Utente 201XXX
Buona sera. Scrivo di mio figlio. Dall'eta' di 10 anni circa,aveva strani rituali,accendere e spengere l'interruttore della luce piu' volte o posizionare le pantofole in un certo modo.Solo recentemente ho saputo che tali azioni erano determinate da una "vocina" che gli suggeriva di fare in questo modo.Mi ha anche detto che era convinto che si' facendo si sarebbero avverate belle cose,salvo capire che dette cose non si sono poi mai realizzate.Pochi interessi (ferrovia,chat e viaggiare).A scuola ha sempre avuto un ottimo profitto e si e' sempre impegnato molto.Difficolta' a relazionarsi con gli altri studenti (timidezza,unita al fatto che non beve,non fuma e non ama gli eccessi,lo hanno forse condizionato ).Ha sempre preferito relazionarsi con gli adulti.Da quando e' entrato nell'adolescenza,con i primi amori,ha sempre dimostrato una possessivita' esagerata nei confronti delle ragazze con le quali ha avuto una relazione e pretende da loro continue rassicurazioni sulla indissolubilita' del loro rapporto.Se loro,esasperate,minacciano di lasciarlo,lui entra in una tale agitazione (ora ha 20 anni)che vuole avermi vicino,per parlare con lui immediatamente (quando le cose vanno bene,non si fa sentire per giorni)al fine dell'essere tranquillizzato dicendogli che il rapporto si ricucira' (ma sei sicuro?e come fai ad essere sicuro?).In questi frangenti devo piu' volte formulare le stesse risposte.Alle prime debacle sentimentali,le era invece sufficiente che lo rassicurassi (sempre piu' volte)che la colpa della fine della relazione non fosse sua,dandomi pero' l'impressione che sapesse che cosi' non era. Quando parla con estranei ha un approccio educato,seppur timido ed un linguaggio piu' che consono al frangente.Quando invece acquisisce confidenza,diventa talvolta esagerato e soprattutto con noi familiari tende sempre ad essere provocatorio,intavolando discussioni o esprimendo opinioni che sa che noi non condividiamo. Aggiungo che parlando con lui,e comunque me ne sono accorto autonomamente,le sue crisi avvengono solo ed esclusivamente quando ha una ragazza,e per l'insicurezza che lo attanaglia per il proseguio della relazione.Alla luce di cio' che ho esplicato,vi e' qualche elemento che puo' aiutare a capire di che tipo di schizofrenia soffra mio figlio? Se si,apparterrebbe ad una forma infausta oppure ad una forma meno preoccupante? Qualora optasse per non prendere psicofarmaci,ci sarebbe un peggioramento della malattia,oppure farebbe comunque il suo normale corso?

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non è chiaro il quadro, perché gli elementi così presentati ad una prima impressione non richiamano al quadro della schizofrenia. Ho visto che la diagnosi è stata formulata. Le "vocine" ci sono nella schizofrenia, ma anche in altre malattie.

Suo figlio nella vita che cosa fa ? Studia, lavora, ha invalidità riconosciuta ? CHe medicine sta assumendo ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 201XXX

Primo anno di universita'.Lavora saltuariamente (3-4 sere la settimana)per trasporto bombole gas,per aiutare nel mantenersi,visto che ha preso in affitto un appartamentino nella localita' dove vive la sua ragazza.Al momento,nessuna validita' riconosciuta.Gli hanno somministrato la prima mezza fiala di mobiden che a distanza di una settimana,lo sta' debilitando (i muscoli sono deboli ed e' intontito).La sera assume una compressa di entact.La dottoressa ha dato in mano le compresse,richiedendone la responsabilita',alla sua ragazza,essendo mio figlio inaffidabile. Quando si sente bene,non le assume e quando invece sta' bene,tende a prenderne troppe. Quando era in cura da un primo psichiatra,assumeva in modo irregolare "serenase".Tornando ad ora,ha iniziato ad assumere 2 compresse al di' di un medicinale di cui non ricordo il nome,per alleviare l'effetto del mobiden (forse iniettato in dose eccessiva) e la dottoressa ha detto che il mese prox iniettera' 1/3 anziche' la 1/2 della dose della prima volta. Al momento la diagnosi e' ancora indefinita,si parla di forte disturbo della personalita',ma non si esclude la schizofrenia.Se puo' essere d'aiuto,ricordo che il parto e' stato sofferto (hanno atteso piu' di 24 ore prima di fare il cesareo con la mamma febbricitante,dopo aver rotto artificialmente le acque). A 12 anni ha fatto una tac che non ha evidenziato alcuna anomalia e un elettroencefalogramma che ha rilevato delle punte atipiche,ma limitate sia nell'emisfero dx che in quello sx.Al momento studia ancora con buon profitto,pero' e' un paio di giorni che non va all'universita' e non riesce a concentrarsi sullo studio,causa i malesseri di cui sopra.Mi scuso per la diagnosi descritta nella prima e-mail,ma mi era stata definita certa da mio figlio...

