Utente 167XXX
Gentile Referente,
sono in cura da circa un anno presso uno psichiatra locale in quanto sofferente di attacchi di panico. La situazione attuale e' la seguente: associo alla terapia cognitivo comportamentale, un trattamento farmacologico cosi' articolato: da una settimana circa prendo lyrica 25mg x 2, daparox 10mg la sera, trittico 1/3 di 150mg prima di coricarmi, xanax gocce (mediamente 7) all'occorrenza.
Il panico sembra essersi risolto ma persiste l'ansia e la preoccupazione. Da quando prendo lyrica, ho un senso di stordimento diffuso, capigiri, ecc. che mi tengono in allarme. La sera piombo in un'immensa tristezza che mi accompagna sino al mattino seguente.
Ho iniziato a soffrire di DAP, nel 1996 quando mi fu diagnosticata la SM manifestatasi con una neurite ottica retrobulbare all'occhio sx sanata parzialmente con iniezioni retrobulbari di cortisone.
Gradirei tanto avere un autorevole parere sul mio cammino intrapreso di recente dopo anni passati sul lettino di uno psicologo analista che non mi ha risolto il problema.
Attendo fiducioso.
Cordialmente,
Ambrogio

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La terapia è sottodosata per entrambi i medicinali (daparox e lyrica). Può darsi che non tolleri bene il lyrica così come che il suo disturbo non sia ben compensato e quindi si aggravi producendole parte di quei sintomi che lamenta.
La terapia andrebbe quindi adeguata. Prima di procedere ad associazioni, la cosa più logica sarebbe quella di utilizzare un farmaco di riferimento a dose efficace, se ben tollerato.

L'analisi è una teoria non scientificamente fondata, che non corrisponde ad una pratica scientificamente prevedibile rispetto alla cura dei disturbi psichici. Esistono altre forme di psicoterapia con riferimenti biologici di funzionamento ed efficacia, come quella cognitivo-comportamentale, che si applicano ad alcune condizioni cliniche.

Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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La terapia andrebbe quindi adeguata. Prima di procedere ad associazioni, la cosa più logica sarebbe quella di utilizzare un farmaco di riferimento a dose efficace, se ben tollerato.

L'analisi è una teoria non scientificamente fondata, che non corrisponde ad una pratica scientificamente prevedibile rispetto alla cura dei disturbi psichici. Esistono altre forme di psicoterapia con riferimenti biologici di funzionamento ed efficacia, come quella cognitivo-comportamentale, che si applicano ad alcune condizioni cliniche.

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[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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La terapia è sottodosata per entrambi i medicinali (daparox e lyrica). Può darsi che non tolleri bene il lyrica così come che il suo disturbo non sia ben compensato e quindi si aggravi producendole parte di quei sintomi che lamenta.
La terapia andrebbe quindi adeguata. Prima di procedere ad associazioni, la cosa più logica sarebbe quella di utilizzare un farmaco di riferimento a dose efficace, se ben tollerato.

L'analisi è una teoria non scientificamente fondata, che non corrisponde ad una pratica scientificamente prevedibile rispetto alla cura dei disturbi psichici. Esistono altre forme di psicoterapia con riferimenti biologici di funzionamento ed efficacia, come quella cognitivo-comportamentale, che si applicano ad alcune condizioni cliniche.

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[#4] dopo  
Utente 167XXX

Gentile Dott. Pacini,
la ringrazio innanzitutto per la solerte e completa risposta.
All'inizio della terapia, il daparox era a 20mg ed ho risposto bene dopo una fase tremenda di adattamento accompagnata da xanax 20ggc x 3.
Sospeso gradulamente lo xanax e mantenendo 20mg di daparox, ero in uno stato di eccitabilita' tale che mi creava di nuovo ansia, mi cadevano le cose dalle mani, sbandavo, ecc. Cosi' lo psichiatra ha preferito abbassare il dosaggio. Questo tre mesi fa. Solo ora, a seguito di altre sedute, mi ha prescritto il lyrica mantenendo il dosaggio del daparox perche' persiste uno stato di preoccupazione che mi tiene in tensione, in allarme per ogni cosa che svolgo nell'arco della giornata: temo di impazzire, di perdere il controllo di me stesso! Non ne parliamo quando esco dalla routine, tipo andare al mare per uno, due giorni.
Che ne pensa?
Cordialmente,
Ambrogio

