I sintomi che ne conseguono

Cari dottori del forum sono un ragazzo di 28 anni, e circa 3 mesi fa sono stato colpito improvvisamente e inaspettatamene da un attacco d'ansia forte con tutti i sintomi che ne conseguono(tachicardia, ipertensione, stanchezza , sonnolenza ,vertigini e sopratutto dolori di stomaco e un nodo in gola forte con continue senzazioni di voler piangere)che si protassero per sirca 1 settimana.Andai dal mio medico e mi prescrisse le analisi di routin + elettrocardiogramma e radiografia alla cervicale. Tutte le analisi fatte diedero un quadro generale di salute ottimo. Allora il mio medico (che mi conosce dall'eta' di 3 anni) mi disse che la mia era un ansia situazionale dovuta al fatto che ho perso il posto di lavoro e ormai e' da circa 3 anni che la mia ex fabbrica ci ha mandato in mezzo alla strada e non riesco a trvarne uno nuovo, ed inoltre sono fidanzato da circa 12 anni ed il fatto di non riuscire a sposarmi con la mia fidanzata mi da un senso di sconforto e tristezza,ed il mio medico mi disse di stare solo tranquillo senza prescrivermi nessun farmaco dicendomi solo di bere delle tisane quando mi sentivo piu' agitato. dopo circa tre mesi comunque , anche se in forma molto piu' leggera mi si e' ripresentato un nuovo attacco proprio quando pensavo di aver superato del tutto il problema. La mia domanda e' quindi sistemandomi con un nuovo lavoro e con una vita che desidero i miei sintomi di ansia potranno sparire del tutto visto anche che ad oggi la paura piu' forte e' che mi possa venire un nuovo attacco in qualsiasi momento?Cosa mi consigliate di fare? Grazie.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,7k 839 50
Gentile utente,

sebbene la sintomatologia presentata si evidenzia per un problema pratico che attualmente sembra non trovare soluzione, a mio avviso e' sempre opportuno rivolgersi ad uno specialista per valutare eventuali sintomi precedenti gli eventi che non sono stati posti in risalto in quanto di scarsa rilevanza.
Oltretutto, in genere una volta iniziata una sintomatologia di questo tipo si rischia di incorrere in un circolo vizioso che comporta lo scatenamento di crisi ansiose con soglie di stimoli sempre piu' basse.
Per questi motivi ritengo opportuna una visita specialistica che possa valutare la gravita' ed il trattamento del suo disturbo.

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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
grazie per la celere risposta dott. ruggero.
In pratica il mio stato attuale e' di una forte sfiducia nel futuro e a volte penso di non poteremi mai sposar e quindi realizzarmi.
Inoltre volevo aggiungere che di grossi problemi in famiglia e con gli altri non ne ho mai auti. E forse la cosa che piu' mi pesa in questo momento e' la noia dello stare senza lavoro e di conseguenza il sentirmi inutile.
Inoltre le volevo chiedere con molta franchezza un domani riusciro' ad avere una vita normale come prima considrando anche che ultimamente soffro anche di eiaculazione prcoce e la cos mi turba non poco?
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Dr. Vincenzo Menniti Psichiatra 126 2
Gentile utente,
i sintomi che lei descrive nel post, considerata la negatività degli esami clinici effettuati, sono ascrivibili ad un disturbo d'ansia, uno dei più comuni e benigni da curare. E' da verificare se configurano un disturbo di panico o meno. A prescindere da questo comunque, se è vero che il periodo che sta attraversando non è dei migliori è anche pur vero che non tutti coloro che attraversano periodi negativi sviluppano sintomi ansiosi. Questo a dirle che disturbi simili al suo insorgono su un "terreno" biologico già predisposto e gli eventi avversi costituiscono la cosiddetta "goccia" che fa traboccare il vaso. In questi casi è sempre meglio effettuare una visita psichiatrica specialistica per evitare che, con il tempo, i sintomi possono peggiorare,con la comparsa di una serie di fenomeni come la paura che si verifichino altri attacchi, il bisogno di esser accompagnati per lo svolgimento di alcune attività, l'evitamento di situazioni che potrebbero indurre sintomi di panico ecc...! C'è inoltre da considerare che se questi sintomi non vengono curati, nel tempo possono determinare quella che gli addetti ai lavori chiamano "demoralizzazione secondaria": cioè sintomi depressivi conseguenti alle menomazioni che il disturbo d'ansia può comportare. Mi sento comunque di tranquillizzarla riguardo le cure di questo disturbo, che se trattato tempestivamente, risponde molto bene ai medicamenti.


