Utente 157XXX
Salve, è da quando avevo 16 anni che ho sempre avuto questo malessere, anche se riuscivo a tenerlo a bada. Al giorno d'oggi il malessere principale che avverto è un improvviso senso di non riuscire a respirare bene, gonfiore addominale (non sempre), e senso di sentirsi male da un momento all'altro. Questi attacchi sono sfociati 5 anni fa durante le cure a cui mi sono sottoposto a causa di un linfoma di hodgkin, che però almeno dai riscontri successivi sono riuscito a superare. Durante queste crisi mi agito, cerco di alzarmi, vado a bagnarmi la faccia con un pò di acqua fredda, molte volte sono andato su internet per cercari rimedi, ho provato quasi tutti i tipi di rimedi fitoterapici. Sotto consiglio di un mio parente che come me ne ha sofferto, mi feci seguire da uno psicologo che mi disse chiaramente di intraprendere un percorso per "rieducarmi". Purtroppo per motivi economici, e per non voler gravare sul portafoglio della mia famiglia, ma soprattutto perchè dopo un paio di mesi di analisi, mi sentivo di aver sconfitto questo "malessere" ho abbandonato lo psicologo e soprattutto dopo qualche mese ho cominciato a lavorare…mi sentivo invincibile. Qualche mese fa, in seguito ad un sospetto "reflusso esofageo" causato dall'abuso di alcool e cibo, intrapresi una cura per una settimana che mi permise di stare meglio, ma ancora oggi dopo 3 mesi quando esagero con il cibo e alcool , avverto fastidi nella zona sopra lo stomaco.(dovrei fare una gastroscopia). Questo mi ha destabilizzato, perché normalmente il fine settimana bevo con gli amici fino ad essere brillo, è l’unica cosa che mi disinibisce in mezzo la gente e mi fa cancellare momentaneamente i pensieri. Questo mi ha fatto aprire gli occhi perché il giorno dopo se non mi controllo a bere ho sensi di colpa, malessere allo stomaco pensieri brutti ecc...Ultimamente mi sono allontanato da un gruppo di amici con cui ero entrato in sintonia, perché non riesco a legarmi a qualcuno più di tanto a causa dell'ansia. Solo il pensiero di farmi sentire ed essere presente mi provocava ansia anche durante la settimana mentre lavoravo. Preferisco stare con un altro gruppo di amici davanti al bar della mia città senza impegno a bere qualcosa assieme oppure me ne sto a casa cercando a volte scuse per non uscire. Ogni tanto mi viene voglia di uscire con qualche ragazza, ma l'ultima volta che è successo prima di uscire mi ubriacavo per essere disinibito o per paure che neanche io saprei definire bene, e sicuramente non sarei stato un bel vedere. Ogni inizio settimana vedendo la mia situazione grave decido di rimboccarmi le maniche, e vorrei contattare un professionista della mia città(avellino), poi ci penso, ci ripenso, intanto lavoro passa la settimana, vado in palestra, e butto tutto all'aria pensando che tanto poi ce la faccio a risolvere tutto. Come mi dovrei comportare? Se devo rivolgermi ad un privato della mia città(avelllino), conoscete qualcuno a cui affidarmi?

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Dr. Marco Bianchini

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Gentile Utente,
Lei pur essendo così giovane si è già trovato a dover fronteggiare situazioni molto difficili come il percorso terapeutico per un Linfoma, quindi è comprensibile la sua ansia in relazione ai segnali del suo comporto che non vanno come dovrebbe. Tuttavia ha anche descritto un comportamento che difficilmente permette di alleviare sintomi, piuttosto aumenta i problemi: mi sto riferendo al consumo cronico di alcool, specialmente quando come nel suo caso è per certi consapevole il fine di autoterapia per un problema di ansia. Non so se in questo momento la sua condizione economica sia migliorata, in caso contrario potrà comunque trovare l'aiuto di un professionista tramite l'asl di zona ( per info legati al distretto di residenza le posto il link http://www.aslavellino.it/drupal6/node/262) al costo del ticket. La scoraggio a continuare con il fai da te vista la situazione di sofferenza in cui si trova, che sta compromettendo diverse aree della sua vita di relazione.
Cordialmente,
Dr. Marco Bianchini
www.psichiatramodena.it

[#2] dopo  
Utente 157XXX

Grazie per la risposta veloce, non vorrei frequentare posti troppo affollati in cui potrei trovare persone che mi conoscono, perchè mi infastidisce dover dare spiegazioni, quindi l'asl la escluderei. Cerco piuttosto un professionista di cui potermi fidare, ed è molto difficile considerato che cambio idea in meno di un minuto su una persona. Non pretendo la bacchetta magica, anche perchè su di me penso che neanche quella funzionerebbe al momento. Inoltre, quando abbandonai lo psicologo, ho scritto per problemi economici, ma non erano direttamente collegati al senso della parola, quanto al fastidio di chiedere un aiuto economico ai miei, anche se erano loro che mi spingevano. Ora la situazione è diversa e lavoro, ma comunque non posso permettermi di sborsare quantità enormi, e mi sembra brutto chiamare tutti i professionisti della mia città e chiedere il tariffario. Devo valutare...
Grazie mille Dottore

[#3] dopo  
Utente 157XXX

Gentile Dottore, il fatto che di punto in bianco cambio idea troppo spesso su una questione, come in questo caso intraprendere o meno un percorso, avendo a volte la convinzione di farcela da solo, altre invece un disperato....si potrebbe classificare come un problema psichiatrico da trattare?

[#4] dopo  
Utente 157XXX

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[#5] dopo  
Utente 157XXX

upp

[#6] dopo  
Utente 157XXX

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Buongiorno, perchè non ricevo risposte...ho forse fatto una domanda non idonea in "consulti" psichiatria?

[#7]  
Dr. Marco Bianchini

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Mi scuso per il ritardo, non essendomi collegato in questi giorni. Come le consigliavo nella mia prima risposta ritengo importante che lei possa ragionare di una situazione così articolata con un professionista di fiducia (e la difficoltà a trovare un professionista di cui fidarsi credo faccia parte del problema), in modo che la aiuti a collegare tutte le diverse aree della sua sofferenza in modo integrato e non parcellizzato come invece rischia di diventare una risposta a un singolo quesito decontestualizzato in un sito internet (che invece a mio avviso serve ad orientare non a risolvere i problemi).
Per la ricerca della persona a cui rivolgersi, se non vuole limitarsi ad una ricerca in internet, forse potrebbe confrontarsi con un professionista di cui si fida (ad esempio il suo medico di base) o un amico di famiglia che possa consigliarle il nominativo di un collega della zona stimato.
Cordialmente
Dr. Marco Bianchini
www.psichiatramodena.it

[#8] dopo  
Utente 157XXX

Grazie mille