[#3]  
Dr. Gabriele Tonelli

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Gentile Utente secondo quanto da Lei raccontato il quadro sarebbe insorto sotto forma di un Disturbo a Carattere Ossessivo in etaà infantile. Le vocine di cui riferisce a volte (soprattutto nei bambini) non sono così infrequenti in concomitanza ai sintomi ossessivi.
Sintomi d'ansia, difficoltà sul piano narcisistico (di autostima) mi sembra abbiano continuato a permanere anche nel corso del restante sviluppo.
Unitamente al bisogno di individuare figure di supporto con funzione di rassicurazione (adulti/genitori).
Condivido l'ipotesi di un Grave Disturbo di Personalità, la scelta di un Depot (Moditen) in questo caso potrebbe essere finalizzata al controllo di evntuali alterazioni comportamentali (tipo aggressività o comportamenti bizzarri). Fatto salvo che il ragazzo non presenti anche caratteri psicotici, che però non risultano valutabili dai sintomi fin qui descritti.
Non escluderei anche aspetti forse legati ad un disturbo dell'umore (ma andrebbero chiariti). In ogni caso visto (secondo quanto appare dalla descrizione fatta) il buon funzionamento cognitivo non escluderei anche l'attuazione di un supporto psicoterapico.

Cordiali saluti
Dott. Gabriele Tonelli
Psicoterapeuta,Master in Psicopatologia e Scienze Forensi,Segr.Redazione PsychiatryOnline It,Medico di Categoria. C.T.U.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Quindi la diagnosi di schizofrenia non è confermata, in questo caso più che chiedersi di che tipo sia la questione è far definire una diagnosi, perché dopo anni di manifestazioni è strano che non vi siano i criteri per definirla.

La terapia per iniezioni è di solito riservata a chi non accetta di assumere farmaci per bocca, e restringe la scelta delle medicine, perché non tutte sono disponibili per iniezione.

In ogni caso diversi aspetti (considerando gli anni di malattia trascorsi) non richiamano ad un quadro schizofrenico, per questo chiedevo lumi sulla diagnosi.

Direi di far definire meglio la diagnosi, le terapie a seconda del fatto che vi sia una psicosi, e del tipo di psicosi, variano molto.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 201XXX

Ringrazio vivamente per la cortesia e la disponibilita' accordatemi. Avendo avuto da mio figlio la delega (essendo maggiorenne,dovuta per legge),mi riservo di contattarvi dopo aver avuto un colloquio con la Vs.collega per specificare meglio,se possibile,le sue valutazioni in merito alla diagnosi. Vi ringrazio ancora.

[#6] dopo  
Utente 201XXX

Gent.li Dottori,
dopo aver parlato con la Vs.collega,pur non essendo la diagnosi ancora certa,mi ha confermato l'ipotesi di un grave deficit di personalita'(codice patologia 044 2980).
Il ragazzo ha un'autostima pressoche' nulla e per questo motivo,su una mia domanda inerente l'opportunita' di coadiuvare la cura farmacologica (MOBIDEN DEPOT ed ENTACT)con l'ausilio psicologico,magari ipnotico,mi e' stata sconsigliata questa soluzione in quanto il ragazzo non ha una capacita' di gestire emozionalmente eventuali "vissuti" traumatici che possono emergere.Pochi giorni fa gli e' stata iniettata la 2a fiala di MOBIDEN (1/3,anziche' 1/2,coma la prima volta),pero' le "vocine" continuano a manifestarsi giornalmente. La dottoressa ha detto che non sono preoccupanti le vocine,in quanto tali,ma il fatto che abbiano una "virgola" di misticismo (es.:posiziona le pantofole in un certo modo (non preoccupante),perche' avrai piu' fortuna (preoccupante)).Ripeto che comunque il ragazzo continua a svolgere la sua vita "normalmente" e l'unica cosa che lo scuote,e' la paura della fine del rapporto con la sua ragazza e il suo interesse prioritario e' la felicita' della medesima,unito pero' alla sua aspirazione lavorativa(che aveva sin da ragazzino).Un'altra considerazione da fare e' con questa cura,il ragazzo ha smesso di soffrire di mal di testa (forse perche' ora dorme meglio..?).

