Utente 358XXX
Egr. Dottore porto alla sua attenzione la terapia per la cura della depressione cui sta facendo ricorso mia madre, purtroppo, ormai da tempo senza esito e senza che si riesca ad individuare la combinazione o la scelta della farmacologia corretta.
83 anni di età, soffre di disturbi di artrosi, dall’età di 60 anni assumeva 2 cp. da 25 di anafranil, ridotto, poi, col decorso degli anni ,e sino a 4 mesi fa, a 35 mg, per effetti collaterali che le provocava, ansia, insonnia, disturbi questi ultimi trattati in combinazione con minimo 3 cp. di lorazepam da 1 mg al dì, distribuiti nell’arco dell’intera giornata.
In definitiva assumeva il mattino 1 cp. di pariet da 20 mg, una cp. di coefferalgan, 2 gocce di cosopt, 1 cp. di anafranil da 25 mg, 1 cp. di lorazepam da 1 mg., nel pomeriggio 1 cp. di coefferalgan, la sera 1 o più cp. di lorazepam da 1 mg. , 2 gocce di cosopt.
Ultimamente aveva sostituito il lorazepam con gocce di lexotan.
La neurologa 4 mesi fa le aveva prescritto in prima analisi 1 cp. di mirtazapina da 30 mg associata al lexotan al fabbisogno, e qui , già da subito con mezza cp. della stessa, sembrava che la terapia sortisse effetti inaspettati, umore più che buono, interessi recuperati e sonno recuperato.
Tempo poco meno di una settimana e incominciava ad avvertire stati di ansia che non le consentivano di stare ferma, gonfiori alle gambe, e nuovamente insonnia.
La specialista paventava l’ipotesi delle gambe senza riposo e le consigliava di abbinare alla mirtazapina una cp di mirapexin 0,18 mg, la combinazione non sortiva alcun effetto, le consigliava allora di ricorrere a 3 gocce di rivotril da assumere la sera prima di coricarsi, sempre naturalmente in combinazione con la mirtazapina, ormai ridotta a ½ cp.
Nessun risultato, ricontattata nuovamente, da subito esprimeva perplessità e suggeriva ulteriore controllo. Non colto il suggerimento e prenotata visita alla ASL.
Qui le le veniva cambiata terapia, una cp. da 10 mg di escitalopram , associata a 1 cp. di integratore alimentare di melatonina da 1 mg e da una cp. di lendormin da 0,25 mg la sera prima di coricarsi.
Purtroppo i disturbi di ansia e di gonfiore persistevano, quindi, d’intesa col medico condotto, dopo una decina di giorni sospendeva la terapia e procedeva all’ assunzione di una cp. di citalopram da 20 mg, combinata con una cp. di lendormin.
L’unica nota positiva rilevata è stata l’effetto del lendormin che le consentiva di dormire
Terapia effettuata per più di un mese e ½ poi sospesa perché appariva sempre più depressa.
Alla data odierna sta assumendo 150 mg di venlafaxina in combinazione con il lendormin, che, però, non produce più alcun effetto sull’insonnia, quindi, ha gravi problemi di insonnia. Ha provato a sostituire il lendormin con una cp di stilnox senza alcun risultato.
La venlafaxina sembra, il condizionale è d’obbligo, andare bene, problemi al mattino e la notte perché non riesce più a prendere sonno.
Ieri sera ho provato con 2 cp. ½ di lorazepa

[#1]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Lei scrive che la venlafaxina sta funzionando. Resterebbe quindi il problema dell'insonnia.
Considerando l'età di sua madre le benzodiazepine (Lorazepam, Lexotan, Rivotril ecc.) andrebbero,se possibile, evitate, per l' impatto che possono avere su memoria ed equilibrio. Esistono altri farmaci di diverse categorie più indicati per l'insonnia dell'anziano.
Lei ha scritto che la mirtazapina andava bene già a mezza dose, ma l'effetto è durato solo una settimana. Domanda: quando ha perso l'effetto stava ancora prendendo 1/2 compressa o era già passata alla dose intera?
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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Viterbo-Terni-

