediscono velocemente a partire dal quarto giorno dai primi sintomi.
Decido di farmi visitare del mio medico di famiglia, che sospetta una rosolia (o altra virosi), per cui però ho fatto vaccino e richiamo da bambina.
La mia psichiatra è abbastanza convinta, ma non certa, che si sia trattato di un effetto collaterale della Lamotrigina, ma pensa comunque che dovrei riprovare.
Io sono molto preoccupata all'idea di prendere nuovamente il farmaco.
Secondo voi, è più probabile che si trattasse di un virus o di un effetto collaterale?
E nel secondo caso, ricominciare a prendere il farmaco dopo questo evento porrebbe un rischio più elevato di reazioni ancora più gravi?
Vi ringrazio per la vostra attenzione, buona giornata!
La sintomatologia iniziale (mal di testa, fotofobia, nausea, sonnolenza, linfonodi ingrossati) è tipica di reazioni avverse alla lamotrigina, soprattutto nei primi giorni di terapia. La comparsa di macchie cutanee diffuse, febbre lieve e linfonodi cervicali è compatibile con una reazione cutanea sistemica (rash) che può evolvere in una sindrome di Stevens-Johnson se non trattata.
La rapidità di insorgenza dopo l’inizio della terapia e la risoluzione con l’interruzione del farmaco suggeriscono una causa farmacologica.
Rischio di ricominciare la lamotrigina
- Il rischio di una reazione più grave aumenta se il farmaco viene ripreso senza adeguata valutazione e monitoraggio.
- La lamotrigina è associata a reazioni cutanee gravi in circa 1 2% dei pazienti; la presenza di un rash precedente è un fattore di rischio.
- In caso di necessità terapeutica, la ricommissione richiede un incremento graduale (es. 25 mg ogni 2 3 settimane) sotto stretta osservazione clinica e, se possibile, con monitoraggio di marcatori di infiammazione.
Detto questo il punto principale è valutare la necessità di continuare la lamotrigina o considerare un’alternativa (es. lítio, valproato, carbamazepina). A essere sinceri non vengono nessun fattore che rende preferibile la lamotrigina rispetto ad altri normotimizzanti
La rapidità di insorgenza dopo l’inizio della terapia e la risoluzione con l’interruzione del farmaco suggeriscono una causa farmacologica.
Rischio di ricominciare la lamotrigina
- Il rischio di una reazione più grave aumenta se il farmaco viene ripreso senza adeguata valutazione e monitoraggio.
- La lamotrigina è associata a reazioni cutanee gravi in circa 1 2% dei pazienti; la presenza di un rash precedente è un fattore di rischio.
- In caso di necessità terapeutica, la ricommissione richiede un incremento graduale (es. 25 mg ogni 2 3 settimane) sotto stretta osservazione clinica e, se possibile, con monitoraggio di marcatori di infiammazione.
Detto questo il punto principale è valutare la necessità di continuare la lamotrigina o considerare un’alternativa (es. lítio, valproato, carbamazepina). A essere sinceri non vengono nessun fattore che rende preferibile la lamotrigina rispetto ad altri normotimizzanti
Dr Giovanni Portuesi
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Buongiorno dott. Portuesi,
La ringrazio molto per la Sua risposta. Siccome Lei menziona il rischio che la reazione avversa evolva in Sindrome di Stevens-Johnson "se non trattata", questo significa che dovrei richiedere un trattamento medico, nonostante io non assuma più al momento Lamotrigina e tutti i sintomi siano completamente regrediti, fatto salvo per una lievissima reminescenza delle macchioline rosa che ogni tanto possono essere ancora visibili in alcuni momenti della giornata?
Per quanto riguarda la scelta della Lamotrigina, la mia intenzione sarebbe a questo punto quella di discutere con la mia psichiatra un'alternativa. Da ciò che avevo capito, penso che la Lamotrigina sia stata scelta in quanto farmaco abbastanza "soft" e che dovrebbe influire poco sul funzionamento generale della persona. Mi sembrava una scelta ragionevole siccome il mio disturbo non ha mai impattato considerevolmente sul mio funzionamento sociale o lavorativo, e pensavo che le altre opzioni venissero utilizzate prevalentemente in casi più severi. Ovviamente può essere che io abbia male interpretato, o che esistano altri farmaci simili.
La ringrazio molto per la Sua risposta. Siccome Lei menziona il rischio che la reazione avversa evolva in Sindrome di Stevens-Johnson "se non trattata", questo significa che dovrei richiedere un trattamento medico, nonostante io non assuma più al momento Lamotrigina e tutti i sintomi siano completamente regrediti, fatto salvo per una lievissima reminescenza delle macchioline rosa che ogni tanto possono essere ancora visibili in alcuni momenti della giornata?
Per quanto riguarda la scelta della Lamotrigina, la mia intenzione sarebbe a questo punto quella di discutere con la mia psichiatra un'alternativa. Da ciò che avevo capito, penso che la Lamotrigina sia stata scelta in quanto farmaco abbastanza "soft" e che dovrebbe influire poco sul funzionamento generale della persona. Mi sembrava una scelta ragionevole siccome il mio disturbo non ha mai impattato considerevolmente sul mio funzionamento sociale o lavorativo, e pensavo che le altre opzioni venissero utilizzate prevalentemente in casi più severi. Ovviamente può essere che io abbia male interpretato, o che esistano altri farmaci simili.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 50 visite dal 30/03/2026.
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