Depressione e farmaci

Egregi Dottori, a causa di una forte depressione definita da più psichiatri consultati nella fase acuta come disturbo ansioso depressivo sono in cura con Cipralex 10 mg da circa 8 anni con direi ottimi risultati. Dopo la fase terribile dell'avvio terapia sono praticamente rinata e non ho più assunto alcun ansiolitico già dopo solo qualche mese dall'inizio della terapia. Trascorso questi anni e seguita costantemente dal mio curante abbiamo deciso di interrompere la terapia per verificare la mia reazione.
Purtroppo dopo 4 mesi e 1/2 ho dovuto ricominciare la terapia perchè si sono presentati fenomeni ansiogeni fortissimi accompagnati anche da sudorazioni notturne. Ora mi sono nuovamente stabilizzata. Il mio psichiatra è stato molto vago mi ha detto che sono purtroppo fenomeni frequenti. La mia domanda è questa: perchè non sono riuscita a vivere senza antidepressivo? Il mio cervello non è stato in grado di ripararsi come in genere avviene dopo un trattamento con antipressivo? A lungo andare il Cipralex può danneggiare i miei neuroni? Conosco tante persone che hanno avuto episodi depressivi ma dopo un pò sono state bene. Devo suppporre una terapia a vita? Grazie per lavostra attenzione.
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2,5k 36 3
Gentile utente,

Le cure per il trattamento della depressione NON danneggiano il cervello. Al contrario lo fanno le malattie depressive NON curate adeguatamente.

Nel suo caso potrebbe essere utile valutare l'opportunità di integrare il trattamento farmacologico con un approccio psicoterapico specifico (e non generico!).

Il mio consiglio è anche quello di, oltre a essere tranquilla sul discorso farmacologico, valutare in accordo con lo psichiatra tale opportunità.

Cordialmente
www.psichiatriasessuologia.com

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dopo
Utente
Utente
Grazie infinite e di cuore per questa risposta così sollecita.
Avevo il timore che fosse proprio l'uso così prolungato di Cipralex a non avermi dato la possibilità di interrompere l'uso del farmaco. Da qualche parte avevo letto che l'uso continuo e prolungato (anni) degli psicofarmaci potesse in qualche modo modificare anche il decorso e tipologia della depressione (falso?). Ho discusso con il mio psichiatra la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapico che inizieremo a breve. La ricaduta avuta a soli 4 mesi dall'interruzione del farmaco, potrà avere in qualche modo influenza sull'esito dei trattamenti farmacologici e psicoterapici? Mi scuso per le ulteriori domande.
Grazie non disturberò più.
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2,5k 36 3
Gentile utente,


le sue legittime perplessità sono verosimilmente e fortunatamente prive di fondamento. In particolare la cura farmacologica non ha compromesso nulla, anzi il contrario.

Si affidi con fiducia a quanto concordato con il suo psichiatra e sicuramente tra qualche tempo, se vorrà, ci informerà sui benefici del trattamento intrapreso.
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Utente
Utente
Gentile Dott. Garbolino,
devo quindi essere ottimista e non pensare con angoscia che la veloce ricaduta (al momento per me ancora interpretata come un infausto segnale), dopo gli anni di trattamento, influenzerà negativamente l'esito anche di una eventuale psicoterapia rendendola solo un inutile palliativo? Giusto?
Grazie
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Dr. Stefano Garbolino Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo 2,5k 36 3
Giustissimo.


Se lo desidera ci tenga aggiornati.

Auguri!!!
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dopo
Utente
Utente
Lo farò con ottimismo e gratitudine! Grazie

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