Utente 337XXX
Salve,

Come molti (pare) soffro di attacchi di panico, ansia, e depressione.

Ho sofferto in passato di depressione, causatami da ansia da giudizio, che risolsi quasi 10 anni fa assumendo Zoloft e un altro farmaco di cui non ricordo il nome.

Ora a distanza di 10 anni mi ritrovo in una situazione familiare disastrosa, son stato lasciato dal compagno, ho dovuto abbandonare un decennio di studi per cause economiche, son dovuto tornare a vivere con mia madre da 3 anni, separata, dipendente economicamente dal marito (dal quale io stesso dipendo), che a sua volta sta per cessare l'attività. Mia madre ha anche a suo carico sua madre, allettata, incontinente.

Tre anni fa (quando ancora non soffrivo di attacchi di panico ma ero solo depresso), ho iniziato a frequentare una persona, che però non riuscivo a frequentare quanto volessi. Questo mi portava a contenere la mia sessualità per lunghi periodi. Spesso rinunciavo alla masturbazione nell'attesa di rivedere questa persona.

Sino a che un giorno, in seguito all'ennesimo annullamento dell'appuntamento, decisi di prendere la macchina e incontrare un'altra persona. A metà strada, in macchina, al buio e da solo avvenne il fattaccio, ebbi il primo attacco di panico.

Per 2 anni tutto andò più o meno bene, evitavo semplicemente di andare in macchina. Poi ebbi problemi anche nei luoghi pubblici. Poi via via, l'ansia e la paura mi costrinsero sino alla situazione attuale: bloccato a casa, stordito dai farmaci.

Circa 1 anno fa decisi di afdidarmi ai servizi della ASL locale. Una psicologa e una Psichiatra.
Dopo le analisi iniziali, che mi hanno rivelato fossi fisicamente sanissimo (ho giusto una rinite cronica, ipertrofia dei turbinati e una leggera allergia agli acari della polvere), è iniziata la terapia

Per un annetto ho assunto un numero variabile di gocce di Surmontil (da 0 a 20, attualmente 13 in riduzione) e il Litio (Carbolithium) in compresse da 150+300. Attualmente 450. Lexotan o Alprazig a periodi.

Andava tutto benissimo sino a 3 mesi fa, facevo camminate da 10km al giorno e usavo praticamente solo il lexotan al bisogno. Poi, penso a causa dell'arrivo di mia nonna in casa, il livello delle somatizzazioni è diventato ingestibile e sono peggiorato tantissimo.


Attualmente sto assumendo, quotidianamente:
-Lexotan 8gocce mattino 8 gocce sera, 10 al bisogno
-Surmontil, la sera, 13 gocce, scando 1 goccia ogni 3 giorni
-Carbolithium 1compressa da 150+1 compressa da 300, da portare a 600 quando ho detto di essere fortemente depresso ("cattivi pensieri" per usare un'eufemismo)
-Olanzapina Teva 2,5mg, 1/2 compressa per 4 giorni, poi 1 compressa per 1 settimana (sino alla prossima visita)

Mi era stato inizialmente prescritto il Risperidone, ma dopo qualche traumatico giorno ho abbandonato causa un'enormità di effetti collaterali.
Feci lo stesso con l'Olanzapina, un mese fa. Mi rese lucido, ma assente, ero un automa. Mi spaventai oltremodo, e scalai rapidamente la dose. Dopo la gioia iniziale causatami dal riprovare nuovamente ansia (ho persino desiderato averla piuttosto che rimanere in quello stato di apatia), ho avuto qualche tremore, e infine ho realizzato i veri motivi della mia ansia.
Suppongo di aver avuto, in seguito a questa rivelazione, qualche ora di quella che suppongo essere derealizzazione.
E sono caduto di botto nella depressione più nera, mi sembra che niente possa cambiare, tutte le giornate sono uguali, e io non voglio vivere la mia vita in queste condizioni, bloccato a casa e stordito dai farmaci.
Sono senza gioia

Ho parallelamente deciso di iniziare un percorso terapeutico cognitivo/comportamentale che inizierà domani, ma ho paura che il non essere lucido possa influire sulla seduta di terapia.