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il codice corrisponde a "psicosi di tipo depressivo" 044 298.0 (non grave deficit di personalità, che poi non vorrebbe dire niente). La terapia "torna" con questo tipo di diagnosi, anche se in realtà è una diagnosi provvisoria, descrive il tipo di sintomi insomma.
Di solito si scelgono le terapie per iniezione quando si prevede che la persona non collabori giorno per giorno, però l'altra invece è da assumere giorno per giorno (entact).
Per "vocine" presumo si intenda allucinazioni. L'ipnosi in un soggetto psicotico più che altro può produrre vissuti immaginari, che già tendono ad esserci.
Non è che l'autostima stia su un altro piano, è un sintomo mentale, i farmaci sono dati proprio per curare questo tipo di sintomi.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 201XXX

Gent.le Dott.Pacini,
il mese scorso e' stata somministrata a mio figlio 1/2 fiala di MOBIDEN e ogni sera prendeva 1 ENTACT da 10mg.Da questo mese gli e' stata somministrata 1/3 di fiala di MOBIDEN e ogni sera assume 1 ENTACT da 20mg. Sembra piu' tranquillo ed anche la notte,dorme meglio.Le sue allucinazioni uditive stanno pero' continuando a ritmo giornaliero (seppur meno frequenti di prima)e da quando ha la ragazza sono modificate (prima erano:metti la pantofole in questo modo,altrimenti avrai sfortuna. Ora:metti le pantofole in questo modo,altrimenti perderai la ragazza). Questo stato di cose lo rende dipendente da lei ed ogni sua azione e' al fine di compiacerla,sperando cosi' di non perderla mai. Queste allucinazioni uditive,stanno continuando da anni (anche se solo da poco ci ha portato a conoscenza del fatto).La Dottoressa che l'ha in cura (solo da 2 mesi,prima si era rivolto solo a 2 psicologi),deve ancora definire,come anche Lei ha evidenziato,la diagnosi esatta. Quello che mi domando e' pero' "quale malattia prevede allucinazioni cosi' frequenti? (tutti i giorni,per anni). Leggendo qua' e la',sembra che solo la schizofrenia abbia questa "costanza" di allucinazioni,sebbene da altre cose da me riportate precedentemente,il ragazzo non sembra soffrire di questa patologia....

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non è chiaro se si tratti di "voci" così come uno le sente quando ci si parla o quando è accesa la tv, per intenderci, oppure pensieri che associano azioni a possibili conseguenze. Il termine allucinazioni significa il primo tipo di fenomeno, però precisavo perché talvolta c'è un po' di confusione. Le prime rispondono bene agli antipsicotici, le seconde no.

La distinzione tra questi due fenomeni si fa con l'osservazione e facendosele spiegare dal paziente.

Per quanto riguarda il tipo di disturbi in cui compaiono le "allucinazioni" intese come voci, assolutamente no, la schizofrenia è una delle malattie, non l'unica, e non la più frequente.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 201XXX

Gentle Dott.Pacini,
si tratta proprio di una voce e non di pensieri.Mi perdoni,ma nella mia ignoranza in materia,la frequenza giornaliera di questa manifestazione e per cosi' tanto tempo di detta manifestazione,mi lascia perplesso a dir poco. La ringrazio infinitamente per la disponibilita' che sempre mi concede

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Non c'è niente di strano nella frequenza giornaliera, ci sono persone che hanno questa come modalità di pensiero, cioè "hanno le voci" come compagnia costante, come se vivessero in presenza costante di una o più persone che parlano intorno a loro.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 201XXX

