Utente 366XXX
Buongiorno sono un ragazzo di 25 anni e da circa 2 prendo En gocce da 1 mg.Cominciai a prenderle per riuscire a dormire e per rilassarmi,ne prendevo 13 la sera prima di andare a letto e 8 all'occorrenza durante il giorno,ora mi capita di essere ansioso soprattutto prima di andare a letto per paura di non riuscire a dormire,sono anche arrivato a prenderne 30 o più ma quasi senza effetto.La mia domanda è per quale motivo non ne traggo più lo stesso beneficio?Forse e meglio cambiare farmaco?ringraziandovi,Cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Perché questo tipo di farmaci va assunto peri periodi limitati poiché può andare incontro ad assuefazione e in casi di uso a dosi maggiori e per episodi prolungati anche a dipendenza. Sarebbe il caso di parlare del problema di ansia e insonnia con uno specialista in modo tale da instaurare un trattamento adeguato, se necessario. Il fai da te é inutile e potenzialmente dannoso.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#2] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Dopo qualche settimana di assunzione si sviluppa un adattamento al farmaco che consiste nell'esaurimento del suo effetto, almeno in gran parte. L'effetto ricompare aumentando la dose, ma dopo un po' se ne va per lo stesso motivo.
Per lo stesso motivo, la brusca sospensione del farmaco è seguita da una sindrome da sospensione, che può anche essere grave (specie a determinate dosi), ragion per cui la sospensione va fatta con gradualità.

La cura dei disturbi del sonno può utilizzare farmaci come l'en per periodi limitati, ma se l'insonnia è abituale oppure se c'è un disturbo d'ansia più articolato è opportuno usare altri tipi di terapia, che invece mantengono nel tempo l'effetto.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Dr. Mario Savino

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L'EN è un anti-ansia, un sonnifero ed un rilassante muscolare come tutti i farmaci che appartengono alla sua famiglia, le cosiddette benzodiazepine (BDZ). Si tratta di farmaci piuttosto sicuri e maneggevoli ma andrebbero usati solo "al bisogno", cioé occasionalmente e se il "bisogno" è quotidiano o quasi il farmaco è poco adatto perchè può indurre una certa dipendenza e assuefazione (e quindi perdita di efficacia con necessità di aumentare le dosi).
Le BDZ hanno sostituito i vecchi barbiturici che erano ben più pericolosi ma esse stesse vanno prescritte con qualche accortezza.
Lei si libererà dall'EN senza difficoltà, non si allarmi, basterà scalarlo piano piano, tuttavia insonnia ed ansia vanno trattate quando necessario ed esistono alternative alle BDZ che non perdono efficacia e non creano dipendenza.
Consulti uno Psichiatra, troverà la soluzione migliore. Chi le ha prescritto l'EN? Il Medico di Medicina Generale? Un conoscente? Uno specialista?
Mario Savino
medico
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[#4] dopo  
Utente 366XXX

Vi ringrazio per la velocità nella risposta,comunque ho fatto tramite psichiatra una cura con paroxetina da 20 mg al giorno ed in effetti la situazione era molto migliorata ma dopo aver terminato la terapia sempre sotto visione dello psichiatra i vecchi sintomi (ansia,insonnia) sono ritornati anche se più lievi,quindi ho ricominciato a riprendere En,ma potrei eventualmente cambiare farmaco per un periodo limitato?

[#5] dopo  
Dr. Mario Savino

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se la terapia dev'essere prolungata meglio che discuta con lo psichiatra l'opportunità di riprendere un SSRI (tipo paroxetina) e meglio non abituarsi all'EN.
Sempre che il Suo specialista concordi
Un caro saluto
Mario Savino
medico
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[#6] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Per quanto tempo ha assunto la paroxetina?
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[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non cita l'opzione che parrebbe più logica, ovvero valutare di riprendere la paroxetina con il suo medico.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 366XXX

La paroxetina l'ho presa per quasi 2 anni con con i vari aumenti e diminuzioni di dosaggio,però non vorrei ricominciare ancora terapie di questo tipo,ma vorrei risolvere questi problemi senza farmaci,sempre con l'aiuto di uno specialista!

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"risolvere questi problemi senza farmaci,sempre con l'aiuto di uno specialista!"