Ora, dopo aver contattato nuovamente la psichiatra, sto reiniziando la terapia, voglio provare ad avere fiducia.
Dopo aver vissuto 2 giorni normalmente con la mezza compressa di Olanzapina, tutte le somatizzazioni sono sparite, stranamente non ho avuto l'esperienza che ho avuto la prima volta, ma oggi mi ritrovo ad avere un sonno inspiegabile.
Ho dormito di gusto, eppure mi ritrovo alle 17:20 con una sonnolenza terribile.


Volevo chiedervi un parere sulla terapia, e se questi effetti andranno poi ad attenuarsi.
Ho informato la psichiatra degli eventi, ma ha insistito perchè seguissi la terapia.
In realtà sono perplesso, mi chiedo come aumentare ulteriormente il Litio possa aiutarmi, mi aspettavo un antidepressivo vero e proprio.
Tra l'altro l'idea di assumere l'Olanzapina a tempo indeterminato, con tutti gli effetti nefasti che sicuramente ha (ricordo il risperidone, ho temuto di avere la SNM per tutta la durata dell'influenza stagionale) mi terrorizza.
Sono depresso, ma non voglio perdere la ragione. Odio quando la mia ragione viene annebbiata.

Inutile dire di essere diventato un po' ipocondriaco, motivo per cui mi è stato categoricamente *proibito* di controllare bugiardini o fare ricerche.

Grazie per il vostro tempo

[#1] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
i farmaci come l'olanzapina hanno un effetto sedativo che è maggiormente pronunciato all'inizio, e, con il proseguire dell'assunzione, tale effetto viene avvertito man mano di meno. Comunque la sonnolenza o la sedazione non equivalgono al "perdere la ragione": quest'ultimo potrebbe essere piuttosto una Sua drammatizzazione.

A me sembra che effettivamente manca un po' di "lucidità" nella Sua percezione delle sensazioni e delle idee, ma non a causa della perdita di ragione o della sonnolenza, bensì nel senso "figurativo": perché Lei stesso ne fugge l'approfondimento, sembra che tocca e poi si ritira, non è abbastanza costante.

Penso che è importante iniziare in ogni modo la psicoterapia cognitivo-comportamentale indicata a Lei: tale psicoterapia potrebbe aiutare a Lei anche a percepire in un modo più obbiettivo e meno drammatico sia gli effetti dei farmaci, sia gli altri stati d'animo.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#2] dopo  
Utente 337XXX

Grazie Dottor Gukov,

effettivamente mi è stato già detto da amici laureandi nella materia di essere un paziente un poco ingestibile e problematico.

Tuttavia il livello della mia preoccupazione è elevatissimo. Di carattere sono una persona piuttosto meticolosa, spesso in maniera ossessiva, e questo si ripercuote anche nelle aspettative che mi faccio dal prossimo.

Nello specifico, ho pensato lo psichiatra non avesse ascoltato le mie lamentele circa la terapia - spesso gli effetti collaterali di Olanzapina, e soprattutto Risperidone erano tali da farmi rimpiangere le gastriti o il respiro forzato.

Tutt'ora non so cosa scegliere, oggi son riuscito a lavorare (sono un programmatore PC) un poco, ma mi chiedo cosa sarebbe successo se avessi avuto un altro lavoro fuori casa, credo non sarei riuscito a far niente o peggio avrei avuto dei... malesseri.

Li chiamo malesseri perchè di fatto ultimamente, essendo più consapevole delle cause del panico e dell'ansia, non riesco a chiamarli propriamente attacchi di panico. Sono diversi dal primo che provai, e diversissimi da quelli acuti che mi hanno regalato visite al pronto soccorso.
Sono... sempre paura acutissima di un malessere, ma non sfociano con sintomi fisici fortissimi come un tempo. Sono giusto enormemente depresso e demotivato.

Ho scritto per rassicurarmi un poco, non vivo in una grande città, e (per mio pregiudizio) alcune figure professionali potrebbero non esserlo a sufficienza da poter trattare un caso abbastanza spinoso come credo sia il mio.