Cordiali saluti

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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
Caro dott. Mennitti io ho gia' paura che mi possano rivenire attacchi d' ansia in qualsiasi momento e cio mi crea difficolta' nel muovermi anche in auto. Inoltre visto che mi capita anche di aver paura di non so che cosa e spesso mi viene da piangere e di conseguenza mi abbatto moralmente mi chiedevo se sono depresso.
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Dr. Vincenzo Menniti Psichiatra 126 2
Stia tranquillo,
si tratta dei sintomi che le avevo anticipato nel mio post di risposta. L'ansia anticipatoria, cioè la paura che si verifichino altri attacchi, il bisogno di un "compagno accompagnatore", paure apparentemente "immotivate" come la paura di poter morire o che da un momento all'altro succeda qualcosa, sono ascrivibili al disturbo d'ansia (presumibilmente panico) di cui soffre. Questi sintomi poi ovviamente si ripercuotono come le dicevo sul normale svolgimento di un normale stile di vita socio-lavorativo, determinando la succitata demoralizzazione secondaria. Per una maggiore comprensione del disturbo può visitare il link http://www.psycheonline.it/index.php?option=com_content&task=view&id=39&Itemid=53 dove troverà le caratteristiche cliniche del disturbo. Le consiglio comunque vivamente di porre rimedio a questo stato di cose consultando uno specialista psichiatra.

Saluti
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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
Vi ringrazio molto dottori prenotero' al piu' presto una visita e vi faro' sapere.
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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
"cari dottori questa mattina ho fatto una visita da uno psicologo-psicoterapeuta il quale mi ha fatto una buona impressioe ( primo incontro).abbiamo deciso quindi di intraprendere una terapia( ad oggi non so dirvi quale)che prevede la prima seduta tra una settimana(speriamo bene)".
Volevo chiedervi se i continui brividi di freddo e quel velo di tensione con nervosismo che in alcuni giorni non mi abbandonano per tutta la giornata possono essere sempre degli effeti indesiderati dell'ansia. Grazie in anticipo per la risposta e per la vostra disponibilita'.
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2,5k 36 3
Gentile utente,
mente e corpo sono due entità distinte per certi versi ma assolutamente ed intrinsecamente in relazione. Sulla semplice base delle ipotesi conseguenti alle indicazoni da lei date è possibile individuare una componente mentale che si esplica attraverso sintomi fisici (quali i brividi di freddo).
D'altra parte senza una valutazione più approfondita si resta nel campo delle supposizioni verosimili.
Cordialmente

Cordialmente
www.psichiatriasessuologia.com

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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
cari dottori ho una domanda da porvi.
Come vi dicevo in precedenza ho deciso di intaprendere una terapia con uno psicologo-psicoterpeuta il quale ha focalizzato, dopo una prima seduta, il problema dei miei attacchi di panico dicendo che sono dovuti alla perdita del lavoro e dal fatto che non riesco a a trovarneuno nuovo. Inoltre mi ha detto che la terapia che intraprenderemo servira' solo per la gestione e l'approccio per i prossimi attacchi e che questi attacchi potranno sparire solo se riusciro' a trovare un nuovo lavoro e una posizione di vita consona al mio bisogno. Pero' il mio dubbio sta nel fatto che queti attacchi (l'ultimo mi e' venuto ieri sera mentre ero in autostrada ed e' durato per circa 5-6 minuti il tempo di uscire dalla stessa autostrada) mi vengono anche quado al lavoro non ci penso. Ed inoltre ultimamente ho paura di portare l'auto perche' mi potrebbe venire un attacco mentre guido (com ieri sera) e cio' mi limita molto nei movimnti.
La domanda che Vi pongo e': che tipo di terapia il mio medico potrebbe approcciare con me e se questa paura dimuovermi dalla mia citta' potra in un futuro scomparire. Inoltre il fatto che questa paura mi comporta anche di non riuscire a cercare un lavoro troppo lontano dalla mi citta' potrebbe non porre mai fine a questi attacchi di panico . Scusate per la lungagine e Grazie.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,7k 839 50
Gentile utente,