Ah, molto interessante. Prima decide Lei che cura fare e poi con questa premessa si rivolge a un medico...Naturalmente la cura esclusa è esattamente quella che in passato ha funzionato. Ora, non solo parte escludendo quella, ma tutte le cure di quel tipo (perché è oscuro).

Se esclude le cure, come pensa di curarsi ?

Io non ci vedo alcuna logica, per poi trovarsi ad assumere un altro farmaco, che è quello sbagliato, nel modo sbagliato, e senza dimostrare neanche di essersi molto interessato ai problemi che comporta (perché altrimenti questa informazione sull'en è facilmente acquisibile o dal medico o anche in rete).

Ora, le cose stanno così. Ci sono i disturbi e ci sono alcune cure possibili. Tolte le cure, resta la malattia. E lo specialista, che se non può lavorare non vedo come può aiutarla.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 366XXX

Mi scusi dr Pacini forse non mi sono spiegato bene,io ho cominciato una terapia farmacologica con uno psichiatra,dicendomi che comunque questi tipi di farmaci generalmente guariscono il problema ma finita la cura mi sono trovato punto e a capo,quindi vorrei fare una cura di tipo non farmacologico come mi è stato consigliato da uno psicologo.Poi sicuramente io sbaglio a continuare a prendere En ma vorrei eliminare anche quello.La ringrazio

[#11] dopo  
Dr. Mario Savino

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Brutto dirlo ma uno psichiatra che garantisce una guarigione assoluta con qualche mese di farmaci, così come uno psicologo che garantisce l'assenza di ricadute dopo una psicoterapia efficace... sono da prendere con le pinze.
Questi disturbi possono avere tre tipi di decorso: un episodio di qualche mese che poi recede, un decorso cronico che dura quindi alcuni anni ed infine, più di frequente, un decorso "ciclico" con episodi di varia durata che si risolvono ma, almeno per un po' di tempo, tendono a ripresentarsi (spesso in primavera o dopo periodi di stress... un po' come la gastrite). Il curare i sintomi, quando presenti, generalmente garantisce un'evoluzione migliore.
Quale sia il problema unico e sufficiente non è ancora chiaro (esiste una predisposizione genetica come fattori esterni scatenanti) come per quasi tutte le terapie in medicina (se escludiamo gliantibiotici ed alcuni tipi di chirurgia) la guarigione di un disturbo o è spontanea oppure porta a cronicità e allora le cure sono a vita (diabete, ipertensione, etc etc).
Se poi Lei ritiene che i disturbi di questo genere non siano malattie del cervello allora può provare di tutto ma non usi farmaci non indicati e non si rassegni a sopportare l'ansia patologica.
Salutoni

Mario Savino
medico
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[#12] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Forse non è chiaro il problema. La "guarigione" da un disturbo che per sua natura tende a ripresentarsi potrebbe significare cambiare il cervello in maniera che anche la tendenza a quel tipo di disturbo sia cambiata. Non è disponibile una cura di questo tipo per quasi nessun disturbo medico, non dico psichiatrico. La maggioranza delle cure sono cure lunghe, o periodiche, che si fanno e si rifanno a seconda del bisogno.

Le cure come quella con paroxetina nei disturbi d'ansia (parliamo in generale) hanno spesso un effetto curativo, cioè attenuano il decorso. Detto questo, se il disturbo si ripresenta, che senso ha non curarlo nel modo in cui è indicato farlo ?

L'EN è peraltro un passo indietro, perché non è neanche curativo, e spesso neanche sintomatico, perché l'effetto finisce dopo un po'. Non vedo il senso nel passare da una cura che funziona a un tentativo vago e indefinito che ha come caratteristica il "non essere farmacologico".

Una psicoterapia è stata "consigliata", ma per quale diagnosi ? E soprattutto, che cosa cambia ? Forse le psicoterapie hanno effetto eradicante sui disturbi d'ansia ? I farmaci non guariscono e le psicoterapie sì, perché se è così che la questione le è stata presentata, temo che oltre a trovarsi di nuovo di fronte a promesse di guarigione o a fraintendimenti, rischi di trovarsi anche senza una cura che aveva invece funzionato.
Dr.Matteo Pacini
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