Utente 253XXX
salve,vorrei cortesemente sapere se un ragazzo a cui e' stata diagnosticata una depressione mista non debba essere trattato anche con un antidepressivo oltre al depakin crono che sta prendendo da circa 8 mesi (750 giornalieri).
Il ragazzo di anni 23 mostra chiaramente dei segnali inconfondibili come non voglia di vedere persone,occhi piu' spenti del solito,isolamento,perdita di appetito,atteggiamento pensieroso ecc ecc.
la dott.sa che cel'ha in cura non vuole mettere l'antidepressivo perche' dice che il ragazzo non lo richiede di persona.
E' giusto che i famigliari non vengano ascoltati?Tali sintomi non dovrebbero far riflettere lo specialista anche se tale richiesta non viene dall'interessato?
Premetto che il ragazzo tende a chiudersi in se evitando qualsiasi richiesta di aiuto

grazie

[#1]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
non essendo uno specialista, Lei non può valutare i segni comportamentali come "inconfondibili" di una determinata malattia. Neanche io, che sono uno specialista, via internet, solo in base alla descrizione dei segni posso concludere che tali segni corrispondano "inconfondibilmente" ad un disturbo depressivo. Per concluderlo è essenziale l'osservazione diretta della persona traimite una visita o più visite da parte dello specialista.

Se le malattie psichiche potessero essee diagnosticate da chiunque in base a determinati segni, perché andare dallo specialista ? perché invece non comprare un libro analogo a quelli che interpretano anche i sogni a secondo dei segni ? Mi deve scusare la cattiva ironia, ma, rispondendo a quello che scrive, è inevitabile.

Comunque i segni che descrive (non voglia di vedere persone,occhi piu' spenti del solito,isolamento,perdita di appetito,atteggiamento pensieroso) non lasciano ipotizzare solo un disturbo di umore (depressivo), ma, se Lei insiste di parlare solo dei segni, volendo, questi potrebbero essere indicativi anche di un disturbo dello spettro psicotico.

La "depressione mista" è un'entità diagnostica che accomuna i quadri nei quali allo stato depressivo si associano, appunto, i segni delle altre potenziali malattie, delle quali la depressione può essere solo una manifestazione esterna. Queste "altre potenziali malattie" includono ad esempio, i disturbi di umore "bipolari", i dsturbi d'ansia ed i disturbi psicotici. Nel caso di tali ultimi disturbi, l'uso degli antidepressivi è stato spesso associato al peggioramento del quadro, con la slatentizzazione, appunto, delle fasi maniacali (dei disturbi bipolari), dei sintomi d'ansia o dei sintomi psicotici. Per cui, posso capire la cautela che ha la psichiatra nell'aspettare di prescrivere un antidepressivo. La "depressione mista" è, appunto, un paletto d'allerta che richiede la cautela. Come diagnosi, non è specifica, ma descrive per lo più una sindrome, ovvero è una diagnosi che dovrebbe essere solo iniziale, in itinere, perché non descrive ancora un disturbo specifico. Quello che posso consigliare è di chiedere alla specialista uno sforzo diagnostico per formulare una diagnosi più chiara.

Per formulare una diagnosi più precisa e per trovare una terapia più specifica può esserci bisogno di un'osservazione specialistica ulteriore da parte della dottoressa. Ma, l'esito di tale osservazione potrebbe essere non necessariamente una diagnosi di un disturbo depressivo, come ho accennato sopra. Dunque, la terapia più specifica non necessariamente sarebbe quella antidepressiva (ma, in una delle ipotesi, eventualmente anche antipsicotica).

Sia gli antipsicotici che (spesso ancor di più) gli antidepressivi possono però avere effetti sulla psiche abbastanza drastici, talvolta peggiorando il rischi comportamentali che accompagnano un quadro depressivo. Invece uno stabilizzatore di umore, come il depakin (principio attivo: acido valproico) ha comunque un'efficacia terapeutica nei disturbi di umore, ma meno rischi, ed è forse la soluzione al momento più cauta.

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Post Scriptum:
anche nel caso nel quale fosse concluso per un disturbo di umore come la malattia di base o come l'unica malattia, l'uso degli antidepressivi in età infantile e adolescenziale è discutibile. Il rischio degli effetti psichici avversi (ad esempio, l'aumento delle tendenze suicidarie) indotti o facilitati dagli antidepressivi è maggiore in tali fasce di età. Comunque, ci sono i casi nei quali vale la pena di accettare tali rischi (ovviamente sotto uno stretto monitoraggio dello specialista). In tali casi uno stabilizzatore di umore (come ad esemppio il Depakin) è un elemento in grado di attenuare tali rischi. In ogni modo, il problema principale, prima ancora della terapia, è la mancanza di una diagnosi pià definita, che potrebbe essere già il tempo di fare. A farlo può essere slo un medico psichiatra, meglio se quello che segue già ed ha osservato già la persona.


