Utente 373XXX
Buongiorno, sono qui per chiedere gentilmente un consulto.
Sono 5 anni che soffro di attacchi di panico e depressione minore e ho cambiato molte cure. Nell'ultimo anno posso dire di star bene perché non ho più avuto episodi con attacchi veri e propri, ma mi è rimasto il problema che, a causa dell'ansia e della "paura della paura", non riesco a spostarmi a più di 20 km da casa quindi sto effettuando una psicoterapia cognitivo comportamentale. QUA SORGE IL PROBLEMA: con la dottoressa che avevo fino ad oggi prendevo 2mg di xanax rp la mattina e la sera, 300mg di seroquel la sera e 60 mg di cymbalta la mattina. La dottoressa ha cambiato ospedale e da oggi vengo seguito da una nuova. Facendo il primo incontro lei ritiene che la mia cura, nonostante stia bene nel "mio habitat", non funzioni, vista la mia difficoltà ad intraprendere qualsiasi distanza. RIASSUMENDO ha deciso di eliminare il cymbalta, diminuire pian piano il seroquel e lo xanax introducendo un nuovo antidepressivo, il Laroxyl. Le mie domande sono 2: 1- non è che la terapia che ho va bene e che non serve cambiarla per effettuare le distanze, ma mantenerla com'è e continuare con la psicoterapia? 2- il laroxyl vedo che è un farmaco usato per la depressione e per emicranie, ansia e attacchi di panico non sono neanche citati....è un farmaco idoneo per il mio disturbo? Mi dispiace magari mettere in dubbio le idee di un medico, ma oggi davvero mi sono spaventato perché pensavo finalmente dopo molti tentativi di aver trovato la cura giusta, ora cambio medico e la critica fortemente e il paziente alla fine.....non sa più a cosa credere.
RINGRAZIO da subito chiunque mi risponderà, grazie davvero.
Francesco

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Un disturbo di panico in cui non si ha autonomia di spostamento è un disturbo di panico, che gli attacchi non ci siano dipende anche dal fatto che c'è l'evitamento.
Oppure non verrebbero comunque, ma rimane la paura al punto da non far più provare.

Questo è aggredibile farmacologicamente.

L'unica cosa che non si capisce bene è questo: la terapia di prima, oltre a non comprendere un farmaco antipanico "classico" neanch'essa (cymbalta) aveva il seroquel che non è indicato per quello, ma per altro.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 373XXX

Quindi secondo lei il nuovo percorso che vuole intraprendere la nuova dottoressa è corretto?
Io ho solo paura di cambiare una terapia che mi fa stare apparentemente bene, con una che mi faccia tornare a stare male come un anno fa. Per quanto riguarda il Laroxyl? E' un farmaco adatto al disturbo di attacchi di panico e quindi anche all'evitare le situazioni? Vorrei soltanto capire quale strada prendere e se fidarmi di questo nuovo percorso.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

In effetti di tanti farmaci per il disturbo di panico, ne è andata a prendere due che ufficialmente non hanno l'indicazione, anche se va detto sono simili a quelli che ce l'hanno.

Piuttosto chiarisca il perché del seroquel, che magari sta lì per una ragione precisa e questo influenza anche il decorso.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 373XXX

Anche la nuova dottoressa è rimasta perplessa per quanto riguarda il seroquel e mi ha detto che l'introduzione del Laroxyl mi farebbe meglio sia per i disturbi di attacchi di panico sia per ridurre il seroquel per poi eliminarlo. La domanda più grande è: ha senso questo antidepressivo? Perché ad esempio nelle indicazioni del Cymbalta si parla di disturbi di attacchi di panico, mentre in quelle del Laroxyl soltanto di depressione e emicranie. Il fatto è che mi spaventa eliminare un antidepressivo che "dovrebbe aiutare" negli attacchi di panico e introdurre invece uno che a quanto pare dalle illustrazioni non c'entra nulla.
In attesa di risposta comunque intanto ringrazio per la puntualità.

[#5] dopo  
Utente 373XXX

Aggiungo che il seroquel mi era stato inserito dalla dottoressa precedente perché diceva che a 300mg fungeva anch'esso da antidepressivo.

[#6] dopo  
Utente 373XXX

Nessuno che mi può dare un consiglio su cosa fare? :(

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il seroquel non è un farmaco per la depressione. Invece gli antidepressivi in generale sono utili nel disturbo di panico, anche se non è chiaro perché la prima scelta non sia caduta su quelli classici.

"Consiglio su cosa fare" in che senso ? Qui nessuno può indicarle cosa assumere, questi sono i commenti da chiarire se mai col suo medico.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 373XXX

Cosa fare nel senso: mi ritrovo improvvisamente una dottoressa che mi vuole stravolgere la cura dicendo che quella attuale non è adatta, mentre la dottoressa di prima che se n'è andata diceva che avevamo trovato la cura giusta e che ora stava solo a me sbloccarmi. Mi innervosisco perché non è la prima volta che succede e i medici non li ho cambiati per mia volontà. Vorrei solo un consiglio se per lei sarebbe meglio la terapia precedente o se invece dovrei affidarmi alla nuova dottoressa stravolgendo la cura... Sono anni che ho questo problema e sto perdendo anni di vita... Non posso più fare scelte di cui pentirmi. Capisco che non può dirmi che farmaci prendere, ma chiedo solo di darmi un consiglio su cosa fare in una situazione del genere. Grazie.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Che non sia adatta lo dice anche Lei, per cui la vuole cambiare. Fin qui mi pare logico.

"avevamo trovato la cura giusta e che ora stava solo a me sbloccarmi. " Ecco, questo invece non mi pare molto sensato. Se non è abbastanza fiduciosa da sbloccarsi, è per questo che serve una cura. In cosa consista la cura poi è discutibile, ma che uno si debba "sbloccare" da solo non significa niente. Se accade, accade, ma non perché uno lo abbia fatto apposta, significa che era solo questione di attendere che l'effetto si consolidasse (di solito alcuni mesi dal primo miglioramento).
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 373XXX

Grazie per le risposte davvero. Forse sono io che mi spiego male nel porre la domanda, ma non importa. Grazie ancora e buon lavoro.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Mi pare si sia spiegato bene. Ma cosa fare significa un consiglio su come agire, e questo non è argomento su cui si possano dare indicazioni.
Dr.Matteo Pacini
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