Volevo anche prevenire effetti potenzialmente rischiosi e permanenti consultando più voci anche distanti. Ritengo di essere una persona abbastanza brillante (a parte gli ultimi tempi, in cui la mia mente macina costantemente i sintomi del proprio corpo), e assumere farmaci di questo tipo mi terrorizza, visto che temo abbassino ora temporaneamente, poi forse permanentemente, la mia creatività e perizia nel lavoro e nella vita, senza contare il lato emotivo, ormai in frantumi più per paura della terapia che per l'ansia stessa.

Ero preoccupato anche perchè diversi miei amici, entrambi medici, in qualche modo aborrivano l'uso del Risperidone e dell'Olanzapina. Tuttavia hanno giustamente lasciato a me la scelta.
Inoltre una telefonata piuttosto lunga con una psicanalista junghiana specializzata nei trattamenti ansiosi che mi è stata consigliata (ma che non posso frequentare causa distanza) ha rivelato che secondo il suo parere fosse assolutamente necessario affiancare alla terapia un antidepressivo vero e proprio anzichè il Litio.

[#3] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
Lei scrive nella prima replica di questo consulto:

"Per un annetto ho assunto un numero variabile di gocce di Surmontil (da 0 a 20, attualmente 13 in riduzione) e il Litio (Carbolithium) in compresse da 150+300. Attualmente 450. Lexotan o Alprazig a periodi.

Andava tutto benissimo sino a 3 mesi fa, facevo camminate da 10km al giorno e usavo praticamente solo il lexotan al bisogno. "

- Vuol dire che usava praticamente solo Lexotan al bisogno e che ha smesso ad assumere gli altri farmaci ? Può spiegarmelo per favore ?

Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#4] dopo  
Utente 337XXX

Grazie per il vostro tempo.

Si, assieme alla psichiatra avevamo scalato tutti i farmaci eccetto forse qualche goccia di Surmontil, assumevo il Lexotan solo al bisogno. Erano prescritte (e lo sono tutt'ora), passeggiate continuate di 1 ora, 3 volte alla settimana. Di fatto riuscivo ad andare ben oltre.

Poi in congiunzione forse con l'arrivo di mia nonna nell'ambito familiare il livello di stress non solo mio ma di mia madre è uscito fuori controllo.
Anche con 20 gocce di Surmontil talvolta di sera provavo delle fortissime cefalee e senso di rabbia, oltrechè avere la pancia completamente contratta per controllare il respiro, e conseguente tensione e impossibilità di mangiare un pasto decente senza provare un senso di soffocamento.
Di qui la decisione della psichiatra, sotto consiglio dello psichiatra del pronto soccorso, di passare al Risperidone prima, e all'Olanzapina dopo

Attualmente riesco a malapena a far il giro dell'isolato. L'Olanzapina ha aiutato solo la prima volta che l'ho assunta. Ero lucido ma spento, e con una bassissima soglia di attenzione (barcollavo quasi per la strada, ero allucinato). Passai in seguito 3 ore sul divano, inerme, privo di pensieri, senza alcuno stimolo. Piansi perchè desideravo riprovare l'ansia e le sensazioni.

Stavolta invece non ho avuto alcun effetto negativo sino ad oggi, con una tremenda sonnolenza che mi ha accompagnato dal risveglio sino ad ora (21:22).
Ho anche qualche leggero tremore e lieve difficoltà a manipolare gli oggetti, oltre ad avere quelli che sembrano leggeri sintomi influenzali (occhi leggermente arrossati, cerchio alla testa), e quando ho avuto paura che mi si irrigidissero gli arti (come ho letto succeda per la SNM) forse ho somatizzato al punto da gonfiar le vene della mano per la tensione.
Ho anche saltuarie "fitte" all'emisfero sinistro (farmaco o tensione causata dalla postura?)

Non riesco più a capire quando una sensazione sia "reale" e quando somatica o attribuibile al farmaco, il che mi porta a estranearmi totalmente, oppure a vivere in costante allarme.
Il che è anche potenzialmente pericoloso, perchè se tra i vari sintomi ci fosse qualcosa di serio, sarebbe mischiato tra gli altri e non riceverebbe la giusta attenzione visto il mio continuo lamentare disturbi di qualche tipo.

