Utente 811XXX
Mia moglie, 72 anni, soffre da moltissimi anni di una forma non ben identificata di depressione, periodicamente più grave, con pensieri suicidi.
Ha ricevuto cure con i più svariati farmaci, quasi mai con effetti consistenti o durevoli.
Inoltre si sottopone saltuariamente a colloqui psicologici, con scarsi risultati.
Il suo psichiatra mi ha dichiarato che la ritiene affetta da una forma di malinconia caratteriale, e pertanto poco curabile. In pratica, getta la spugna...
(Non poteva accorgersene un po' prima, lui e gli altri?)
Come ultimo tentativo ha suggerito la TEC, che non intendiamo assolutamente praticare.
L'ultimo farmaco prescritto è Deanxit associato con Citalopram e Tavor.
Orbene: Deanxit, prodotto in Danimarca, è stato ritirato sia colà che in altri numerosi paesi, inclusa l'ìItalia. Infatti l'ho acquistato in Svizzera dove è venduto (ancora?).
Quali sono i rischi di questo medicinale, peraltro piuttosto vetusto?
Grazie.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Nessun rischio particolare, ve ne sono di simili peraltro ancora in commercio in Italia. Il ritiro dal commercio non avviene necessariamente per motivi di pericolosità, più spesso per il venir meno della convenienza a produrlo da parte delle aziende.

"Come ultimo tentativo ha suggerito la TEC, che non intendiamo assolutamente praticare."

E perché ? Si tratta di un caso resistente a diverse cure provate, mi sembra un'indicazione logica.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 811XXX

Grazie molte per il Suo parere.
Francamente, se si tratta di un disturbo caratteriale, cioè congenito o comunque acquisito nel tempo, non vedo come TEC possa far meglio dei farmaci, Semmai credo più in una psicoterapia mirata: ma come trovare dei veri esperti della psiche degli anziani? Ad esempio l'attuale psicologa di mia moglie, quasi sua coetanea, persona molto sensibile con lunga esperienza anche di cliniche psichiatriche, mi ha chiaramente detto di non saper bene che pesci pigliare.
Inoltre mia moglie stessa fa resistenza e cerca di non andare agli incontri, meno male che prende coscienziosamente i farmaci.
Comunque ci sembra che TEC, sia pure ammodernata, rimanga una terapia impegnativa (anestesia, possibile perdita di memoria temporanea, convulsioni, ecc.) e soprattutto dagli esiti non scontati.
Con cordialità.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
"Francamente, se si tratta di un disturbo caratteriale, cioè congenito o comunque acquisito nel tempo, non vedo come TEC possa far meglio dei farmaci, "

Non capisco il ragionamento. Congenito o acquisito sono due cose diverse, ma comunque non vedo il nesso con la TEC. E' una delle terapie per la depressione. Una psicoterapia per una depressione resistente in un anziano.... francamente non vedo un gran senso.

Gli esiti della TEC non sono scontati: come i farmaci, non sempre funziona. Le convulsioni non sono una complicazione, sono un fenomeno che si induce apposta, o meglio non le convulsioni, la crisi epilettica cerebrale, le convulsioni sono bloccate dalla medicazione che si somministra prima dell'applicazione. La perdita di memoria è correlata all'anestesia come in un qualsiasi intervento.

Sinceramente mi sembra contradditoria una cosa: se cerca una cura efficace perché poi scarta quelle proposte per dire "Semmai credo più in una psicoterapia etc...". Quel che "crede" è irrilevante, lei va dal medico per avere un parere tecnico
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#4] dopo  
Utente 811XXX

Grazie, Dott. Pacini per il Suo interessamento.
Non sono un medico, ma un ingegnere, talvolta paziente di medici di varia specializzazione.
Mia moglie invece ha studiato medicina fino al quarto anno.
E ciò non ci esime dal dire castronerie, certo.
Il punto vero è che il meccanismo della TEC non é chiaro a nessuno e gli esiti molto variabili.
Ed è, innegabilmente credo, una cura stressante.
Lo stesso psichiatra che l'ha suggerita ha detto: ..."proviamo", ma poverino, non può dare garanzie.
Semplicemente mia moglie non crede che servirà e non vuole sottostare a qualcosa di cui ha timore.
Con immutato rispetto per la medicina, che ha già salvato la vita a entrambi.
Cordialmente.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Il meccanismo della TEC non è chiaro come quello di svariate terapie di largo impiego. Il primo problema scientifico è di avere dati affidabili per la metodologia con cui dimostrano un nesso tra intervento e efficacia, dopo la conoscenza del meccanismo. Ingegneristicamente parlando, il meccanismo è importante quando fa parte del metodo stesso, ovvero lo si applica perché lo si stabilisce a priori.
Due delle terapie in assoluto più efficaci in psichiatria, il litio e la TEC, non hanno un funzionamento chiaro in termini di meccanismo, ma chiarissimo in termini di efficacia.
Anche i vari antidepressivi, "si pensa" che agiscano come si ricostruisce in base agli studi di neurobiologia, ma non è detto che il meccanismo sia quello. Sono molti gli studi in cui si sceglie una molecola in quanto "teoricamente" efficace nel produrre un effetto secondo un meccanismo noto, ma di fatto non c'è poi efficacia, nonostante il meccanismo sia noto e compiuto.

