Utente 297XXX
Salve cari medici è la prima volta che scrivo su questo sito e vorrei raccontarvi la mia esperienza.Dunque 5-6 mesi fa in seguito a vicende personali mi ritrovo sull'orlo del baratro(psicologicamente e fisicamente) con conseguenti idee suicidarie,di farla finita ect..Pero riusci a desistere e mi affidai ad uno psichiatra(con il quale sono ancora in cura) e lui decise che fosse necessaria sia una terapia psciterapeutica che farmacologica.Bene all'inizio utilizzamo Sereupin 20mg per 2 mesetti ma con scarsissimi risultati cosi il mio psichiatra decise che era necessario rafforzare la terapia passando da 20 a 40mg ed aggingendo Deniban 50mg al mattino.Bene,da quel momento in poi la mia vita è totalmente cambiata,non ho paura della gente,esco di casa tranquillamente,mi sento libero da quelle catene che mi opprimevano.Ora pero sono tre mesi circa quasi che utilizzo il Deniban cosi il mio terapeuta decise di sospenderlo ma appena ho provato a fare ciò mi sono sentito malissimo,ricaduto nel tunnel dell'oppressione (abbiamo provato 4-5 a sospenderlo).A questo punto il mio psichiatra è giunto alla conclusione di proseguire per altri mesi con il Deniban e su mia specifica domanda ha detto che potrei anche utilizzarlo per sempre.Io su questo avrei un po di timore,fermo restando che senza il Deniban vivo un'altra esistenza,molto più difficile.Vorrei tanto sapere il vostro sapere,Grazie mille.

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Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile utente,
l'amisulpiride (Deniban) è un tranquillante maggiore. Si usa anche contro la distimia, però per lunghi periodi non è consigliabile a causa di effetti collaterali come aumento di peso e disfunzioni sessuali.
Le consiglierei di non "fissarsi" sull'idea di dover utilizzare questo farmaco per sempre e ancora peggio di stare malissimo se lo sospende. Oggi lei reagisce così alla sospensione, fra qualche mese potrebbe non averne più bisogno, e glielo auguro. L'antidepressivo invece, se la diagnosi è depressione maggiore, va continuato per almeno un anno.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 297XXX

Intanto la ringrazio cordialmente per la sua celerità nella sua risposta dottoressa.Entrando nel merito il problema non è "fissarsi" su un'idea ma il problema è reale,concreto,fisico...come le posso spiegare?Quando inizio a sospenderlo non vivo più,non posso uscire di casa,addirittura ho difficoltà nel leggere quotidiani/riviste,in poche parole perdo la cosa che reputo più importante nella vita:la socialità.Sono completamente un'altra persona associando la psicoterapia e quella farmacologica (Deniban 50mg + Sereupin 20mg due volte al di),Proprio per questi motivi le ho posto questa domanda e cioè è possibile assumere un farmaco che "ti faccia vivere normalmente di casa senza aver paura della gente" sempre ? (controllando analisi del sangue ect. ogni mese) ci sono casi del genere?

[#3]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Non mi riferivo alla situazione attuale, ma alla proiezione che ne fa. Lei dice: oggi mi succede così, quindi per tutta la vita dovrò utilizzare questo farmaco per poter stare bene. E' un'estrapolazione non solo sbagliata, ma che le può causare danni, fisici ma anche psichici. Il Deniban è un vecchio farmaco che ha un effetto anche sugli ormoni, compresi quelli sessuali, e non ci sono rimedi né esami del sangue: se usato a lungo gli effetti sono quelli, punto. Per questo va sospeso ogni tanto.
E poi è sicuro che si tratti di una depressione maggiore come ha scritto?
"5-6 mesi fa in seguito a vicende personali mi ritrovo sull'orlo del baratro": è un esordio da depressione reattiva, le vicende personali nella depressione maggiore incidono ben poco.
Non sono contraria ai farmaci, ma all'idea che si è fatta di questa medicina come la panacea di tutti i suoi problemi. A vent'anni si tende ad essere piuttosto assolutisti, a usare parole come "mai" e "sempre" e "per tutta la vita", che spesso diventano una gabbia mentale.
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente 297XXX

5-6 mesi fa ero sull'orlo del precipizio ma erano due anni che mi trovavo in condizioni pietose.La diagosci del mio psichiatra (dopo tanti incontri) è :episodio depressivo maggiore con fobia sociale).Sotto mie spinte il mio psichiatra è arrivato a dire che se proprio non riuscissimo a toglierlo definitivamente(il Deniban) allora potrei fare dei cicli da 40/60 giorni con sospensione di una ventina di giorni o un mesetto e ricominciare.Grazie infinitamente del suo tempo,cosa ne pensa su quest'ultimo punto?

[#5]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Ok, se la diagnosi è del suo psichiatra; il discorso dei cicli di terapia mi sembra più adeguato, tanto più che il Deniban tende ad accumularsi.
Nel frattempo il suo cervello non se ne starà passivo ma, sotto l'effetto sia degli antidepressivi che delle esperienze positive che farà, verrà in qualche modo "ristrutturato", come si è visto con la risonanza magnetica funzionale in molti soggetti: cambiano le connessioni tra una cellula e l'altra e quindi cambia anche il modo di vedere e di vivere le situazioni. Come togliersi un paio di occhiali scuri: la realtà è uguale, ma si interpreta in modo differente.

Franca Scapellato

[#6] dopo  
Utente 297XXX

Certo che la diagnosi è del mio psichiatra il quale dire che mi ha sollevato dall'oblio è voler minimizzare...dottoressa proprio a quello mi riferivo,vorrei sapere la sua opinione su questo:è possibile portare gli occhiali da vista(in questo caso Deniban) come dice il mio medico se proprio non riuscissi a sospenderlo,sempre o quanto meno a cicli? il suo pensiero in merito.Le auguro buone festività pasquali e la ringrazio ancora del tempo che mi riserva.

[#7]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Buongiorno,
continua a girare intorno alla stessa domanda.
Le ho risposto io, le ha risposto il suo psichiatra, ripeto: i cicli con Deniban si possono fare, ma è scorretto pensare che lei come persona non cambierà più da oggi in poi, che rimarrà bloccato nella stessa fase per tutta la vita.
Tre anni fa non era uguale a oggi, e fra tre anni (poniamo) sarà cambiato ancora, il "sempre" nella vita non esiste. Pensi a vivere bene il presente, senza fare troppe proiezioni in avanti, che sono anch'esse frutto della depressione: il depresso non vive l'oggi, ma sempre il passato o il futuro.
Ricambio gli auguri di Buona Pasqua
Franca Scapellato