[#2] dopo  
Utente 358XXX

Grazie per la pronta risposta, di ritorno alla sua domanda le riferisco che gli effetti collaterali, del tipo ansia al limite della tollerabilità che si manifestava in corrispondenza delle gambe, gonfiori delle stesse e delle ginocchia, sono sorti quando assumeva ancora ½ cp di mirtazapina, sintomi che si sono acuiti a dosaggio pieno, tanto da portarla alla sospensione del farmaco stesso.
Tengo a precisare pure il tentativo di assunzione di ¼ di cp. ma gli effetti che si innescavano erano tali da precluderne la continuazione.
Nella giornata di martedì c. m., visto che da settimana non riusciva a prendere sonno, son ricorso nuovamente a ½ cp. di mirtazapina, somministrata, però, il mattino, in sostituzione dei 150 mg di venlafaxina, di lì a un paio d’ore ha incominciato ad avvertire dolori muscolari e la quasi incapacità di movimento. La sera le ho associato per il sonno, come da terapia iniziale, 4 gocce di rivotril , di lì a un paio d’ore, visto che non riusciva a prendere sonno, le ho somministrato la solita cp. di lendormin, che ormai non produce più alcun effetto. Risultato nottata in bianco e il mattino incapacità di qualsiasi movimento.
Son tornato nuovamente alla terapia con la venlafaxina, tempo un’ora ha avuto problemi di dissenteria e nell’arco della giornata ha recuperato una certa capacità di movimento, la sera le ho somministrato 2 ½ cp. di lorazepam da 1 mg. E’ riuscita a prendere sonno, ininterrottamente dalle ore 20,30 alle ore 8,00.
Oggi, giovedì, ho continuato con la stessa terapia, 150 mg di venlafaxina stamattina, stasera 2 ½ cp. di lorazepam. Mi auguro che riesca a dormire perché diversamente non saprei a quale farmaco ricorrere.
Leggevo nella risposta che mi ha dato che mi segnalava altri tipi di farmaci da assumere per il sonno, può cortesemente aiutarmi.
Nuovamente grazie per la disponibilità.
Cordiali saluti.


[#3]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Non possiamo fare prescrizioni o dare consigli farmacologici troppo diretti. Comunque la situazione generale è complessa, e non può fare da solo. Sarebbe opportuno contattare uno specialista esperto di psicofarmaci.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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[#4] dopo  
Utente 358XXX

Egregio Dottore Le assicuro di avere contattato 2 specialisti nei mesi di luglio e di agosto, rispettivamente la prima come privato, risultato 2 visite, di cui la seconda per un lasso di tempo di 5 minuti, con esborso di € 120,00 pr volta, al 3^ contatto per via telefonica mi ha risposto di volerla vedere nuovamente. Tenga presente che mia madre ha difficoltà nei movimenti, già avevo dovuto forzarla per i primi 2 consulti.
L'altra, medico ASL, che l'ha vista ambulatorialmente le ha cambiato la terapia, appunto con una cp. da 10 mg di escitalopram , associata a 1 cp. di integratore alimentare di melatonina da 1 mg e da una cp. di lendormin da 0,25 mg la sera prima di coricarsi, fissando il prossimo appuntamento nel mese di novembre.
In ogni caso i tempi di attesa di prenotazione alla ASL locale superano i 45 giorni
Come già scritto la cura è stata poi cambiata di comune accordo con il medico condotto.
Di ritorno ai farmaci di diverse categorie più indicati per l'insonnia dell'anziano, di cui aveva fatto menzione, può, cortesemente indicarmeli.
Ringrazio nuovamente per l'attenzione mostrata.
Cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Paolo Carbonetti

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I farmaci indicati per l'insonnia dell'anziano sono il trazodone, appunto la mirtazapina, la promazina, l'idrossizina e la quetiapina (quest'ultima a bassissime dosi e off-label).
Preciso che questa è una indicazione generica e non una prescrizione.
Dr. Paolo Carbonetti
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[#6] dopo  
Utente 358XXX

Ringrazio e torno a chiederle cortesemente a suo parere quale di questi farmaci si combina più efficacemente con la venlafaxina, dosaggio 150 mg.
Grazie nuovamente

[#7]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Tutti i farmaci sopra elencati possono essere associati alla venlfafaxina, ma la decisione deve essere presa dallo specialista curanter.
Dr. Paolo Carbonetti
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[#8] dopo  
Utente 358XXX