Gent.le Dr. Pacini,
desidero ragguagliarLa in merito agli sviluppi del disagio di mio figlio.Innanzi tutto,da quando ha cominciato la cura con "mobiden depot" e "entact",le crisi ansiose determinate da eventi scatenanti sono leggermente diminuite' di intensita'(ma non di frequenza:quando c'e' il fattore scatenante,la reazione c'e' ed e' incontrollabile).Ora pero',rispetto a prima della cura,accusa mancanza di concentrazione e difficolta' a rimanere seduto durante le lezioni unitamente a quella che lui definisce tensione muscolare.Alla luce di cio',la Dott.ssa gli ha prescritto la melatonina.Vengo ora ai fattori scatenanti le crisi,partendo dalla prima ragazza che ha avuto all'eta' di 16 anni.Abitando lontani,la sua richiesta di rassicurazioni consisteva nel pretendere di vedersi ogni week-end.Con la seconda,invece,abitando a pochi km.di distanza,ha cominciato a richiedere rassicurazioni verbali sul fatto che "non lo lascera' mai".Con la ragazza che frequenta ora,abitando vicini,pretende giornalmente qualla che definisce una "lezioncina"di 18 punti,dello stesso tenore ("non mi lascerai mai").La Dottoressa ha detto ai due di smetterla,l'uno nella richiesta,l'altra nell'esaudirla.La sera stessa,ad un rifiuto di lei nell'enunciare la "lezioncina",lui si e' arrabbiato e ha detto che ha bisogno di questo.Lui stesso si rende conto che queste richiesta assurde di rassicurazione,stanno minando il suo rapporto con lei,ma dice che non si sente sufficentemente forte a rinunciarvi,almeno cosi' bruscamente,e vorrebbe essere lui stesso a dirle "basta cara,oggi non ho bisogno che mi enunci la "lezioncina" ". Ad oggi non siamo ancora riusciti a capire,di quale patologia,o a quale "cocktail"di esse possa soffrire e quindi a quale futuro,si possa andare incontro...

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le indicazioni della dottoressa mi paiono sensate, questo tipo di pretese non hanno un senso in una relazione (pretendere che un altro "spontaneamente" dichiari intenzioni, sentimenti o propositi è un'assurdità) ed è anche prevedibile che se la persona non è assecondata si inquieti. Il fatto di proseguire con le rassicurazioni solitamente peggiora la sicurezza, non perché si debba essere sicuri di una relazione, proprio perché a cose normali si è relativamente sicuri e poi si vede in base a cosa succede, senza porsi il problema di eseguire questi rituali. I rituali sono funzionali a convincersi di una cosa, non a modificare il corso degli eventi. Quindi sono funzionali a peggiorare la capacità di gestire gli eventi per come sono.
Delle medicine quella che incide su su questo tipo di pensieri ripetitivi e di ritualità dovrebbe essere entact, a meno che non sia motivata da convinzioni deliranti, ma sembra invece che lui sia consapevole dell'assurdità.

Per quanto riguarda la diagnosi, se non è staa formulata comprendo la sua perplessità.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 201XXX

Gentile Dott.Pacini,
nel mio arrovellarmi su questo quesito,ho intuito che per uscire da questo "cul de sac",sono indispensabili i farmaci,ma pure,se non soprattutto,la forza di volonta' del soggetto. Non so pero' in che percentuale degli uni e dell'altra. Per quanto concerne l'ENCTAT,dopo un primo mese di cura con dose giornaliera di 10 mg,si e' passati da un paio di settimane circa,a 20mg. Ritiene che gli effetti di questa cura,si potranno evidenziare piu' marcatamente in futuro,oppure al massimo gli effetti sono quelli attuali? Mi perdoni per le mie tante domande,ma la preoccupazione e la mia ignoranza su questo argomento,mi portano ad approfittare delle sue grandi cortesia,disponibilita' e competenza,sino a voler "assorbire" almeno in piccola parte,le sue notevoli conoscenze. Grazie di tutto.

[#15] dopo  
Utente 201XXX

Gentile Dott.Pacini,
nel mio arrovellarmi su questo quesito,ho intuito che per uscire da questo "cul de sac",sono indispensabili i farmaci,ma pure,se non soprattutto,la forza di volonta' del soggetto. Non so pero' in che percentuale degli uni e dell'altra. Per quanto concerne l'ENCTAT,dopo un primo mese di cura con dose giornaliera di 10 mg,si e' passati da un paio di settimane circa,a 20mg. Ritiene che gli effetti di questa cura,si potranno evidenziare piu' marcatamente in futuro,oppure al massimo gli effetti sono quelli attuali? Mi perdoni per le mie tante domande,ma la preoccupazione e la mia ignoranza su questo argomento,mi portano ad approfittare delle sue grandi cortesia,disponibilita' e competenza,sino a voler "assorbire" almeno in piccola parte,le sue notevoli conoscenze. Grazie di tutto.

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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"forza di volonta' del soggetto"

E' un modo di dire, non esiste in nessuno, malato o meno. E' il nome che diamo alla nostra naturale libertà di autodeterminazione, che peraltro è limitata entro le capacità del nostro cervello. La malattia le riduce ulteriormente o le abolisce.

