Utente 260XXX
Salve,
sono un ragazzo di 30 anni e da sempre soffro di cefalea mista e colon irritabile.
Negli ultimi anni ho fatto visite da accertamenti di tutti i tipi, neurologi, gastroenterologi, cardiologi ecc.. per capire se ci fossero altri problemi ma tutto nella norma.
Ora siamo arrivati alla diagnosi che i miei sono tutti disturbi legati all'ansia.
Negli ultimi anni ho assunto da circa un paio d'anni limbitryl 1 cp al giorno 12.5+5 che mi ha migliorato i sintomi soprattutto per il colon irritabile. Ho smesso di prenderlo nel dicembre scorso.
Ora da un paio di mesi è riprecipitato tutto, attacchi di panico, tachicardie, cefalee paurose (meno frequenti di prima ma molto più intense) e colite a livelli paurosi...!
Non ho più preso limbitryl neanche al bisogno ma con Xanax 0,25 al bisogno nella giornata in cui lo assumo sto meglio.
Ho consultato nuovamente il neurologo ed il medico di base che mi hanno prescritto trittico 50 mg al giorno, lo assumo da un settimana ma non mi fa nulla, l'unica cosa che mi da giovamento è Xanax.

Essendo i miei disturbi legali all'ansia, perché continuano a prescrivermi antidepressivi?
Il trittico tratta anche l'ansia?
Non è meglio fare una terapia ansiolitica piuttosto che antidepressiva?
Ho smesso limbitryl perché sentivo necessità di aumentarlo. E' possibile che stavo sviluppando una dipendenza al farmaco?

Attendo un vostro consulto e vi ringrazio in anticipo per la vostra attenzione.

[#1]  
Dr. Manlio Converti

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Perché ha sospeso il farmaco?
L'amitriptilina non è un farmaco efficace nell'immediato, ma dopo due settimane circa ed il suo effetto scompare dopo due-quattro settimane dalla sospensione.
Non produce dipendenza ma non guarisce in nessun modo, solo sospende i sintomi, che ritornano alla sua sospension.
No ancora non ci credo:non ha nessun senso la sua affermazione "sentivo la necessità di aumentarlo" per cui l'ho sospeso!
Non si prendono e sospendono gli psicofarmaci da soli!
Si consulta uno psichiatra dal vivo ed è lo psichiatra dal vivo che stabilisce la terapia da prendere.
Suppongo che lei abbia rifiutato di riprendere il Limbitryl per lo stesso motivo.
Lei paga il prezzo dell'autoterapia.
Dr. Manlio Converti

[#2]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Ha ragione il collega Converti.
Le consiglio di consultare uno psichiatra più che un neurologo, che le saprà consigliare una terapia adatta ai suoi disturbi di ansia, che sarà fondamentalmente a base di antidepressivi, che non danno dipendenza né assuefazione.
Se avvertiva il bisogno di aumentare la dose: "Ho smesso limbitryl perché sentivo necessità di aumentarlo." doveva consultare uno specialista, invece di fare di testa sua.
Il problema delle benzodiazepine è che danno subito sollievo, ma l'organismo si abitua in fretta e si crea una dipendenza.
Franca Scapellato

[#3] dopo  
Utente 260XXX

Innanzitutto grazie per le vostre risposte.
Voi avrete tutte le ragioni del mondo sulle conseguenze negative dell'autoterapia, però sono seguito da diversi specialisti: 2 neurologi, 1 cardiologo, 1 gastroenterologo ed 1 medico di base, ed ognuno ogni volta che lo contatto e che mi visita, ogni volta mi spara farmaci a casaccio per tentativi...!
Ho smesso limbitryl perché per quanto assurdo mi sembrava di avere bisogno di maggiori quantità e nessuno degli specialisti che ho consultato è riuscito a darmi informazioni precise sugli effetti dell'assunzione a lungo termine del farmaco. Non vorrei esserne schiavo per tutta la vita...

Voi cosa ne pensate dell'idea del neurologo di sostituire la terapia con trittico 50mg al giorno?

