Utente 392XXX
Buongiorno a tutti, mia figlia di 17 anni , ha sofferto di anoressia nervosa all'età di 14-15 anni , poi apparentemente risolta , adesso con mia moglie ci siamo resi conto che circa 1-2 mesi la ragazza vomita (di nascosto) dopo incredibili abbuffate, sospettiamo sia bulimica.

La domanda è : dove conviene portarla per le cure? struttura privata? pubblica? e dove? chiedo qui perchè mi piacerebbe avere un parere "indipendente" .

quando la ragazza soffriva di anoressia la portammo al San Gerardo di Monza ma ne rimanemmo profondamente delusi per la scarsa professionalità dimostrata, non vorremmo ripetere la stessa triste esperienza (oltre al problema di salute dovere subire anche la Malasanità)

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La bulimia è una malattia curabile. Se si associa anche ad anoressia la cura non è così semplice, comunque le fasi bulimiche hanno una loro cura farmacologica.

Non è detto che questo aspetto sia l'unico, spesso si associano altre sfere di alterazione, ad esempio quella umorale o quella di altri comportamenti impulsivi.

La scelta rimane vostra, sia per la soluzione "ricovero" che per una terapia ambulatoriale esistono il privato e il pubblico.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 392XXX

...e il parere su quale struttura conviene appoggiarsi nell'area di Milano...dov'è?

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei parlava di strutture. Le facevo intanto presente che la bulimia è una malattia curabile non necessariamente mediante ricoveri, anche ambulatorialmente. Quindi le opzioni sono tante.

Ci sono sia centri dedicati ai disturbi alimentari, sia centri o singoli che si occupano di psichiatria generale e anche di questo disturbo. La scelta di quale struttura non può che essere vostra, anche perché prima o avete già uno psichiatra di riferimento (e allora potete farvi indirizzare) o altrimenti la diagnosi psichiatrica intanto va fatta in maniera precisa, e questo è il primo passo.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 392XXX

sembra come se non avesse compreso che non chiedevo che qualcuno scegliesse al posto mio (nostro) , ovvio che la scelta sarà solo nostra, ci mancherebbe altro... altrettanto ovvio che si dovrà partire da una diagnosi impeccabile....quindi ripeto la domanda: quale struttura privata o pubbilca POTREBBE essere considerata la migliore in termini di professionalità e risultati REALI , in merito a problematiche DAP in area Milano e/o interland?

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Potrebbero essere valide tutte. Lei parla di "potrebbe" e poi di risultati "reali", il che è contraddittorio. Non credo che nessuna struttura o persona che opera nel settore si presenti come incapace o truffaldina.
Le dico che i risultati dipendono dalla diagnosi, pertanto se non ce n'è neanche una definita, ma si sa solo che comprende dei comportamenti alimentari di un certo tipo, non è neanche che si possa consigliare un ambito particolare diverso da quello genericamente psichiatrico.
Darle un nome qui a titolo personale dicendo che è meglio di un altro non avrebbe senso.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 392XXX

onestamente non riesco a capire dove scorge la contraddizione se non nelle proprie risposte, se una individuo si chiede quale sia la migliore struttura specialistica in una certa malattia, non equivale a considerare incapaci o truffaldine tutte le altre, bensì equivale a chiedersi quale struttura ha investito di più in risorse ed attrezzature per quella malattia specifica, i singoli operatori qui non c'entrano nulla, nel bene e nel male.
Poi vedo che si ostina a volere considerare la mia una domanda generica e insensata, mentre invece è una domanda molto precisa, ovvero STRUTTURA MEGLIO SPECIALIZZATA (se esiste) PER LA DIAGNOSI E CURA DELLA BULIMIA, poi in merito alla diagnosi, se come insiste lei, un paziente che alterna abbuffate e vomito autoindotto, non sia da considerare un bulimico ma per esempio uno schizofrenico, penso che la struttura me lo dirà subito già dal primo incontro...come minimo...
spero di ricevere risposte illuminanti da altri membri del forum e le auguro una buona settimana

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"se come insiste lei, un paziente che alterna abbuffate e vomito autoindotto, non sia da considerare un bulimico ma per esempio uno schizofrenico, penso che la struttura me lo dirà subito già dal primo incontro...come minimo... "

Non saprei, può darsi di no. Non sto insistendo su niente tranne il fatto che vada fatta una diagnosi prima di dire che serve una struttura specializzata in qualcosa.

