Utente 184XXX
Buongiorno,
assumo da qualche settimana 20 mg di Citalopram per DAG su indicazione della mia psichiatra. Tra i vari problemi riscontrati in questi ultimi anni, ne è sorto uno del quale mi vergogno vista l'età adulta, e cioè quello di parlare in pubblico. Sono sempre stato introverso e timido, ma mai mi sarei aspettato di avere delle vere e proprie crisi di panico quando devo parlare davanti ad un gruppo di persone. La mia psichiatra sostiene che il Citalopram sia sufficiente a contrastare anche questo aspetto, e sò che in effetti è indicato anche per ansia sociale. Ma l'impressione che ho è che non sia affatto sufficiente, nel senso che il terrore di parlare di fronte ad una platea non credo sparisca grazie al Citalopram. E' come se il Citalopram garantisse da solo la sparizione della paura di stare in una gabbia con dei leoni, e non credo sia possibile. Allora vi chiedo se, secondo la vostra opinione, a parte la psicoterapia della quale mi sto interessando, esiste un supporto farmaceutico più specifico da usare al bisogno (betabloccanti od ossitocina) che mi possano aiutare concretamente in quei momenti?? Insomma una sorta di supporto che mi faccia essere "indifferente" alla situazione?? E se questi fossero betabloccanti od ossitocina, possono essere assunti durante trattamento con Citalopram?? Grazie per la cortese risposta. Saluti.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non si possono considerare trattamenti al bisogno per il suo disturbo,

Se essi permangono nonostante l'uso di citalopram è opportuno considerare una variazione terapeutica con altre molecole che possono ridurre sensibilmente i sintomi lamentati.
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[#2] dopo  
Utente 184XXX

Buongiorno Dott. Ruggiero,
la ringrazio per la cortese risposta. In effetti è solo da poche settimane che assumo 20mg di Citalopram al giorno, e dunque credo dovrò attendere ancora per ottenere dei risultati a pieno, sia per DAG che per ansia sociale.
Il mio dubbio è se il Citalopram, a differenza degli ansiolitici che agiscono sui sintomi, sia in grado di rendermi "indifferente" alle situazioni temute come quella di parlare in pubblico, ovvero più sfacciato e meno sensibile...
Cioè il fatto che gli SSRI siano indicati nel trattamento della fobia sociale, è per questo motivo, oppure perchè hanno la stessa azione delle benzodiazepine con la sola differenza di non creare dipendenza ed assuefazione??? La ringrazio ancora. Saluti.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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un farmaco antidepressivo non funziona creando indifferenza verso la situazione temuta ma creando presupposti neurochimici che consentono di affrontare la situazione senza il sintomo preponderante e disfunzionale.

L'aspettativa di avere una differenza sostanziale rispetto al proprio modo di essere è in qualche modo esagerata.

Con l'utilizzo del farmaco non avranno luogo le condizioni sintomatologiche correlate alla situazione ansiogena senza però che si intervenga sul suo modo personale di essere.
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[#4] dopo  
Utente 184XXX

Gentile Dott. Ruggiero la ringrazio ancora per la risposta.
Se ho capito bene non vi sono differenze tra SSRI e Benzodiazepine nel caso specifico della ansia da palcoscenico. Sono entrambi utilizzate per ridurre la sintomatologia, e nemmeno gli SSRI sarebbero in grado di "desensibilizzare" un soggetto troppo condizionato da una particolare situazione. Per intenderci, la sensazione che potrebbe dare l'alcol oltre una certa soglia, che annulla certi freni inibitori, mi pare di capire che non può essere raggiunta con nessun farmaco. E quindi la campagna pubblicitaria di qualche anno fà sull' Escitalopram quale pillola anti timidezza, è da considerarsi in effetti una bufala? Saluti.

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Nessun farmaco ha proprietà risolutive sul proprio modo di essere.

L'azione è sempre sui sintomi disfunzionali che creano problematiche nella vita di tutti i giorni e che il farmaco riduce in modo considerevole.

È questo il motivo per cui i farmaci non sono considerate sostanze da abuso come, ad esempio, l'alcool.
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