Potrebbe essere solo suggestione, e il corpo che ancora si sta abituando al farmaco (o il farmaco che inizia a far meno effetto e dunque è necessario assumerne dell'altro per restar stabile)?

Ho una sincera paura di assumere la quarta mezza pastiglia di Olanzapina, onestamente.
Di sera tipicamente sto meglio, e non me lo so spiegare.

[#5] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Probabilmente è stata prematura la sospensione della terapia farmacologica che Lei stava seguendo prima (a base di Surmontil, Litio e Lexotan o Alprazig). Forse sarebbe stato più ottimale pensare alla riduzione della terapia farmacologica dopo che Lei avesse iniziato la psicoterapia e dopo che avesse tratto dalla psicoterapia qualche frutto (vedi la fine della mia replica).

Parlando di quella farmacoterapia, bisogna notare che non è vero che Lei non assumeva (e non assume) un farmaco antidepressivo: il Surmontil è un antidepressivo. Solo che forse il ruolo di questo farmaco (Surmontil) è stato minore di quanto si pensa, perché le dosi di Surmontil erano basse e anche in riduzione. A tali dosaggi (20 gocce o meno) è possibile che il farmaco abbia svolto gli effetti ansiolitico, ipnoinducente, forse antidolorifico più di quanto l'effetto antidepressivo vero e proprio. Inoltre, la modalità di assunzione a dosaggio variabile (da 0 a 20) o discontinua non crea i livelli del farmaco nell'organismo sufficientemente stabili perché si possa aspettare un effetto antidepressivo. Non è chiaro perché anche adesso, secondo la terapia attuale che Lei ha riportato, si prosegue a scalare il Surmontil. Forse temendo che il farmaco antidepressivo possa attivarLa troppo (tenendo conto di quanti kilometri Lei è arrivato a fare al giorno) ? Alcune forme depressive hanno la caratteristica di virare verso il polo opposto (maniacale), spesso anche sotto l'effetto di certi farmaci, destabilizzando l'umore. Un'altra ipotesi è che il Surmontil a dosaggi più alti (o assunto per più tempo) potrebbe incrementare ulteriormente il peso corporeo. Bisogna parlare con la Sua psichiatra di queste ipotesi, chiedere di spiegare la sue scelte nell'uso delle dosi così basse di Surmontil.

Il farmaco che quasi indubbiamente ha contribuito al Suo precedente miglioramento è stato il Litio, il quale è stato assunto a dosaggi terapeutici ed il quale è considerato uno stabilizzatore di umore, ma in realtà nella cura dei disturbi di umore l'obbiettivo di fondo è proprio la stabilità di umore. Ha anche una azione ansiolitica che nel Suo caso è forse più importante di quella antidepressiva. In generale, come sembra a me a vedere il Suo problema, più che una depressione pura sarebbe maggiormente legato alle Sue irrittabilità e reattività alla situazione esterna. L'effetto del Litio però non si vede subito, ma almeno dopo una settimana. Avrebbe senso fare un dosaggio della Litiemia.

I farmaci come Lexotan o Alprazig sono gli ansiolitici "puri" senza che abbiano effetti antidepressivi o stabiilizzanti l'umore in maniera stabile, tuttavia nella Sua situazione avevano una notevole importanza, perché nei primi tempi di cura l'effetto degli altri farmaci manca ancora e servono quelli farmaci (appunto, come Lexotan o Alprazig) che sono in grado a neutralizzare i sintomi quasi da subito. Tali farmaci possono servire anche successivamente per un certo periodo (limitato): finché non si è sicuri che il quadro clinico è già stabile e che si può lasciare solo la cura di base (come il Litio, ad esempio). Anche Lexotan e Alprazig hanno effetti sedativi, ma la tolleranza a tali effetti si sviluppa molto velocemente, comunque dipende anche dalle dosi che devono essere monitorate.

