Depressione, ossessioni, sbalzi d'umore ma nessuna diagnosi certa

Gentilissimi Dottori,
Chiedo anzitutto scusa per il titolo del consulto, ben poco chiaro, ma come capirete tale mancanza di chiarezza è data da una incertezza diagnostica di fondo della quale non sono responsabile.
Sono una ragazza di 26 anni.
Premetto di aver cominciato a soffrire, all'età di 13 anni circa, di attacchi di panico.
A 16 anni, ebbi una forma di depressione ansiosa (non conosco i termini medici, dunque mi perdonerete per le eventuali imprecisioni) per la quale fui seguita da un neuropsichiatra infantile del Consultorio locale.
Quell'anno, a causa del forte stato d'ansia ed apatia nel quale mi trovavo, addirittura non riuscii a frequentare la scuola, che avevo sempre frequentato con risultati eccellenti.
Tale situazione si protrasse per alcuni mesi.
Fui curata con il Citalopram (non ricordo la posologia), e l'anno successivo ripresi la scuola tornando ai risultati brillanti precedenti ed alla precedente serenità.
Per alcuni anni non ebbi più alcun problema.
A partire dai 20 anni circa, però, la mia vita ha cominciato in qualche modo a sfaldarsi: ho perso più volte la bussola delle mie priorità e non sono più riuscita in alcun modo a seguire un percorso lineare e soddisfacente.
A seguito del mio primo anno di università, trascorso in sordina e senza entusiasmo, durante l'estate ebbi un forte impulso ad avvicinarmi a tematiche magico/religiose, nelle quali mi lanciai a capofitto ottenendo anche una certa notorietà sul web.
Iniziai il secondo anno universitario piena di buoni propositi, strinsi amicizia con numerosi colleghi (cosa che non avevo fatto al primo anno), ma dopo alcuni mesi scivolai nuovamente nell'apatia.
Liti familiari continue, date dal fatto che i miei familiari non tolleravano le mie nuove passioni e credevano che avessi perso di vista i miei obiettivi, mi portarono ad uno stato di frustrazione e rabbia che degenerò in una nuova depressione, ancora trattata con il citalopram.
Ancora una volta, mi ripresi in pochissimo tempo, ma persi di nuovo di vista i miei obiettivi accademici: all'avvicinarsi dell'estate, mi lanciai in un nuovo progetto a sfondo giuridico-sociale, ancora una volta ottenni una certa visibilità: scrivevo giorno e notte, esponendo le mie opinioni, e riuscii ad attirare tanta attenzione da ottenere perfino un posto di lavoro nell'ambito di un importante caso giudiziario (pur non essendo ancora laureata).
Anche in questo caso, però, la gioia per il lavoro lasciò presto spazio alla frustrazione, in quanto il lavoro offertomi, che avevo accettato a cuor leggero, si rivelò molto diverso dalle mie grandiose aspettative.
Mi dimisi, e decisi di riprendere gli studi.
La scorsa estate, dopo le dimissioni, nel mese di luglio sono finita in ospedale in preda ad ossessioni ipocondriache, fame d'aria e necessità di controllare gli atti respiratori- qui mi venne prescritto Lexotan, 10 gocce al bisogno.
All'inizio le cose migliorarono, ma nel mese di novembre sono precipitate nuovamente (continua).
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.3k 1k 63
[#2]
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Gentile Dottore, ho dovuto "spezzare" il messaggio per ragioni di numero di caratteri ammessi.
Chiarisco subito l'oggetto della domanda: a novembre, come anticipavo, ho avuto un nuovo periodo che non saprei descrivere- è stato simile, in qualche modo, alla depressione.
Ha esordito con notti insonni (avrei voluto dormire, ma non avevo sonno, la mia mente era invasa da pensieri continui e rapidi, talvolta da più pensieri contemporaneamente, e avevo una pervasiva sensazione di angoscia e pantofobia), inizialmente durante il giorno successivo non ne risentivo (non mi sentivo stanca), oppure ancora mi capitava di avere pensieri rapidi con musica "ad alto volume" nella testa, come in sottofondo, o ancora di sentire il mio pensiero ripetuto "ad alta voce" (questo mi è successo circa una decina di volte in tre settimane, non tantissimo quindi, ma è stato angosciante).
Nel contempo ero in qualche modo, durante il giorno, propensa a nuovi progetti, specie, ancora una volta, a scrivere, spesso con toni polemici e diffamatori.
Nello stesso periodo, ho purtroppo iniziato ad avere (a causa di un'immagine venutami in mente in mezzo alla marea di pensieri rapidi e talvolta sconnessi notturni) ossessioni di tipo aggressivo (paura di poter fare del male a persone a me care), così da questo stato "strano" dopo qualche settimana sono passata ad uno stato più familiare di tipo depressivo.
Mi sono rivolta ad uno psichiatra, che mi ha prescritto zoloft 50 mg/die, depakin chrono 500 mg/die e lexotan al bisogno.
Le cose stanno migliorando, sia pure lentamente.
Purtroppo non mi è stata fornita alcuna diagnosi chiara in quanto lo specialista sostiene che le etichette non siano necessarie: non sono in completo disaccordo con questa affermazione, e comprendo anche che le diagnosi siano utili al medico piuttosto che al paziente, ma dopo anni di sofferenze, nel guardare ad una vita nella quale stento a riconoscermi (ero una ragazza studiosa e meticolosa, ora passo dal fare progetti su questo o quello andando in fissa su determinati argomenti allo star male e alla apatia), mi chiedo anche se la mia sofferenza abbia un nome.
Inoltre ho letto che il sentire ad alta voce i propri pensieri è un sintomo di schizofrenia, e pur sapendo che l'autodiagnosi online è una trappola, mi sono spaventata molto.
So che non potete farmi una diagnosi online, vi chiedo soltanto se potete darmi qualche indicazione, se la terapia potrebbe essere adeguata rispetto a tali sintomi, e se a vostro avviso sarebbe necessario sentire un ulteriore parere.
Grazie mille!
[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.3k 1k 63
Secondo il mio parere da ciò che racconta si ravvisano elementi di bipolarismo, nel limite del consulto on line, che ha caratteristiche anche di psicosi quando si evidenziano certi sintomi, ma ciò non vuol dire avere una schizofrenia.

Francamente penso che chi duca ai pazienti di non voler dare etichette non ha capito il proprio lavoro, perché la cultura di malattia è cambiata rispetto a 30 anni fa ed anche l'atteggiamento sociale è diverso.

Con questi due presupposti penso che la sua terapia possa non essere adatta per i suoi disturbi e va rivista con delle modifiche che possano portarla a miglioramento e soprattutto evitando le oscillazioni che descrive periodicamente.
[#4]
Attivo dal 2016 al 2016
Ex utente
Grazie mille per la sua cortese ed esaustiva risposta, Dott. Ruggiero.
Cercherò di insistere nel chiedere lumi al mio psichiatra, affinché dopo mesi mi formuli una diagnosi chiara, ed eventualmente sentirò un secondo parere: le cose ora vanno meglio rispetto a mesi fa, ma non vorrei assumere una terapia inadeguata a compensare questa situazione.
Ho familiarità con disturbi dell'umore (mia madre ebbe una depressione con manifestazioni psicotiche, anni fa, ma si trattò di un episodio singolo), io sono spaventata ma penso si debba sempre fare il massimo per stare meglio.
Non volevo chiedere il parere ad un altro specialista per il timore di vedermi confondere le idee ulteriormente con conseguente ansia, ma in assenza di delucidazioni chiare sulla diagnosi sarà mia accortezza farlo.
La ringrazio ancora!
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