Utente 353XXX
Salve, sono a interpellarvi di nuovo in quanto lo specialista che mi segue ormai da anni, dopo avergli riferito di nuovi episodi di forte stress ansioso e panico mi ha alzato molto la cura. Adesso mi ha prescritto 600mg di Depakin mattina e sera(1200 tot) più Anafranil 75mg al mattino per cercare nel lungo periodo di abbassare questi forti stati di attivazione ansiosa psicosomatica e panico che si attivano dell'inconscio quando devo affrontare una situazione di esposizione emotiva. Ora secondo voi depakin a quel dosaggio può andare bene? E adatto secondo voi al questo tipo di disturbi?
Si potrà raggiungere un benessere senza accusare troppi effetti collaterali??

Lui dice di seguirlo a fondo che in questi modo riuscirò a tornare ad affrontare un lavoro, però io ho paura di non riuscire a liberarmi mai in quanto ho già fallito alcune opportunità per colpa di questo disturbi, secondo voi con tali stress patologici si può sostenere un lavoro?

Attendo vostre considerazioni in quanto non so che fare ed essendo giovane non so a che futuro vado incontro.

[#1] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Il valproato viene spesso usato sia come stabilizzante dell'umore sia per ottenere effetti sugli Stati di ansia e agitazione importanti. Riguardo al dosaggio non é possibile formulare un giudizio assoluto in merito. Il dosaggio prescritto rientra nell'ambito dei dosaggi usati abbastanza comunemente. Assumeva già questo farmaco oppure le é stato prescritto per la prima volta a questo dosaggio?
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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La diagnosi qual è? I farmaci che assume non sono di prima scelta per semplici disturbi d'ansia.
Franca Scapellato

[#3] dopo  
Utente 353XXX

Innanzitutto vi ringrazio per l'intervento e vi rispondo con ordine e precisazione.

Si il farmaco lo assumo da anni ormai anche a fasi intermittenti, prima però non andavo oltre le 600mg al gg mentre adesso il dottore dice di alzare ulteriormente perché vuole come anche io ovviamente curare questo disturbo in modo più efficace, però allo stesso tempo subisco anche un po' di fiacca e sbadigli che già accusavo anche in precedenza con altri farmaci come sereupin e non spesso sempre legati al farmaco ma anche agli spasmi cerebrali dovuti ad ansia. Secondo lei, siccome purtroppo sin da piccolo subisco queste angoscie ed ansia psiosmatiche molto forti iniziate con la scuola che ahimè ho dovuto interrompere, è possibile farci qualcosa o rischio solo di subire effetti indesiderati?

Per la dottoressa:la diagnosi è che soffro ahimè una patologia ansiosa con caratteri depressivi e Stati di panico molto forti e continuativi che si manifestano in situazioni di stress come scuola o lavoro, dove devo mettermi in gioco. In pratica è un circuito vizioso che si autoalimenta una volta che è in azione causa distorsione del pensiero e mi subentra tensione nervosa alla pancia e forte agitazione e sudorazione corporea.
Ho provato anche a far psicoterapia ma essendo un problema prettamente organico non mi è servita granché

Ancora grazie

[#4] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Lei dice: "Ho provato anche a far psicoterapia ma essendo un problema prettamente organico non mi è servita granché".
Se per organico intende dire le "distorsioni del pensiero" causano ansia e questa ha ripercussioni sul fisico provocando sintomi somatici, è proprio l'ambito della psicoterapia, specialmente di tipo cognitivo-comportamentale!
Naturalmente la psicoterapia va associata alla terapia farmacologica, ma è fondamentale per imparare a gestire l'ansia in situazioni stressanti, cioè nella vita di tutti i giorni. Questo non vuol dire azzerare l'ansia, che è una sensazione che hanno tutti, ma contenerla a livelli accettabili.
Franca Scapellato

[#5] dopo  
Utente 353XXX

Eh lo so bene questo, però la mia purtroppo non è ansia comune ma ha un grado molto elevato sopratutto perché mi logora a livello nervoso fino allo stremo quando sono in una situazione ansiogena dettata dal circuito neurologico. Infatti fino adesso ho dovuto spesso ricorrere ad evitare queste situazioni pur avendo provato un tutti i modi a non desistere e ora provo sempre più angoscia perché non mi sento realizzato.
Ho provato già diverse cure farmacologiche senza grandi risultati e la soluzione ahimè è sempre stata quella di condurre una vita senza situazioni ansiogene ma allo stesso tempo mi trovo sempre fermo e non in grado di intraprendere un lavoro.
Per più di un anno l'ho fatta la psicoterapia ma dopo aver sfogato e riportato i sintomi alla psicologia che altro poteva farmi, certo non cambiarmi il circuito vizioso che crea questi problemi.

Adesso però spero di migliorare a come mi dice lo psichiatra ma appunto la mia domanda era questa, può riuscire davvero il farmaco a queste dosi incidere sul disturbo così radicato?
Perché poi il problema è vedere gli altri realizzati ed io che rimango senza fare un cazz per colpa di questa maledetta malattia, creando ancora più ansia e depressione a sua volta.




[#6] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Lei scrive:
"Per più di un anno l'ho fatta la psicoterapia ma dopo aver sfogato e riportato i sintomi alla psicologia che altro poteva farmi, certo non cambiarmi il circuito vizioso che crea questi problemi."
E' vero il contrario. La psicoterapia cognitiva non serve a "sfogarsi", ma a imparare a modificare il circolo vizioso.
I farmaci possono essere utili, limitando l'ansia, ma se non inizia a pensare in modo differente non potrà modificare la sua vita.
Per es il pensiero che gli altri sono realizzati e lei no è un classico "pensiero automatico" che fa sentire male e sul quale si potrebbe/dovrebbe lavorare.
Franca Scapellato

[#7] dopo  
Utente 353XXX

Ma mi creda il circuito vizioso che accuso parte dell'inconscio e purtroppo sono anni che cerco di capirne l'evoluzione ma è un meccanismo neurologico che non so più come accettare.

Il fatto di pensarmi non realizzato purtroppo è la realtà dei fatti dato che ho dovuto interrompere precocemente il percorso scolastico perché la scuola mi portava uno stress disumano a livello mentale che alla fine ho dovuto optare per la salute.


Comq mi creda che penso anche positivo è che purtroppo sono anche molto realista e quando lotti contro una bestia del genere più passa il tempo senza progressi e peggio è, sopratutto dopo averne provate tante e subito tanti effetti indesiderati che certo non aiutano anzi

[#8] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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L'inconscio qui non c'entra, sono i pensieri consci che la fanno stare male ed è su quelli che si può lavorare, ma capisco che dopo anni di malattia, anche se lei è giovane, la paura di stare peggio è molto forte.
Ribadisco che aspettare che faccia tutto il farmaco non porta da nessuna parte, ma a volte si sceglie la strada che sembra meno dolorosa.
Provi a leggere queste pagine (non ho interessi personali in queste associazioni, sono i primi link che ho trovato, ma spiegano con chiarezza di che terapia si tratta):
http://www.apc.it/senza-categoria/la-terapia-cognitivo-comportamentale
http://www.ipsico.it/terapia-cognitiva-comportamentale/
http://www.studicognitivi.net/psicoterapia/psicoterapia-cognitivo-comportamentale/
Franca Scapellato