Il Risperidone e l'Olanzapina sono stati elaborati inizialmente come antipsicotici, ma possono avere anche gli effetti ansiolitici, ipnoinducenti, antiossessivi e stabilizzanti l'umore. Nel Suo caso non posso sapere a che scopo esattamente sono stati prescritti. Posso anche immaginare che sono stati prescritti in alternativa ad altri farmaci sedativi (come Lexotan e Alprazig), perché più forti e per evitare che Lei sviluppi la dipendenza dagli ansiolitici classici. In tale ipotesi, avrebbero un ruolo analogo a quello degli ansiolitici: effetto sedativo-ansiolitico nella prima fase, finché non hanno iniziato a lavorare gli altri farmaci. Bisogna chiarirlo con la Sua psichiatra, perché non posso sapere quale è il ragionamento di lei. Penso che non sarebbero stati prescritti se la Sua situazione clinica non fosse abbastanza seria. Tuttavia, se avverte sintomi collaterali come i tremori o una sonnolenza eccessiva, è giusto soffermarsi e contattare la Sua psichiatra; esistono anche gli altri farmaci della loro categoria, magari meglio tollerati, se ci vuole per forza proprio un farmaco di questa categoria.

Bisogna comunque tornare a parlarne proprio con la Sua psichiatra, e Vorrei dirLe che avere più pareri non sempre è costruttivo, perché non conta solo il parere, ma soprattutto come e da chi viene applicato; è invece fondamentale chi La segue come specialista, ed è tale specialista che dovrebbe raccogliere diversi pareri e in base a questo decidere (magari assieme con Lei, ma la ricerca da solo non ha senso pratico);

Inoltre, bisogna iniziare la Psicoterapia al più presto. E' possibile che la ricaduta che Lei ha subito sia dovuta in gran parte alla dipendenza emotiva dalle altre persone e dal contesto sociale (in questo caso) familiare, e alla Sua difficoltà a gestire le situazioni di stress autonomamente. Qui si tratta di certe capacità che possono essere sviluppate meglio con la psicoterapia, mentre senza la psicoterapia potrà rimanere sempre a punto da capo dopo ogni riduzione della terapia farmacologica.

Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#6] dopo  
Utente 337XXX

La ringrazio Dottor Gukov,

farò tesoro di quanto da Voi detto, grazie davvero per la risposta esauriente.

Mi pare di ricordare l'Olanzapina e il Risperidone mi fossero stati prescritti come antiossessivi. Di fatto non controllo quasi più il respiro.

Tuttavia, oggi in particolar modo, ho mal di gola, occhi arrossati, stordimento e tutta una serie di sintomi che riconosco come anticipatori di una febbre, e di lievi tremori alle mani, oltrechè avere una sorta di confusione alla prensilità della mano.

Ricordo di aver letto nel volantino del Risperidone, che questi fossero dei campanelli di allarme circa l'intolleranza del mio corpo rispetto il farmaco, di contattare subito il proprio medico. Suppongo valga altrettanto per l'Olanzapina.

Sono indeciso tra il sospendere per un giorno la terapia (dovrei assumere la pastiglia ora, di notte, e avvertire la psichiatra l'indomani, oppure assumere comunque l'Olanzapina, e rischiare di peggiorare la situazione.

Immagino non possa dirmi esattamente cosa fare, le chiedo dunque un parere a proposito, cosa rischio, ipoteticamente, sospendendo la cura per 1 giorno, e cosa invece potrebbe succedere con quelle che potrebbero essere sia delle avvisaglie di una comune febbre che di un'allergia verso il farmaco?

[#7] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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ieri purtroppo non ho visto la Sua ultima risposta, e ieri ha già deciso Lei stesso come comportarsi. Voglio tranquillizzarLa che sospendere ilfarmaco per 1 giorno per Lei non dovrebbe essere decisivo (gli effetti antiossessivi del farmaco sono dovuti non ad una sola assunzione, ma all'assunzione costante per un periodo; il rischio è piuttosto di mancare l'effetto sedativo-ansiolitico, ma, da quello che ho capito, anche assumendo il farmaco Lei non era abbastanza tranquillo, dunque poco cambiarebbe; mentre gli effetti collaterali sono stati avvertiti già da giorni e non improvvisamente, dunque sospendere ieri o oggi cambierebbe poco). Ovviamente oggi bisogna contattare la Sua psichiatra.