Avere timore non è sempre una buona guida, anche perché spesso si teme qualcosa che non ha a che vedere con i pericoli reali o con le caratteristiche dell'intervento.

Poiché queste malattie non hanno infinite terapie, l'albero decisionale per scegliere quelle efficaci e sicure non può che proporvi quelle migliori, non ripiegare su pseudo-tentativi a base di prodotti più rassicuranti, cosa che sarebbe poco costruttiva.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#6] dopo  
Utente 811XXX

Scusi se proseguo. Spero abbia un po' di tempo. Per me è utile e importante.
So bene che certi rimedi sono, diciamo così, empirici. Anche TEC, mi scusi.
Segnalo che in tanti anni solo una volta ho avuto una diagnosi: depressione maggiore, da parte di uno psichiatra esperto e "da campo". (Villa Turro).
Però mia moglie litigò, e dopo pochi giorni un illustre clinico direttore di reparto psichiatrico ospedaliero decretò che probabilmente mia moglie NON era depressa. (Ma prescrisse Cymbalta).
Litigammo anche con lui...
L'attuale psichiatra riuscì a far emergere mia moglie da uno stato veramente difficile (allettamento costante, urla e pianti, minacce suicide ecc.) con Zyprexa,e successivamente Abilify.
Farmaci atipici di cui, come Lei sa, ben poco si conosce sul meccanismo d'azione.
Ma i trattamenti subiti sono ormai così tanti che mia moglie si è stufata.
Per inciso una sola settimana di Deanxit + Citalopram "sembra" dare già discreti risultati.
Speriamo non sorgano effetti collaterali.
La psicologa cui ricorre mia moglie, di età a lei vicina, mi ha confessato di essere in imbarazzo per trovare una strada che porti verso un miglioramento. Per ora mia moglie non ci va più.
Io pensavo a qualcosa nel settore cognitivo-comportamentale, che, da quanto leggo, non si propone di guarire ma di insegnare l'autogestione del proprio disturbo. Ricordi l'età del paziente.
Ma come trovare un professionista valido e onesto nella giungla della psicoterapia?
Grazie ancora per l'attenzione.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Dal tipo di risposta si direbbe un disturbo bipolare, o impropriamente detta depressione bipolare, che infatti risponde a combinazioni di antidepressivi e antipsicotici e/o stabilizzatori e/o antipsicotici atipici.

La cognitivo-comportamentale è un metodo, che può avere diversi fini, anche di trattamento del disturbo così come i medicinali, che possono andare dal sintomatico al curativo.

Se la diagnosi non c'è stata, io reinizierei da quel punto per scegliere, altrimenti si rischia la scelta autogestita, combinata col fatto che per ogni tecnica troverà qualcuno che la fa, ma questo non significa che sia indicata.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#8] dopo  
Utente 811XXX

Ma, scusi, il disturbo bipolare non presenta fasi di euforia e fasi di depressione?
Mia moglie di euforia non ne ha neanche l'ombra. E' solo, sempre, triste e svogliata, demotivata e scocciata.
Saluti.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

No, il disturbo bipolare presente fasi di eccitazione e inibizione, l'euforia è una modalità dell'eccitazione, ma non la più tipica.

Lei parlava di agitazione, urla etc.

A volte queste fasi sono spontanee, in altri casi vengono fuori solo sotto effetto di sostanze o medicinali antidepressivi/ormoni etc.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#10] dopo  
Utente 811XXX

Ok Grazie per la precisazione.

[#11] dopo  
Utente 811XXX

Dopo tre mesi di Deanxit + Citalopram, ad un miglioramento iniziale e' subentrata una ricaduta in un condizione di malinconia fissa, non voglia di fare, convinzione di essere ormai vecchia e brutta da cui respingimento di vita sociale, uscite, non abiti nuovi (ma profumi si...?).
Inoltre e' aumentato il desiderio diurno di dormire e talvolta di non uscire dal letto.
Puo' dipendere dai farmaci?
La psicolga, come detto, si e' aresa in buon ordine.
Lo psichiatra sembra perdere ogni interesse al paziente.
Non crede piu' ai suoi vari rimedi, salvo TEC a titolo di tentativo dagli esiti incerti.
Il problema principale per me rimane l'indterminatezza della diagnosi, ma non posso emetterla io.
E se tutto cio' fosse ormai inguaribile?
Avevo letto ripetutamente che la depressione si guarisce, ma ora? Anche a 73 anni?
Ossequi.
4 aprile

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Gentile utente,

Parlavamo di disturbo bipolare come ipotesi, per cui spiegazioni possibili ci sono a parte quelle della resistenza alle terapia se la diagnosi fosse semplicemente di depressione. In ogni caso, la TEC non è un metodo "a titolo di tentativo", ha le sue indicazioni e i suoi dati di efficacia.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it