Mi sapete dire alla lunga che effetti collaterali può avere questo farmaco?

E' un farmaco che guarisce o che sopprime i sintomi dell'ansia?

Grazie

[#4]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Consulti uno specialista in psichiatria, non due neurologi (perché due?).
Franca Scapellato

[#5] dopo  
Utente 260XXX

Uno è di un centro cefalee, mentre l'altro è il neurologo che per primo mi ha seguito.
Mi rivolgerò anche ad uno psichiatra, ma nel frattempo riesce a rispondere alle domande sopra?
In più secondo lei il trittico è efficace anche nel colon irritabile?

[#6]  
Dr. Manlio Converti

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I nostri farmaci sopprimono i sintomi senza guarirli.
Fa parte dell'autoterapia avere molti medici, di cui altri in rete e questo ovviamente è deleterio.
I medici non danno risposte a caso.
In psichiatria la parte empirica è fondamentale e non abbiamo schemi tecnici affidabili come in altri ambiti medici, ma anche il suo modo di agire, "manipolando" i medici alla ricerca della risposta "perfetta" renderà a loro come a noi impossibile darle una mano.
Per i sintomi descritti o lei si fa seguire SOLO da UN NEUROLOGO o, a mio avviso e della collega, come già ripetuto SOLO DA UNO PSICHIATRA il che significa che solo lui o lei e non il suo medico di base, lei stesso o il primo medico che lei si mette a consultare in rete possono cambiare la terapia.
La terapia serve solo a togliere i sintomi e ci vogliono due tre mesi per capire empiricamente se è quella giusta. E' lo psichiatra e non il paziente che deve fare la valutazione della validità della terapia (ovviamente chiedendo al paziente come si sente).
Darle la lista degli effetti collaterali, che può trovare in rete che senso ha?
Prepararla a simularli o lamentarsene per cambiare ancora la terapia o sospenderla di testa sua?
Cambiare tipologia di farmaco, dal momento che lei non vuole riprendere Amitriptilina, come già detto è l'unica scelta che lei ha lasciato al medico, evidentemente, ed è una buona scelta.

Riesce ad affidarsi ad un solo medico o ne consulterà altri ancora?
Dr. Manlio Converti

[#7] dopo  
Utente 260XXX

Sinceramente Dott. Converti io non credo di "manipolare" nessuno. Cerco solo risposte esatte ai miei problemi ed alle conseguenze dei farmaci che mi prescrivono.
Se una persona si rivolge al fabbro per chiedergli che tipo di ferro ci vuole per fare un determinato lavoro io penso che il fabbro gli sa dire che ce ne vuole un tipo piuttosto che un'altro e le conseguenze della scelta che si fa. Penso che nei farmaci li effetti collaterali possibili siano cose oggettive e che non necessita incontrare una persona dal vivo per spiegare effetti collaterali di un farmaco.
Io non le ho chiesto una diagnosi, ma un consulto su diagnosi già fatte spiegando con precisione i miei problemi e se pensa che non è possibile fare consulti, che cosa si è iscritto a fare a questo sito?
Questo sito che senso ha di esistere?
Sarebbe stato diverso se io le avessi esposto un problema e chiesto una diagnosi! Io le ho solamente chiesto un consulto chiarificatore, perché evidentemente dove sono stato "dal vivo" fino ad oggi, non ho avuto così tanta chiarezza!

[#8]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gli specialisti che ha interpellato le hanno detto che i suoi disturbi sono dovuti all'ansia.
Il medico competente per i disturbi d'ansia è lo psichiatra.
Lei uno psichiatra non l'ha consultato, ma ha chiesto online, dopo aver deciso di sua iniziativa di sospendere un farmaco parzialmente efficace.
Se non trova soddisfacente questo sito non è obbligato a chiedere consulti qui, noi cerchiamo di evitare il fai-da-te e rispondiamo quello che ci sembra opportuno, non quello che vuole l'utente, tanto più che la risposta viene letta da tante persone che possono avere problemi simili.
Franca Scapellato

[#9] dopo  
Utente 260XXX

Ok avete ragione.
Saluti