I sintomi che Lei descrive (stordimento, tremore e riduzione della motilità), se sono effetti del farmaco, più probabilmente non sono una "reazione allergica" al farmaco, ma i soliti sintomi collaterali dose-dipendenti. Potrebbero essere dovuti in parte anche ad una malattia febbrile, ma anche in questo caso gli effetti collaterali del farmaco potevano accrescersi nelle condizioni di febbre o di astenia legati alla malattia febbrile. Ieri sera Lei è riuscito a controllarsi la temperatura ?

Se la cura che avete seguito prima (con Surmontil, Litio e ansiolitici) ha funzionato, perché non riferirsi di nuovo a quella terapia ?
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#8] dopo  
Utente 337XXX

Salve Dottore,

si, poi scelsi di assumere il farmaco comunque. Di fatto ogni persona in casa ha la tosse, e alla fine l'ho presa pur io.

La terapia cognitivo comportamentale/training autogeno è iniziata giusto ieri, e devo dire di essere uscito dallo studio della psicoterapeuta più rilassato di quanto non fossi in principio, che già è qualcosa di promettente.

Tuttavia ora gli effetti della sinusite cronica, assieme a muco, tosse e il cerchio in testa da loro causato, sommato all'effetto sedativo del farmaco, mi stanno rendendo realmente un rottame, sto cercando di contattare la psichiatra della ASL con scarso successo.
E' mia intenzione chiedere di protrarre il trattamento con mezza pastiglia (il dosaggio attuale), dato che giusto oggi mi è stato prescritto di passare a 1 pastiglia intera da 2,5mg) e temo che se gli effetti collaterali raddoppiassero sarei realmente uno zombie.

Mi chiedo anche se Risperidone e Olanzapina siano davvero gli antipsicotici con meno controindicazioni ed effetti collaterali, perchè se questo è il caso sono davvero preoccupato dato che già questi mi causano un eccessivo malessere.

Tra l'altro se inizialmente l'Olanzapina in qualche modo aveva alleviato la tensione muscolare addominale causata dalla rabbia e dalla respirazione forzata, ora lo sento tornare.

Non esiste davvero alcuna via alternativa agli antipsicotici, qualcosa di più "soft", che mi permetta di essere rilassato e allo stesso tempo non stordito o con la percezione alterata? Magari qualche variante del Surmontil, che almeno potevo gestire e dosare meglio visto che era in gocce?

Grazie per il Vostro tempo.

[#9] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Lei scrive:
"Mi chiedo anche se Risperidone e Olanzapina siano davvero gli antipsicotici con meno controindicazioni ed effetti collaterali, perchè se questo è il caso sono davvero preoccupato dato che già questi mi causano un eccessivo malessere."

- Non sono gli antipsicotici con i minori effetti collaterali. L'opinione che abbiano meno effetti collaterali (e che siano meno rischiosi) è in parte frutto della campagna promozionale, ed è vero solo in parte. Gli antipsicotici più vecchi, l'elenco delle contraindicazioni e degli effetti collaterali noti dei quali è più lungo e per i quali è stata richiesta dallo Stato una maggiore cautela nella prescrizione e nel monitoraggio (come ad esempio, l'Aloperidolo) in realtà in tanti casi potrebbero essere meglio tollerati e hanno un effetto antiossessivo più accertato, ma molti ingiustamente gli ritengono "superati" o in generale più rischiosi rispetto ai farmaci nuovi. In ogni modo, il profilo delle contraindicazioni e degli effetti collaterali deve essere valutato in riferimento ai rispettivi punti problematici di una data persona.

Bisogna inoltre dire che la dose "terapeutica" di molti farmaci e soprattutto degli psicofarmaci dipende anche dalla malattia da curare (e ovviamente, bisogna chiarire a quale scopo sono stati prescritti gli antipsicotici nel Suo caso). Così, ad esempio, per l'effetto antiossessivo (e, secondo alcuni anche per il potenziamento della terapia antidepressiva) servono dosi basse di olanzapina; le dosi maggiori servono per un effetto ansiolitico o/e ipnoinducente; le dosi ancora maggiori potrebbero essere necessari per l'effetto stabilizzante l'umore, antipsicotico e nel caso del rischio delle alterazioni comportamentali; ma quali sono le dosi "minori" e "maggiori" per una data persona è individuale e va capito per ciascuna singola persona: la dose che Lei assume (metà della pastiglia da 2,5 mg = 1,25 mg) è in generale molto-molto bassa, ma può darsi che "per Lei" non è bassa.