Egr. Dottore torno a farmi sentire, il tempo di un consulto col medico condotto, e nella giornata di ieri mia madre ha assunto in combinazione con i 150 mg di venlafaxina (il mattino) 1/2 cp. di mirtazapina (la sera, ore 21,00 prima di coricarsi), risultato, dopo un paio d'ore, intorno alle 23,00 o poco più, stava già in piedi tormentata da uno stato di agitazione che si manifestava sempre in corrispondenza delle gambe, che non le consentiva più di stare ferma.
Tornata a letto, però, ha dormito ininterrottamente sino alle ore 9,00 di stamattina, quando per l'appunto l'ho svegliata. L'ho trovata bene, tranquilla, rilassata.
Premetto che dalla giornata di sabato ha assunto la sera prima di coricarsi, sempre in combinazione con la venlafaxina, prima 2, 1/2 di lorazepam da 1 mg, gli effetti han sortito benefici solo il primo giorno, poi, 1 cp. di stilnox, e pure qui è riuscita a dormire solo il primo giorno.
Le riporto i farmaci che assume durante il giorno:
1 cp. di pariet da 20 mg, 150 mg di venlafaxina, il mattino, poi a distanza di almeno mezz'ora l'una dall'altra, 1 cp. di coefferalgan, 1 cp. di norvasc da 10 mg, adesso da ieri sera, sperando che funzioni 1/2 cp. di mirtazapina, in aggiunta 2 gocce di collirio cosop la mattina e la sera.
Ritiene che quello stato di agitazione che si è protratto per almeno un paio d'ore ieri sera si possa attenuare nel tempo o se dovrebbe èprendere qualcosa d'altro?
Io l'ho vista quando era in terapia ancora con la mirtazapina, di notte, all'apparenza dormiente, sembrava che le gambe si muovessero in maniera continua in maniera automatica, tanto da restare allarmato.
Grazie nuovamente Dottore.

[#9]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Direi che l'opzione più razionale è , per il momento,di non cambiare nulla e di stare a vedere. Mi faccia sapere come vanno le cose fra qualche giorno.
Dr. Paolo Carbonetti
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[#10] dopo  
Utente 358XXX

Buonasera Dottore, il combinato 150 mg di venlafaxina, la mattina, ½ cp da 30 mg di mirtazapina, la sera, incominciato dalla giornata di giovedì, ha sortito l’effetto che sino alla notte scorsa mia madre è riuscita a dormire. Per circa un paio d’ore dall’assunzione di quest’ultima, prima che sia riuscita a prendere sonno è persistito, però, il problema dell’agitazione alle gambe, dopo di che ha dormito tranquilla, senza manco più alzarsi per andare ai servizi. Pure l’umore è più che migliorato, tuttavia ci sono le solite note dolenti, tipo disturbi dopo la digestione, che sembrano stimolarle la voglia di andare di corpo, senza, però, che ciò avvenga, con il risultato che giusto stasera aveva la pancia gonfia. Le ho somministrato nella giornata di sabato 2 cp. di buscopan perché aveva pure dolori alla pancia, in aggiunta ad una bustina di macrogol 13,8 g.
Stasera le ho dato nuovamente una bustina di macrogol ed è riuscita a scaricarsi anche se la pancia è sempre gonfia. Mi riferisce, inoltre, di urinare pochissimo, diversamente da prima che ci andava oltre misura.
Da ultimo, e questo è un effetto che si è manifestato da quando ha incominciato le terapie con questi nuovi farmaci, circa 4 mesi, ha una forma di catarro persistente, che le impedisce quasi di respirare e che inutilmente abbiamo cercato di curare, con aerosol, cp. di fluifort, senza alcun risultato.
La ringrazio già da adesso per l’attenzione che ha sempre mostrato.
Cordiali saluti


[#11]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Sono contento che,almeno per quanto riguarda la parte nostra, le cose vadano meglio.
Per gli altri problemi, di natura internistica, avrà già pensato a consultare il vostro medico di fiducia. Posso solo dire che gli psicofarmaci non hanno a che fare con i problemi dell'albero respiratorio, almeno direttamente. E' però possibile che, dormendo più a lungo, vi sia maggior tendenza alla stasi bronchiale.
Auguri
Dr. Paolo Carbonetti
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