Dr. Alex Aleksey Gukov


[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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In presenza di una chiara diagnosi di quadro misto l'indicazione al trattamento prevede l'utilizzo dello stabilizzatore non l'uso dell'antidepressivo.

Attualmente il dosaggio del farmaco potrebbe essere troppo basso per avere dei risultati soddisfacenti sulla sfera umorale.
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[#3]  
Dr. Stefano Garbolino

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ritengo (per lo meno questo è il mio modo di lavorare) importante coinvolgere altre figure (qualora siano effettivemnte "presenti") nel trattamento dei disturbi.

Pertanto riterrei in linea teorica utile che anche i familiari fossero sentiti -previa autorizzazione del paziente- dal curante ed eventualmente informati della situazione in corso.

Diverso è accettare le scelte terapeutiche, che appartengono esclusivamente alle conoscenze professionali del curante.
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[#4]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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aggiungo un altro commento.

Sono d'accordo con il collega che si è appena espresso rispetto al coinvolgimento dei familiari ma anche rispetto alla finalità di tale coinvolgimento.

Un conto "ascoltare" (e aggiornare) i familiari (il che, se il ragazzo è d'accordo, va fatto), un altro conto "seguire loro suggerimenti" (dove non bisogna confondere le competenze):

ad esempio, il discorso che il ragazzo non richiede l'antidepressivo di persona è confondente, perché le cure farmacologiche non vengono prescritte "su richiesta" della persona che è in cura (né su richiesta dei familiari), ma solo in base alla valutazione dello specialista curante. Il coinvolgimento dei familiari sarebbe importante, ma avrebbe le altre finalità (da definire).

Dr. Alex Aleksey Gukov


[#5] dopo  
Utente 253XXX

colgo l'occasione per ringraziare, visto la velocita' e la chiarezza nelle risposte...
premetto che la dottoressa ha gia' escluso patologie di tipo psicotico,formulando con certezza un disturbo dell'umore nello specifico appunto depressione mista.
Sicuramente non voglio insegnare allo specialista il suo lavoro ma siccome che il ragazzo a ottobre ha tentato il suicidio,ora siamo molto attenti a cogliere eventuali segnali come quelli riportati nella domanda precedente.
Ci sembra di rivivere il periodo precedente al tentato suicidio,dove abbiamo notato l'aggravarsi dei segnali che vi ho comunicato.
Visto la vostra cordialita' nel rispondere avrei un altra domanda da fare.
Allora la cura che venne data al ragazzo prima che commettesse il gesto potrebbe essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
CITALOPRAM 18 GOCCE AL DI
3/4 COMPRESSE DA 2,5 MG DI TAVOR
solo 2 giorni prima del gesto una compressa da 250/300 DI DEPAKIN

PREMETTO CHE NON VOGLIO CRITICARE NESSUNO MA VISTO LE VOSTRE RISPOSTE RIGUARDO ALL'UTILIZZO DELL'ANTIDEPRESSIVO IN QUESTO CASO?????

CORDIALI SALUTI

[#6]  
Dr. Stefano Garbolino

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tenderei ad escludere questa ipotesi.
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[#7] dopo  
Utente 253XXX

gentilissimo dottor Garbolino la ringrazio nuovamente per aver risposto,ma le chiederei se possibile di essere piu' esauriente perche' trovo una netta contraddizione tra quello che mi avete detto riguardo all'utilizzo dell'antidepressivo nella depressione mista con quello da lei risposto.
Se possibile gradirei una risposta anche dagli specialisti che mi hanno risposto precedentemente.

cordiali saluti

[#8]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

<...Allora la cura che venne data al ragazzo prima che commettesse il gesto potrebbe essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso...>

tenderei ad escludere questa ipotesi.
Cordialmente
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[#9] dopo  
Utente 253XXX

per quali ragioni escluderebbe questa ipotesi....
non voglio condannare nessuno,ma almeno mi giustifico in parte tale gesto..

grazie

[#10]  
Dr. Stefano Garbolino

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le ragioni di tale gesto vanno ricercate nella malattia, non nella cura.

La cura serve per stare miglirare lo stato di salute (aggiungo che ovviamente occorre essere informati sul tipo di cura, i tempi di efficacia, gli eventuali effetti collaterali, ecc.) mentre i sintomi di una malattia depressiva possono manifestarsi anche con gesti "eclatanti" e "paradossali".
Cordialmente
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[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Uno stato misto può non essere evidente nei primi momenti di contatto e può evidenziarsi successivamente.

Una scelta di trattamento di un certo tipo non può considerarsi motivo per gesti che possono appartenere alla patologia stessa.

L'utilizzo o meno di un antidepresivo è una scelta di chi visita il paziente, nella sostanza qualora la diagnosi di stato misto fosse chiara è preferibile non considerare un uso di antidepressivo, ciò non toglie che tale uso può essere valutato qualora i sintomi ne richiedano la possibilità, infatti il tentativo di suicidio non appartiene, come lei ipotizza, all'uso consequenziale di un antidepressivo ma può anche essere una conseguenza del non-uso di antidepressivo.
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