La dose è da valutare a 1 mese di distanza. Comunque va chiarita la diagnosi, altrimenti si va per sintomi, il che non è sempre una strategia ottimale.
Dr.Matteo Pacini
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[#17] dopo  
Utente 201XXX

Gent.le Dottore,a quasi 2 mesi di distanza dall'inizio delle cure (1/3 di fiala mobiden e 20 mg. entact),non mi sembra di riscontrare significativi miglioramenti in mio figlio. Le continue richieste di rassicurazione,sotto forma di elenco,continuano a ritmo giornaliero e le allucinazioni uditive,con le quali ode una voce che gli dice di compiere determinate azioni (vai in bagno oppure posiziona in un certo modo le pantofole)hanno avuto un lieve calo.Ora e' andato via con la ragazza per qualche giorno e probabilmente il mare lo affatica molto,anche perche',rispondendo al telefono la sera,dice sempre che e' stanco ed anche la voce inquieta poiche' la sento spenta.Aveva promesso che sarebbe riuscito a non tediare la ragazza con la sua richiesta di "lezioncine",cui mi riferivo prima,ma evidentemente non ce la fa proprio.Penso e ripenso :allucinazioni uditive,muscoli che si sente tirare,pochi interessi,ma intensi (raccolta di tessere-dice che lo fanno sentire importante;un futuro di lavoro nelle ferrovie-il suo sogno da sempre;la relazione con la ragazza,il fattore scatenante la sua continua richiesta dirassicurazioni,forse perche' l'unica animata e che quindi puo' opporsi alla sua gestone di cose e persone-fa' tutto quello che puo'farle piacere,probabilmente per non perderla,tanto a lui sembra non interessare altro,oltre alle succitate cose.Se chiama a casa e' solo per chiedere qualcosa,oppure per chiedere aiuto morale quando pensa che la ragazza lo abbia lasciato. Quando va tutto bene (si fa' per dire,lui non e' mai completamente felice)e' la ragazza che gli dice di farci una telefonata.Quando andava per conto nostro alle varie fiere,era tutto in ghingheri,quando e' a casa,o ritiene di non essere costretto a fare bella figura,e'come un barbone,se non ci fosse la ragazza che lo tiene un pochino,andrebbe in giro con abiti stropicciati e barba incolta.Con questi indizi,che possono essere indicativi di piu' patologie diverse,oppure che si ritrovano insieme in tante malattie,riuscire a fare una diagnosi,o ad averne solo un'idea "principe",e' eufemisticamente,complicato. Perdoni lo sfogo

[#18] dopo  
Utente 201XXX

Gent.le Dr.Pacini,proseguendo nelle indagini conoscitive di mio figlio e rovistando nei miei ricordi,ho appreso che mio figlio ha sempre avuto pochi interessi,ma intensi. Ha cercato di avere amicizie,ma essendo sempre respinto,si e' sempre piu' chiuso in se stesso.Nello studio e' sempre stato brillante,non tanto per il ragionamento,quanto per la memoria(alle elementari la maestra era convinta che fosse sempre distratto,poiche' guardava spesso fuori dalla finestra,ma ogni volta che gli chiedeva di ripetere cosa avesse detto,ripeteva tutto per filo e per segno).E' sempre stato un po' goffo e rigido nei movimenti.Ogni volta che si discorre con lui,tende ad avere sempre gli stessi argomenti che gli interessano e sembra disinteressato a cio' che dici,arrivando ad interrompere mentro esprimo dei concetti su un argomento,portando il discorso sempre sull'argomento (spesso richiesta) che a lui interessa. Non riesce a distinguere dal timbro della voce o dall'espressione se una persona e' alterata o scherzosa,se non detto esplicitamente.Possibile che si tratti di sindrome di Asperger,mai diagnosticata,sfociata in una qualche depressione? (questo per giustificare la presenza di allucinazioni uditive)

[#19]  
Dr. Matteo Pacini

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Eviterei di fare ipotesi diagnostiche secondo un metodo del cercare i sintomi e poi confrontarli per vedere se tornano, non corrisponde al procedimento diagnostico e comunque non le consente di trarre conclusioni.

La diagnosi è compito del medico, poi una volta fatta si potrà ragionare sulle possibili evoluzioni e sul da farsi rispetto a queste.
Dr.Matteo Pacini
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