Se assieme con la Sua psichiatra arriverete alla decisione che in questo caso serve proprio l'Olanzapina, allora va trovata la dose ottimale, anche in base agli obbiettivi (vedi sopra): se quello che è ricercato è l'effetto antiossessivo, allora potrebbe essere ottimale anche una dose bassa, tale che Lei possa tollerare (prevedere magari anche un periodo di qualche giorno di riposo per aiutare all'organismo di abituarsi al farmaco; bisogna anche tenere conto che l'effetto antiossessivo potrebbe svilupparsi gradualmente e non da subito); se invece l'obbiettivo è l'effetto ansiolitico, allora forse andrebbe cercata l'alternativa.

"Non esiste davvero alcuna via alternativa agli antipsicotici, qualcosa di più "soft", che mi permetta di essere rilassato e allo stesso tempo non stordito o con la percezione alterata? Magari qualche variante del Surmontil, che almeno potevo gestire e dosare meglio visto che era in gocce?"

- Le scrivevo già nella replica precedente che se la cura che avete seguito prima (con Surmontil, Litio e ansiolitici) ha funzionato, perché non riferirsi di nuovo a quella terapia ? A me non è chiaro: perché il Surmontil è stato scalato ? Non mi è nemmeno chiaro: a quale scopo esatto servono gli antipsicotici in questo caso?

Sono dei punti da chiarire assieme con la Sua specialista: spero che riesce a contattarla e a prendere un appuntamento. Via internet non possiamo dare le raccomandazioni sulla terapia. Nel caso di inderogabilità del problema bisogna chiamare la guardia medica.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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[#10] dopo  
Utente 337XXX

Salve dottore,

"- Le scrivevo già nella replica precedente che se la cura che avete seguito prima (con Surmontil, Litio e ansiolitici) ha funzionato, perché non riferirsi di nuovo a quella terapia ? A me non è chiaro: perché il Surmontil è stato scalato ? Non mi è nemmeno chiaro: a quale scopo esatto servono gli antipsicotici in questo caso? "

Ho scoperto dalla psicologa ASL (la psichiatra mi ha fissato un appuntamento per il mese successivo, insiste col portare l'Olanzapina a 1 compressa intera da 2,5mg) che l'Olanzapina mi è stata prescritta perchè alcuni miei comportamenti erano stati valutati come schizoidi.

E' ormai 1 mese che ho iniziato un percorso con una nuova psicologa, che tramite training autogeno, un approccio cognitivo comportamentale e EMDR sta apportando qualche miglioramento.

Ora l'ansia me la causa la terapia stessa. Ho paura del farmaco e degli stati mentali alieni e indescrivibili che mi fa sperimentale di quando in quando.

Ora, sono *quasi* riuscito a passare a 1/3 di pastiglia a 1/2, ma... la mia ragione si sta annebbiando, la sedazione aumenta. A giorni sono lucido e contendo, altri, come oggi, sono caratterizzati da periodi in cui tutto mi sembra surreale, e la cosa mi spaventa non poco. Manca ormai 1 settimana alla visita con la specialista, e vivo questi momenti continuando a ripetermi che sia tutto un effetto del farmaco.

Lo spero davvero, perchè se da un lato una minima dose mi permette di uscire di casa (ma sempre nel raggio dell'isolato circostante), dall'altro ha azzerato la mia vita sociale.

[#11] dopo  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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probabilmente Lei non tollera bene questo tipo di farmaci, ma non è detto che tutto il malessere sia solo l'effeto del farmaco; probabile che in parte derivi anche dalla malattia stessa, ma che questa idea La spaventa troppo e preferisce pensare solo al farmaco.

Comunque proseguirei con il dosaggio attuale fino al controllo dalla Sua psichiatra. Allora spiega a lei tutto e spero che riceva le spiegazioni anche dalla dottoressa.
Dr. Alex Aleksey Gukov

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