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

sospendendo xanax può esserci una ripresa temporanea dell'ansia, solitamente questo indica una necessita di aggiustare il dosaggio del farmaco base "in più" anziché in meno. A meno che non fosse un altro tipo di eccitabilità (non ansiosa) quella a cui fa riferimento lo psichiatra, ma la cura attuale risulta comunque una cura impostata per l'ansia. Il risultato è però che ci sono due farmaci associati ma a dosi inefficaci, e l'ansiolitico c'è sempre anche se non svolge una funzione precisa.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 167XXX

Gentile Dott. Pacini,
l'eccitabilita' e' riferita ad uno stato che ho inquadrato in "cervello a 1000 km/h!"; immagini e situazioni proiettate nella mente ad una velocita' spaventosa, tanto da indurmi in uno stato di ansia acuta che a volte sfociava nel panico.
Ma l'ansiolitico qual e'? Lyrica? Xanax non lo prendo piu' a meno di situazioni sfuggite di mano.
Dio mio che confusione!
Cosa posso proporre al mio terapeuta? Oltre a riferire i sintomi, tempestarlo di sms, cos'altro posso fare? Ho sempre l'impressione che l'approccio terapeutico sia piu' votato alla terapia cognitiva comportamentale che a quella farmacologica, come dire, un approccio conservativo.
C'e' solo un fatto: soffro tantissimo!
La ringrazio per la sua disponibilita'.
Cordialmente,
Ambrogio

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

in presenza di questa permanenza di sintomi e, comunque, in presenza di nuovi sintomi attribuiti al trattamento farmacologico, e' opportuno considerare che i trattamenti andrebbero comunque mantenuti al dosaggio terapeutico e, nel caso, provare a fare una variazione della molecola in uso oppure associare al trattamento altre classi farmacologiche che non abbiano una esclusiva azione sull'ansia generalizzata.

Probabilmente, come afferma, viene posta maggiore attenzione al trattamento psicoterapeutico.

Al suo terapeuta non puo' proporre nulla se non chiarire che i suoi sintomi sono ancora presenti e piuttosto insopportabili.

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[#8] dopo  
Utente 167XXX

Gentile Dott. Ruggiero,
la ringrazio per la sua risposta.
Domani avro' il colloquio col terapeuta e gli faro' presente quanto esaurientemente mi avete suggerito.
Grazie di cuore a tutti voi.
Cordialmente,
Ambrogio

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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l'ansiolitico (xanax) in una cura avviata con buona risposta solitamente non compare al bisogno poiché non ce n'è bisogno.
La cura va rivista, la descrizione di accelerazione è ambigua, il problema è se lo psichiatra ha cambiato la diagnosi in riferimento a questo fenomeno, che dalla cura non sembra.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 167XXX

Gentile Dott. Pacini,
credo, immagino, da profano dico che passare dal DAP al DAG, l'ansia resta.
Quando prendo al bisogno soltanto 7 gocce di xanax, sto da Dio! Torno ad essere quello che io ricordo. Svanisce la paura e riacquisto il controllo di tutto me stesso.
Cosi' mi sentivo anche quando prendevo daparox 20mg, trittico 1/3 di 150mg e xanax 20gcc x 3.
Sospeso lo xanax, diminuito il daparox per gli eventi descritti (agitazione, eccitazione, insomma tanta ansia...) sto punto e a capo. Gli attacchi di panico sono diminuiti ma il livello di allarme, di paura, e' sempre alto. Con Lyrica ho l'impressione che questo allarme si sia un po' sopito ma forse e' prematuro visto che sono 5 giorni che ho iniziato la somministrazione. I sintomi di stordimento, sonnolenza, capogiri, ecc, persistono e anche chi mi vede mi chiede se sono arrabbiato, se sto male, ho il volto scavato, scuro, serioso.
Ancora grazie.
Cordialmente,
Ambrogio

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

non è infatti chiaro perché alla riduzione (corretta) dell'ansiolitico sia stata fatta anche quella del daparox tenendolo a dose inefficace. Il concetto è che due farmaci ciascuno a dose inefficace mediamente sono inefficaci. E i sintomi che è tornato ad avere confermerebbero questo discorso.

Farei rivedere la cura.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 167XXX

Gentile Dott. Pacini,
il daparox è stato ridotto proprio perche' ho riferito con insistenza al mio dottore il persistere di uno stato di agitazione che seppur non sfociava in veri e propri attacchi di panico, mi tenevano... come dire... ha presente quando si prendono troppi caffe' (che tra le altre cose ho abolito...)? All'improvviso mi cadevano le cose di mano, ero ipericettivo (non so se esite questo termine) e questo mi spaventava causandomi dosi massicce di ansia.
Credo che poi io abbia avuto una recidiva e sto cosi' adesso.
Grazie ancora.
Cordialmente,
Ambrogio