Secondo me la cosa migliore è farla valutare da uno psichiatra, e poi farsi eventualmente indirizzare verso strutture specialistiche ulteriori. Per sapere le strutture che si autodefiniscono come specializzate in... , questo non è un consiglio, sono informazioni reperibili facilmente, ma un consiglio su chi sia il migliore è un'altra cosa.

Se esistono strutture, facilmente reperibili in rete o chiedendo alla asl, che si autodefiniscono specializzate nei disturbi alimentari, non vedo il senso di dover dire quale sia la migliore (in base a quali criteri ?). Quanto è costata la struttura ? E che significa ?

Per i disturbi alimentari, non siamo in un campo in cui ci sono così tante conoscenze standard su cosa fare, né un accordo sul tipo di strategie da seguire.


Se chiede qualcosa comunque cerchi di avere un po' di rispetto per chi le risponde.

Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 392XXX

"Se esistono strutture, facilmente reperibili in rete o chiedendo alla asl, che si autodefiniscono specializzate nei disturbi alimentari, non vedo il senso di dover dire quale sia la migliore (in base a quali criteri ?). Quanto è costata la struttura ? E che significa ?"

Le sue affermazioni mi stupiscono, certo che il senso c'è, certo che più si investe in qualcosa e maggiori saranno i risultati, come si può pensare che non sia così? vuole scherzare? è vero che ci sono anche le eccezioni, per esempio il genio che riesce laddove le strutture ed investimenti falliscono, ma io chiedevo di aspettative ordinarie, non miracoli...

"Per i disturbi alimentari, non siamo in un campo in cui ci sono così tante conoscenze standard su cosa fare, né un accordo sul tipo di strategie da seguire."
su questo sono d'accordo a metà, ovvero, io so che esistono dei protocolli e orientamenti da seguire, ma è anche vero che i risultati sono spesso incerti, per questo le esperienze sul campo sono fondamentali quanto più persone ci lavorano e quanto più supporti strutturali sono disponibili.

"Se chiede qualcosa comunque cerchi di avere un po' di rispetto per chi le risponde."

lei ancora mi emerge con affermazioni incomprensibili, dove ha percepito la mancanza di rispetto mi chiedo? ...mah...forse nelle risposte alle sue affermazioni?
...non se la prenda troppo, in fondo come lei ha affermato, siamo su un terreno incerto dove le conoscenze sono minime ed è proprio in questi casi che ognuno può dare la sua ricetta/opinione libero dalla prova del risultato, ahimè persino io che non ho mai studiato psichiatria . buona serata, peace and love e tanto rispetto verso lei e tutti gli operatori dell'arte medica, stia sereno

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Lei parte dal presupposto che sua figlia abbia un certo tipo di disturbo.

Tale disturbo è a suo parere un disturbo bulimico, è possibile che sia così ma è anche possibile che vi siano altre condizioni sottostanti che devono necessariamente essere prese in considerazione.

Una visita psichiatrica è utile per sua figlia per la presenza di alcuni disturbi, non è detto che sarà indirizzato verso una struttura specializzata, del resto in materia non esiste il "gold standard" delle strutture in Italia o nel mondo in quanto è tutto sempre dipendente dallo stato di relazione che si acquisisce che non può essere uguale per tutti i pazienti e per tutti gli psichiatri.

Ogni regione dovrebbe avere un punto di riferimento provinciale per i disturbi del comportamento alimentare dove potrà essere eventualmente indirizzata sua figlia qualora se ne ravvisi la necessità.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La sua mancanza di rispetto emerge dal tono del suo scritto, dall'insistenza verso una risposta letterale a una domanda di poco senso "chi è il migliore ?", rispetto a cui Lei stesso non sa fornire precisi criteri.

Se vuole fare qualcosa di sensato, proceda secondo una logica diagnostica. Dopo decide in base a questo tra una rosa di soluzioni, e uno psichiatra generale questa indicazione gliela può dare.

La frenesia che si coglie dal suo modo di scrivere, espressioni come "stia sereno", "peace and love". E' lei che si agita quando le si risponde cercando di indirizzarla verso un ragionamento più utile, e questo non serve ad avere risposte migliori.

Questo è quanto.
Dr.Matteo Pacini
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