il trattamento piu' indicato dalle linee guida e' il trattamento combinato farmacoterapia-psicoterapia (ad orientamento cognitivo-comportamentale).
Probabilmente, forse attualmente sarebbe il caso di introdurre un trattamento farmacologico, in attesa che il trattamento psicoterapeutico possa iniziare e dare i suoi effetti.

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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
grazie per la risposta dott. Ruggiero pero' la mia domanda e' il fatto di aver paura di spostarmi in auto e' dovuta sempre al mio stato d'ansia e questo con una terapia soddisfacente potra' scomparire. Grazie.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,7k 839 50
Gentile utente,

credevo che nella mia risposta fosse implicito che il trattamento farmacologico attualmente puo' ridurre tutta la sintomatologia per poi attendere che quello psicoterapeutico dia i suoi risultati.
Se il suo problema attuale e' preponderante e non emendabile sarebbe il caso di introdurre un trattamento farmacologico.
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Dr.ssa Serena Rigamonti Psicologo 14
Carissimo, secondo la mia modesta opinione, lei ha intrapeso il più giusto dei cammini, è anche vero che proprio la paura che possa sopraggiungere un attacco di panico può portare l'aumento dell'ansia; perciò concordo con il Collega che le ha consigliato un aiuto farmacologico, solo però se crede di non poter reggere la situzione. Continui il lavoro con il suo psicologo, conscio del fatto che non sarà una seduta a risolverle la vita, il percorso che dovrà affrontare sarà sicuramente più lungo, e non metta troppa carne sul fuoco (pensando già che se non può prendere la macchina non può cercare lavoro lontano da casa...i problemi si affrontano e si risolvono uno alla volta e piano piano!) Forza e coraggio che i miglioramenti arriveranno!!

Dr.ssa Serena Rigamonti

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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
Grazie cari dottori per le risposte forse e' proprio vero che in questo momento ho bisogno di affrontare un problema alla volta ed avere un po' piu' di fiducia in me.
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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
cari dottori del forum vorrei porvi alcune domande.
1)il mio psicologo-psicoterapeuta ha detto che puo' darsi che il mio primo attacco di panico potrebbe anche esserestato causato da un farmaco che stavo assumendo in quel periodo ( stavo assumendo da due giorni LUCERN una al di' per un problema di reflusso castroesofageo ed ernia eiatale allo stomaco ). in merito a cio' vorrei sapere la differenza tra un attacco provocato da un farmaco ed un attacco provocato ad un motivo di tipo psicologico, e come un farmaco per lo stomaco possa provocare tutto quello che mi e' successo.

2)ho intrapreso da una settimana una terapia con lo stesso psicologo-psicoterapeuta , la terapia e' training autogeno. vorrei chiedervi che tipo di terapia e' (se e' di tipo cognitiva comportamentale,e se no quale delle due e' la migliore) e se sara' efficace per i miei attacchi di panico e l'ansia. e questo tipo di terapia potra' consentirmi di rtornare ad una vita senza questi due fastidiosi ed odiosi disturbi, ed inoltre se i tempi terapeutici si possono quantificare oggi che sono all'inizio della terapia.


