Utente
Gentili dottori, sono un uomo di 30 anni affetto, da 12 anni, da un disturbo bipolare di tipo II, caratterizzato da lunghe depressioni paralizzanti e da brevi fasi euforiche e agitate, con affollamento di idee. La malattia ha assunto poi un decorso a cicli rapidi (uno o due cicli al mese) indotti originariamente dall'Anafranil e dagli SSRI. Due anni fa mi sono recato, in piena fase depressiva, presso l'ambulatorio di un ospedale universitario dove è stata modificata la diagnosi in Psicosi NAS e dove sono stato trattato con Leponex 200mg/die.
I sintomi depressivi (rallentamento psicofisico) si sono amplificati tanto da non essere più in grado di allacciarmi le scarpe da solo e da parlare con estrema difficoltà; il mio peso è arrivato a 120 kg e sono rimasto praticamente immobilizzato per tutta la durata del trattamento, che è stata di nove mesi. Ora, lasciando da parte ogni considerazione sulla legittimità o meno di un approccio medico simile, quello che chiedo è se la compromissione cognitiva prodotta dal farmaco durante il trattamento possa avere avuto delle conseguenze durature, anche dopo la sospensione dello stesso. Lo chiedo perchè, pur essendo ora in una fase di relativo benessere (assumo bupropione, pramipexolo, lamotrigina), avverto un frustrante ottundimento mentale che mi rende particolarmente difficili, se non impossibili, le attività cognitive più complesse. In passato, nelle fasi di remissione, questo ottundimento non l'ho mai avvertito.

Scusandomi per la lungaggine, ringrazio per l'attenzione.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

non vi e' motivo di poter attribuire al pregresso trattamento con clozapina una permanenza di sintomi.

Oltretutto, attualmente il suo trattamento non e' quello di una psicosi NAS, forse non e' stata fatta ancora una diagnosi definitiva?
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio intanto per la sollecita replica. Rispondo alla sua domanda: paradossalmente i medici che mi hanno somministrato il Leponex hanno mantenuto la diagnosi di Psicosi NAS anche dopo la decisione di somministrarmi la nuova terapia (bupropione, pramipexolo, lamotrigina). Il mio parere è che si sia voluto mantenere questa diagnosi, contro l'evidenza (visto anche l'effetto positivo della nuova terapia) e in disaccordo con sette anni di diagnosi di disturbo bipolare fatta da più medici in più contesti, per giustificare quei nove mesi di Leponex. Mesi devastanti in cui l'unico pensiero che riusciva a attraversare la mia mente era quello di far finire quella sofferenza.
Alla luce di queste considerazioni ho abbandonato quella struttura, con la convinzione che sia stato fatto un errore, anche pittosto grave. D'altra parte la somministrazione di Leponex fu gestita da uno specializzando abbandonato a se stesso, che non seppe fare altro che proseguire la terapia impostata dagli strutturati, per altro del tutto assenti.
Questo è, a mio parere, il motivo per il quale la diagnosi di Psicosi Nas è stata difesa e mantenuta fino al giorno dell'ultimo incontro.

Il medico da cui vado ora ha mantenuto la terapia con bupropione, pramipexolo e lamotrigina, e ha confermato la diagnosi di disturbo bipolare. La terapia funziona ma restano dei cicli che stiamo cercando di controllare con la lamotrigina.

La ringrazio ancora per l'attenzione e ne approfitto per porgerLe i migliori auguri di buone feste.