Grazie in anticipo per la vostra disponibilita'.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,7k 839 50
Gentile utente,

le e' stata detta una schiocchezza, il lucen non provoca attacchi di panico.
Prima erano dovuti alla perdita del lavoro oggi invece dall'uso di un farmaco.
Il trainig autogeno non e' una psicoterapia e non ha alcuna efficacia sui suoi sintomi che devono comunque essere trattati da uno psichiatra farmacologicamente, al di la' di quanto afferma la dottoressa Rigamonti in modo errato.
Avrei inoltre qualche dubbio che uno psicoterapeuta con una formazione specifica proponga il trainig autogeno, ha controllato i titoli del suo psicologo?
All'interno dello studio devono essere presenti sia il diploma di laurea che quello di specializzazione appesi al muro e ben visibili.
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Dr.ssa Serena Rigamonti Psicologo 14
Gent.imo Dr. Ruggiero, non credo che siamo qua per giudicare il lavoro tra colleghi. In quanto al "modo errato" di cui parla, nessuno ha escluso l'uso di farmaci!!! Ho solo detto che sicuramente il ragazzo se vuole risolvere definitivamente i suoi problemi dovrà anche affrontare una psicoterapia.
Se non è in accordo poi... ci mancherebbe, ognuno ha i suoi punti di vista!!
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,7k 839 50
Dr.ssa Rigamonti, l'espressione:

"perciò concordo con il Collega che le ha consigliato un aiuto farmacologico, solo però se crede di non poter reggere la situzione"

crea solo confusione e non ti deve essere consentita.
Mi dispiace, la valutazione clinica della prescrizione deve essere demandata al medico e non al paziente "che crede di non reggere"!!!
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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
Cari dottori diciamo che ultimamente sono circa due settimane che non ho un attacco di panico e i sintomi ansiosi non sono molto frequenti quindi credo che nella maggior parte dei giorni nell'ultimo periodo, riesco a gestire abbastanza facilmente la situazione grazie anche al fatto che i miei sintomi ansiosi sono di entita' minore e non sempre frequenti.In riguardo al lucern , negli effetti indesiderati ci sono tra l'altro ansia, sonnolenza depressione e vari sintomi che possano far presupporre ma no confermare che il primo attacco sia potuto essere causato anche da esso. Quando presi la prima compressa sono stato tutta la giornata con una stanchezza e sonnolenza , e sbadigliavo di continuo ,prendendo la seconda compressa il giorno dopo mi e' venuto l'attacco di panico. Devo dire pero'che quando la presi il primo giorno ed avevo sonnoe stanchezza lessi il foglietto illustrativo non so se l'attacco di panico mi venne per una mia autosuggestione.
Inoltre vorrei dei chiarimenti sulla terapia cognitiva-comportamentale e se il training-autogeno vi fa parte. Grazie.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34,7k 839 50
Gentile utente,

le ho gia' risposto che il training autogeno non e' una tecnica psicoterapeutica e non fa parte della psicoterapia cognitivo-comportamentale.
E' una tecnica di rilassamento utilizzata per diversi scopi.
Prima di intraprendere trattamenti di qualsiasi genere e' necessaria una diagnosi che a tutt'oggi non mi pare sia stata esplicitata in modo serio.
Oltretutto, non e' possibile ricondurre i sintomi che descrive dopo l'assunzione di due compresse di Lucen.

Il mio consiglio resta quello di rivolgersi ad uno psichiatra.
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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
Grazie dottor Ruggiero per la risposta. La prendero' in consideazione. Cordiali saluti.
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dopo
Attivo dal 2008 al 2008
Ex utente
Spett.li dottori e' ormai piu' di un mese che sto seguendo una psicoterapia cognitivo-comportamentale piu' tecnica di rilassamento come training-autogeno. Ad oggi i miei attacchi di panico non si sono piu' verificati anche se alcuni giorni sono in preda ad una forte ansia che si manifesta in particolari situazioni come lo spostarmi dalla mia citta' oppure trascorrere la giornata fuori in compagnia. La cosa che sto notando e' la graduale e lenta perdita di stimoli nel fare qualsiasi cosa anche cose che prima facevo con facilita' e tutto cio' mi crea grande tristezza , noia e confusione accompagnata da grande infelicita' perche vedo la mia vita sfuggirmi via e spesso penso di non poter piu' ritornare ad essere quello di prima. Vi chiedo e mi chiedo ma un mese di terapia e' poco oppure non serve a nulla? Scusate se vi ho scritto di nuovo e grazie.

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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